Sabbath Cafe di Emiko Yachi

A cura di Martina

Titolo: Sabbath Cafe’
Autrice: Emiko Yachi
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 7 -concluso
Casa editrice: Kadokawa Shoten
Rivista di serializzazione: Asuka
Anni di pubblicazione: 1992-1994

:: L’autrice ::
Prolifica autrice, Emiko Yachi inizia la sua carriera nei primi anni ’80 realizzando shoujo manga per Hakusensha e Kadokawa Shoten.
I primi anni ’90 segnano il suo esordio nel campo dei Ladies’ Comics per la Shueisha.
Sono targate Shueisha anche le serie più recenti, “Ashita no ousama” (10 volumi, 1997-2001) e “Kimi sumu muyako” (4 volumi, 2002-2004). Dal 2004 a oggi si è cimentata con diversi volumi unici e alcune brevi serie, tra cui il josei “Suguri no Kisetsu”.

STORIA
Dai Yonogi ha tredici anni ed è l’unico studente giapponese nella St George International School di Tokyo. Dai è un ragazzo molto riservato, non ha amici e tende a essere abbastanza freddo con gli altri.

Prima di arrivare in Giappone Dai viveva in America con sua madre, una pianista che spesso lo affidava ad amici durante le numerose tournée. Di conseguenza, durante l’infanzia Dai non ha mai avuto una fissa dimora né amici.

Un giorno, dopo aver lasciato il figlio all’amico Ken Yogasaki, la madre non fa più ritorno. E’ morta a causa di un’intossicazione da alcool e Dai, non avendo altri parenti in America, viene affidato a Ken.
Ken è la prima persona che rimane con Dai per più di una settimana, ed è lui a insegnargli a leggere e a creare dei programmi per computer. Il periodo trascorso con Ken è il primo momento veramente felice nella vita di Dai.

Grazie a una memoria fotografica che gli permette di assorbire le informazioni come una spugna, Dai diventa un vero e proprio ragazzo prodigio.
Con l’aiuto di Ken, Dai programma un gioco chiamato ”Sabbath Cafe”, basato su una popolare filastrocca inglese su bambini nati in determinati giorni della settimana. Lo scopo è trovare il ”Sabbath child” passando attraverso diverse porte. Il gioco rivela essenzialmente il desiderio di Dai: essere come il Sabbath Child, sempre circondato da amore e attenzioni costanti.
Ken riconosce la qualità del software e lo vende per conto di Dai a una ditta di computer per mezzo milione di dollari. Il gioco ha un enorme successo in tutto il mondo e i soldi ricavati sono posti in custodia per Dai dopo la morte di Ken. Quest’ultimo, prima di morire predispone il ritorno di Dai in Giappone, sperando che il ragazzo possa trovare le proprie radici e vivere una vita normale.

Il manga ha inizio con la nuova vita di Dai in Giappone, dove il ragazzo scopre il vero se stesso e vive per la prima volta circondato da amici e persone che si prendono cura di lui.
Jerry Morton, da semplice compagno di classe, diventa amico intimo di Dai confrontandosi con lui appena ne intuisce i tentativi di autoisolarsi. Nonostante il temperamento incostante e i modi burberi, Jerry è molto sensibile agli stati d’animo degli altri. L’amicizia tra Dai e Jerry è molto interessante perché è soprattutto attraverso essa che si percepisce la grande evoluzione di Dai. All’inizio è così emotivamente represso, solitario e fiero della propria indipendenza che sta sempre in disparte. Ma verso la fine riconosce che stare sempre da solo è deleterio e che la vita non è così male dopotutto.

Ma Jerry non è l’unico amico di Dai: tra gli altri ci sono Martin, un ragazzo molto dolce che fa da contrasto al cinismo di Jerry e Homer, un giocatore di football che spesso si lascia scappare alcuni segreti mettendo in difficoltà Dai. Infine c’è la piccola Sioux, sorella di Jerry, il cui temperamento espansivo e a volte un po’ capriccioso aiuta Dai a liberarsi dalle proprie inibizioni.

Considerazioni
“Non è facile ricostruire
una personalità plasmata dalle circostanze,
ma non è qualcosa di impossibile
con tenacia, volontà e desiderio
unite al tempo e al proprio impegno.”
(Sabbath Cafe vol. 5 pag. 85)

Come lascia intuire questo estratto, ciò che distingue Sabbath Cafe’ è una forte sensibilità e introspezione psicologica.
Incentrato sull’importanza dell’amicizia, il manga presenta ciascun personaggio (sia principale che secondario) in modo realistico e approfondito. Da sottolineare che, nonostante la “tipica” ambientazione scolastica, l’autrice inserisce elementi insoliti tra cui la presenza di un ragazzo come protagonista e l’abbondanza di personaggi non-giapponesi, rappresentati senza cliché e banalità.
I disegni, piacevoli e curati già dai primi volumi, migliorano nel corso della storia: il tratto si fa più deciso ed evolve in meglio anche il character design.
In grado di commuovere e far riflettere, Sabbath Cafe’ è un manga che affronta veramente i sentimenti senza cadere in effetti da “soap” e comicità invadente. Consigliato in modo particolare a chi ha amato le opere di Reiko Shimizu e Saki Hiwatari.

 

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