Fostine (aka Luna) di Chieko Hara


A cura di Emy (testi e grafica) e Livio (logo)

Titolo originale: Fostine
Autrice: HARA Chieko
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 4 -completo
Rivista di pubblicazione: Nakayoshi
Casa editrice: Kodansha
Anni di pubblicazione: 1978-9
Seconda edizione: 1997, 3 volumi
Terza edizione: 2001, 3 volumi

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Fostine
Numero di volumi: 3 -completo
Casa editrice: Star Comics
Edizione: edicola e fumetteria
Data di pubblicazione: Giugno 2009
Prezzo: 6 euro

:: Anni Ottanta ::
Questo manga è stato proposto per la prima volta in Italia negli anni ’80 dalla casa editrice Fabbri, serializzato sul settimanale “Candy Candy” dal n. 53 al n. 96 col titolo “Luna”. L’adattamento, come di consueto per quel periodo, previde pagine ribaltate e ricolorate. L’opera è stata pubblicata integralmente. L’edizione degli anni Ottanta risulta esaurita e/o di difficile reperibilità. In Italia, il personaggio di Luna fu utilizzato dal giornalino di Candy per realizzare dei poster in omaggio. Inoltre sempre la Fabbri diede alle stampe il Romanzo di Luna, scritto da Noemi Vicini Marri, che riassume la storia in modo appropriato ed efficace. Il volume contiene illustrazioni realizzate da mano italiana.

Personaggi
Di seguito,i personaggi principali di questa serie, secondo i loro nomi originali. Tra parentesi, quando questi differiscano dagli originali, i nomi corrispondenti dell’edizione italiana degli anni Ottanta.

FOLI (Luna) /FOSTINE (Lorena)
Gioiosa e spontanea, è la figlia del capo dei gitani e assieme a loro viaggia di città in città, esibendosi al pianoforte, strumento che è in grado di suonare fin da bambina. È un’allegra scavezzacollo, dai modi un po’ bruschi e dall’indole ribelle, profondamente innamorata della musica. C’è un grande mistero nel suo passato, legato al medaglione che porta sempre al collo….

FREDERICK BRANSCHE (Rudolf Brank)
Nobile rampollo di una famiglia un tempo illustre, ma caduta in disgrazia da quando il padre, il conte Brank, è stato coinvolto nella misteriosa scomparsa della figlia e della giovane moglie del granduca di Vienna. Da allora riabilitare la sua famiglia è diventato l’obiettivo di Frederick. Incontra Foli per caso, e subito sarà coinvolto nel mistero che grava sul passato della ragazza.

MIRKO
È leale e odia le ingiustizie, ha un temperamento impetuoso. Figlio del capo dei gitani, Mirko si è preso sempre cura della sua sorellina Foli, che adora e che protegge, anche a sua insaputa. Ma quando verrà a conoscenza del suo segreto, comprenderà che il sentimento che la lega a lei non è solo affetto fraterno…

I GENITORI DI FOLI E MIRKO
Sono responsabili del gruppo di gitani con cui viaggiano. Orgogliosi dei loro due figli, Mirko e Foli, non possono che preoccuparsi per quest’ultima, ben capendo che la sua indole ribelle le procurerà dei guai. Ma non è solo il suo carattere a preoccuparli…

LUDRICH (LUDWIG)
Il Barone Ludrich è molto influente a Vienna, da quando il padre di Frederick è stato allontanato in seguito alla scomparsa della moglie del granduca, Maria Verdet. È crudele e senza scrupoli, ma affezionato alla figlia Lilian al punto da permetterle di frequentare Frederick, di cui conosce i sentimenti ostili verso di lui.

LILIAN
L’altezzosa figlia del barone Ludrich ha ereditato dal padre la sua cattiveria e il suo opportunismo. È innamorata di Frederick e per tal motivo metterà a disagio Foli, che riconosce come rivale, in più di un’occasione.

