Happy Mania di Moyoco Anno

A cura di Deda (review) e Martina (info e grafica)

Titolo: Happy Mania
Autrice: ANNO Moyoco
Categoria: Josei

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 11 (concluso)
Prima pubblicazione: 1996 – 2001
Casa editrice: Shodensha
Collana: Feel comics

:: Il manga in Italia ::
Numero di volumi: 11 (concluso)
Editore: Star Comics
Collana: Express
Pubblicato a partire da: Maggio 2006
Distribuzione: edicola e fumetteria, dal numero 5 solo fumetteria
Prezzo: 3.50 euro, dal numero 5 Euro 4,20
Periodicità: mensile, dal numero 7 bimestrale, 176 pp. circa

:: Il drama (telefilm) ::
Numero di episodi: 12
Anno di produzione: 1998
Produzione: Fuji TV
Attrici principali: Izumi Inamori e Norika Fujiwara
Nota: inedito in Italia.

Storia 

Mania: alterazione mentale che si esprime in un atteggiamento ossessivo, in un’idea fissa: avere una m. (da Dizionario De Mauro della lingua italiana)

Happy Mania: atteggiamento ossessivo, fanatismo vero la ricerca della felicità assoluta.

VOLUME 1

Kayoko Shigeta, commessa in una piccola libreria, single, piacente ma molto sfortunata con gli uomini, oramai prossima ai critici 25 anni o giù di lì, è ossessionata da una sola idea: trovare l’uomo ideale, quello che le faccia sentire le farfalle nello stomaco e le regali la felicità assoluta.
Ma mentre la sua ricerca per la felicità la porta a imbattersi nei soliti sospetti (l’uomo infedele, quello non predisposto ai legami, il libertino, il doppiogiochista), Shigeta non riesce a vedere più in là del proprio naso e si butta a capofitto in ogni storia, saltando addosso all’uomo di turno senza badare alle conseguenze (o anche se ci bada se ne infischia).

Nel primo episodio la troviamo con uno dei clienti della libreria Takada. Shigeta, che si trova in una sorta di crisi d’identità che la porta a disconoscere il proprio corpo, prova di tutto pur di attrarre l’attenzione del giovane, calpestando le amorevoli attenzione del collega Shuichi Takahashi, uno studente universitario di buona famiglia che pare essere ossessionato dall’idea di proteggere la tanto amata Signorina Shigeta, ma che ahimè è davvero troppo comune, come il suo stesso cognome indica (Takahashi è il cognome più diffuso in Giappone).

Takada, una volta conquistato si rivela essere il classico “no strings attached” (non amante dei legami) che cerca solo un’amica da letto e quindi non può soddisfare l’happy mania di Shigeta.

Nel secondo episodio Shigeta finisce col sedurre il ragazzo di una sua collega (anch’essa commessa della libreria) nonostante i numerosi sforzi che impone la missione salvifica di Takahashi, finendo per infuriare la suddetta collega la cui ira impaurisce talmente la nostra eroina da finire col correre sotto un’auto in corsa.

Dal terzo episodio si fa più costante la presenza di Hiromi Fuku, compagna di appartamento e confidente di Shigeta. Anch’essa single, anche se fidanzata, e oramai nei suoi trent’anni, Fuku è una donna lucida e di successo, che funge da Grillo Parlante in tutta la faccenda.

Shigeta inizia ben presto a sviluppare la capacità di perdere un lavoro dopo l’altro a causa della sua ossessione per il ragazzo perfetto, e quindi anche a restare facilmente senza soldi. La sua completa inettitudine la porta a cadere nelle braccia di un giovane DJ, Toki – del quale, sulle prime, non conosce nemmeno il nome – che ha più ragazze di quante possa ricordarne. La situazione si trasforma in maniera surreale quando, dopo essersi trasferita a casa del giovane, Shigeta si ritrova addirittura a condividere una cena a lume di candela per tre (che non è stata in grado nemmeno di cucinare, visto che non sa cucinare, ma preparata dall’ultima fiamma di lui, Emily).

VOLUME 2

Nonostante gli sforzi di Takahashi la situazione di Shigeta non pare migliorare, anzi il dramma si accumula quando, nel secondo volume, Fuku si fidanza addirittura ufficialmente e pare essere sul punto di sposarsi. Shigeta pensa che perderà presto una compagna di stanza e la sua unica confidente, sebbene il povero Takahashi si proponga di colmare quel vuoto. Il giovane deve ben presto arrendersi all’evidenza che Shigeta lo considera del tutto invisibile e quasi inesistente, se non un perdente totale.

Presa dalla disperazione Shigeta decide quindi di tornare a casa a visitare i suoi per un po’ di tempo, ma la pace dura ben poco, visto che la madre inizia a trascinarla tra templi e culti vari, cantando mantra che sperano aiuti sua figlia a trovare l’anima gemella. Preghiere che sembrano sortire un certo effetto quando, per magia, Shigeta trova l’uomo perfetto. Fin troppo perfetto. Possessivo: un vero e proprio stalker. Ex compagno di scuola e rifiutato in passato da Shigeta stessa, l’uomo ha subito un cambiamento nel look (diventato bellissimo e affascinante) mentre la sua psiche è diventata del tutto labile.

