Suppli di Mari Okazaki

A cura di Demelza (testi, immagini) e Sayoko (grafica)

Titolo originale: Suppli
Autrice: OKAZAKI Mari
Categoria: Josei

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 10 -concluso
Casa editrice: Shodensha
Rivista di serializzazione: Feel Young
Collana: Feel Comics
Anni di pubblicazione: 2004-2010

:: Il manga in Italia ::
Titolo italiano: Supplement
Casa editrice: GOEN
Distribuzione: fumetteria
Numero di volumi: 8 -in corso
Prezzo: 5,95 euro
Collana: Kokeshi Collection
Periodicità: partito bimestrale e attualmente aperiodico
Pubblicato a partire da: Marzo 2012

:: Il Drama ::
Anno di produzione: 2006
Numero di episodi: 11
Attori principali: Misaki Ito, Kazuya Kamenashi, Eita
Rete: Fuji TV
Sceneggiatura: Arisa Kaneko

Storia
“Ogni donna ha bisogno di un complemento affettivo”.

Minami Fujii ha 27 anni, lavora nel settore produttivo di un’agenzia pubblicitaria e ha una grande passione per il suo lavoro e un solido senso di responsabilità, tanto da presentarsi in ufficio anche la domenica.
Questo suo atteggiamento sembra mandare in crisi il rapporto con il fidanzato, che frequenta dai tempi dell’università. La sensazione è che la loro relazione, dopo tanti anni, si sia ormai arenata senza avanzare in nessuna direzione.
A lavoro, Fujii si dimostra una persona pronta a imparare dai propri colleghi, energica, capace di scusarsi per i propri errori: tutte queste qualità le saranno molto utili in futuro, e le permettono di entrare in contatto con le altre donne dell’ufficio, che ne riconoscono l’autentica passione. Il suo obiettivo è creare delle pubblicità che divertano le persone e le facciano sorridere.
Tra le colleghe, spiccano subito Yugi, giovane energica, smaliziata ma generosa, che lavora come freelance ed è costretta a reinventarsi ogni giorno nel suo mestiere, e la signorina Hirano, collega di 45 anni, ancora nubile, con una carriera brillante alle spalle, a cui Minami si ispira come modello e in cui, inconsciamente, teme di rispecchiarsi (poiché ha paura di restare sola a causa del suo lavoro).
Giorno dopo giorno, il rapporto con il fidanzato si sgretola, ma la ragazza non trova il coraggio di farla finita, finché non sarà lui, per telefono, a decidere di interrompere la loro storia.
La separazione, per quanto desiderata da entrambe le parti, è comunque dolorosa, perché Fujii sente di aver chiuso un capitolo della sua vita e di dover adesso trovare la forza di proseguire da sola.
In questo momento di crisi, Fujii inizia a guardare con altri occhi i colleghi dell’ufficio: in particolare Ishida, un ragazzo che sembra provare dell’attrazione per lei.
Yugi, intuita la situazione, organizza un’uscita al ristorante tra colleghi: è l’occasione per Ishida per provare a sedurre Fujii, confessandole di sentirsi molto solo, ma la ragazza non è proprio il tipo da avventure, e non riesce a cogliere la palla al balzo. La serata si conclude a casa di Yugi, dove le due donne, mentre Ishida crolla sul tavolo addormentato, hanno per la prima volta occasione di confrontarsi e imparare a conoscersi al di fuori del lavoro.
Yugi rivela a Fujii di aver una relazione con un uomo sposato, che le crea non pochi problemi. Tra le due donne si crea un rapporto di confidenza che nel corso della storia si evolverà in vera amicizia, con Yugi che ha nei confronti di Fujii un atteggiamento irruento ma protettivo, da sorella maggiore.
Durante la serata, Fujii intuisce che Ishida si sente attratto da Yugi e ne rimane imbarazzata e sconcertata. Si rende conto che le persone che fino a quel momento ha sempre considerato solo come colleghi di lavoro sono in realtà uomini e donne con una loro vita, emozioni e sentimenti come i suoi…
Le giornate procedono frenetiche tra lavoro, riunioni, ore passate in ufficio davanti al computer. Fujii partecipa a un pubblicità che coinvolge una famosa modella e attrice, e ha l’occasione di collaborare con una stilista che ammira molto, una donna non solo dotata di grande talento artistico, ma capace di utilizzare la propria femminilità e il proprio atteggiamento per ben disporre gli altri.
I problemi sul lavoro non si fanno certo attendere, e mentre Fujii cerca di risolverli senza successo, si accorge di pensare spesso a Ishida e di sentire la mancanza delle sue attenzioni: ma sarà vera attrazione o semplicemente solitudine?
I due si incontrano davanti a un distributore, ma non riescono a parlarsi, sono così vicini da sfiorarsi quasi, ma la distanza tra loro sembra invalicabile.
La vita continua, nel bene e nel male, e Fuji sembra destinata a vivere una giornata no: non solo perde una lente a contatto ed è costretta a portare gli occhiali, ma riceve anche la comunicazione del matrimonio dell’ex-fidanzato e ciò rappresenta un’occasione per fare un bilancio della propria situazione personale… in negativo.
Sul treno viene scossa nelle sue riflessioni dall’incontro con un bell’uomo, che si scopre poi essere un suo futuro collega, a cui rimane letteralmente impigliata con il soprabito. Ogiwara si rivela essere un uomo intelligente, serio e affascinante, e durante un viaggio di lavoro tra i due nasce una certa attrazione. All’inizio Fujii crederà che si sia trattato di un momento di avvicinamento dovuto alla tristezza, poi pian piano nutrirà un vero interesse per il collega e i due inizieranno a uscire insieme, riempiendo a vicenda la propria solitudine.
Incontriamo anche un nuovo personaggio femminile, Watanabe, del settore commerciale-amministrativo dell’agenzia, all’apparenza una donna molto distante, fredda e razionale e che sembra interessarsi sentimentalmente a Ishida, il quale, dopo essere stato respinto per l’ennesima volta da Fujii, cede alla seduzione della collega.
Altro personaggio fondamentale nel corso della storia che fa la sua comparsa già nel secondo volume è Mizuho Tanaka, la quintessenza della femminilità, sempre bellissima, elegante e perfetta, sposata, una tigre nella vita privata e nel lavoro, che sarà insieme l’ideale e la rivale di Fuji.
Giorno dopo giorno, tra i problemi di lavoro, l’amore, i rapporti con le colleghe, la vita di Fujii prosegue alla ricerca di quel qualcosa di speciale che doni la felicità.

