Natsuki Takaya

TAKAYA Natsuki 高屋奈月

A cura di Martina

Natsuki Takaya è nata a Shizuoka il 7 luglio 1973. Cresciuta a Tokyo, ha debuttato professionalmente nel 1992 con un fumetto autoconclusivo sulla rivista “Hana to yume”.
Le prime due serie da lei realizzate sono Genei musou (5 volumi, 1996-1997) e Tsubasa wo motsu mono (6 volumi, 1996-1998). Nel 1999 è uscito il volume unico Boku ga utau to kimi wa warau kara.
Fruits Basket è la serie che l’ha resa una delle mangaka più famose degli ultimi anni, sia in Giappone che altrove. È infatti una delle pochissime mangaka che possono vantare un’intervista su Time. Nel 2001 Fruits Basket ha ottenuto il 25° Kodansha Manga Award come miglior shoujo manga.
Natsuki Takaya è mancina ma ogni tanto disegna anche con la mano destra; è appassionata di videogiochi e della serie CSI. Nel 2013, per motivi di salute, ha messo in pausa il manga a cui stava lavorando (Liselotte to majo no mori), per poi tornare a disegnare manga nel settembre del 2015 con il sequel Fruits Basket Another.

Intervista

L’intervista, tradotta da Akaiko, è tratta dal fanbook, inedito in Italia, di Fruits Basket in cui l’autrice ci parla di come è nata l’idea del manga e i suoi personaggi.

Per chi non ha ancora letto Fruits Basket, ma è intenzionato a farlo, avvisiamo della presenza di un grosso spoiler nell’intervista.

I segreti della nascita di Fruits Basket.

Domanda: Qual è stata l’idea che ha ispirato la storia di Fruits Basket?

Natsuki Takaya: È passato tanto tempo da quanto ho iniziato a disegnare Fruits Basket, quindi non lo ricordo chiaramente. Ma come mangaka, uno dei miei primi obiettivi era quello di essere in grado di disegnare un manga ad ambientazione domestica. Ero ovviamente priva di esperienza quando ho cominciato, quindi non sapevo disegnare molto bene: ho quindi lasciato perdere l’idea e ho lavorato su altri progetti come Matsu Mono. A un certo punto ho pensato “Diamo un’altra possibilità a questa idea” ed è così che ho cominciato a immaginare Furuba.

D: Con cosa la storia di Fruits Basket ha cominciato a prendere forma? È stata la trama a dare il via a tutto o il tema, i personaggi o qualche scena in particolare?

N.T.: C’è una conversazione che avviene nell’ultimo capitolo o giù di lì. Ho fatto crescere tutto da quello.

D: Ci sono delle scene in Fruits Basket che voleva disegnare in maniera particolare? Quali?

N.T.: Sono le cose a cui ogni personaggio si aggrappa, i desideri o l’amore… è questo ciò che voglio disegnare. Ciò che amo sono i momenti in cui queste emozioni vengono premiate.

D: Quando ha deciso di utilizzare come tema lo zodiaco cinese?

N.T.: Il dizionario che uso sempre ha una tabella dello zodiaco cinese al suo interno e ogni volta che la vedevo pensavo “È interessante, mi chiedo se posso usarla per qualcosa”. Quindi quando ho iniziato a disegnare Furuba il mio editor mi disse “Aggiungiamo una sorta di tema”, quindi ho detto “Ok, allora usiamo lo zodiaco cinese”. È stata una decisione presa a cuor leggero. Non mi ero resa conto che ci sarebbero stati così tanti personaggi (ride).

D: Quando è iniziata la pubblicazione di Fruits Basket, quanti capitoli aveva programmato?

N.T.: L’avevo programmato con la sua attuale lunghezza, ma avevo preparato anche una versione in 6 e una in 12 capitoli. La mia autostima in quel periodo non era molto alta, quindi non pensavo che mi avrebbero fatta disegnare per così tanto tempo (ride). Sono felicissima che quelle versioni brevi siano state disegnate inutilmente.

D: Quale è stata la reazione dell’editor la prima volta che gli ha spiegato il concept di Fruits Basket?

N.T.: È stata una reazione sottile (ride). Avevo un’altra storia pronta oltre a Furuba, ma l’editor mi ha detto “Perché non fai quella? (ride). Ma io ho chiesto di farmi disegnare Furuba. Non avevo alcuna sicurezza a riguardo ma pensavo che in quel momento era Furuba quello che volevo disegnare.

D: Prima di decidere per il titolo Fruits Basket come lo chiamava?

N.T.: Com’era…? L’ho scordato… Ma mi pare di ricordare che fosse qualcosa di veramente strano. Sono felice di aver scelto Fruits Basket, non riesco a immaginarlo chiamato in nessun altro modo.

I personaggi 

D: Quale personaggio è nato per primo?

N.T.: Mi faccia pensare, chi era? Penso che la prima sia stata Tohru, e poi Yuki e Kyo ma è un ricordo vago. Ma il primo personaggio il cui aspetto e la cui personalità mi hanno veramente colpita, senza alcuna esitazione, deve essere stato Kyo. Mi sembra proprio di ricordare che fosse lui il personaggio su cui avevo meno dubbi.

D: Hana-chan, Kagura e altri personaggi aggiungono il suffisso -kun al nome di Tohru e la chiamano Tohru-kun. Perché questa scelta?

N.T.: Perché non pensavo che Tohru-chan le stesse particolarmente bene. Ho pensato che un onorifico più dignitoso fosse una scelta migliore per una ragazza svagata come Tohru.

