Penguin Brothers di Ayumi Shiina

A cura di Misato-san

Titolo: Penguin Brothers
Autrice: Ayumi Shiina
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 5 -concluso
Casa editrice: Shueisha
Rivista di serializzazione: Ribon
Anno di pubblicazione: 2000.

:: L’autrice ::
Nata il 29 agosto 1969 a Kawanoe, cittadina nella prefettura di Ehime, ha debuttato nel 1987 con ” Namida no Message ” apparso nel numero autunnale di Ribon Original. Ama cucinare e giocare a videogames horror e d’azione; il suo cantante preferito è Bryan Adams. Nel 1997 dall’opera “Baby Love” è stato tratto un OAV della durata di mezz’ora che i lettori di Ribon poterono ordinare inviando una particolare cartolina contenuta nella rivista stessa.

Storia
E’ il giorno precedente al trasferimento alla nuova scuola e Hina Mishima, l’eroina della nostra storia, tenta come al solito di buttare giù dal letto l’affascinante zio Kyoichi, 29 anni, un artista abituato a cambiare frequentemente città trascinandosi dietro la nipote…
La ragazzina deve recarsi a scuola, nonostante di fatto le lezioni per lei comincino l’indomani, per imparare ad ambientarsi circa i posti che per lei diventeranno abituali… anche se è abituata, però, ai trasferimenti, in qualche modo sente che l’elegante Istituto privato Tokiwa può rappresentare un punto di svolta per lei… sarà perché tutti la guardano in maniera decisamente strana non appena mette piede nel cortile dell’Istituto? Chissà…
E’ il professor Toshiro Hirayama a farle da guida in giro per l’Istituto, e dalla loro chiacchierata scopriamo che Hina ha cambiato scuola già 8 volte nel giro di due anni, e che è stata accettata nella nuova più per via della passione del preside per i lavori dello zio che non per meriti propri. Ma Hina non ha il tempo di riprendersi dalla notizia, perché urta accidentalmente un ragazzo, il presidente del consiglio studentesco, che conosce già il suo nome… mentre Hina si chiede come mai il proprio nome sia già così noto nella nuova scuola, il presidente, che sta recandosi a una riunione del Consiglio con il proprio vice, appare assai turbato dall’incontro…
Hina continua a guardarsi attorno, notando che, nonostante l’assenza di uniformi, nella sua nuova scuola sembrano tutti vestiti di bianco o nero. Unica eccezione: Tetsuta Koshiba, sedicente ragazzo più affascinante della scuola… un tipo mezzo matto che le si presenta in maniera abbastanza ridicola e che, subito dopo, ritrovata un minimo di “calma”, le spiega che, come lei aveva notato, in quella scuola sono divisi in fazioni… i bianchi, ossia gli studenti migliori, con totale abnegazione allo studio e a ogni genere di attività scolastica; i neri, che invece sono chiaramente l’esatto contrario… e i grigi, ossia la sua fazione, coloro che vestono in maniera normale e si tengono fuori dalle stupide beghe che ogni giorno accadono nell’istituto.
Nessuno ormai ricorda come sia nata questa singolare divisione nell’Istituto, ma tutti devono adeguarsi a essa, e Tetta (così viene chiamato in genere Tetsuta… mi rendo conto che in italiano suoni quanto minimo “strano”…), vedendola vestita in maniera normale, le dice che probabilmente coloro che la osservano lo fanno perché pensano che lei voglia aderire alla causa dei grigi… per cui, visto che lui è uno di loro, perché non fare amicizia?
Detto questo, la bacia! La reazione di Hina (che come da copione era alla sua prima “esperienza” in materia) è bella violenta, alla Akane Tendo per intenderci.
Ripresasi dallo shock, Hina scopre di essere stata osservata per tutto quel tempo da Shoui Isshiki, il presidente del consiglio studentesco, che comincia a chiederle come lei possa non ricordarsi di lui e le intima di smettere di bluffare… Hina è totalmente sconvolta dalla quantità di pazzi che sta incontrando in quella scuola, ma ancora una volta non può riprendersi perché stavolta è Tetta a tornare alla carica ricominciando a fare lo scemo… e tornando poi serio allorché le dice che secondo lui sarebbero davvero una buona coppia, perché hanno un modo di fare simile. Poi prende a spiegarle meglio qualche altra cosa della scuola, ma vengono interrotti da delle urla, e ben presto Hina si trova a fronteggiare inconsapevolmente Nishizaki, il leader dei neri, che se la sta prendendo con uno dei bianchi…
Nishizaki, dopo aver scoperto che Hina è nuova, comincia a parlarle nella “speranza” di avere una nuova persona nella propria fazione, ma il risultato della sua campagna è un fiasco… Hina gli dà dell’imbecille… e saputo da Tetta che i grigi non hanno persone esaltate che si proclamano loro capi per qualche stupida ragione, la decisione è presa: sarà dei loro!

Considerazioni
Indubbiamente, il plot di Penguin Brothers richiama in qualche modo quello di opere più famose quali il blockbuster “Hana yori dango” di Yoko Kamio e “Imadoki” di Yuu Watase… non si tratta però di un clone o di un tentativo di “cavalcare l’onda” dei più celebri precessori del tema “studentessa che vive in una scuola divisa in fazioni”, ma di un interessante esperimento della Shiina (di solito avvezza a storie d’amore con ambientazione scolastica) che riesce a incuriosire il lettore soprattutto per la caratterizzazione dei personaggi, che è piuttosto ben fatta, anche se non originalissima.
Netta è infatti la differenza tra i capi delle due fazioni. Isshiki, il capo dei bianchi, rientra nella tipologia “ragazzo molto gentile/premuroso/affidabile in pubblico ma all’occorrenza bastardissimo in privato” (Seishiro di X e Akio di Utena sono due altri validi esempi del genere)… il suo carisma è evidente, ma sinceramente è il tipo di personaggio che non mi piace molto. In primis, perché in genere dietro al suo comportamento c’è sempre qualche sfiga del passato (es: Nakago di Fushigi Yuugi), in secondo luogo perché apprezzo molto di più le persone che non cercano di apparire diverse da quello che sono, che hanno il coraggio delle loro azioni… i tipi come Nishizaki insomma.
Il capo nei neri, infatti, è uno che non esita a usare le maniere forti o a tiranneggiare il prossimo, ma che non ha nessun problema a mostrarsi bastardo in pubblico, non teme il giudizio altrui… e questo per il mio gusto personale è sempre un pregio.
Però il personaggio che merita la maggior attenzione a mio avviso (sovrasta persino la protagonista, che è piuttosto forte e non si sconvolge facilmente, ma è un po’ troppo bloccata nel ruolo di “novellina avversata da tutti e alle prese con il tentativo di scoprire perché uno dei personaggi principali – Isshiki – la protegga e dica di conoscerla visto che lei non ricorda assolutamente nulla di lui”) è Tetta (sebbene il soprannome risulti inevitabilmente ridicolo in italiano)… è *troppo* simpatico.
Nonostante all’inizio si presenti come un matto da legare, rivela con il procedere della storia uno spessore che difficilmente ci si aspetterebbe da lui… e poi… è molto protettivo nei confronti di Hina.
In definitiva, a mio avviso Penguin Brothers è la serie più interessante che Ayumi Shiina abbia scritto finora.

 

_______________________________________

This review is online since 11/08/2002, last up 15/02/2019. This is a no profit web site. All the images in this site are used to review and to promote shoujo manga in Italy. All the images are © of their respective artists and publishers, or other owners. Each review is copyright © of respective author. The comments reflect the personal opinions of the reviewers. Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.Licenza Creative Commons