Shoujo e quotidianità

A cura di Emy

A riprova che gli shoujo manga, più che un genere, sono una categoria che comprende i più disparati generi, ecco una carrellata su alcuni famosi shoujo manga non incentrati su tematiche rosa /sentimentali, bensì sul quotidiano e sulla vita di ogni giorno. Va da sé che i manga per ragazze consacrati al quotidiano sono un numero piuttosto nutrito, ben più ampio di quello che sarà trattato in questa sede. I titoli qui approfonditi sono -al momento in cui scrivo- inediti in Italia.

DOUBUTSU NO OISHASAN
Pubblicato su “Hana To Yume” dal 1988 al 1994, il popolare “Doubutsu no Oishasan” (tradotto: Il veterinario) è stato raccolto in 12 volumi dalla Hakusensha e poi ristampato in 8 volumi dalla stessa casa editrice nel 1995. Da quest’opera è stato tratto un drama TV (serial con attori in carne e ossa) in onda su TV Asahi dall’Aprile 2003. L’autrice, Noriko Sasaki, è ormai una veterana, cresciuta tra le pagine di “Hana to Yume”, rivista che ha ospitato i gloriosi “Angel Sanctuary” e “Proteggi la mia terra”, noti anche in Italia. Ha all’attivo meno di una decina di titoli e “Doubutsu” è la sua opera più lunga e più importante.

TRAMA
Il focus dell’opera è l’Università di Hokkaidou, e con più precisione il Dipartimento di veterinaria. I protagonisti sono un gruppo di giovani studenti intenzionati a diventare veterinari: ognuno di loro possiede uno o più animali oppure ha delle preferenze in merito. Sia gli studenti che i loro professori (questi ultimi importanti comprimari) hanno particolari manie che li contraddistinguono dagli altri: uno ama vestire all’africana, un altro ha il terrore dei topi e così via. L’unico a non avere caratteristiche particolari, quello che potremmo definire “normale”, è l’ideale protagonista: Masaki Nishine, studente di veterinaria. A lui appartengono il siberian husky Chobi e il gallo Hiyo. Nishine è solo il protagonista ipotetico, in quanto l’azione si sposta spesso sui comprimari o acquista carattere corale: entrano in gioco, perciò, l’amico Akio Nikaido, il folle professore Urushihara e la temibile nonna di Masaki, padrona del gatto Mike. Nonostante sia presente nel cast dei personaggi almeno una graziosa fanciulla, eventuali sviluppi rosa-sentimentali sono trascurati a favore di un’analisi minuta della realtà, vista con occhio divertito: al centro delle storie sono gli animali più disparati, le loro abitudini e le loro manie, cui fanno da contrappunto le abitudini e le manie degli strani esseri umani che li circondano. Un’opera originale, una riuscita commedia premiata in Giappone sia dal pubblico che dalla critica.

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Il disegno è chiaro, pulito ed essenziale come già in altre opere di “Hana To Yume” (vedi “Proteggi la mia terra”), ma sa caricarsi di particolari molto dettagliati quando a essere presi in esame sono gli animali.

 

PIKUPIKU SENTAROU
Nunoura Tsubasa ha debuttato negli anni ’70 su “Shoujo Friend”: dopo aver militato per questa rivista negli anni ’70 e ’80, approda su “Be Love” (la rivista per donne cui collaborano oggi Youko Shouji e Waki Yamato) e qui riscuote i migliori consensi del pubblico, grazie prima a “Kikochan smile” (una commedia da cui è stata tratta anche una divertentissima serie animata) e poi a “Pikupiku Sentarou” che, cominciato nel 1992, si è concluso nel 2011 dopo 37 volumi. “Piku Piku” è l’onomatopea giapponese che compare quando qualcuno sbatte gli occhi, cosa che il coniglietto fa spesso.

TRAMA
La storia è incentrata su Baku Kosawa, un giovane disegnatore di fumetti che vive da solo, e su Sentarou, il di lui coniglietto domestico. Al pari del felino protagonista in “What’s Michael” (serie a fumetti pubblicata saltuariamente su Kappa Magazine, Star Comics), Sentarou non parla e non fa nulla che un coniglio non farebbe, ma le sue espressioni a volte sono “umanizzate” a fini espressivi (come accade di consueto in “Gon”, edito sempre da Star Comics), con risultati a dir poco esilaranti. La vita quotidiana con un animale domestico, si sa, comporta piccole conseguenze: bisogna che di tanto in tanto Sentarou prenda aria, che sia al riparo dai pericoli o che non senta troppo la solitudine. Fin dal primo volume il coniglietto trova un amico fidato e affettuoso nella micina Miya, una gattina che per breve periodo, persa la padroncina, si trova a vivere con Baku: tra Sentarou e Miya subito scatta un particolare feeling, che li porta anche ad azzuffarsi in improbabili gare di forza. Molto divertente anche osservare le reazioni delle persone attorno a Baku nei confronti di Sentarou: in primis, il redattore impegnato a controllare il rispetto delle date di consegna! Purtroppo qualsiasi descrizione non può che risultare inadeguata per rendere l’idea di ciò che rende speciale il manga: la quotidianità del vivere con un animale domestico in casa, la cui sola presenza è sufficiente a scaldare il cuore.

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SAKURANBO MONOGATARI
Qualcuno si ricorderà di Ayumi Tachihara, autore di cui in Italia è stato pubblicato per la Planet Manga il bel volume “Ali d’argento”, incentrato sul dramma di un kamikaze al tempo della Seconda Guerra Mondiale. Questo prolificissimo autore in Giappone è meglio noto per lo shounen manga “Maji”, che conta ben 50 volumi e una serie animata di tre OAV del 1990, ma anche per alcuni shoujo e lady’s comics, tra cui “Sakuranbo Monogatari” (Storia della ciliegia). Quest’ultima serie narra le vicende quotidiane che una semplice e giovane sposina a nome Sakura si trova a vivere: le pulizie di casa, il rapporto con i vicini, il lavoro di illustratrice per l’infanzia e -non ultimo- le gioie e i dolori della gravidanza, i problemi dell’allevare, nutrire ed educare un figlio. La serie prosegue per 17 volumi dal 1990 al 1993. Nel 2000 è pubblicata una seconda edizione, bunko, in Giappone per opera della Kodansha.

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