Asou Izumi

ASOU Izumi 麻生 いずみ

A cura di Emy e Mela

Izumi Asou nasce il 14 Novembre 1960, nella prefettura di Saitama; debutta nel 1981 per la rivista Margaret della Shueisha, la casa editrice che editerà anche i suoi lavori futuri.
Fin dai suoi esordi mostra uno spiccato interesse per la raffigurazione del corpo in movimento e per la ricerca dell’espressività del tratto. Trova presto, quindi, la sua dimensione ideale nella commedia sportiva: “Serina Bible” e “Natsu no Shinwa” sono rispettivamente ambientati nel mondo del pattinaggio su ghiaccio e del baseball. Ma è nel 1986 che con “Hikari no Densetsu” la Asou firma il suo capolavoro: nello stesso anno parte sulle reti nipponiche una serie animata tratta da questo manga; serie animata che, sempre nel 1986, termina dopo appena 19 episodi.
Il manga invece prosegue con successo sulle pagine di Margaret, e termina due anni dopo con il sedicesimo volumetto. “Hikari no Densetsu” è perciò la serie più lunga della Asou, nonché la serie in cui quest’autrice ha trovato modo di infittire trama e personaggi: la Asou si ritroverà in seguito a utilizzare più volte temi e tracciati già sperimentati nella sua opera più famosa, come il triangolo amoroso, dapprincipio assente nei suoi lavori. Parallelamente a Hikari quest’autrice realizza una commedia, “Natural”, che dopo Hikari è l’opera sua più lunga.
In seguito alla conclusione del suo capolavoro, la Asou non è più riuscita a imporsi all’attenzione del pubblico, e questo nonostante i suoi disegni, ormai superlativi, siano decisamente superiori alla media dei manga. Tenta per l’ultima volta la carta della commedia sportiva con “Lion Dream” (tratta di pattinaggio su ghiaccio) e “Blackbird” (equitazione), mentre con “Tenshi to Miru Yume” esamina il mondo del takarazuka. La velocità di realizzazione, la freschezza del tratto e la sicurezza nelle anatomie rendono queste opere eccellenti, ma non riscuotono abbastanza successo per garantire una lunga serializzazione. Identico risultato sembrano ottenere i manga thriller e mistery realizzati successivamente, che si esauriscono tutti dopo un unico volume.
Negli ultimi anni Izumi Asou si è interamente dedicata al mondo dei Lady’s Comics, mentre nel 2000 “Hikari no Densetsu” viene ristampato con successo dalla Shueisha.

Opere

USAGI NO CARD (La card di Usagi)
Shueisha (Margaret Comics), 1983, 1 volume.
“Usagi no card”, ovvero la primissima serie raccolta in volumetto della Asou. I protagonisti sono due studenti delle superiori: i sedicenni Akira Tateno e Usagi Toda. I due si incontrano a scuola e fin da subito Usagi è colpita dal ragazzo che la prende sotto le sue ali protettrici: apparentemente rude, Akira si rivela infatti dolce e coraggioso. Usagi dal canto suo è bravissima nel leggere i tarocchi, di cui fa anche un uso piuttosto improprio: la ragazza è in grado di lanciare le carte con estrema velocità e precisione, in modo da utilizzarle come armi per colpire i suoi nemici (in questa categoria rientrano i “soliti” crudeli teppisti scolastici e i rivali in amore che giocano sporco). Il volumetto presenta perciò una serie d’azione (non priva di momenti romantici tra Usagi e Akira, uniti nella lotta contro i malvagi) strutturata secondo tre episodi autoconclusivi, in ognuno dei quali rivestono un ruolo importante i tarocchi e i presagi a essi legati. Come da copione, alla fine di ciascun episodio i protagonisti, superate le difficili prove, si ritroveranno forse un po’ doloranti ma più uniti che mai. In particolare Akira Tateno, dolce, forte, paterno e protettivo, costituisce quel “modello” maschile che verrà utilizzato in molte altre opere della Asou (in un certo senso rivive anche nel Takaaki di “Hikari no Densetsu”). Per quel che riguarda la grafica, sarebbe ingiusto paragonare quest’opera a quelle successive: è evidente che il disegno è ancora in rodaggio. Piuttosto quel che sorprende è la vivacità dei protagonisti e il dinamismo delle scene: largo spazio all’azione, quindi, in un volumetto che è comunque consigliato solo ai fan della Asou.

