New York New York di Marimo Ragawa

A cura di Paul_v (review) e Martina (info e grafica)

Titolo: New York New York
Autrice: RAGAWA Marimo
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Volumi: 4, concluso
Anno di pubblicazione: 1995
Casa editrice: Hakusensha
Collana: Jets Comics
Serializzato su: Hana to Yume

:: Il manga in Italia ::
Inizio pubblicazione: Maggio 1999
Casa editrice: Panini Comics
Prezzo: 12.900 lire
Numero di volumi: 4
Periodicità: bimestrale
Curiosità: New York New York è stato il primo shounen ai ad arrivare in Italia.

:: L’autrice ::
Marimo Ragawa ha debuttato nel 1990, il suo primo successo è stato “Akachan to boku” (18 volumi), da cui è stato tratto un anime giunto in Italia con il titolo “Baby and I”, sulla vita quotidiana di un ragazzino e del fratellino poco più che neonato, rimasti orfani di madre. In seguito alla conclusione di NYNY, Ragawa realizza un nuovo bestseller, “Shanimuni GO”, incentrato sul tennis. I suoi manga sono pubblicati anche in Europa e in America.

Storia

1° VOLUME

Kain Walker è un giovane poliziotto newyorkese; omosessuale, è solito frequentare locali gay alla ricerca di un compagno per una notte di sesso occasionale. La sua vita notturna rappresenta una valvola di sfogo al peso della vita quotidiana e lavorativa, nella quale cela ai colleghi la propria omosessualità. La finzione del giovane venticinquenne si estende anche alla vita familiare: proprio alle prime pagine, Kain ricorda una recente telefonata della madre, in cui la donna augura al figlio di trovare presto una brava compagna.

All’inizio della nostra storia troviamo Kain in un locale gay di Christopher Street. Ma quella che darà l’avvio alla vicenda non sarà la solita notte di sesso con un perfetto sconosciuto, bensì l’incontro con una persona davvero speciale. Nel locale fa il suo ingresso uno stupendo ragazzo biondo, dai lineamenti delicati e dai dolcissimi occhi azzurri: Mel Frederics, 22 anni.

Nell’appartamento di Kain i due ragazzi cominciano a parlare di sé: per conto suo, Kain dice di essere ossessionato dall’idea che qualcuno, un qualcuno che frequenta nella sua vita diurna, possa scoprire la sua omosessualità; ciò che si scopre di Mel è ben più grave: Kain nota delle ferite al polso di Mel, il quale ammette di aver tentato il suicidio dopo essere stato lasciato dal suo precedente ragazzo. Mel rivela poi la sua triste condizione familiare: dopo la morte della madre naturale, egli è stato affidato a una coppia, con la quale, però, non intrattiene più rapporti da anni. Kain può ben rendersi conto della solitudine del ragazzo e ciò lo rende ai suoi occhi ancora più speciale.

La notte dopo Kain è al suo solito locale, sperando di rincontrare Mel; l’incontro non avviene per una seconda volta e Kain adocchia un altro bel ragazzo biondo per condurlo nel suo appartamento. Il secondo incontro con Mel, sfortunatamente, avviene proprio sulle scale dello stabile di Kain, in compagnia del giovane appena rimorchiato.
Il giorno seguente Mel, nel suo minuscolo appartamento, riceve inaspettatamente la visita di un Kain in divisa, che è in giro di ispezione. Prima che il poliziotto riceva le ennesime comunicazioni di lavoro, riesce a strappare a Mel un bacio appassionato.

Facciamo la conoscenza di due colleghi di lavoro di Kain: Danny Howard, una persona vivace che pare sempre in cerca di belle donne, e Gosh Stoneman, un uomo schivo e scontroso. Anch’egli è omosessuale ed è al corrente del segreto di Kain; sposato, e con una figlia, si divide tra una “normale” vita di padre di famiglia e una vita notturna del tutto simile a quella di Kain; tra i due i rapporti non sono dei migliori.

