Ai no Jikan di Ebine Yamaji

A cura di Tommasello (review) e Demelza (grafica)

Titolo: Ai no Jikan
Autrice: YAMAJI Ebine
Categoria: Josei

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 1-concluso
Casa editrice: Shodensha
Rivista di serializzazione: Feel Young
Anno di pubblicazione: 2008

:: Il manga in Francia ::
Titolo: Au Temps de l’Amour
Numero di volumi: 1-concluso
Casa editrice: Asuka
Anno di pubblicazione: 2009
Pagine: 336
Prezzo: 12,95 euro.

:: L’autrice ::
Ebine Yamaji ha debuttato nel 1984 su LaLa; ha realizzato numerosi ladies comic in volumi unici, tra cui “Indigo Blue” (2002) e “Sweet Lovin’ Baby” (2003), editi da Shodensha. “Otenki to issho” è invece composto da 3 volumi, editi nella collana Young You di Shueisha.
I manga di Ebine Yamaji vengono pubblicati anche in Francia: “Love my life” (edito anche in Italia) è stato nominato ai premi del Festival di Angoulême 2005 e selezionato dalla francese Mang’Arte a sostegno della rivalutazione del patrimonio e della ricchezza del fumetto giapponese.

Storia

Shiori è appassionata di arti figurative. Introversa e riservata, si confida solo con l’amico Toda, studente all’università.
Durante una visita al museo di arte contemporanea, la ragazza incontra il bellissimo e ambiguo Seiji Kageyama, collega di Toda.
La protagonista scopre in seguito che il fidanzato di Kageyama è stato barbaramente assassinato qualche mese prima e Toda rivela a Shiori che, dalla morte del ragazzo, Kageyama non è più lo stesso.
Un giorno, passeggiando lungo il fiume, Shiori viene aggredita e violentata. Sarà Kageyama a soccorrerla e, qualche settimana più tardi, a vendicarla, stuprandone a sua volta l’aggressore.
Seiji e Shiori si trovano così uniti da un’insolita amicizia, fatta di segreti dolorosi, di recriminazioni taciute e di un’inconfessabile attrazione reciproca.
Nel frattempo, Toda dichiara il suo amore alla ragazza che, malgrado lo shock dell’aggressione, accetta le sue avances.
Ma l’enigma della morte del compagno di Kageyama continua ad arricchirsi di nuovi elementi, nonostante quest’ultimo cerchi di nascondere il proprio passato.
Shiori riuscirà a mettere insieme i tasselli dell’intrigo grazie al prezioso sostegno di Nakano, pittore professionista per cui Seiji ha posato come modello, il quale fornirà alla ragazza indizi importanti e la incoraggerà a ritrovare la voglia di vivere e di amare.

Considerazioni

Au temps de l’amour (Ai no Jikan) è il manga delle contraddizioni.
A cominciare dalla copertina. Nella versione giapponese l’immagine sulla sopraccoperta (ritratto in piedi di Shiori, la protagonista) è divisa in due in senso orizzontale: le tinte pastello della figura si interrompono bruscamente, quasi a tre quarti della pagina, per lasciare spazio a un bianco assoluto.

Nella versione francese, invece, la casa editrice Asuka ha scelto un’illustrazione a pagina intera, in cui l’apparente dolcezza del soggetto, Shiori che stavolta accarezza la gabbia di un canarino in un giardino autunnale, è intrisa di una tristezza ipnotica (in tutti e due i casi, si tratta di un lavoro di ricolorazione di Milky Isobe sui disegni della Yamaji).

Quando Au temps de l’amour è uscito in Francia, confesso di aver avuto un attimo di esitazione prima di comprarlo. Vedendo quell’immagine così “romantica” ho creduto che la Yamaji si fosse svenduta al genere kitsch dello shoujo di quinta categoria. Non mi andava neppure di sfogliarlo. Ho aspettato.

Poi, dopo un paio di settimane, guardando per l’ennesima volta la vetrina delle autrici “d’avanguardia” del mio negozio preferito, ho notato che il sole del pomeriggio si rifletteva sulle foglie autunnali della copertina. Incuriosito, ho finalmente deciso di dargli un’occhiata e di acquistarlo.

Mi sono trovato tra le mani un’edizione di ottima qualità: disegno di copertina dai colori nitidi e dai dettagli verniciati (ecco perché brillavano, quelle foglioline…) stampa impeccabile su carta sottile, ma non trasparente, e adattamento grafico curatissimo. Il tutto in un apprezzabile formato 12,5×18 di quasi 340 pagine.

Ecco, palese, la prima contraddizione di cui sopra: l’ingenuità della copertina era solo apparente. I dettagli: la precisione dei dettagli non aveva niente di ingenuo. Anzi, l’immagine è inquietante e struggente.

Sfogliando, fin dalla prima pagina, ho notato che il tratto della mangaka è cambiato. Le linee corpose dei disegni di Love My LifeIndigo Blue e Free Soul si sono affinate, alleggerite, e tuttavia -seconda contraddizione- sembrano più sicure nella loro espressività sintetica.

L’organizzazione degli spazi narrativi, già magistrale in quest’autrice, si perfeziona ulteriormente: “sobrietà” è la parola d’ordine. Tutto è funzionale al racconto. Nessuna concessione a inutili fronzoli grafici autocompiaciuti. Ma, paradossalmente (altra contraddizione…), la ricerca di questa purezza dispositiva porta all’estetismo perfetto. Tutto è bello, bellissimo e freddo, come una statua marmorea neoclassica.

Tavola dopo tavola, la Yamaji polverizza i contorni diurni degli sfondi naturali -dell’acqua del fiume, delle piante sulle rive…- e radicalizza i neri delle scene notturne.
Contraddizione anche questa: nella storia la luce è complice silenziosa della violenza e del dolore fisici. Dello stupro, della vendetta, delle sevizie, degli omicidi. Tutto è alla luce del giorno, crudele e inesorabile.
La notte, invece, diventa il momento del riposo e del rimorso, della solitudine e del dubbio.

Poi? Il corpo di Shiori è magro e androgino, il suo migliore amico è il suo peggior amante, l’ambiguo Kageyama è una vittima e un carnefice, il pittore fissa per l’eternità una felicità passata ormai irrecuperabile… Contraddizioni, in ogni pagina.

E sorpresa.
Non potrei definire altrimenti l’atmosfera che si dipana da Au temps de l’amour: sorpresa nel vedere il tema della crisi dell’identità sessuale e psicologica, vero e proprio leitmotiv di tante autrici giapponesi dell’ultima generazione, trattato in modo insolito e calato in un racconto dai risvolti polizieschi.
Questa è pure la contraddizione più forte e, probabilmente, la più difficile da mandar giù a livello narrativo. Qui, il contrasto tra il dramma psicologico e l’intrigo criminale stona.

Eppure, io azzarderei un’ipotesi: quella stonatura è la conseguenza diretta di una strategia deliberata della magaka per spingerci al limite del disagio.
Arrivati alle ultime pagine di Au temps de l’amour, quel contrasto non è più nel manga, nella realtà del racconto, ma è ormai passato nella mente di chi lo sta leggendo, per aprire la via a una vera e propria riflessione.

Con questo suo ultimo lavoro, la Yamaji, firma un josei memorabile e nuovo. Sicuramente uno dei migliori degli ultimi anni, e si riconferma come autrice di rilievo nel panorama del fumetto d’avanguardia giapponese.

 

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