OSHARENA SUSPENCE (Suspence all’ultimo grido*)
Shueisha (Margaret Rainbow Comics), 1983, 1 volume.
*nel senso di “moda”, non di urlo. Un volumetto singolare, che offre cinque brevi racconti autoconclusivi raccolti in due miniserie. La prima miniserie, che dà il titolo alla raccolta, vede come protagonista Lady Forrester, famosa fotomodella nota semplicemente come “Lady”. Nel primo episodio, tra i flash dei fotografi e l’ammirazione generale, si fa strada una bambina che sale sulla passerella e chiama Lady “mamma”! Dopo lo shock generale, l’azione si sposta nel camerino: apprendiamo che è davvero impossibile che Lady sia madre della piccola, perché la famosa modella in realtà è… un uomo! Lady vorrebbe disfarsi dell’incomodo, ma scopre ben presto che la bambina è sotto il tiro di alcuni sicari, pronti a tutto per ucciderla; perciò il coraggioso giovane decide di prenderla sotto la sua protezione; quando in seguito entra in scena lo zio della piccola, le cose sembrano sistemarsi ma non è così, poiché è proprio lo zio il mandante dei sicari! È Lady a risolvere la situazione e a mettere fuori gioco il malvagio, travestendosi dalla madre della bambina cui effettivamente egli somiglia come una goccia d’acqua. Tutto è bene quel che finisce bene, se si esclude il fatto che adesso toccherà a Lady prendersi cura della mocciosa! Nel secondo episodio, ambientato a Parigi, Lady aiuta una coppia di innamorati a riunirsi, mentre nel terzo è lui stesso a innamorarsi della dolce Patty, una ragazza rimasta cieca a seguito di un colpo di pistola sparato dall’assassino dei suoi genitori. Patty decide di affrontare l’operazione che le permetterà di riacquistare la vista, ma Lady, nel tentativo di salvarla da un ennesimo malvivente, la perde per sempre. Gli ultimi due episodi formano invece la seconda miniserie, che non ha un titolo preciso ma è simile alla prima in quanto si tratta di episodi action/thriller conditi con tanto umorismo, e anche in questo caso il protagonista è un uomo affascinante: il talentuoso pianista Leo. La differenza è che a quest’ultimo le cose in amore vanno molto meglio, visto che praticamente cambia ragazza a ogni episodio grazie al suo particolare appeal. Tra assassini ed omicidi, Leo saprà destreggiarsi proprio come Lady, cui l’accomuna anche un particolarissimo modo di combattere: se Lady usava come armi contro i malvagi accessori femminili quali lunghissimi fili di perle e pesanti girocollo, Leo combatte con il suono del suo pianoforte!! Entrambe le miniserie -e quindi questo volumetto- sono consigliate non soltanto ai fan della Asou, ma anche agli amanti dell’insolito: l’humour e la vivacità le rendono pregevoli seppur la presenza di alcune ingenuità faccia sentire il suo peso. Convincente la grafica, nonostante quest’opera sia tra le primissime dell’autrice.

USAGI NO KIRAMEKI LOVE (L’amore brillante di Usagi)
Shueisha (Margaret Comics), 1984, 1 volume.
Ancora una volta Tateno-kun e Usako, già protagonisti di “Usagi no Card”, tornano in azione in questo volume che, a differenza del precedente, non è strutturato a episodi autoconclusivi ma offre un racconto lungo. Usagi e Akira devono stavolta affrontare la gelosia di Saeko, che, interessata al ragazzo, è disposta a tutto pur di eliminare la rivale. Ed ecco allora Akira che per salvare la sua amata lotta contro alcuni delinquenti sul tetto di un treno in corsa, o si tuffa nel vuoto dal terrazzo della scuola! Ma tutto è bene quel che finisce bene e la coppia come di consueto uscirà rafforzata dalla brutta avventura. Questo volume, a differenza del precedente, è più incentrato sul rapporto tra i due protagonisti che sulla lotta contro i malvagi, ma esattamente come il primo volume è da considerarsi for fans only.

