Natsu e no tobira di Keiko Takemiya

A cura di Emy (review), Mela e Giuseppe De Pasquale (info)

Titolo: Natsu e no tobira (La porta verso l’estate)
Autrice: TAKEMIYA Keiko
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 1-concluso
Casa editrice: Hakusensha
Rivista di serializzazione: Hana to Yume
Anno di pubblicazione: 1976

:: Curiosità ::
Titolo: Natsu e no Tobira -La porte à l’été (La porta per l’estate)
Nel 1981 la Toei Doga ha prodotto un OAV di 58 minuti tratto da questo titolo, la cui trama è riportata in calce a questa recensione. Dall’OAV è stato tratto nel 1981 il relativo anime comic, compreso in due volumi: ogni volume ha circa 160 pagine con sovraccoperta, buona qualità di rilegatura e stampa su carta ruvida, spessa; il formato è B6, il prezzo di copertina è 680 yen cadauno, la casa editrice è Asahi Sonorama. Sempre nel 1981 è stato prodotto da Nippon Columbia un DRAMA LP di 44 minuti con musiche e dialoghi ispirate a “Natsu e no Tobira”: il titolo dell’album è “Takemiya Keiko no sekai -Ai no bi gaku” (Il mondo di Takemiya Keiko -Iniziazione all’amore). Questo LP presenta nel primo lato (bellissime) musiche ispirate al “Kaze to ki no uta” composte da Seiji Yokohama (autore delle musiche di Saint Seiya), mentre nel secondo i gradevoli brani di “Natsu e no tobira” composti da Kentaro Haneda.

Storia
“Natsu e no tobira” è il titolo di una raccolta di brevi racconti autoconclusivi della celebre Keiko Takemiya. Qui di seguito si riporta la trama del primo e migliore dei racconti, “La porta per l’estate”, che dà anche il titolo alla raccolta.
L’azione inizia “in medias res”: un biondo adolescente, Marion, corre a perdifiato urlando i nomi di Jacques e Lind; questi ultimi sono due suoi coetanei che stanno per fronteggiarsi, pistola in mano.

Flashback: Francia, un’estate nell’ultimo scorcio del diciannovesimo secolo. Siamo in un collegio maschile: il giovane Marion è bellissimo e innocente. Suoi amici più cari e compagni di scuola sono Jacques, Lind e Claude; i tre sono invaghiti -come molti altri- della bionda Ledania, una ragazzina timida e bellissima, innamorata però di Marion.
Quest’ultimo, per calmare due studenti che litigano per lei, finisce con l’affrontare uno dei due in una prova di coraggio: i contendenti, in piedi sulle rotaie di una ferrovia, attendono che passi il treno… l’ultimo a spostarsi avrà vinto la gara.
A vincere è certamente Marion, ma il suo gesto attira l’attenzione di una passeggera: è una raffinata signora, Sara Veeda, che, colpita dal coraggio del giovane, scende dal treno e lo bacia sulle labbra.
Il gesto sconvolge Marion, il quale, puritano di natura e razionale per scelta, non riesce ad allontanare dalla mente il pensiero di Sara. Si abbandona di notte e sotto la pioggia al proprio scoramento, ma è ritrovato dalla stessa Sara, che lo accoglie in casa: qui la donna abilmente vince le ritrosie del ragazzo e i due si uniscono perciò in una notte di passione.
La relazione tra i due amanti, che si prolunga per l’estate, scatena reazioni contrastanti: Jacques e Lind finiscono per accettare la cosa, ma Claude ne è shockato e neanche riesce a sopportare la presenza di Marion accanto a lui. Ledania soffre in silenzio per la relazione tra il ragazzo e la matura Sara: quest’ultima è sì attratta da Marion, ma è anche una prostituta e l’amante di un nobiluomo, Clooney, che, finora in viaggio, torna a farle visita.
Marion, frattanto, senza che nulla potesse presagirlo, è assalito da Claude che cerca di ucciderlo, palesando i suoi veri sentimenti: Claude aveva finto di essere innamorato di Ledania, non voleva essere messo da parte perché in realtà è innamorato di Marion… inorridito, Marion nel tentativo di difendersi lo frusta sul volto. Claude, come avesse preso coscienza del suo gesto, fugge via.
Il giorno dopo il suo corpo è ritrovato nel fiume: si è suicidato.
Marion è affranto, sa di essere lui la causa della morte dell’amico; fugge in cerca del calore dell’abbraccio di Sara. Ledania cerca conforto nelle braccia di Lind, ma la cosa scatena la gelosia di Jacques… Lind e Jacques, già rivali per la ragazza, arrivano a sfidarsi a duello con le pistole; Ledania, in preda all’angoscia, corre verso la casa di Sara: Marion infatti si è diretto lì per cercare lenimento nelle carezze della donna, e ha avuto invece l’amara sorpresa di trovarci il suo amante!
Già provato emotivamente per il suicidio di Claude, resosi conto che la sua relazione con Sara poteva durare solo il tempo di un’estate, Marion si sente mancare. Le parole di Ledania, sopraggiunta sulla scena, lo informano della sfida tra Jacques e Lind. Il ragazzo allora riprende a correre, trafelato, per cercare di fermarli… qui termina il flashback.
Tutto si risolve in due tavole finali: Marion, nel tentativo di fermare i duellanti, riceve una pallottola in petto. Nell’ultima tavola lo vediamo accasciarsi al suolo, mentre i suoi amici corrono per prestargli soccorso.
“Eravamo ancora ragazzi… poi arrivò l’autunno. Lind si trasferì in una scuola nella lontana Parigi. E Marion, che aveva ricevuto una grave ferita, finì per tornare alla casa della madre… anche l’autunno passò senza il suo ritorno… e Jacques, tornato da solo alla scuola, pare che si sia fidanzato con Ledania.
All’ombra delle palme di Betel* dorme l’estate dei ragazzi”.
Fine