Intanto il rapporto fra Kain e Mel si fa più intenso; i due ragazzi si incontrano sempre più frequentemente nei rispettivi appartamenti, e Kain può vivere finalmente, dopo tanti anni di finzione e notti passate con sconosciuti, una relazione sincera e appagante.
Dal passato di Mel affiorano nuovi tristi particolari: dopo essere stato abbandonato a se stesso dai genitori adottivi, il ragazzo è costretto a prostituirsi, e solo l’intervento di un docente universitario, suo cliente tra l’altro, riuscirà a liberarlo dal giro. Ma Kain non si intimorisce di fronte ai trascorsi del dolce Mel e i due ragazzi decidono di trasferirsi in una nuova casa per condurre una vera vita di coppia. Ma ben presto i due dovranno affrontare un mondo esterno violento e pieno di pregiudizi, ben diverso da quello dolce e sicuro della loro intimità.

La polizia viene messa in allerta sulla presenza in città di un giro di trafficanti di droga; proprio Mel verrà preso in ostaggio nel corso di una rapina in un magazzino dove era nascosta dell’eroina. Il ragazzo subirà un abuso sessuale da parte di uno dei rapinatori, il cui volto è coperto da un passamontagna…
Le disgrazie per Mel non finiranno qui: cadrà per una seconda volta in mano allo stesso rapinatore, e questa volta gli si presenterà con il volto scoperto: è Danny, il collega di Kain.
Questa volta sarà proprio Kain, in prima persona, a salvare il suo compagno, trovandosi però costretto a uccidere il suo amico e collega di lavoro. Poco prima che Kain lo finisca con un colpo di proiettile alla testa, Danny mostrerà al poliziotto un volto colmo di enigmatica tristezza e rigato dalle lacrime. Lacrime d’amore per Kain, come Gosh, sempre al centro di segreti, gli spiegherà.

Le sorprese e le rivelazioni più tragiche non cesseranno di accompagnare la vita di coppia di Kain e Mel. I due faranno la conoscenza di Josh, ex-fidanzato di Mel, quello per cui il dolce ragazzo si era tagliato i polsi. Josh è un aitante modello che finirà ben presto a letto con Kain: un atto di tradimento che dimostra la gelosia possessiva che il poliziotto nutre verso il suo compagno. Mel li coglierà in flagrante, ma la sua purezza innocente esigerà da Kain, come segno di pentimento, un gesto dalla disarmante semplicità, ma, in virtù di questo, intensissimo.
Kain ha modo, tramite Josh, di conoscere un nuovo spaventoso dettaglio della vita passata di Mel: gli abusi sessuali da parte del padre adottivo.
Il giorno dell’incontro fra Mel e i genitori di Kain si avvicina…

Considerazioni
New York New York tratta il tema dell’omosessualità, e le questioni a essa legate, con una delicatezza e uno sforzo di realismo non comune a molti altri manga del genere. New York New York, pur essendo stato serializzato su una storica rivista shoujo, presenta una storia tipica degli shounen ai, manga a tematica omosessuale rivolti prevalentemente a un pubblico femminile. Più che una descrizione realistica della vita gay, questi manga presentano una storia ideale, dai toni enfatici e sentimentali, con al centro due immancabili bishounen (“bei ragazzi”).
Certo, New York New York non sfugge allo schema del genere: protagonisti sono due splendidi ragazzi, che, a ben vedere, mostrano due caratteri stereotipati e piuttosto prevedibili; l’uno, Kain, la figura “maschile”, è un poliziotto dai modi apparentemente duri, ma che sono solo la corazza di un animo che si rivelerà prontamente sensibile e bisognoso di amore; Mel, dai tratti più palesemente femminili, è l’animo che si conserva puro e innocente sfuggendo sempre a uno stato di corruzione, che, però, si trascina dietro come un’ombra.
L’enfasi e il patetismo del genere sono affidati proprio a questo personaggio, a tratti davvero irrealistico: Mel è sempre al centro di eventi traumatici e violenti, che si susseguono uno dopo l’altro, e il più delle volte lo troviamo con un volto da cui sgorgano lacrimoni destinati a stimolare il senso di protezione di Kain. Quest’ultimo ha caratteri certo più realistici, che davvero possiamo ritrovare in una comune persona omosessuale: la difficoltà di accettare la propria stessa sessualità, non tanto internamente bensì esternamente, data dalla consapevolezza di un pregiudizio che non risparmia nemmeno le figure solitamente più vicine a una persona, quelle genitoriali.

