Jelly Beans di Moyoco Anno

A cura di Livio (review), Martina (immagini) e Takiko (grafica)

Titolo: Jelly Beans
Autrice: ANNO Moyoco
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 5, concluso
Anni di pubblicazione: 1999-2002
Casa editrice: Takarajimasha (prima edizione)
Rivista di pubblicazione: CUTiE

-Prima riedizione:
Casa editrice: Kodansha
Numero di volumi: 4, concluso
Anno di pubblicazione: 2005

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Jelly Beans
Casa editrice: Play media company
Collana: Love2Comix
Prezzo: 4,00€
Numero di volumi previsti: 4
Inizio pubblicazione: Novembre 2007
Distribuzione: edicola e fumetteria
Periodicità: mensile
Nota: i primi capitoli di Jelly Beans sono stati editi anche sull’ultimo numero della rivista Yatta, il 25, pubblicata nel giugno 2007.

Storia
Mameko Endo, frizzante quattordicenne con un sogno nel cassetto, è a Tokyo per la prima volta. Ha un appuntamento con la redazione della celebre rivista di moda “Kids collection”, e per un’aspirante modella/stilista potrebbe essere la grande occasione della sua vita!

Ma la metropoli è decisamente troppo grande per una teenager ancora inesperta, il rischio di perdersi è sempre in agguato… e infatti, la piccola Mame mancherà l’appuntamento che ha sognato così a lungo.
Ma in una città così grande, spesso, le sorprese non tardano ad arrivare: è proprio qui, infatti, che Mame farà due incontri determinanti… davanti ai propri occhi ci sono proprio la bellissima Miri e l’affascinante Hikaru, i due modelli di punta della celebre rivista “Cutie”.
Quale occasione migliore per vedere più da vicino la città della moda, se non con i due modelli più famosi dello star-system?

I sogni della ragazza, però, svaniscono in stazione, dove c’è un treno pronto a riportare a casa la piccola Mame. Felice per l’inaspettato pomeriggio, sempre più forte il desiderio di far parte anche lei di quel mondo, Mame torna a casa con una forte convinzione, fare al più presto il suo ingresso nel mondo della moda.
Proprio come Midori, la più carina della classe: lei già posa per molte famose riviste, e sembra avere la strada spianata. Ma Mameko è determinata, e continua a percorrere il suo cammino fatto di sogni e desideri, abiti ancora da inventare e tessuti da dipingere, colori accesi e vitali e la speranza che le gambe le crescano ancora un po’…

Un mondo troppo grande e troppo pieno, quello di Mame, talmente colorato e sfavillante che le impedisce di notare come Mikoshiba, suo compagno di classe, già da un po’ sta provando qualcosa per lei…

Considerazioni
Dal cilindro magico di Moyoco Anno, ecco la nuova sorpresa per chi ormai pensava di conoscere lo stile e il talento della poliedrica e multiforme autrice di Tokyo..
È divertente e allo stesso tempo sorprendente osservare come l’eclettica Moyoco Anno sappia ogni volta partire da zero, quasi ignorando le opere precedenti, semplicemente reinventandosi.

Miniserie anticonvenzionale e dolcissima, quasi un preludio alla fase creativa più recente della sua autrice (attualmente al lavoro per il pubblico di Nakayoshi e Morning), Jelly Beans presenta una struttura episodica molto fitta, costituita da capitoli brevi che, pur nella loro fruibilità individuale, mantengono una stretta connessione l’un l’altro, permettendo all’autrice di dipanare (con ritmi piuttosto rapidi) una storia costruita sul canovaccio della favola tradizionale.

E sempre dal mondo delle favole la Anno sembra andare ad attingere idee e stimoli visivi. Assolutamente imperdibile è infatti lo studio della grafica: a metà strada tra il minimalismo di Happy Mania e il lezioso ‘curly’ di Sugar Sugar Rune, il fumetto raggiunge picchi altissimi di qualità nei frequenti sogni a occhi aperti della protagonista, veri e propri omaggi all’universo visionario del cinema di fantasia (Tim Burton su tutti, come anche Labyrinth), nonché alla letteratura per l’infanzia (Alice nel paese delle meraviglie), in tavole dove la normale percezione prospettica viene sovvertita, a favore di un’impaginazione fantasiosa ed estroversa, sempre dominata dal sottile e raffinato senso estetico della Anno.
A riprova di quanto appena scritto, consiglio agli indecisi la lettura del solo capitolo 16, estremamente rappresentativo della verve creativa impressa al fumetto.

Jelly Beans parla sostanzialmente di un sogno e della lunga strada per realizzarlo; la sua protagonista è giovane, determinata, vulcanica, vive di stimoli e di idee (e chissà quanti lettori guarderanno con un sorriso le ingenuità di Mame, riconoscendosi nei dubbi e nelle gratificazioni che una carriera artistica comporta), un personaggio positivo e divertente al suo primo ingresso nel mondo della moda.

In conclusione, questa nuova avventura a fumetti è consigliata a un pubblico eterogeneo e variegato, proprio per via della sua natura fantasiosa e originale, che non mancherà di piacere anche a chi non ha mai amato l’aspetto più caustico e mordace della sua autrice e ha considerato una sciocchezza il rivoluzionario Happy mania.
Anzi… che sia proprio questa l’occasione per rivalutare la fumettista più geniale dell’ultimo decennio?

 

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