*Tipo di palma coltivata in Asia, Africa e India, i cui semi hanno proprietà stimolanti e cardiotoniche.

Considerazioni
Settantatré tavole appena! Tante sono le pagine di questo racconto così ricco di avvenimenti, personaggi, situazioni. Nel volume sono presenti altre tre storie brevi (più datate di “Natsu e no tobira”), ma nessuna raggiunge i livelli dell’opera qui recensita. Certo, narrazione e grafica in “Natsu e no tobira” sono ancora in rodaggio e difficile è non avvertire il peso della gag di origine tezukiana, così come difficile risulta negare che il finale improvviso e affrettato non compensa in pieno (probabilmente volutamente) le aspettative costruite nella storia.
Difficile, nonostante tutto, non sentire l’odore del capolavoro. La forza primitiva delle passioni scorre sotterranea nelle prime pagine, s’impone come schermaglia nelle lotte degli studenti per Ledania, esplode in tutta la sua veemenza nell’incontro tra Sara e Marion, prosegue in crescendo nella disperata ricerca dell’amore da parte di Claude che assale Marion, raggiunge il suo climax nella corsa affannosa che il ragazzo porta a compimento a rischio della vita. Vita che, nonostante tutto, a differenza di un altro più famoso personaggio dell’autrice, Marion non perderà.
Si parla in genere di “Natsu e no tobira” come la “prova generale” del capolavoro della Takemiya, il “Kaze to ki no uta” (Il Poema del Vento e degli Alberi -d’ora in poi “Il Poema”-ndr). In effetti ci sono delle similarità: l’ambientazione, innanzitutto (un collegio maschile francese fin de siècle); la giovane età dei protagonisti, tutti adolescenti; l’importanza data all’iniziazione sessuale di uno di essi (come non vedere nella spregiudicata Sara il volto e l’espressione di Auguste Beau? E quale sarà stato l’impatto dell’epoca di fronte a un tema scabroso come una relazione passionale tra una donna matura e un adolescente?); più rilevante di tutto, il fatto che tema portante di quest’opera sia -come per il Poema- la fine dell’adolescenza, qui simbolicamente rappresentata dall’estate.
Proprio quest’ultima considerazione induce all’accostamento più suggestivo tra questo breve racconto e il capolavoro della Takemiya: il primo termina con la fine dell’estate (“Eravamo ancora ragazzi… poi venne l’autunno”), il secondo inizia -guarda caso- al principio dell’autunno, quasi che, dove finisca “Natsu e no tobira”, inizi il Poema (questa similarità è anche nei rispettivi anime: la sigla iniziale del Poema sembra il prosieguo dei toni autunnali della sigla finale dell’OAV di “Natsu e no tobira”).
Ma sarebbe sbagliato vedere questo racconto solo come un preludio alla sinfonia del Poema: vive di vita propria ed è perfettamente leggibile autonomamente dal Poema. La riprova è in quella che si può considerare l’unica scena in odore di shounen ai di “Natsu e no tobira”, che dura due pagine e non è gran cosa (meglio, in questo senso, la resa nell’anime): Claude assale Marion, portato alla disperazione cui l’ha condotto la consapevolezza della sua solitudine, solitudine determinata anche dal fatto che il ragazzo vive il suo desiderio nei confronti dell’amico come un peccato e pertanto si considera un demonio. La scena, seppur importante ai fini della storia, non ha assolutamente il peso o il senso che avrebbe in tutt’altro contesto come quello del Poema: in sé non ha nulla di provocatorio o eversivo, il vero shock visivo il lettore l’ha già superato quando l’amore tra Marion e Sara è stato consumato, ma certo la stessa scena viene vista in tutt’altra ottica se si considera che abbiamo a che fare con l’autrice del Poema!
Resta appena da sottolineare il bel disegno, non ancora nella pienezza della sua maturità ma già personale, la bella regia, il ritmo calcolato che accelera di pari passo con la crescita emozionale del lettore, infine la cura data alla caratterizzazione di ogni singolo personaggio: ciascuno, seppur abbia poche scene e battute a disposizione a causa della brevità dell’opera, risulta perfettamente coerente e motivato, quindi credibile. “Natsu e no tobira” è -in conclusione- un gioiellino in cui la Takemiya ha profuso e descritto la forza della passione primitiva e giovanile, e come questa lasci il tempo, scolorando, all’autunno della maturità. Auspicabile un’edizione nella nostra lingua.