Riuscirà Takahashi a liberare l’amata Shigeta dai continui appostamenti del nuovo fidanzato di lei o finirà la povera ragazza vittima di un maniaco stupratore e assassino?

Nella maniera più comica del mondo, la nostra eroina Kayoko Shigeta continuerà a piombare da una relazione sbagliata all’altra, rischiando tutto e tentando il tutto per tutto alla ricerca della felicità suprema che forse le sta proprio accanto nella forma del mite e sfigato Takahashi.

Considerazioni
Happy Mania è un ladies comic che ha come sfondo unico il ritratto di molte neurosi. A partire dalla protagonista, vittima della Happy Mania, pare che nessun personaggio presente nella storia sia esente o scevro da complicazioni psicologiche o sindromi peculiari.
Ogni singolo personaggio diventa una macchietta o una caricatura che ritrae una particolare forma di schizofrenia o mania generata dal vivere nella società moderna: dal sociopatico, incapace di stare a contatto con gli altri, allo stalker ossessionato dall’idea della donna che lo ha respinto e ferito, dalla famosa sindrome dei piedi freddi (che porta gli sposini a fuggire dall’altare il giorno delle nozze) all’orso solitario e misantropo perso nelle proprie fantasie e incapace di discernere la realtà.
Shigeta non trova un uomo normale che sia uno.
Nonostante tutto la sua mania/ossessione “voglio un fidanzato” è la stessa mania/ossessione che porta Takahashi a crearsi un’immagine di Shigeta inesistente: quella della donna fragile bisognosa di protezione e di amore.
Tutto sommato non una diagnosi errata quella del povero Takahashi ma distorta dagli occhi dell’amore che non si rendono conto del fatto che Shigeta, a sua volta, è distorta essa stessa.
Protagonisti quindi non integri, o con sani valori morali, ma guidati da puro egoismo, che riescono creativamente a mettersi nei guai, generando situazioni tragicomiche al di là del surreale.

Una commedia caustica, Happy Mania, che ritaglia uno squarcio della società moderna malata dai ritmi ossessivi del lavoro senza sosta e del progresso che inaridiscono i cuori dei più e genera la morte dei veri sentimenti di amore pure e romantico.

Un manga talvolta episodico talvolta legato da una trama di fondo, che vede Shigeta cadere dalla padella nella brace, Happy Mania inizia in medias res presentando quasi da subito l’elemento scatenante della storia: “voglio un fidanzato”. Questo andare in una spirale involvente crea nel lettore un’assuefazione alla lettura che lo porta a domandarsi di continuo come possano peggiorare le cose per Shigeta e cosa mai potrà inventarsi l’assurda ragazza per mettersi nei pasticci o per trarsi d’impaccio.

Un’eroina negativa, tutto sommato, quella della Anno, che magari non suscita simpatia nel lettore ma che fa spesso ridere di sé e per questo nella sua assurdità finisce col creare una certa sensazione di empatia. Le situazioni si fanno sempre più esilaranti, le citazioni dei manga classici sono come piccole decorazioni in cima alla torta (i continui riferimenti a Fuku, che di nome fa Hiromi, fidanzata con Todo… basato su “Ace wo nerae – Jenny la tennista”, per citarne uno).

I disegni di Happy Mania migliorano anche col passare del tempo da volume in volume fino a giungere allo stile più noto e correntemente usato dalla bellissima Moyoco Anno. Gli afterwords finali, in calce ai volumi, con la comparsa di afterword boy, creano in sé una storia nella storia.
La Anno ha uno stile nitido e preciso, molto pulito, affatto sfumato e notevolmente grafico. È molto espressiva soprattutto nel body language dei personaggi e nelle loro espressioni facciali. Le tavole sono movimentate ma chiare, i disegni reggono benissimo in silhouette e col passare del tempo le proporzioni e lo stile tecnico si fanno sempre più precisi e di gran classe.
Gli occhioni enormi e spioventi possono risultare non gradevoli ai più ma sono il cuore e l’anima del vuoto che c’è dentro la superficialissima Shigeta.

Un’opera graffiante e moderna, dalle tematiche forti, uno spaccato satirico di vita contemporanea, un compendio del perfetto e infelice single.
Un “Sex and the City” tutto made in Japan (ma ricordiamo che Happy Mania precede cronologicamente la famosa serie americana -ndEmy), Happy Mania è un must per ogni lettore di manga appassionato che osi definirsi tale e abbia il fegato di guardare in faccia questo ritratto così critico del Giappone moderno, abitato da donne ossessionate dall’idea dell’amore per l’amore e per la comodità derivata dal benessere.

 

__________________________________________________
Online since 05/03/2006, last up 28/02/2019. This is a no profit web site. All the images in this site are used to review and to promote shoujo manga in Italy. All the images are © of their respective artists and publishers, or other owners. Each review is copyright © of respective author. The comments reflect the personal opinions of the reviewers. Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.Licenza Creative Commons.Licenza Creative Commons