Angel no oka di Osamu Tezuka

A cura di Deda

Titolo: Angel no oka
Autore: TEZUKA Osamu
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 2, concluso
Anni di pubblicazione: 1960 – 1961
Casa editrice: Kodansha
Rivista di serializzazione: Nakayoshi
Ultima riedizione: Tezuka Osamu Bunko Zenshu BT 126 (2011)

Storia

Anche “Angel no oka”, come molti fumetti in generale di quegli anni (incluso Tin Tin e Topolino), ha la caratteristica avventurosa delle classiche storie che cominciano da una parte e ti trascinano in giro per il mondo in maniera mirabolante. Di norma Tezuka sceglie due opzioni: o ti fa finire in tutt’altro posto (un po’ come fanno i “Simpson” oggi) o ti riporta al punto di partenza con un bagaglio di emozioni e di conoscenza addosso che ti faranno rivedere il tutto sotto occhi diversi.

Per questo manga Tezuka sceglie di riportarti al punto di partenza dopo aver fatto vivere ai suoi protagonisti avventure terribili.
Luna la protagonista, giovanissima, parte da un’isola misteriosa e magica dove vivono i discendenti delle sirene. La segue una sorta di maledizione (ma non magica, la sua maledizione è l’ambizione della strega Hyoma che vuole mantenere l’isola sotto il suo controllo sbarazzandosi di Luna e controllando la di lei cieca sorella Soleiu).

La nostra eroina si ritroverà a lottare per la propria sopravvivenza, con l’aiuto di una scimmietta e di un pappagallo – come richiesto dalle favole, ci vuole l’aiutante magico – e una serie di personaggi secondari dal fascino indiscutibile. Ha addirittura una sosia, Akemi (sorella del protagonista maschile) che finirà quasi col rimetterci la pelle a causa di uno scambio di persona.
E l’eroe romantico, ne vogliamo parlare? Ah, Eiji! Senza macchia e senza paura, che si innamora della bella Soleiu in una scena che ha del musical e del balletto allo stesso tempo. Ah, sospir!

Considerazioni

Tutte queste rocambolesche avventure trovano soluzione grazie a due deus-ex-machina (che in una favola a sfondo mitologico è giusto che ci siano, altrimenti che favola mitologica sarebbe?)… del primo si può dire che se ne avvisano sentori lungo tutta la storia. Il secondo è un po’ improvviso e meno ovvio e, per certi versi, è la motivazione dietro ogni singola azione di Hyoma – francamente è anche caruccio e non sarebbe spiaciuto vederlo comparire prima e interagire con Luna un po’ più justify!

La favola nasce e finisce avvolta nel mistero. Lascia comunque il lettore soddisfatto e gratificato da grandi avventure ed elementi favolistici in stile Perrault.
I disegni sono di una carineria impressionante, dai vestitini (bellissimi) di tutte le protagoniste femminili, all’eroe dalle spalle e petto largo, col mento volitivo e lo sguardo serio. Hyoma è particolarmente affascinante, come del resto sono affascinanti tutti i cattivi di Tezuka, e sa essere anche particolarmente inquietante.
Animali e ambienti in puro stile disneyano: tondi e graziosissimi! Personaggi prediletti per il look e il comical relief, restano le due sirene assassine, dal design creativo e impeccabile, ci sarebbe da farne un cosplay.

Pubblicato su Nakayoshi, dal Gennaio 1960 al dicembre 1961, è uno shoujo ideale!

 

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