Anime

Francia, fine ‘800. Durante un’estate trascorsa in collegio, un gruppo di amici vive alcune esperienze che segneranno la loro vita. Il giovane Marion scopre per la prima volta l’amore con una matura e raffinata signora a nome Sara Veeda, preferendola alla coetanea e pur bellissima Ledania, di lui innamorata. Ma la relazione tra i due amanti di diversa età e classe sociale innesca una reazione a catena: il migliore amico di Marion, Claude, finisce col palesare al ragazzo i suoi sentimenti, d’amore e non d’amicizia, verso di lui; respinto da Marion, Claude si suicida. Lind e Jacques, amici di Marion e Claude, arrivano a sfidarsi per amore di Ledania, mentre Marion è costretto a prendere coscienza che il suo legame con Sara poteva durare solo il tempo di un’estate: al ragazzo non rimane che cercare di impedire la sfida dei suoi amici, che hanno scelto di confrontarsi con le pistole. Ma la sua folle corsa è fermata da una pallottola: il ragazzo cade al suolo, colpito da quegli stessi amici che cercava di salvare. L’autunno è infine arrivato. Marion fa ritorno dai suoi genitori, Ledania lo attenderà invano. Jacques sta ancora aspettando da lei una risposta.
“All’ombra delle palme di Betel dorme l’estate dei ragazzi”.

DIFFERENZE MANGA/ANIME
Il manga di “Natsu e no tobira”, pur essendo solo un breve racconto autoconclusivo, è un dramma intenso che ha ispirato una serie di prodotti a esso collegati. Il più importante di tutti è l’OAV del 1981, dal titolo “Natsu e no tobira -La porte à l’été”: la versione animata è fedele al manga ma presenta alcune differenze. Tra le più rimarchevoli: il personaggio di Sara, che nel manga è complesso e si presta a svariate interpretazioni (tanto può essere considerata una seduttrice, tanto una donna realmente innamorata), nell’anime sembra più definito e semplicistico, venendo presentata come una donna crudele. Inoltre, se il finale dell’anime si conclude drammaticamente come il manga, su Marion colpito e caduto al suolo mentre cerca di impedire che i suoi amici si battano a duello, nelle sorti dei protagonisti narrate dopo l’evento c’è un piccolo cambiamento che riguarda Jacques (nel manga si è fidanzato con Ledania, nell’anime attende una risposta).
Ciò non toglie che il risultato finale sia ben degno di visione. Circa il lato tecnico: il character design è eccellente, l’elegante tratto della Takemiya è rispettato seppur rivisitato da uno stile possente e personale che a noi ricorda moltissimo quello del duo Araki/Himeno, già artefice di tante serie animate di grande qualità (Saint Seiya, Versailles no bara). In pratica: se vi sono piaciuti gli anime del “Poema del vento e degli alberi” o “Oniisama e/Caro Fratello”, questo è l’OAV che fa per voi (chiediamo una versione italiana alla Yamato Video!).

 

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