Jotei Ekaterina di Riyoko Ikeda

A cura di Giuseppe De Pasquale

Titolo: Jotei Ekaterina (L’imperatrice Caterina)
Autrice: IKEDA Riyoko
Categoria: Josei

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 5, conclusa
Casa editrice: Chuo-Korounsha
Anno di pubblicazione: 1982
Seconda pubblicazione: 1994, tre volumi.

Storia
La principessa Sofia Augusta Federica (questo il suo vero nome) nasce il 2 Maggio 1729 ad Anhalt-Zerbst, uno dei 300 principati di lingua tedesca, in Prussia, da Cristiano Augusto e Giovanna di Holstein-Gottorp. Fin da giovanissima è cagionevole di salute, ma decisa e caparbia e molto intelligente; tuttavia pesa su di lei sempre lo stesso giudizio delle persone che la circondano: molto intelligente, gradevole, ma bruttina.
Sofia trova il suo primo amore nello zio Giorgio, ma la loro relazione sarà interrotta forzatamente, quando lei prenderà a frequentare con la madre le corti di Brunswick e Berlino. Successivamente sale sul trono di Russia Elisabetta, figlia minore di Pietro il Grande, quasi cognata di Giovanna, che comincia a interessarsi a Sofia come possibile moglie del figlio.
Presto, infatti, dalla Russia cominciano ad arrivare lettere in cui si chiede il fidanzamento di Sofia con Carlo Ulrico, ribattezzato con il nome ortodosso di Pietro, suo cugino di 2° grado. Dopo molte indecisioni, Sofia acconsente e con la madre si dirige verso Pietroburgo (in realtà la vanitosa Elisabetta l’aveva scelta come nuora per la sua bellezza non eccelsa, in modo che non potesse offuscare la sua immagine!).
Successivamente Pietro viene scelto come successore al trono, ma presto si rivela una delusione: è un uomo debole, sciocco e viziato. Intanto Sofia viene iniziata alla religione ortodossa e prende così il nome di Ekaterina Alekseevna di Russia.
Pietro comincia ad assumere presto un atteggiamento borioso e aggressivo con lei, secondo il costume dei russi verso le mogli, ma Caterina, per compiacere Elisabetta, è pronta a sposarlo. Però l’inverno seguente, mentre Caterina comincia a migliorare e a essere apprezzata da tutti, Pietro contrae il vaiolo che lo sfigura orribilmente. Tuttavia è già fissata la data del matrimonio: 21 Agosto 1745.
Dopo essere convolati a nozze, con gran fasto a corte e presso il popolo, Caterina non ha ancora figli (in realtà Pietro non adempiva assolutamente ai suoi doveri coniugali!) e ciò fa adirare Elisabetta, che l’accusa di avere un amante. Così Caterina viene affidata alla severissima tutrice Marija Koglokova, ma trova davvero un amore clandestino in un suo ciambellano, il bellissimo Sergej Saltykov. Da questi Caterina ha un figlio, Paolo, che però le viene subito requisito dall’imperatrice, che, nonostante sia consapevole della tresca, saluta il nuovo venuto con gioia immensa.
Intanto Pietro ha una relazione con la più brutta delle dame, Elisaveta Voroncov, donna butterata dal vaiolo e dai modi sguaiati e volgari (che la Ikeda sottolineerà con appositi siparietti comici). Terminata la relazione con Sergej Saltjkov, Caterina comincia a crearsi alleanze tra i personaggi importanti della corte, suscitando così l’odio dell’imperatrice e di Pietro, che intanto mirava a far salire al trono la sua Elisaveta.
Caterina trova un nuovo amore nel delicato e sensibile Stanislao Poniatowskj; nel frattempo l’imperatrice, da tempo malata, cade in coma e muore. Grazie alle amicizie createsi, Caterina riesce a mantenere il controllo della situazione e a farsi incoronare nuova imperatrice di Russia, insieme a Pietro. Successivamente la Russia entra in guerra con la Prussia, ma Caterina troverà il tempo di innamorarsi per l’ennesima volta di Grigorij Orlov, il più valente soldato dell’esercito russo. Da lui ha un figlio, Aleksej, mentre il fratello di lui, anch’egli di nome Aleksej, dal temperamento rivoluzionario, ordisce un complotto contro Pietro facendolo uccidere e tentando di far accusare Caterina.
Tuttavia l’imperatrice dimostrerà grande audacia e scaltrezza politica, riuscendo ad acquistare le simpatie del popolo e della corte. La sua carriera politica proseguirà così in ascesa, ma ciò che le mancherà sempre sarà il vero amore, che, passando di amante in amante, non troverà mai. L’unico che le sarà fedele fino alla fine, e che diventerà anche suo fidato collaboratore nelle attività di governo, sarà Grigorij Potemkin, nonostante lei trovi anche un altro amore in vecchiaia in Aleksandr D. Lanskoij, che morirà però prematuramente.
Dopo anni di successi politici e militari (addirittura Caterina più volte scenderà anche in campo con l’esercito), l’imperatrice Caterina di Russia morirà il 6 Novembre 1776 a causa di un ictus, tra il dolore dei sudditi che la ricorderanno sempre come Caterina La Grande.

Considerazioni
Dal punto di vista biografico, il manga di Caterina è quanto di più preciso possa esserci. La vita e gli amori dell’imperatrice sono ricostruiti dall’Ikeda alla perfezione: rarissime le “libertà” di sceneggiatura usate dall’autrice.
Tuttavia, IMHO è proprio questo che toglie respiro e freschezza al manga che, mancando del pathos o del turbinio di sentimenti amorosi contrastati (tanto caro all’Ikeda sia in “Berusayu no Bara” che in “Orpheus no Mado”), diventa una sorta di documentario storico, che alla lunga può risultare -ahimè- un po’ noioso. Il personaggio di Caterina, qui protagonista assoluta, non riesce più di tanto ad accattivarsi le simpatie dei lettori, se non per l’intelligenza arguta e la scaltrezza diplomatica, qualità che hanno un contraltare però nella ricerca affannosa, e a volte ridicola, di nuovi amanti.
Dal punto di vista tecnico, anche se lo stile è ormai quello maturo ed elaborato della fine di “Orpheus no Mado”, ciò che lascia davvero a bocca aperta sono le ricostruzioni scenografiche delle residenze imperiali e di tutto l’arredo e il mobilio, riportati su carta con una precisione a dir poco maniacale.
Concludo col dire che quest’opera è consigliatissima agli amanti delle grandi biografie storiche, e naturalmente a tutti i fan dell’Ikeda, ma probabilmente coloro che cercano le classiche tematiche sentimentali rimarranno forse a bocca asciutta, trattandosi di un manga soprattutto storico, e molto poco sentimentale!

 

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