La leggenda dell’arcobaleno (Niji no Densetsu) di Chieko Hara

A cura di Takiko-chan

Titolo giapponese: Niji no densetsu
Autrice: HARA Chieko
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Prima edizione: 4 volumi, concluso
Seconda e terza edizione: 3 bunko
Prima pubblicazione: 1985 – 1987
Casa editrice: Kodansha
Rivista di serializzazione: Nakayoshi

:: Il manga in Italia ::
Titolo italiano: La leggenda dell’arcobaleno
Casa editrice: Star Comics
Collana: Amici
Volumi: 4, concluso
Prezzo: £ 6.000 (dal 1 al 2) – £ 7.000 (dal 3 al 4)
Inizio pubblicazione: Luglio 2000
Ritmo di serializzazione: trimestrale
Senso di lettura: occidentale
Distribuzione: edicola e fumetteria

:: Artbook ::
Non esistono degli artbook solo di Niji no densetsu, tuttavia esiste un artbook intitolato “Season – Koibitotachi e… ” che propone delle immagini a colori delle maggiori opere dell’autrice. Le pagine sono circa un centinaio e il prezzo è decisamente modico (1359 yen). In Giappone è possibile reperire nel mercato dell’usato il DRAMA CD dedicato a questo titolo, con canzoni originali ispirate alla serie.

Storia
Finnie è una gioiosa ragazzina aristocratica che vive in una bellissima valle, chiamata “la valle dell’arcobaleno”. Qui trascorre serenamente la sua infanzia giocando come un maschiaccio con i suoi amici, facendo disperare la sua governante e ignorando le differenze di classe. Un giorno, mentre si era addentrata con i suoi amici nella valle, vede un ragazzino bruno, mai visto prima. Tornata a casa incontra lo zio Roe, che gli presenta Adrian, il ragazzino visto poco prima di cui lo zio è il tutore.

Adrian è l’erede di una delle famiglie più importanti e ricche del regno, ma a quanto pare non può ancora essere ricevuto in casa sua. Per questo l’uomo ha deciso che per il momento il ragazzo dovrà rimanere nella valle, a casa di Finnie.

Finnie cerca di fare amicizia con Adrian, che però si rivela antipatico e scontroso. Lei (che non è una che va troppo per il sottile) gli molla un ceffone, dopo che lui l’ha chiamata “scimmia selvatica”.

Anche se Finnie non ne è felice, lo zio Roe le chiede di comportarsi bene con Adrian, durante la sua assenza.

Il giorno della partenza di Roe, Finnie e i suoi amici trovano Adrian nella valle. Nils (uno dei ragazzini che pare avere una cotta per Finnie) gli intima di andarsene perché quello è il loro posto segreto. Adrian ribatte che da quel momento quel posto è diventato il suo posto segreto. La discussione finisce con una bella scazzottata, cosa che migliora la reputazione di Adrian agli occhi di Finnie. Anche il giorno dopo Adrian si fa trovare nella valle. Guardando gli altri divertirsi, il ragazzo chiede a Finnie di insegnargli a pescare. La ragazzina accetta di buon grado: piano piano i due iniziano ad avvicinarsi e a diventare quasi inseparabili.

Ma la verità arriva a sconvolgere tutto: due cameriere sparlano tra loro di Adrian (sentite dai due ragazzini), rivelando che lui non è figlio legittimo ed è per questo che non viene accettato dalla duchessa. Finnie tenta di consolare Adrian dicendogli che lui può rimanere con lei, nella valle per sempre. Scovati in questo atteggiamento intimo da Nils, inizia l’ennesima scazzottata che finisce con la caduta nel fiume di Nils. Adrian si butta nel fiume e lo salva. Quando Nils gli chiede cosa vuole in cambio per averlo salvato, il ragazzino risponde: io voglio Fin!

Un giorno mentre si trovano in una grotta, ad Adrian viene rivelata una leggenda: se ci si addormenta con sette fiori diversi sul cuscino, si vedrà in sogno il volto della persona che si sposerà.

Tornati a casa, scoprono che lo zio Roe è tornato. Questi rivela ad Adrian l’intenzione di portarlo al più presto dai Glen (la sua famiglia), ma il ragazzino si oppone fermamente e scappa via. Adrian si reca a raccogliere i sette fiori diversi e trovando Finnie che dorme, pone i fiori nel guanciale dicendo “vedrai me nel tuo sogno”, cosa che realmente accade.