Considerazioni
Sapuri (o Suppli), il titolo di questo manga, è l’abbreviazione dell’inglese Supplement affective, letteralmente “Supplemento affettivo” o “Complemento affettivo”.
La vita frenetica ci porta spesso a provare ansia, frustrazioni, conflitti…
Specialmente per le donne di oggi, che si confrontano con il mondo del lavoro cercando di far coincidere al contempo la vita sentimentale e familiare, mantenere l’equilibrio può essere difficile. E per questo sovente sentiamo il bisogno di qualcosa che rappresenti una compensazione affettiva, che ci renda felici anche solo per un attimo, come meccanismo di difesa e adattamento.
C’è chi si butta sullo shopping, chi mantiene rigorosamente separati vita privata e lavoro, chi “si fa l’amante”, chi pensa che costruirsi una famiglia potrebbe aiutare…
Sapuri è il ritratto di donne diverse per carattere e storia personale, ognuna alla ricerca di un proprio modo per essere felice, ognuna con un complemento affettivo diverso.
Rispetto a opere precedenti dell’autrice si nota una certa evoluzione stilistica, un cambiamento di tono dovuto non solo a una crescita personale della Okazaki, ma penso soprattutto a un adeguarsi alla storia, disegnata e rivolta a un pubblico più adulto (si tratta di uno josei, non di uno shoujo, d’altra parte).
Il tratto è molto più pulito e maturo, con una particolare attenzione alle anatomie e alle inquadrature. Le figure femminili ne guadagnano in fascino ed eleganza, acquistando una maggiore maturità e personalità.
La costruzione delle tavole è meno onirica rispetto al passato per diventare un po’ più cinematografica e lineare. L’autrice utilizza le vignette a incastro per creare una tavola che è come un grande puzzle in cui ogni pezzo svela un particolare dell’insieme. L’impressione che si ha è quella di attenzione ai particolari e insieme pienezza della pagina.
Non mancano comunque le tanto amate metafore visive (anche se decisamente contenute rispetto a opere come “Vague all’ame” e “12mois”), alcune già viste, come i nastri, l’erba e i pesci, altre inedite, come le bolle, le onde, l’insieme di figure geometriche che indicano ora i fiori di ciliegio ora una corrente che di volta in volta porta con sé calma o inquietudine, energia o serenità.
Personalmente continuo a preferire la Okazaki nelle sue tavole in bianco e nero rispetto alle illustrazioni colorate (riportate in gradazioni di grigio nei volumi) che fanno risaltare le labbra a canotto, marchio di fabbrica dell’autrice.
Ma la vera forza del titolo sta sicuramente nella storia.
Sapuri è un manga che ha per protagonista le donne moderne e si pone lo scopo di indagare i diversi ambiti della femminilità: dall’amore, all’amicizia e, soprattutto, il lavoro.
Spesso la protagonista si interroga su che cosa sia la femminilità, come sia possibile conciliare la vita privata con il lavoro.
A livello di plot si possono notare delle risonanze con Clover di Chiya Toriko: abbiamo una protagonista (Mimami Fujii) che, per quanto abbia ormai quasi raggiunto la trentina, è ancora molto ingenua e impacciata nei rapporti con l’altro sesso, circondata da un gruppo di donne con un percorso personale e un temperamento molto diverso tra di loro.
I collegamenti finiscono qui.
Prima di tutto, le protagoniste di Sapuri non sono semplici OL (Office Ladies) ma donne in carriera a tutti gli effetti, che lavorano in diversi settori di un’agenzia pubblicitaria. Sono donne che sentono il peso della responsabilità delle proprie decisioni in ambito lavorativo, decise a dimostrare la propria bravura, appassionate a quello che fanno, e in continua lotta con se stesse per migliorare. Donne che lavorano fianco a fianco con gli uomini della loro agenzia, e spesso si rivelano anche più in gamba di loro, in bilico tra la carriera e la vita privata, tanto da preferire a volte di essere “tristi da sole, che infelici in due”.
Le storie di tutte loro si intrecciano nello scorrere della vita quotidiana, fatta di piccole grandi battaglie, di chiacchierate fra amiche/nemiche, di confronti e riflessioni.
