Gekka no kimi di Ako Shimaki

A cura di Martina

Titolo originale: Gekka no kimi
Autrice: Ako Shimaki
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di tankoubon: 7 -completo
Anni di pubblicazione: 2002 – 2004
Casa editrice: Shogakukan
Collana: Flower Comics
Rivista di serializzazione: Sho-comi Cheese!

:: Il manga in Occidente ::
E’ stato pubblicato in Francia da J’ai lu (2005) con il titolo “Sous un Rayon de Lune”; e in Spagna da Ivrea (2006) con il titolo “El Príncipe de la media noche”.

:: Curiosità ::
La storia del manga è una sorta di rivisitazione del “Genji Monogatari”, scritto dalla dama di corte Murasaki Shikibu intorno all’anno Mille. Si tratta del primo romanzo psicologico della letteratura mondiale (nonché uno dei più lunghi) ed è considerato il vertice ineguagliato della letteratura giapponese.
Racconta la vita e gli amori del “Principe Splendente” Genji, offrendo nel contempo una viva descrizione della vita nella corte imperiale Heian. In Italia è edito da Einaudi con il titolo “Storia di Genji”.
Waki Yamato (autrice di ” Una ragazza alla moda” ) ne ha realizzato una fedele versione con “Asaki yumemishi” (13 tankoubon, 1981 – 1993), uno degli shoujo manga più famosi e importanti di tutti i tempi.

:: L’autrice ::
Ako Shimaki è nata a Chiba il 16 gennaio di un anno sconosciuto; ama suonare l’ukulele e le piace scherzare sul suo nome: infatti in giapponese il termine “koshimaki” significa grembiule, perciò a volte quando le capita di presentarsi a qualcuno dice: “Mi chiamo grembiule”.
La sua opera di debutto si intitola Iroha ni Hoheto e risale al 2000, la troviamo inclusa nel suo primo tankoubon che si inititola Koi ni ochita oujisama. Alcuni sui brevi racconti sono stati pubblicati in diverse antologie che contengono storie autoconclusive realizzate da varie autrici tra cui Miyuki Kitagawa e Kaho Miyasaka.
In Mucha kucha daisuki (4 volumi, 2001-2002, edito in Italia nel 2007 col titolo Baci rubati) Shimaki sensei affronta con talento e maturità una storia dai risvolti particolarmente tristi. Gekka no kimi l’ha confermata come una delle autrici più promettenti, sia per le doti artistiche che per l’abilità di creare storie appassionanti e originali; pubblicato in Francia tra il 2007 ed il 2008 con il titolo Sous Un Rayon de Lune dall’editore Asuka, rappresenta il debutto di Ako Shimaki in Occidente.
In seguito all’uscita del volume unico Iinazuke Ryokan, l’autrice ha disegnato la serie Boku ni natta watashi conclusa in 5 volumi, cui sono seguiti sia brevi racconti (raccolti nel volume Suki ni naru made matte), sia altre opere composte da pochi volumi. Al 2009 risale Pin to kona (Il sentiero dei fiori), che completa in 16 volumi.

Personaggi
“Gekka no kimi” ripropone alcune vicende narrate nel “Genji Monogatari”, intersecandole con personaggi (creati da Ako Shimaki) che vivono nel Giappone contemporaneo. Il filo conduttore tra queste due realtà è la reincarnazione.

:: Giappone, epoca Heian (794-1185)

Hikaru Genji
Figlio dell’Imperatore e della sua concubina Kiritsubo. Soprannominato “Hikaru”, ovvero “splendente”, per la sua grande intelligenza, cultura e bellezza. Nel corso della vita ha numerose amanti.

Murasaki
Figlia del Principe Hyobukyo e di una concubina. Adottata da Genji, a 14 anni diventa la sua seconda moglie. Ha 12 anni meno di Genji e il suo aspetto ricorda quello di Fujitsubo.

Fujitsubo
Consorte dell’Imperatore; sorella del Principe Hyobukyo. Amata da Genji, ha 5 anni più di lui. Assomiglia molto a Kiritsubo, la madre di Genji.

To no chujo
Cognato e grande amico di Genji.

:: Giappone contemporaneo

Hazuki
E’ uno studente del liceo con uno strano problema: tutte le volte che si avvicina a una ragazza incominciano a tremargli le mani. Per questo è sempre molto sgarbato con le compagne e non si è mai innamorato. Ma le cose incominciano a cambiare quando conosce Shuu Kikuchi…

Shuu Kikuchi
Si e’ appena trasferita nella scuola di Hazuki. Fin dal primo incontro si sente attratta da lui, anche se il comportamento ambiguo del ragazzo a volte la fa soffrire.

Storia

1° Volume

“Ho continuato a dormire, per tutto questo tempo, senza che nessuno mi svegliasse.”