Quando Finnie scopre che Adrian deve andare in città, decide di andare con lui per potergli stare vicino. Lo zio accetta sperando che la cosa possa convincere Adrian a prendere il suo posto come duca di Glen.

Tuttavia arrivata nella dimora dei Glen, Finnie si ritrova contro non solo la duchessa e la sua primogenita, Olga, ma anche contro tutte le cameriere, che la considerano una campagnola.

Anche Adrian non è felice della sua nuova casa: anche lui viene guardato dall’alto in basso per il fatto di essere un figlio illegittimo. Finnie però è felice, Roe infatti le aveva promesso (o meglio fatto credere) che dopo tre mesi Adrian sarebbe tornato nella valle.

L’unica persona che nella famiglia sembra aver accettato Adrian è Rode, secondogenita della duchessa, timidissima e carinissima (sembra un barboncino…) che lo chiama “fratello, fratello Adrian” emozionando il ragazzo e facendolo arrossire.

Un giorno Finnie sente parlare Roe con la duchessa scoprendo il vero piano dello zio: non ha alcuna intenzione di far tornare Adrian nella valle, ma vuole fargli ereditare il titolo di duca al più presto. Finnie si sente tradita dallo zio e lo affronta, ma l’uomo con un viso più che minaccioso le intima di non farne parola con Adrian. Finnie scappa via terrorizzata e inciampa nelle grandi scale centrali. Adrian la vede e per salvarla si frappone tra lei e il pavimento. Finnie è salva, ma Adrian viene gravemente ferito alla testa.

Il ragazzino si trova tra la vita e la morte. La duchessa ne è quasi felice mentre Finnie (che non si perdona il fatto che lui si trovi in quello stato per causa sua), passa tutto il tempo al suo capezzale.

Grazie alla presenza di Finnie, Adrian finalmente si riprende (intanto la ragazzina si era ripromessa di tornare nella valle con Adrian) e Roe decide di organizzare una festa per celebrare Adrian come nuovo duca di Glen. Ma durante la festa il ragazzino balla e si intrattiene solo con Finnie, cosa che fa indignare i nobili e lo stesso Roe che prende una decisione estrema: far tornare Finnie a casa, da sola. Finnie ovviamente si oppone ma lo zio le dice che quella è la cosa migliore e alla fine la ragazzina accetta. Ma quando, tornata a casa, Adrian scapperà per raggiungerla e lei gli dirà di tornare in città, il ragazzino si sentirà tradito e abbandonato. Tornato nella dimora dei Glen decide di diventare un vero duca, per vendicarsi di tutti e per riprendersi Finnie.

Questo è il riassunto del primo volume (più la parte iniziale del secondo), ma in realtà questo è solo una sorta di “prefazione” alla storia vera e propria che prende vita nel secondo volume, che vede i protagonisti cresciuti e l’entrata in scena di un nuovo personaggio: Karl Feld, granduca del regno di Lindgren e rivale in amore di Adrian.

Le vicende si concludono con il quarto volume, più una deliziosa storia conclusiva che narra la vicenda di due personaggi già presenti nella storia principale che si ritrovano per la prima volta e si innamorano.

Considerazioni
Ho preso questo manga con 5 anni di ritardo dopo aver ricevuto parecchi commenti positivi e conscia anche di quelli negativi.

Cosa dire della leggenda dell’arcobaleno?

Le cose che più mi hanno colpita sono due: che i personaggi sembrano non avere delle “evoluzioni” concrete e sostanziali, ma che nonostante tutto si comportino sempre in modo coerente. Più che di evoluzioni, forse sarebbe più corretto parlare di “lezioni” che i vari personaggi apprendono nel corso della storia. Per entrare ancora più nello specifico, parlerei delle lezioni che i protagonisti maschili apprendono, in quanto a mio parere sono proprio Adrian e Karl i due punti forti della storia.

Finnie è una protagonista che piace facilmente: femminile e maschile nello stesso tempo. Lotta per i suoi ideali e per proteggere chi ama, anche da se stessi. È il tipico angelo del focolare un po’ ribelle che piace perché mette di buonumore. Eppure è forse il personaggio meno interessante dell’intero manga. I suoi movimenti sono prevedibili, anche troppo. Ama Adrian, ma questo sentimento sembra quasi improvviso, nato da una simpatia e sviluppato in modo frettoloso. Finnie ama Adrian e la cosa condiziona tutto il suo agire. Non subisce una evoluzione, ma le dobbiamo riconoscere molta coerenza, prima di tutto il fatto che non si lascia mai ingannare dai suoi sentimenti: è Adrian l’uomo che ama, anche quando questi si comporta in modo freddo e altero.