AITSU NO KOI MENU (Il menu d’amore di lui)
Shueisha (Margaret Comics), 1984, 1 volume.
Ancora una volta al centro degli eventi troviamo un ragazzo e una ragazza; lei è Akiko Ouji (Ouji: principe), detta Ako, capitano del club di judo della scuola, mentre lui è Yusuke Himekawa (Hime: principessa), vicino di casa di Ako, in passato anche lui dedito alle arti marziali ma attualmente interessato esclusivamente al suo nuovo hobby: la cucina. Però quando alcuni teppisti cercano di far del male ad Ako e minacciano il club di judo, Yusuke sfoggia la sua particolare abilità: combattere mentre cucina!! E si rivela davvero micidiale, nessuno sembra potergli stare alla pari in quanto a capacità di combattimento. Inutile dire che Ako e Yusuke faranno coppia fissa, e questo nonostante Yusuke sia un po’ farfallone e si lasci a volte abbindolare dalle “solite” carognette con la faccia d’angelo (meritandosi perciò in pieno l’appellativo appiccicatogli da Ako: “Yusuke Baka!”/Yusuke scemo). I nemici sono i medesimi stereotipi delle prime opere di quest’autrice: dalle ragazze che si innamorano di Yusuke (guarda caso sono sempre esperte combattenti) ai novelli padri che mollano la famigliola per darsi al motociclismo. Alla fine della vicenda, strutturata in episodi autoconclusivi, Ako e Yusuke usciranno rinforzati dalle pericolose vicende che li vedono protagonisti. La grafica non compie significativi salti in avanti rispetto alle primissime opere della Asou (e del resto quest’opera è solo il terzo o il quarto dei suoi lavori), ciò non toglie che il volume sia consigliato non solo ai fan dell’autrice, ma anche a chi cerca una piacevole e divertente storia d’intrattenimento, grazie alla particolare vivacità dei protagonisti, più convincenti della coppia di “Usagi no Card”.

SERINA BIBLE
Shueisha (Margaret Comics), 1984, 1 volume.
Il volumetto si apre con un brevissimo flashback: due bambini pattinano sul ghiaccio di Hokkaidou, poi si scambiano un bacio… dieci anni dopo la sedicenne Serina Kurahashi, pattinatrice d’eccezione, rincontra Jin Himura… e tra di loro sono subito scintille! Oltre che sulla loro relazione, il manga punta sulla competizione agonistica, in quanto Serina dovrà affrontare dure prove per poter infine vincere pattinando in coppia con Jin… i loro avversari arriveranno a tagliuzzarle il vestito e addirittura a farla rapire prima della competizione!
Il ritmo narrativo è molto veloce, il tratto è gradevole, anche se ovviamente è lontano dagli sviluppi futuri. Già si intravede una ricerca grafica che punta all’espressività, alla dinamicità dei corpi: caratteristiche che fin da adesso distinguono la Asou dalle sue colleghe. Resta comunque da dire che la presenza di alcune ingenuità narrative rendono questo volumetto indispensabile solo per i fan di questa autrice.

