Tokyo Style (Hataraki Man) di Moyoco Anno

A cura di Deda (review) ed Emy (storia e grafica)

Titolo originale: Hataraki Man
Autrice: ANNO Moyoco
Categoria: Seinen

:: Il manga in Giappone :: 
Anno di pubblicazione: 2004
Editore: Kodansha
Volumi: 4 -interrotto
Formato: B6, pagine: 208
Serializzato su: Weekly Morning

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Tokyo Style
Anno di pubblicazione: 2008
Editore: Panini Comics
Numeri di volumi: 4
Formato: 17×23, B., 216 pp., b/n, con sovraccoperta
Distribuzione: libreria e fumetteria
Prezzo: 9,00 euro

:: ANIME & DRAMA ::
Da Hataraki Man nel 2006 è stata tratta una serie animata di 13 episodi, che segue abbastanza fedelmente i primi due volumi del manga. Nel 2007 è stato invece trasmesso in Giappone il drama (serie tv live) tratto da questa serie!

:: Curiosità ::
Su Hataraki Man sono usciti in Giappone anche dei manuali per donne in carriera:

Make it beauty
Quello che un’Hataraki Man – donna non deve mai dimenticare è come restare bella pur essendo sempre oberata di lavoro. Matsukata Hiroko ci spiega come su questo manuale sulla bellezza.


Ascolta l’Hataraki Man
Manuale su come trovare lavoro descritto da 5 famosi manager.

Le parole dell’Hataraki man domani
Il coraggio in formato tascabile per tutte le persone che cercano di gestire vita lavorativa e sentimentale. Perché viviamo una vita di solo lavoro? Possiamo lavorare e fare le cose o morire pensando sul da farsi.

Storia
Hiroko Matsukata è la giovane redattrice del settimanale “Jidai” e sul lavoro è conosciuta come “Hataraki Man” (“Uomo al lavoro”) in quanto il suo approccio al lavoro è simile a quello di un uomo: quando entra nella fase “Hataraki Man” lavora con una velocità tre volte superiore a quella del normale, senza sentire l’urgenza del sonno o della fame. Pur di svolgere il proprio impiego al meglio, Hiroko non esita a rimandare un appuntamento col fidanzato Shinji, né a restare in ufficio ore extra. “Tokyo Style” o meglio “Hataraki Man” è una storia corale: pur avendo come filo conduttore le vicende di Hiroko, focalizza uno a uno, in ciascun episodio, i membri della redazione di “Jidai” analizzando il loro personale approccio col lavoro e con la vita.
Primo episodio
Nel primo episodio, Hiroko polemizza un po’ tra sé e sé e un po’ con i colleghi sull’atteggiamento del nuovo arrivato, il ventiduenne Kunio Tanaka: il giovane sul lavoro fa giusto quello che serve e quando può anche di meno, non mette alla prova le sue capacità e talvolta finisce con l’essere un peso per Hiroko. Quest’ultima sta ora preparando un articolo sul ministro degli esteri con cui riesce a fissare un’intervista. Ma l’intervista va male, non perché il ministro si rifiuti di rispondere ma perché con scuse varie riduce la durata del colloquio ad appena otto minuti! Sul posto Hiroko però nota la segretaria del ministro, segretaria che la contatta più tardi, chiedendo un colloquio privato con lei. Hiroko accetta e pur di recarsi in tempo all’appuntamento rifiuta un invito del suo ragazzo. Ma non se ne pentirà, perché dalla segretaria raccoglierà dichiarazioni che scottano: il ministro è colpevole di appropriazione indebita di denaro pubblico! Ce n’è abbastanza per cambiare la scaletta del giornale: dietro immediata approvazione del direttore Umemiya, Hiroko si appresta a scrivere l’articolo di testa di “Jidai”, del numero che deve andare in stampa l’indomani! Per una persona normale sarebbe impossibile, ma quando Hiroko entra in modalità “Hataraki Man” tutto può accadere: dopo una nottata di lavoro, il numero è chiuso!