D: Penso che Tohru abbia una personalità veramente unica. Come è arrivata a costruire la sua personalità e il suo background? E ha sempre avuto intenzione di farle usare un linguaggio così educato?

N.T.: Ho considerato un sacco di cose. Ho pensato che per essere una ragazza che accetta i sentimenti degli altri con tanto entusiasmo avrebbe dovuto avere un modo inusuale di vedere le cose, di modo che non fosse distrutta dalla sua stessa empatia. Ma ero preoccupata che avesse bisogno di qualcosa in più. E poi ho pensato “Oh sì, le farò usare un linguaggio super educato e glielo farò usare in maniera inopportuna”. E quindi il suo personaggio è nato in pochissimo tempo (credo).

D: Perché ha scelto di dare alle migliori amiche di Tohru delle caratterizzazioni così forti, come renderle una yankee e una sensitiva che vede le onde?

N.T.: Volevo che Tohru, come personaggio principale, avesse delle migliori amiche con delle personalità così esplosive da non essere nascoste dallo zodiaco.

D: Ci sono dei personaggi il cui aspetto, ruolo, carattere è cambiato molto rispetto al concept originale? Quali sono questi cambiamenti?

N.T.: Nessuno dei personaggi è cambiato “molto”. Sviluppo i personaggi secondari lentamente in modo che io abbia tempo di renderli ciò che voglio che essi siano.

D: Quando ha iniziato la serie, pensava ad Akito come a una donna?

N.T.: Sì. Ho sempre amato disegnare personaggi “neutri” dal punto di vista del sesso, di modo che tu non possa dire se siano uomini o donne. Com’è che si dice… moe? (ride).

D: Il precedente capo della famiglia Sohma e i membri del Juunishi soffrivano della maledizione nel modo in cui Akito e gli altri personaggi ora posseduti fanno?

N.T.: Bella domanda. Il Juunishi e Dio precedenti non stavamo mai tutti assieme allo stesso tempo e alcuni probabilmente non si erano mai incontrati, quindi è possibile ci fossero sentimenti diversi. Ma credo che la sofferenza del Gatto sia l’unica cosa che non è mai cambiata.

D: Dal momento in cui abbiamo scoperto che Akito era una donna, la storia sembra essersi mossa verso una direzione più matura. Aveva programmato questo cambio di tono sin dall’inizio?

N.T.: Sì. Ma gli sviluppi più maturi e adulti non sono la parte che volevo disegnare di più. Ora come ora i personaggi stanno scalando un muro, si stanno perdendo e stanno commettendo errori. Ed è giusto per loro stare in questo modo ora come ora, ma io voglio disegnare cosa c’è dall’altra parte del muro, che è la parte della storia che ora sto costruendo. Per me è sempre così.

D: I tratti principali dell’animale da quale ogni membro dello zodiaco è posseduto sono riflessi nei personaggi e nel loro design, ma ha usato anche riferimenti all’oroscopo cinese?

N.T.: No. Ho curato con attenzione gli aspetti (per esempio il bufalo è bianco e nero, quindi c’è Haru bianco e Haru nero, e Kagura è il cinghiale, quindi carica etc.) ma ho semplicemente creato i personaggi che volevo creare, tutto qua.

D: Ci sono tantissime scene toccanti in Fruits Basket, c’è qualche scena che l’ha fatta piangere mentre la disegnava?

N.T.: Non ho mai pianto mentre lo leggevo. Ma ci sono state delle volte mentre scrivevo la prima bozza, una versione così rozza del capitolo che solo io riesco a decifrare (a volte con difficoltà visto che ci scrivo sopra tutto quello che mi viene in mente) in cui mi sono commossa. Ma è imbarazzante parlare di queste cose.

D: Ci sono comunque anche un sacco di scene umoristiche e divertenti. Qualcuna è riuscita a farla scoppiare a ridere?

N.T.: Quando sto scrivendo penso sempre che una cosa possa essere più divertente di un’altra quindi non riesco a ridere. A volte rido quando rileggo il manga per controllare i ballon. Ma veramente, la prego, è molto imbarazzante per me rispondere a questo tipo di domande quindi, per favore, la prego di non chiedere altro (ride).

D: Qual è la cosa più importante per lei mentre decide sul layout e la composizione delle tavole?

N.T.: Presto molta attenzione a cose come il ritmo generale, il posizionamento e da che parte i visi dei personaggi guardino. Il risultato, però, non è sempre quello che avevo immaginato…

D: Mentre continua a disegnare Fruits Basket, quale sono le cose più importanti per lei?

N.T.: Ciò che è nel cuore della storia.

D: Per concludere, ha un pensiero da dedicare ai suoi lettori?

N.T.: Come sempre, grazie mille. Grazie per tutto. Ogni volta mi viene chiesto di lasciare ai miei lettori un messaggio, non so ma cosa dovrei dire o come dovrei dirlo (ride), ma quello che voglio esprimere è la mia gratitudine. Tutto il vostro supporto mi raggiunge, quindi grazie per questo. Voglio realmente ringraziare chiunque legga i miei lavori e chiunque mi abbia mai aiutato. Furuba ha ancora tanta strada per arrivare alla sua conclusione (ride) ma spero continuate a seguire personaggi lungo le loro montagne e le loro vallate. Io farò del mio meglio!

Gallery

Liselotte e la foresta delle streghe

Fruits Basket

 

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