NATSU NO SHINWA
Shueisha (Margaret Comics), 1985, 2 volumi.
Ancora sport e amore in questa miniserie di due volumetti! La protagonista è la sedicenne liceale Keiki Takemoto, mentre il bello di turno è il dolce e protettivo Takumi Yoshikuni, cantante rock nonché campione dell’Hokuto, una squadra di baseball. La storia d’amore tra Keiki e Takumi procede di pari passo rispetto a quella agonistica: rivali in amore e nello sport cercheranno di mettere i bastoni tra le ruote ai due protagonisti. La Asou procede la sua ricerca della resa grafica del movimento: basta dare un occhio alla performance di Takumi per rendersi conto dei felicissimi risultati. Molto buona la caratterizzazione dei personaggi. L’opera è consigliata, oltre ai fan della Asou, agli amanti delle commedie sportive… non rimarranno delusi.

LOVE SHOT! JUN
Shueisha (Margaret Comics), 1985, 1 volume
Durante una vacanza la giovane Jun fa la conoscenza dell’affascinante Rou, valido sciatore e noto tennista. I due si innamorano, finita la vacanza devono separarsi ma Jun continua a scrivergli; anche lei, comunque, prende a giocare a tennis. Rou, a causa di problemi di salute, è costretto a smettere di giocare e perciò segue Jun, che gli rimane al fianco, come allenatore: all’inizio le difficoltà sono tante, sia sul piano agonistico che sentimentale, ma -come prevedibile- la forza del legame tra i due prevarrà su tutto. Una storia non particolarmente originale, quindi, consigliata ai fan della Asou ma anche ai patiti del tennis, che avranno piacere di scoprire l’abilità dell’autrice nel ritrarre i propri personaggi impegnati stavolta in questo sport. Nel volume è compreso anche un racconto autoconclusivo di una cinquantina di pagine dal titolo “17 Fashion”, che ripropone in un mix purtroppo poco riuscito tutti i topoi della Asou: una giovane studentessa liceale, giocatrice di basket, s’innamora ricambiata di un bravo giocatore che si rivela essere anche il suo stilista preferito… nonché coraggioso eroe della situazione, dal momento che riesce a salvarla ogni volta che la ragazza si trova nei guai.

ARIMI SOS 
Shueisha (Margaret Comics), 1985, 1 volume
Tutto il volumetto è incentrato sul rapporto tra Arimi, una studentessa delle superiori impegnata nella redazione del giornale della scuola, e il bizzarro Midou: costui è legato da grande affetto ad Arimi e ogni volta che la ragazza è in pericolo diventa letteralmente un’altra persona, in grado di compiere azioni strabilianti. Il resto è già visto: ostacoli da superare, agguerrite avversarie in amore e così via. Un volumetto che si distingue tra gli altri della Asou per l’humour e una certa verve del simpatico protagonista maschile, non sufficiente però a consigliarne l’acquisto a qualcuno che non sia fan di quest’autrice! La grafica esprime un livello superiore rispetto a “Usagi no Card”, ma, a parte i soliti accorgimenti per ciò che riguarda l’anatomia, non sembra rivestire particolare interesse.

NATURAL  
Shueisha (Margaret Comics), 1989-91, 9 volumi.
Riflettori puntati su Sunao Miyahara, una giovane ragazza il cui sogno è affermarsi nel regno dello show-business. Sunao prova a posare come modella per riviste rivolte alle teen-agers. Lentamente, grazie alla sua naturalezza e alla sua espressività, Sunao riesce ad avere la meglio sulle sue agguerritissime rivali, anche grazie al costante sostegno del suo manager (molto somigliante al Mao di Hikari no Densetsu!). La grafica è bella come sempre ma risulta meno gradevole rispetto a quella presente in altre opere, a causa dello sforzo da parte dell’autrice di raffigurare con eccessivo realismo volti e anatomie dei personaggi.