Nonostante questo, accetta di occuparsi di Karl, non solo per proteggere il ragazzo, ma anche per proteggere Adrian da se stesso. Sa che con la sua presenza può bloccare i suoi piani di potere.

Adrian è forse il personaggio che più ho amato. Essere un figlio “illegittimo” lo condiziona per tutta la vita. Sembra che tutto il suo agire abbia come scopo quello di far vedere agli altri quello che lui può fare. Ma questa non è che una parte di lui. Adrian lotta perennemente con questo senso di inferiorità (proprio a causa del suo essere un figlio illegittimo) e il suo amore per Finnie. Anzi, questi due elementi diventano la causa scatenante della sua voglia di prevalere e prendere il trono. Il momento in cui Karl lo fa inchinare davanti a lui e davanti a Finnie è l’emblema di questi sentimenti. Alla voglia di vendicarsi si unisce la voglia più nascosta di essere degno di Finnie. Oltre a questo si aggiungerà anche la presenza di Karl, considerato come un rivale pericoloso. Eppure nonostante questi sentimenti apparentemente negativi, si fa spazio l’idea della valle dell’arcobaleno, simbolo del suo amore puro (quello che non ha bisogno di dimostrazioni) per la ragazza. Il suo comportarsi a volte in modo contraddittorio (bacia Finnie e poi la allontana) in realtà è coerente con questa lotta di idee positive e negative che ci sono in lui. Il campo di battaglia di questa lotta sarà un avvenimento infelice, che finalmente riuscirà a rendere più chiaro l’ordine giusto delle sue priorità.

Karl è un bambino viziato. Lo è stato e sempre lo sarà. La sua lezione importante sarà quella di capire che non sempre tutti devono fare quello che lui vuole. Non si può descrivere questo personaggio senza paragonarlo ad Adrian. Entrambi si invidiano perché hanno quello che l’altro non ha: Adrian ha un fisico sano e una buona salute, Karl è un figlio legittimo. A questo scontro più recondito, si unisce quello più evidente di Finnie. Karl non ama veramente Finnie, ama l’idea che lei gli ha inculcato: smettere di piangersi addosso e vivere la sua vita. Finnie diventa la madre affettuosa che lo sprona a vivere, e come tale viene amata da Karl, che ne è geloso, come un bambino potrebbe essere geloso della madre.

L’ultimo personaggio fondamentale è la valle dell’arcobaleno. Presente nel primo volume, viene accennata solo negli altri volumi. Nonostante questo la valle diventa un simbolo, uno stato d’animo di pace e spensieratezza che tutti nel manga tentano di raggiungere. Non a caso questa valle viene accostata all’infanzia dei protagonisti, momento nel quale tutti vivevano nella gioia dell’innocenza, dove non esistevano classi sociali. Allontanarsi dalla valle vuol dire affrontare il mondo crudele, mondo a cui nessuno dei tre protagonisti è pronto, infatti si fanno ingannare da tutte le persone più avvezze alla realtà crudele, simbolo della loro purezza.

I personaggi secondari sono interessanti anche se un po’ stereotipati. Citerei soprattutto Roe (zio di Finnie e tutore di Adrian), personaggio davvero enigmatico, forse proprio per il suo duplice legame sia con la valle che con il mondo esterno. In modo prevedibile alla fine morirà, come per purificarsi dalle sue colpe, imparando anche lui la sua “lezione”.

Il ritmo della storia è per lo più costante, se si esclude l’ultimo volume che ha un ritmo un po’ troppo affrettato (l’autrice avrebbe benissimo potuto fare un numero in più).

I disegni sono piacevoli e delicati. A volte non sono perfetti, ma conservano tutto il fascino dello stile “vecchia-guardia”. L’edizione italiana è un filo deludente. In particolar modo la traduzione appare forse affrettata (frasi che cadono quasi nel vuoto).

Questo è un manga che consiglio a tutte le persone amanti dei manga anni ’80, con il caldo avvertimento di non cercare una “Candy” o una “Georgie”, perché avrebbero una grossa delusione. Prendete “La leggenda dell’arcobaleno” per quello che è: un manga piacevole ma non eccezionale.

 

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