Fanno la loro comparsa alcuni tipici stereotipi giapponesi (la donna perfetta non aggrotta mai le sopracciglia e risolve le situazioni con un sorriso) ma anche diversi elementi comuni a tutte le donne di oggi, come la ricerca di una propria realizzazione professionale, la paura di perdere la propria indipendenza, il confronto con gli uomini su un piano paritario, l’eterna ricerca per piacersi e per piacere, la perdita di vista, a causa dei problemi quotidiani, di alcuni passaggi fondamentali per la nostra vita, l’egoismo di fondo che contraddistingue quasi tutti gli esseri umani, il labile confine tra gentilezza e ipocrisia.
Grande attenzione è presentata alla riflessione sulle possibilità di carriera di una donna, dalle difficoltà di Yugi come freelance (“Una donna che lavora come freelance non ha professionalmente alcuna certezza”) alle opposizioni dei colleghi, fino al fatidico ostacolo dell’età, come se le donne, in certi lavori, portino su scritta la data di scadenza.
È proprio partendo da questi temi che la Okazaki fa, per bocca di uno dei suoi personaggi, una lucida analisi della donna moderna: la donna d’oggi ha una vita piena, ricca ed eccitante, tra il lavoro, il tempo dedicato alla cura di se stesse, i desideri, i legami, le passioni.
C’è una sola cosa che nessuna può controllare: l’amore, che continua a scappare e sfuggire dalle dita. Ma spesso arriva un’età in cui l’amore non basta a riempire la vita e subentra allora la “necessità di amare”… questo inseguire l’amore a ogni costo per sentirsi ancora felici e piene.
Ma l’autrice descrive con lo stesso gusto e la stessa leggerezza quei piccoli gesti in cui ogni donna può riconoscersi: i momenti passati davanti allo specchio a prepararsi e truccarsi, la scelta dei vestiti, il giro per negozi alla ricerca di una borsa o un paio di scarpe adatte alle proprie esigenze, il taglio dei capelli come gesto per cambiare uno stato d’animo, il domandarsi se si sta facendo del proprio meglio in quanto persona ma anche in quanto donna, il confronto con le colleghe sul piano personale e professionale…
Tutti quegli atteggiamenti che rappresentano la superficie della femminilità e di cui, nonostante tutto, sembra non si possa fare a meno, che ci appartenga in quanto genere.
Man mano che la storia prosegue emerge il punto focale dell’intera vicenda: “C’è una netta discrepanza tra il punto di vista di un uomo, e di conseguenza la sua versione della storia, e quello che noi, le donne, sentiamo…”
Sapuri è si un manga sulle donne, e che parla di donne emancipate, ma non è un manga femminista, è solo una storia, scritta da una donna e principalmente rivolta a un pubblico di donne, che si interroga su come siamo e su come viviamo e ci confrontiamo con l’universo maschile.
E poiché gli uomini sono l’altra faccia della medaglia, naturalmente ci sono anche loro. Ne compaiono anzi diversi tipi: dal giovane intraprendente, all’uomo posato e tranquillo, all’uomo addirittura di cui si sente tanto parlare ma non si vede mai. Tutti legati a stretto filo alle nostre protagoniste, perché uomini e donne non possono fare a meno gli uni dagli altri.
In generale vengono spesso visti con gli occhi delle donne, ma questo non significa che la loro psicologia sia semplicistica o superficiale, tutt’altro. Ne scopriamo il carattere attraverso piccoli gesti, incontri, ricordi, sempre sapendo però che dietro c’è molto di più da scoprire. Ne assaporiamo la carica emotiva, la passione spontanea, l’esuberanza, la malizia, ma anche le debolezze e le ipocrisie, perché li rendono più veri e umani.
Sapuri è un manga da godersi capitolo dopo capitolo, con cui confrontarsi con animo aperto per passare un’ora in piacevole lettura ma anche per riflettere su se stessi e imparare a conoscersi meglio, una lettura imperdibile nel panorama manga contemporaneo.

 

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