JOHAN (Jan)
Spirito libero e generoso, è il migliore amico di Frederick, che considera come un fratello. Incontra Foli per caso e da subito sente per lei una forte simpatia. I due diverranno amici per la pelle, al punto da coalizzarsi, come compagni di monellerie, contro l’inflessibile Frederick…

ELISABETH
Madre di Frederick, in passato era una concertista, legata da affettuosa amicizia a Maria Verdet. Una signora paziente e generosa, che ha molto sofferto e che proprio per questo teme per il figlio, di cui conosce il risentimento verso Ludrich.

GRANDUCA WINN (ERNEST)
È la più grande autorità, a Vienna. Ma il potere l’ha reso solo e amareggiato, anche perché, dopo la misteriosa scomparsa dell’amata moglie Maria e della figlioletta Fostine, è stato costretto a risposarsi con la nobile Sofia, di cui non s’innamorerà mai.

WOLF
Entra in scena solo nella parte finale della storia. Figlio della granduchessa Sofia, seconda moglie di Ernest, e pertanto erede del titolo di granduca, s’imbatterà per caso in Foli e rimarrà folgorato dalla sua aria birichina… fino a desiderare di sposarla, ponendo fine alla sua vita da scioperato dongiovanni.

Storia
Una compagnia di nomadi arriva in una cittadina a pochi chilometri da Vienna: tra loro si distinguono Foli e Mirko, i figli del capo dei gitani. Foli è una ragazzina vivace, innamorata della musica e del pianoforte, che lei sa suonare, per misteriosa predisposizione, fin da bambina. Un giorno, allontanatasi dal campo, Foli si imbatte nel giovane e affascinante conte Frederick Bransche, un nobile decaduto che, dopo l’incontro con la ragazza, ritrova -per caso- un medaglione appartenente a lei.
Sul retro del medaglione c’è scritto un nome: Fostine. Il conte è coinvolto così nel mistero della giovane zingara: Foli è in realtà Fostine, la figlia del granduca di Vienna scomparsa assieme alla madre diversi anni prima e accolta dal capo dei nomadi come una figlia. A causa di un litigio con un degenerato signorotto del luogo, Foli si separa dai compagni, diretti a Vienna, e rimane sola. Passerebbe un brutto quarto d’ora se non intervenisse in suo soccorso un baldo giovane: Jan. Jan, avendola presa in simpatia, si fa carico della ragazza e decide di scortarla fino a Vienna, poiché i due hanno appreso che quella è la meta degli zingari.
Foli ha anche saputo che è proprio l’affascinante conte incontrato a Neustadt, Frederick, ad aver ritrovato il suo medaglione… ed è Jan, una volta giunti a Vienna, che la conduce a palazzo Bransche: il ragazzo si rivela infatti essere il fratello adottivo di Frederick! Foli è felicissima di incontrare di nuovo il giovane conte, ma questi la tratta in malo modo e si rifiuta di restituirle il medaglione, credendo che in realtà lei l’abbia rubato. Però la giovane non si rattrista a lungo per la brutta sorpresa: poco dopo, è di nuovo nelle braccia dei suoi cari, tra gli zingari, e l’essere tornata in mezzo a quella che lei crede la sua famiglia la porta a esprimere la sua gioia al pianoforte. Una dama l’ascolta mentre suona. Colpita dalla sua bravura, Elisabeth Bransche propone alla zingarella di darle lezioni di musica. Foli è raggiante di gioia: per lei è un sogno che si realizza. Ma la sua famiglia, come consueto per i nomadi, deve ora ripartire alla volta di un’altra città: Foli non ha remore e abbandona i suoi per restare a Palazzo Bransche.
Qui la vita di certo non è semplice: la ragazza non credeva che avrebbe dovuto imparare, oltre alla musica, le buone maniere, la storia e le altre discipline che concorrono a formare l’educazione di una signorina di buona famiglia. Ma la rasserena la presenza di Jan e le ricorrenti, inaspettate gentilezze di Frederick.
Foli ha poi modo di conoscere il potente duca Ludrich, la cui superba figlia, Lillian, da tempo è innamorata di Frederick. Ma il conte non sembra badarle, né tantomeno si dimostra gentile verso il duca, che lui sospetta essere coinvolto in oscuri, passati intrighi, intrighi che portarono alla scomparsa di Maria Verdet, moglie del granduca di Vienna, e della figlioletta di lei, Fostine… è solo l’inizio di questo affascinante e nostalgico romance.