Secondo episodio
L’aver realizzato un articolo di prima pagina che accusa senza mezze misure il ministro Hoshikawa di aver tradito i cittadini causa a Hiroko un bel po’ di problemi: telefonate minatorie in redazione e pedinamenti che sembrano promettere solo guai. Come se non bastasse, il ministro ha incolpato delle appropriazioni indebite la sua segretaria, proprio l’informatrice di Hiroko! Quest’ultima vorrebbe proseguire quella che rischia di diventare una crociata personale scrivendo un altro articolo sul ministro, dove magari rivelare il nome della sua informatrice… È Kimio Narita, il caporedattore, a esortare Hiroko a non lasciarsi prendere la mano, altrimenti rischia di trovarsi in guai peggiori, e soprattutto -puntualizza- fare il nome di un informatore significa tradire il segreto professionale. Hiroko accetta il consiglio e -dopo aver passato un breve “blocco dello scrittore” viene fuori dalla sua crisi personale e scrive un altro articolo sul ministro senza però rivelare il nome del suo informatore. Il focus dell’episodio comunque è il confronto tra l’atteggiamento verso il lavoro -e più in generale verso la vita- di Hiroko e di Kimio Narita: mentre la prima prende tutto di petto lasciandosi coinvolgere al massimo, Kimio è una persona assai più equilibrata, che svolge il suo lavoro con cura ma che non dimentica di apprezzare la serenità e la bellezza, tanto che quando ha un momento libero lo trascorre in mezzo alla natura. Per questo lui è “l’uomo che si frega la parte migliore”!
Terzo episodio
Protagonista di questo episodio è “l’uomo degli appostamenti”! Fumiya Sugawara ha 32 anni ed è stanco del suo lavoro: appostarsi per cogliere in flagrante i VIP in qualche relazione illecita. Una sera come compagno di appostamento gli tocca Hiroko: la ragazza vuole approfittare dell’occasione per chiedergli perché odi le donne e in particolare lei, dal momento che ha notato l’insofferenza di lui nei suoi confronti. Ma Fumiya sarà un muro e non si lascerà sfuggire nulla dai denti, limitandosi a pensare che le donne sono delle grandi ipocrite, giudicando male chi fa un lavoro come il suo ma essendo le prime a leggere gli articoli scandalistici. Inoltre Hiroko all’inizio della sua carriera era stata assegnata alla sezione appostamenti, ma aveva cambiato assegnazione perché quel lavoro non le garbava: può sempre farlo qualcun altro. Fumiya ha comunque il senso della dignità del proprio lavoro, e anche se non ne è soddisfatto ha intenzione di continuare. L’appostamento -realizzato ai danni di un’atleta olimpica e del suo allenatore- non ha successo e i due si separano senza aver chiarito nessuno dei dubbi che nutrivano l’uno per l’altra.