Capitolo 1

Genji è il figlio dell’Imperatore e della sua concubina preferita, Kiritsubo, morta a causa dell’invidia che le donne provavano per lei. Vedendo che il padre soffre ancora per la morte di Kiritsubo, il piccolo Genji si promette di non innamorarsi mai.
Qualche anno più tardi, Genji sta giocando con le foglie di acero: una volta lanciate in aria, esse lo condurranno alla persona che il destino ha scelto per lui. E’ così che giunge alla nuova moglie del padre, Fujitsubo. La giovane assomiglia molto alla madre di Genji e per questo l’imperatore le chiede di diventare la nuova madre di Genji. Fujitsubo rifiuta poiché non ritiene di essere all’altezza del compito.
Tuttavia Genji ne rimane molto affascinato e infine riesce a stringere amicizia con lei.

Un anno dopo, Genji viene informato che è stata decisa la data della cerimonia che sancisce il suo passaggio all’età adulta. Da quel giorno in poi, Genji non potrà più frequentare Fujitsubo.
Una volta avvenuta la cerimonia, Genji si reca con l’amico Tou no Chujo a spiare le stanze in cui vive Fujitsubo. Lì Genji vede la giovane piangere e invocare il suo nome. In quel momento il ragazzo si chiede, “Questo dolore, da dove verrà mai? E’ forte e opprimente, tuttavia non riesco a liberarmene. Questo sentimento… si chiama amore?”

Capitolo 2

Genji, ormai cresciuto, sta seducendo l’ennesima fanciulla. Mentre fa l’amore con lei, pensa “Se chiudo gli occhi, riesco a vedere il volto di Fujitsubo. Tutte le donne si trasformano in dama Fujitsubo. Sto commettendo un grave peccato, eppure non riesco a soffocare questo sentimento. Probabilmente un giorno verrò punito. Quando sarà? In questa vita?”

Giappone contemporaneo. Il giovane Hazuki viene avvicinato da una compagna e non esita a trattarla in modo rude: “Non lo sai che odio le donne? Quindi odio anche te!”
Il fatto è che Hazuki ha un problema piuttosto imbarazzante: ogni volta che si trova vicino a una ragazza, le mani gli tremano in modo incontrollabile. Per questo ha deciso di essere sempre freddo e rude con le ragazze, senza mai innamorarsi.
Quel giorno Hazuki ha deciso di saltare la lezione di Letteratura classica e si trova a passeggiare nel giardino in fiore della scuola. All’improvviso, la finestra davanti a cui si trova sembra riflettere un’immagine che non è la sua…

Genji si trova in viaggio con un amico. In quel luogo remoto e abbandonato scorge una ragazzina che gli ricorda Fujitsubo…

La giovane Shuu Kikuchi è in ritardo proprio il primo giorno nella sua nuova scuola. Mentre corre verso l’edificio si scontra con Hazuki, cadendogli addosso. Dopo essersi scusata, gli chiede dove si trova la sala insegnanti. Una volta rimasto solo, Hazuki si accorge che le sue mani tremano più forte del solito.
La povera Shuu, invece di entrare nella sala insegnanti, finisce nello spogliatoio maschile…

Una volta in classe, Hazuki si accorge con imbarazzo che Shuu è stata assegnata alla sua stessa classe. Quando vede che i compagni stanno rivolgendo a Shuu delle frasi di scherno (chiamandola “la spiona degli spogliatoi”), Hazuki si arrabbia. Prende della terra da un vaso lì vicino e la lancia addosso ai compagni in questione.
Vedendo che Hazuki sta uscendo dalla classe, Shuu, in lacrime, decide di seguirlo e ringraziarlo.
I due stanno tornando in classe quando Shuu viene colpita da un pallone e si ritrova di nuovo addosso a Hazuki. Come da copione, il ragazzo incomincia a tremare e la allontana bruscamente. In preda all’agitazione, le dice che l’unico motivo per cui l’ha aiutata è che essere gentile con la nuova arrivata poteva tornargli utile.
Prima di scappare via in lacrime, Shuu gli dice che è contenta lo stesso. Rimasto solo, Hazuki si dice, “Quella ragazza mi piace, ma come posso fare? Per colpa di questo stupido corpo non riesco neanche a starle vicino…”

Genji adotta la ragazzina in cui si era imbattuto, ora orfana, e decide di chiamarla Murasaki.

Quella sera Hazuki si reca a casa dell’amico Hiroshi. Con il solito fare brusco gli spiega i suoi sentimenti e gli chiede un consiglio. Hiroshi, scherzando, gli dà in mano una copia del “Genji Monogatari”, dicendogli che è un manuale sull’amore. Hazuki non capisce che è uno scherzo e se ne va portandosi il “Genji Monogatari” con sé.
Per strada, Hazuki viene avvicinato da due ragazze più grandi che vogliono passare la notte con lui. Quando gli chiedono come si chiama, il ragazzo risponde, “Il mio nome… è Hikaru.”