Considerazioni
“Fostine”, tra tutte le opere di Chieko Hara (La leggenda dell’arcobaleno, Sonata del vento) pubblicate in Italia, è quella più datata e -probabilmente- convenzionale.
A maggior ragione stupisce per la sua grande leggibilità, dovuta a un ritmo veloce e calibrato, una trama che sebbene non regali grosse sorprese si snoda solida e coerente, una grafica di qualità superiore rispetto alla media dell’epoca, personaggi convincenti ancorché convenzionali, un’atmosfera a metà tra fiaba e feuilleton.
Qualità che rendono cara quest’autrice a quanti la ricorderanno per le sue opere pubblicate negli anni Ottanta nel “Giornalino di Candy Candy”, e che forse hanno qualche possibilità di affascinare anche le generazioni odierne.
“Fostine” infatti non è un capolavoro dei manga e nemmeno un titolo imprescindibile degli shoujo: è un’opera in cui vive semplicemente un’ispirazione genuina e fresca (qualità assente purtroppo nelle ultime opere di quest’autrice), supportata da una grafica che, non ancora soffocata dai manierismi futuri, proprio per questo sa librarsi meglio in senso espressivo.
Risultati più lusinghieri e originali la Hara li otterrà con Kaze no Sonata (“La storia di Alice” nel giornalino di Candy), ma già Fostine è, in definitiva, un ottimo esempio di come uno shoujo manga appartenente a quello che è dai più considerato mainstream tradizionale (= occhioni grandi & capelli al vento) possa essere un prodotto tutt’altro che disprezzabile.

EDIZIONE ANNI ’80 E GADGET
Come già sottolineato e come di consueto negli anni ’80, le tavole di “Fostine” (ribattezzata per l’occasione “Luna”) sono state ribaltate e colorate (non male, a dire il vero), ma per il resto non si segnalano censure di rilievo. I nomi dei personaggi sono rimasti per lo più inalterati, tranne i seguenti: Foli (Luna); Fostine (Lorena); Fredrick (Rudolf), Ludrich (Ludwig). Mirko, Lillian e Jan (letteralmente “Johan”) sono tali anche in lingua originale. Una piccola curiosità: la pin-up di apertura di questo manga fu presentata dalla Fabbri solo per metà, qui mostriamo la versione originale e il corrispettivo della prima edizione italiana. In Italia il “Giornalino di Candy” utilizzò il personaggio di “Luna” per la composizione di giochi e un poster, inoltre come già ribadito venne dato alle stampe sempre per le edizioni Fabbri il “Romanzo di Luna”: si tratta di un volume scritto da Noemi Vicini Marri, che riassume -in modo apprezzabile ed efficace- la storia presentata sul giornalino. Il volume contiene anche delle illustrazioni ricalcate da mano italiana sulle vignette dell’originale. In Giappone ispirati a “Fostine” sono stati prodotti diversi gadget, per lo più allegati alla rivista Nakayoshi:  portafoto, shitajiki, thermos (in due versioni), carta da lettere e relative buste, righello.

 

__________________________________________________
Online since 20/01/2001, last up 07/04/2019. This is a no profit web site. All the images in this site are used to review and to promote shoujo manga in Italy. All the images are © of their respective artists and publishers, or other owners. Each review is copyright © of respective author. The comments reflect the personal opinions of the reviewers. Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.Licenza Creative Commons.Licenza Creative Commons