Negli episodi seguenti verranno presentati gli altri membri della redazione dello “Jidai”, tra cui il “Ramen-man” Kobu, specializzato in articoli su ristoranti e locali a luci rosse, o la “Princess Man” Yumi, la donna che svolge il suo lavoro con la grazia di una farfalla che profuma di fresie. Non mancherà neanche un episodio su Shinji, il fidanzato di Hiroko, il cui atteggiamento rinunciatario sul lavoro offre un’ottica diversa e interessante degli impiegati giapponesi.

Considerazioni
Hataraki Man, titolo emblematico che tanto ha infervorato i forum del fandom italiano, è un magnifico seinen col quale Moyoco Anno raggiunge livelli narrativi davvero sorprendenti. Nonostante sia, generalmente, rivolto a un pubblico maschile, la protagonista femminile strizza l’occhio un po’ a entrambi Uomini da Marte e Donne da Venere!
L’opera è strutturata in modo che ogni capitolo si riferisca a un particolare tipo di lavoratore o “man” come da titolo. Sebbene sia incentrato sul mondo del lavoro è però un fumetto che si applica nella descrizione di determinate tipologie di persone e di come affrontano la loro vita, il loro lavoro, i loro dubbi esistenziali e sentimentali, pur non mettendo mai da parte il lato comico di alcuni aspetti del vivere moderno – che sa essere tanto ridicolo.
Hiroko, per esempio, è ossessionata dal suo essere una donna che lavora come un uomo (un “hataraki man” per l’appunto)… circondata da: un uomo che lavora come una donna, una donna che non lascia trapelare le proprie emozioni, un’altra donna che sa esattamente come sfruttare la propria femminilità per lavorare, un uomo che riesce letteralmente a gustarsi il proprio lavoro e un altro uomo (il fidanzato di Hiroko) che riesce ad andare avanti solo per forza di inerzia e chiedendo scusa continuamente per i suoi errori (il capitolo a lui dedicato in fatti si intitola “Ayamari Man” – l’uomo che commette errori).
Hiroko che lavora come un uomo e che vorrebbe essere un uomo al lavoro ma mantiene i suoi piccoli tic, come la fissazione per i nattomaki (involtini di riso e alghe con dentro fagioli di soia fermentati – assolutamente puzzolenti quanto dal sapore troppo forte) perché-anti invecchiamento.
Il lavoro la porta spesso a confrontarsi con la dura realtà ma diciamoci la verità Hataraki Man non è un manga che si limita ad analizzare il conflitto Uomo contro Società, ci pone anche altri tipi di conflitto come Uomo contro Uomo (antagonista e protagonista – ponendo due donne a confronto e il loro modo diametralmente opposto di utilizzare la propria femminilità per lavorare), Uomo contro Natura (gli elementi ma anche la necessità di preservare determinati luoghi – che Hiroko non vorrebbe pubblicizzare in un articolo) e Uomo contro se stesso… Hiroko sa essere la sua nemica numero uno, quando vuole.
Per sua fortuna, essendo Hiroko una donna molto determinata, sa anche trarre ispirazione dalla determinazione altrui (come la sua massaggiatrice, per esempio) ed essendo un’acuta osservatrice delle persone che la circondano è anche in grado di dimostrare la sua assoluta mancanza di idiozia: solo gli idioti non cambiano mai idea. Hiroko parte con una visione del mondo, delle persone e delle cose e grazie a un’acuta capacità di analisi, grande osservazione ed elaborazione di ciò che vede, riesce persino ad arrivare a una soluzione completamente diversa dalla visione iniziale.
Il fumetto tuttavia usa Hiroko come “occhi”, è lei gli occhi del lettore, filtrati tuttavia dal pensiero o dalla tesi che la Anno vuole trasmettere. Questo sguardo misto ci consente di osservare gli altri personaggi (perché non è solo Hiroko il centro dell’attenzione, lei è appunto lo sguardo aperto su questo micro-universo lavorativo) che ci vengono presentati interi per poi essere sezionati, analizzati e rimontati una volta conclusa la nostra indagine. Il tutto non si limita a una visione analitica, c’è grande empatia per queste persone e la Anno sa abbandonare il suo tipico cinismo quando vuole spiegare che, nonostante questo sia un mondo tremendo e abitato da creature crudeli, ci sono le dovute eccezioni e talvolta vale la pena di tentare il tutto per tutto se il gioco vale la candela. Esprime quindi un concetto positivo: se lavori duramente e ti senti nel giusto prima o poi verrai premiato… solitamente assai raro da trovarsi nei manga della Anno ma che questa volta vuole forse, o evidentemente, strizzare l’occhio al Giappone che per tanti anni ha criticato aspramente nelle altre sue opere ma che nota essere diventato un posto precario, difficile e forse pieno di bamboccioni che magari hanno solo bisogno di sentirsi dare quella pacca sulla spalla proprio dal fumetto che stringono nelle mani.

Il tratto della Anno in Hataraki man è al massimo del suo splendore! L’avevamo vista cimentarsi in opere arzigogolate e piene di dettagli come Sakuran o fiondarsi tra tele di ragno e torte a forma di pipistrello in Sugar Sugar Rune. Hataraki man è nitido, lineare, dettagliato negli sfondi e minimalista quando deve. Il tratto è pulito, preciso e tecnicamente meraviglioso come pochi. Pur nella sua semplicità, nel disegnare la figura umana, la Anno resta espressiva, mai piatta, e sempre elegante per tutto l’arco del fumetto (anzi, migliora). Le pagine a colori, assenti ovviamente nell’edizione italiana ma assolutamente presenti nell’edizione originale sono brillanti per luce e forme, delicate ed equilibrate, sempre capaci di rispecchiare l’umore del momento (alternano quindi colori sgargianti per momenti più attivi a colori tenui e pacati per le scene più quiete).

Un manga imperdibile e degnamente bello che merita un’edizione di pregio e decisamente più onesta di quella presentata in Italia, vera e propria rappresentazione di un abuso di potere bello e buono!

 

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