Setona Mizushiro

MIZUSHIRO Setona 水城せとな

A cura di Livio e Nimue

Nata a Fujizawa il 23 ottobre 1971, Setona Mizushiro vince -dopo una lunga gavetta nel campo delle fanzine yaoi- il concorso per autori emergenti indetto dalla Shogakukan nel 1993 con “Fuyu ga, owarou toshiteita”.
Tra le autrici più originali e innovative della nuova generazione, ha alle sue spalle un ricco carnet di pubblicazioni, concluse in pochi volumi: dagli shounen ai (“Dousei ai”, “Shokubutsu zukan”) agli shoujo manga più tradizionali (“Maison de beauties”, “Allegro agitato”, “Diamond head”), fino a opere più tese e controverse (come il bellissimo “X-Day”, pubblicato in Italia da Flashbook Edizioni) .
Caratteristiche ricorrenti nelle sue opere, oltre a un tratto personalissimo e in continua evoluzione, sono le sceneggiature dal retrogusto spesso ambiguo e torbido, oltre a personaggi eterei, sfaccettati e in costante tensione.
Pubblicata con successo in Francia (dove è stata ospitata durante il Japan Expo 2008), America, Germania e anche in Italia.
In Giappone, l’opera della Mizushiro che ha riscosso maggior successo in termini di vendite è stata “Kyuuso wa Cheese no Yume wo miru” (edito in Italia con il titolo “Il gioco del gatto e del topo”). Una riuscitissima storia d’amore omosessuale, edita su una rivista josei. Non a caso, l’autrice aveva abbandonato le pubblicazioni specializzate in boys love proprio per la scarsa libertà creativa che le era concessa.

Intervista

L’intervista è dedicata a Setona Mizushiro, autrice nota in Italia per manga quali Afterschool Nightmare (Star Comics), X-day (Flashbook), S, Black Rose Alice e Il gioco del gatto e del topo (Ronin), intervistata dalla redazione di Manga-news, che ringraziamo ancora una volta, a seguito di un incontro avvenuto nel 2008 allo stand della Asuka dove la Mizushiro era presente per alcune sessioni di autografi. L’intervista è tradotta da Akaiko.

Domanda: Buongiorno!

Setona Mizushiro: Buongiorno, felicissima di incontrarvi!

D: Ci può spiegare come è nata la sua passione per il disegno?

S.M.: Non me lo ricordo molto bene ma ho sempre amato disegnare. Il primo disegno che ho fatto è stato un Kamishibai quando avevo quattro anni. Dopo mi è venuta voglia di disegnare sempre meglio e quindi ho continuato.

D: Quali manga hanno marcato di più la sua giovinezza?

S.M.: I miei genitori mi comprarono il mio primo manga quando avevo sei anni. Si trattava di Fostine di Chieko Hara. Quando sono cresciuta ho ritrovato questo titolo in edizione bunko e l’ho ricomprato.

D: Lei ha debuttato nel mondo delle doujinshi, ne conserva un bel ricordo?

S.M.: Ho iniziato a disegnare doujinshi per piacere, come passatempo. È stato divertente ma preferisco disegnare in maniera professionale perché è sì un lavoro più vincolante e severo ma che per me risulta essere più motivante.

D: Giustamente. Com’è stato il suo debutto come mangaka professionista?

S.M.: Ho un’amica che era già una mangaka quando io disegnavo ancora doujinshi. È stato al momento in cui avevo finito gli studi e cercavo un lavoro. La mia amica mi ha incoraggiato a presentare la mia candidatura a un concorso per manga. Inviai le mie tavole che furono accettate e subito dopo aver firmato il contratto ho fatto i miei primi lavori come professionista.

D: Lavorare in ambito professionale ha senza dubbio cambiato il suo stile di vita. È stato difficile questo cambiamento?

S.M.: Io non penso che sia così duro lavorare come mangaka professionista. Soprattutto a confronto con i miei amici che lavorano come impiegati nelle società, che si devono alzare presto tutte le mattine, devono prendere il treno quando io invece posso alzarmi tardi (ride) e fare le ore piccole disegnando se ne ho voglia. No, non è così dura.

D: Come organizza la sua giornata lavorativa?

S.M.: Mi alzo a fine mattinata, verso mezzogiorno. Dopo aver fatto colazione inizio a lavorare con le mie assistenti fino circa alle 20. Facciamo quindi una pausa e poi riprendiamo a lavorare fino alle 5 del mattino. Poi andiamo a dormire (ride).

D: Quante assistenti ha? Che lavori affida loro?

S.M.: Ho tre assistenti che non è detto lavorino nello stesso momento. A volte lavoro con un solo assistente, dipende dai giorni. Io mi occupo di disegnare tutti i personaggi e alcuni dettagli come i fiori. Gli assistenti disegnano gli edifici, altre decorazioni e uniscono la trama secondo le mie indicazioni.

D: Le sue storie sono spesso ad ambientazione scolastica. Che altri universi ama esplorare?

S.M.: I miei titoli più datati sono ambientati in ambiente scolastico ma ora (al momento dell’intervista ndT) realizzo anche due nuovi progetti. Il primo, dal titolo Shitsuren Chocolatier, riguarda un cioccolatiere a Parigi. Il secondo, Black Rose Alice, è una storia di vampiri che vivono in un albergo isolato nella Tokyo dei giorni nostri. Sono passata a un altro stadio.

D: È per caso perché lei è, come dire, “invecchiata”?

S.M.: Attualmente lavoro per una rivista che non si rivolge prettamente a un pubblico di liceali o universitarie. Per Afterschool Nightmare lavoravo per un magazine shoujo. La scuola era un ambiente che si imponeva quasi naturalmente. Per la storia del giovane cioccolatiere il target è differente, più maturo. Per Black Rose Alice l‘idea è stata proposta al mio editor dopo la fine di Afterschool Nightmare ed è andato tutto molto semplicemente.

D: L’adolescenza dei suoi personaggi in Afterschool nightmare, Diamond Head o X-Day è molto turbata. È per lei una caratteristica tipica degli adolescenti giapponesi d’oggi?

S.M.: Non credo sia proprio solo degli adolescenti giapponesi. L’adolescenza è un periodo difficile dove si è tutti i giorni turbati. Quando ho scritto queste opere non conoscevo altri che giovani giapponesi ma dopo la loro traduzione, anche qui in Francia, ho capito che poteva essere un punto comune tra tutti gli adolescenti.

D: Il gioco del gatto e del topo è un titolo che, in Francia, ha rilanciato lo Yaoi. Ha riscontrato un grande successo ed ha anche vinto un premio. Ci può raccontare com’è nata questa storia?

S.M.: Questa storia era destinata a un magazine per donne adulte sulla trentina e quindi volevo disegnare una storia più adulta. Il mio editore mi aveva suggerito che era meglio scegliere un tema diverso dalle storie d’amore banali. Mi ha quindi proposto una storia d’amore omosessuale o una storia d’amore di tipo sadomaso. Tra le due, la storia d’amore omosessuale era quella che mi si confaceva di più.

D: Progetta di dedicarsi nuovamente a questo genere?

S.M.: Non lavoro più per magazine Yaoi, quindi non ho intenzione di dedicarmici di nuovo. Se mi venisse in mente una storia d’amore tra uomini potrei disegnarla. Ma per quanto concerne un seguito de Il gioco del gatto e del topo sto per iniziare a lavorarci sopra.

D: Grazie mille.

S.M.: Grazie a voi.

 

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