Kain, all’inizio della nostra storia, è in una sorta di fuga perenne, fuga dalla propria autenticità nello stordimento di notti di sesso senza amore. Ma sarà proprio l’arrivo di Mel a convincere Kain a non fuggire più, a uscire dal suo mondo di finzione.
Per quanto spesso patetico e idealizzato, credo che il personaggio di Mel sia il vero punto di forza della storia: è la sua dolcezza, la sua capacità di alzarsi dal fango della sua vita passata, a muovere la vicenda. Un ruolo “debole” il suo, ma solo apparentemente. La debolezza più vera, e più realistica, è quella di Kain, quella di chi non vuole uscire allo scoperto per restituire un margine di sincerità alla propria esistenza; e sarà proprio la forza di Mel, una forza che si esprime, perché no, con le lacrime, a proteggere Kain. Se Kain protegge Mel dagli assalti esterni, Mel protegge Kain dagli assalti della sua coscienza ferita dal pregiudizio. Kain, grazie a un angelo biondo, imparerà a piangere: e davanti alla madre, che riesce, in un certo senso, a riacquisire, in quegli attimi, un ruolo temporaneamente affidato a Mel.

Gli schemi del genere vengono così variati e arricchiti da una ricerca psicologica che raggiunge, in alcune pagine, una sottigliezza notevole; ne è un esempio, forse unico nella sua forza, la scena del perdono di Mel nei confronti di Kain, che lo ha appena tradito con Josh: scena molto enfatica, ma che, di contro, riesce a esprimere un sentimento semplice, primitivo; scena in cui l’enfasi, per una volta, non ingigantisce esageratamente l’amore fra i due ragazzi, ma lo esalta nella sua purezza.

“New York New York” si può dividere, in maniera piuttosto chiara, in due parti: purtroppo, a mio avviso, la prima parte esaurisce già quella che è la vicenda amorosa di Kain e Mel. Alla fine di questa prima parte possiamo dire di conoscere più o meno a fondo i due protagonisti, dopo che hanno superato numerose prove nella lotta con il mondo esterno.
Con la seconda parte, il manga diventa, quasi inspiegabilmente, un poliziesco, un thriller in cui domina la figura stereotipata di un serial killer (che non mancherà naturalmente di mettere le mani sullo sventurato Mel); forse un modo per sfruttare il fatto che Kain sia un poliziotto, o, più semplicemente un modo per allungare la storia e rendere la vicenda ancora più “unica” ed enfatica: ma di un’enfasi che carica il tutto di un patetismo deleterio.
Questa seconda parte può anche essere divertente nel suo ritmo incalzante, ma rappresenta quasi una vicenda giustapposta, priva di legami profondi con la prima parte. L’amore fra Kain e Mel si era espresso meglio qui, in scene più intime e quotidiane, e non in una vicenda tinta di giallo in cui Kain deve salvare un Mel legato a letto alla mercé di un sadico assassino. Il male più vero traspariva dal pregiudizio della gente comune e delle persone più vicine ai due ragazzi, non certo dalla perversione di un killer che sa di cliché.
Anche la breve ultimissima parte, quella che affronta la questione dell’adozione, non aggiunge quasi niente a una storia che ha la sua base nel sentimento amoroso in quanto tale e non in quanto omosessuale. Tanto è vero che l’autrice ha l’accortezza di concludere degnamente il manga con il ricordo del primo incontro fra Kain e Mel: scena che comunica molto di più di qualsiasi altra tra sparatorie e lacrimoni.

In definitiva, un manga degno di essere letto (e ristampato), dal disegno pulito e lineare, a tratti davvero espressivo, nella consapevolezza di trovare in esso non un tracciato di vita gay, bensì una storia d’amore dalla bellezza ideale.

 

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