Capitolo 3

La mattina seguente, Hazuki non ricorda nulla di quello che è successo quella notte.
Hiroshi, che lo accompagna verso la scuola, si accorge che dallo zaino di Hazuki spunta una foto. Si tratta della foto di classe, con i nomi dei compagni, che Hazuki ha preparato per Shuu. Ha intenzione di farla avere alla ragazza, senza dirle che è da parte sua.
All’improvviso, Hazuki viene travolto dalle ragazze della notte precedente, che lo chiamano Hikaru e lo abbracciano con passione. Hazuki non si ricorda di loro, ma ciò che lo stupisce di più è che le mani non gli stanno tremando. Che sia merito dell’amore?
Purtroppo la sua gioia non dura molto, visto che Shuu lo vede mentre le due lo stanno abbracciando. Quando raggiunge Shuu per spiegarle che si tratta di un malinteso, Hazuki si accorge che il tremito alle mani è tornato…

Fuori dalla classe di Hazuki si è radunato un gruppo di ragazzi per vedere la nuova arrivata, a detta di tutti molto carina. Hazuki li sente parlare e si ingelosisce, perciò se la prende con uno di loro e grida “La nuova arrivata non è per niente carina, hai capito?!”.
Peccato che di fronte a loro si trovi proprio Shuu…

In lacrime Shuu scappa via, ma Hazuki riesce a raggiungerla. Rimasta sola con lui, Shuu si accorge che le mani del ragazzo stanno tremando. Tenendo la mano del ragazzo fra la propria, gli dice che è uguale al battito del proprio cuore.
A un tratto, le mani di Hazuki smettono di tremare. Con una strana espressione, il ragazzo incomincia a pronunciare frasi a cui Shuu non riesce a dare un senso. Infine, Hazuki dice di volersi unire a lei, e di non riuscire ad aspettare…
L’imbarazzo di Shuu svanisce quando il ragazzo dice, “Ti voglio, Murasaki.” Con uno schiaffo, Shuu fa rinsavire Hazuki, il quale non capisce che cosa sia successo.
Più tardi Hiroshi fa sapere all’amico che a scuola si è diffusa la voce che Hazuki è diventato un playboy. Hazuki, che ha rimosso i ricordi di quella notte, ipotizza che forse quello che si vocifera è successo veramente.

Murasaki è appoggiata sulle gambe di Genji e gli chiede che cos’ha sognato. Genji le risponde usando un termine ambiguo per sottintendere che nel sogno lui stava facendo l’amore con lei. Murasaki, che non capisce, gli chiede che cosa è successo nel sogno. Lui risponde che lei, nel sogno, l’aveva trovato insopportabile.

Hazuki si trova tra gli scaffali in cui gli studenti lasciano le loro scarpe per indossare quelle della scuola. Dopo aver lasciato la foto di classe nel ripiano di Shuu, il ragazzo pensa “Buona fortuna, nuova arrivata. Addio, mio primo amore.”
Poco dopo, Hazuki viene raggiunto da Shuu, che tiene in mano la foto di classe. Il nostro protagonista, infatti, si è dimenticato un piccolo particolare: nella foto, sopra la sua faccia c’è scritto a chiare lettere “Io”.
In lacrime, Shuu gli chiede chi lui sia veramente, se è una persona meschina o se è la persona gentile e pronta ad aiutarla, come dimostra quella foto. Hazuki, di nuovo con una strana espressione, le dice, “Soltanto tu mi piaci. Finalmente sono riuscito a ritrovarti.”

Considerazioni
In un panorama shoujo dominato da ambientazioni contemporanee in cui raramente si va oltre i banchi di scuola e gli appuntamenti al karaoke, non può che essere positivo il ricorso al grande classico della letteratura giapponese. Anche se relegato a brevi flashback sovrapposti alle solite vicende scolastiche. Eppure, Gekka no kimi fallisce su quasi tutta la linea.

Sono di certo numerosi gli spunti offerti da una storia che tratta di reincarnazione e personaggi vissuti nell’affascinante Giappone dell’epoca Heian. Ako Shimaki cosa fa? Li ignora bellamente e ci presenta invece una sfilza di fraintendimenti fra studentelli imbranati.

Dopo i primi capitoli, abbastanza promettenti, il resto della storia si basa su una ripetizione ciclica di stupidi equivoci fra i due protagonisti, a cui fanno seguito litigi e rappacificamenti. Il risultato è che per la maggior parte dei volumi i personaggi non fanno che litigare, piangere, inseguirsi e abbracciarsi– con conseguente irritazione del lettore.

A questo si aggiunge una confusione di fondo: gli eventi si susseguono a casaccio, il comportamento dei personaggi risulta innaturale e immotivato, molti punti non vengono adeguatamente spiegati, nemmeno a conclusione della serie.

I disegni, inizialmente un po’ acerbi, migliorano nel corso dei volumi, ma da subito rivelano le buone abilità grafiche di Ako Shimaki, che a oggi risulta una delle migliori autrici della nuova generazione, per quanto riguarda il lato meramente tecnico.

Un vero peccato, dunque, che la mangaka abbia sprecato in maniera così misera l’opportunità di realizzare una storia diversa dal solito. Come già in altre opere della Shimaki, si sente tutta la necessità di un buon redattore che indirizzi l’autrice su trame meglio strutturate e più efficaci. Ma i buoni redattori, nel campo degli shoujo manga odierni, sono una presenza assai rara.

 

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