 

BLACKBIRD
Shueisha (Margaret Comics), 1992, 2 volumi.
Stavolta è la giovane Miki Takatsukasa, altezzosa erede di una famiglia facoltosa, la protagonista di questo manga. Miki ha una volontà di ferro (praticamente, tanto indecisa è Hikari quanto determinata Miki!), sembra fredda e distaccata… ma in realtà ha un temperamento dolce, che emerge quando è in compagnia dei cavalli, e in particolare di uno di essi: il puledro Chibi. Ancora una volta, al motivo agonistico (Miki, già brava a cavallo, si iscrive a una scuola d’equitazione, e riuscirà con Chibi -neanche a dirlo- a primeggiare tra i fantini nelle corse a cavallo professionistiche) si intreccia quello amoroso: i due pretendenti sono il coetaneo Yuuji Kureha (somiglia graficamente a Takaaki/Willy), anche lui fantino, e un affascinante giornalista che segue con particolare interesse i progressi di Miki. Chi la spunterà tra i due? Non lo sapremo mai: la serie, probabilmente a causa del mancato sostegno del pubblico, si interrompe piuttosto bruscamente. È davvero un peccato, perché “Blackbird” -assieme a “Lion Dream”- costituisce forse il migliore esempio delle capacità grafiche della Asou (eccezionale nella sua ricerca della resa grafica della terza dimensione). A differenza di “Lion Dream”, però, anche nella narrazione questo titolo offre spunti interessanti. La cura superiore che emerge dalla documentazione sull’equitazione indica che l’autrice si stava preparando per una serie di lunga durata… dopo il “capolavoro della ginnastica ritmica”, la Asou avrebbe potuto firmare “il capolavoro dell’equitazione”, se solo il pubblico glielo avesse permesso. Il titolo resta comunque consigliato ai fan della Asou e agli appassionati di cavalli… non rimarranno delusi!!

LION DREAM
Shueisha (Margaret Comics), 1992, 1 volume
Hatoko Mochizuki, una ragazzina innamorata del pattinaggio su ghiaccio, dalla provincia si trasferisce a Tokyo, presso il prestigioso Hotel Flora. Qui Hatoko conosce i due fratelli Tsubaki: il bruno Masaya (graficamente un po’ ricorda Takaaki/Willy), freddo gestore dell’hotel (cui è collegato un club sportivo di pattinaggio su ghiaccio), e il gentile Yuri, anche lui appassionato di pattinaggio. Al consueto “triangolo amoroso” (dove Masaya, inaspettatamente, prevarrà su Yuri) si sovrappone il motivo agonistico, che vedrà Hotoko, pattinando in coppia con Yuri, primeggiare nella competizione, una volta superate dure prove da affrontare.
La resa grafica è eccellente (la Asou, quando si tratta di anatomia, non è seconda a nessuno, che sia autore di shounen o shoujo manga), ma a volte risulta un po’ fredda e calcolata per essere veramente spontanea ed efficace. Consigliato ai fan della Asou e del pattinaggio su ghiaccio.

MATENROU NO TAMEIKI (Sospiri tra i grattacieli)
Shueisha (Margaret Comics), 1994, 1 volume
Questo volumetto raccoglie due racconti autoconclusivi: “Matenrou no tameiki”, che dà il titolo alla raccolta, e “Hana no Meikyuu”. Il primo è un thriller che narra la vicenda di Airu Morikawa (i kanji significano “corrente d’amore che attraversa il bosco” -by Mela), una giovane giapponese che, in cerca di suo fratello maggiore, si trasferisce a Manhatthan: qui viene coinvolta in un giro di falsi d’arte e diventa perciò il bersaglio di un gruppo di malviventi, ma grazie all’aiuto del giovane Mark, che l’avvicina nelle vesti di taxista, riesce a salvarsi e a ritrovare il fratello. Ovviamente, il piano criminale verrà sventato e Airu potrà cominciare la sua storia d’amore con Mark… Il racconto è grazioso ma un po’ stereotipato, mentre nella grafica, bella anche se con qualche approssimazione, risiede il vero interesse di quest’opera.
Il secondo racconto, “Hana no Meikyuu” (Labirinto di fiori) è ambientato nel mondo del teatro, ma, anziché N.Y., stavolta la Asou sceglie come sfondo la nostra bella Italia, e più precisamente Milano. Mimi, una ragazza giapponese che per mantenersi fa la cameriera, viene scelta per la parte di Desdemona nell’Otello di Shakespeare, accanto al carismatico Angelo, che ha il ruolo di protagonista. Angelo e Mimi cominciano a sentire l’uno per l’altra qualcosa che va oltre l’interesse professionale, ma il giovane ha uno strano atteggiamento nei confronti di Mimi: a volte è premuroso (tant’è che la protegge ogniqualvolta la ragazza è insidiata da persone più o meno estranee), a volte le fa delle scenate di gelosia piuttosto ingiustificate, proprio come Otello! Realtà e fantasia si confondono ancor di più allorquando Mimi, in seguito a un incidente stradale, fa un lungo sogno in cui ella riveste i panni di Desdemona e come Desdemona muore uccisa da Otello (impersonato da Angelo), dicendo, mentre sta morendo, “Ti amo” (in italiano!). Al suo risveglio in ospedale, Mimi riesce a chiarire col ragazzo ogni malinteso: finalmente tra lei e Angelo può nascere una storia d’amore. Forse la Asou con questo racconto voleva scrivere un thriller, sta di fatto che il risultato è un dramma romanzato dalla trama un po’ fragile ma supportata da disegni eccellenti. Il volume è consigliato agli amanti della bella grafica in generale.

TENSHI TO MIRU YUME (Sognando con gli angeli)
Shueisha (Margaret Comics), 1994, 1 volume. 
Stavolta la Asou ci racconta del sogno della giovane Honoka, intenzionata a diventare una famosa attrice del takarazuka (la nota compagnia teatrale giapponese formata da sole donne), nonostante i suoi problemi familiari. Incoraggiata dalla sua migliore amica, Honoka si iscrive alla scuola di preparazione per attrici del takarazuka, dove è presa di mira da un giovane regista, che la tratta con particolare severità (perché in realtà ne ha notato le doti), ma d’altro canto è sostenuta da un gentile attore kabuki: qui emerge il triangolo amoroso tanto caro alla Asou. Honoka nella scuola fa conoscenza della bravissima Kate, sua coetanea, che ottiene da subito il ruolo da protagonista nel primo spettacolo: Danny in “Grease”! A Honoka, cui tocca invece un ruolo secondario (uno degli amici di Danny), non resta che ammirare il talento e il carisma di Kate. Nello spettacolo successivo si decide di mettere in scena una storia d’amore d’ambientazione simil-medievale, ossia la tragica storia dei principi Rion ed Elise, innamorati ma appartenenti a regni avversari e perciò costretti a combattere l’uno contro l’altra. L’attrice cui è stato assegnato il ruolo di Elise, però, ha un malore durante le prove: tocca così a Honoka, che avendo stretto amicizia con lei ne conosceva tutte le battute per aiutarla a provare, prenderne il posto. Honoka è molto emozionata: per la prima volta sosterrà il ruolo di protagonista assieme a Kate che, ovviamente, sosterrà il ruolo del principe Rion.  Le due sono bravissime insieme e stavolta è Kate a rimanere colpita dall’interpretazione di Honoka: lo spettacolo è un grande successo. Per Honoka è, finalmente, il sogno che si realizza!
Come già con “Blackbird”, si ha l’impressione che la Asou volesse continuare questa storia: il triangolo amoroso, appena accennato, non ha affatto modo di svilupparsi… peccato, era una trama particolare e divertente! I disegni sono nella media della Asou matura, e quindi molto belli, anche se portati avanti con meno convinzione del solito. Il volumetto è consigliato agli amanti di quest’autrice e a chi apprezza le storie singolari e dall’ambientazione insolita.

Gallery

Hikari no Densetsu

Gif animate Hikari no Densetsu

Natsu no Shinwa

Blackbird

 

_______________________________________

This review is online since 14/04/02, last up 02/02/2019. This is a no profit web site. All the images in this site are used to review and to promote shoujo manga in Italy. All the images are © of their respective artists and publishers, or other owners. Each review is copyright © of respective author. The comments reflect the personal opinions of the reviewers. Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale. Licenza Creative Commons