Kitty la Stella del Circo (Tim Tim Circus) di Kyoko Mizuki e Yumiko Igarashi


A cura di Emy

Titolo originale: Tim Tim Circus
Autrici: IGARASHI Yumiko (disegni) e MIZUKI Kyoko (storia)
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 2 -concluso
Casa editrice: Kodansha
Rivista di serializzazione: Nakayoshi
Anno di pubblicazione: 1981
Seconda Edizione: Chuokoronsha 1997, 1 volume

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Kitty la stella del circo
Casa editrice: Fabbri
Pubblicato a partire da: anni ’80.
Il manga è stato pubblicato interamente.

:: NOTA ::
Pubblicato sul settimanale “Candy Candy” negli anni ’80, “Tim Tim Circus”, altrimenti noto come “Kitty la stella del circo”, vede ai pennelli il talento di Yumiko Igarashi e ai testi l’altrettanto talentuosa Kyouko Mizuki: entrambe avevano realizzato, in precedenza, il celebre “Candy Candy”.
In ITALIA questo fumetto è stato pubblicato dalla casa editrice Fabbri nel corso degli anni ’80, serializzato sul settimanale “Candy Candy” dal n.145 al n.168. Il giornalino di Candy chiuse le pubblicazioni verso la fine degli anni ’80 e al momento in cui scrivo non sono previste nuove edizioni di “Tim Tim Circus”. L’opera è stata pubblicata integralmente. L’adattamento, come di consueto per quel periodo, previde pagine ribaltate e colorate, testi descrittivi aggiunti e nomi originali completamente sostituiti da altri fittizi.

Storia

*Tra parentesi, i nomi nell’edizione originale*

Tutto comincia un giorno come tanti, per Kitty (Tim Tim), figlia del proprietario del circo Wally: con gioia l’esuberante ragazzina apprende dalla madre che sarà il suo numero ad aprire lo spettacolo (Kitty si esibisce in genere come acrobata accompagnata da alcuni animali)!
Però Kitty scopre presto il perché di questo regalo: in realtà i genitori hanno deciso di mandarla dalla nonna, in Oklahoma, per fare in modo che riceva un’educazione migliore di quella che potrebbe avere se continuasse a vivere nel circo.
Kitty considera il circo la sua casa e inoltre coltiva da sempre il sogno di diventare una brava trapezista: a questo proposito si farà dare lezioni di trapezio dall’affascinante Paco (che graficamente ricorda alquanto il Terence di Candy), un abile trapezista dal passato misterioso e dal comportamento ambiguo nei confronti di Kitty.
Quest’ultima ha ovviamente deciso di fare tutto il possibile per rimanere dove si trova e mentre vaga per la città pensando al da farsi, si imbatte in un gruppo di ragazzi che crudelmente si divertono a tormentare un sudicio e giovanissimo mendicante: Kitty si intromette, fa a botte con i ragazzi e porta a casa il malcapitato, che nel frattempo si è scoperto essere muto (nonché privo di memoria).
Dopo una doccia, a ogni modo, Martin (Jessie, che ha indicato il suo nome tracciandolo col dito sulla mano di Kitty) si rivela un ragazzo dai lineamenti delicati e dal fine comportamento; anche se non può parlare, questo non è un problema grazie all’intesa con Kitty, da subito la sua beniamina.
I genitori di Kitty, che ovviamente vorrebbero liberarsi di Martin, di cui non sanno nulla, cambiano idea non appena scoprono il suo talento per la musica: è in grado di suonare meravigliosamente il violino, ma anche la chitarra e la tromba, e queste sono qualità che possono servire, in un circo.
Ma problemi ben più gravi si abbattono sul Circo Wally: il circo Parrington, loro rivale, si trasferisce nella loro stessa città e comincia una campagna diffamatoria nei confronti dei Wally.
È Kitty a risolvere il problema, con una parata cui partecipano gli elefanti del suo circo: il pubblico, richiamato dagli animali e dall’aspetto angelico di Martin che suona il violino, fa presto a cambiare idea e si dirige dai Wally.
Grazie alla buona riuscita del suo piano, i genitori di Kitty decidono di farla restare nel circo, ma all’improvviso un violento incendio si sviluppa durante una notte: Kitty, avvolta dal fumo, rischia di soffocare ed è tratta in salvo, portata in braccio, da qualcuno (che lei crede Martin, ma poi si scoprirà essere Paco).
Purtroppo gli animali, impazziti a causa delle fiamme, fuggono per la città e come se non bastasse la madre di Kitty rimane intrappolata nell’incendio e muore. In seguito a un’inchiesta, si scopre che l’incendio era di origine dolosa: tra le ipotesi, la più probabile è che Paco (Rasha), sparito dal giorno dell’incendio, abbia appiccato il fuoco (si sospetta che Paco sia una spia dei Parrington).
Mentre suo padre, sconvolto dal dolore, cerca rifugio nell’alcool, Kitty si fa forza e assieme a Martin improvvisa degli spettacolini per racimolare qualche soldo, ma non per molto: senza preavviso sopraggiunge sua nonna, che la porta in Oklahoma con sé.
Qui però la ragazzina, accompagnata dal fedele Martin, non resta a lungo e i due fuggono di nascosto portandosi dietro tutti i loro risparmi. Fanno l’autostop e sono caricati da due simpatici vecchietti, Matilda e Rock, che però sono in realtà dei truffatori: li lasciano a piedi dopo aver rubato loro tutti i soldi!
Rimasti a piedi di notte, Martin e Kitty sono anche assaliti da un ladro che ovviamente rimane a bocca asciutta, non essendo rimasto ai ragazzi neanche un soldo. Il ladro si presenta: è un giovane dall’aria insolita a nome Manolo, che tra l’altro si rivela abilissimo a lanciare coltelli; il ragazzo stringe amicizia con i due giovani.
L’indomani i tre chiedono al proprietario di un autogrill di improvvisare uno spettacolo in cambio di un piatto caldo: il loro show ha successo, tanto che il gruppetto viene presentato al distinto signor Sanders, che li riceve in una lussuosa camera d’albergo e decide di assumerli nello staff del suo circo.
Ma anche il signor Sanders si rivela un truffatore; il circo Sanders infatti è un carrozzone di ambulanti, che comprende il solo signor Sanders, sua moglie e la loro figliola: Vanina!
I tre, realizzato di essere stati ingannati, vorrebbero mollarli, ma Kitty, colpita dall’attaccamento del signor Sanders per il circo, decide di restare, e così fanno perciò Manolo e Martin. I tre prendono a lavorare per il circo Sanders e durante questo periodo si scopre che Martin ha recuperato la memoria e la voce (senza però che ne abbia fatto parola a Kitty).
Le disavventure non sono ancora finite: l’autocarro del circo Sanders viene rubato e il gruppo viene perciò costretto a chiedere aiuto all’avaro Franky, gestore di un grande circo.
Qui Kitty rincontra Paco, e ha così modo di chiarire le cose con lui: il ragazzo dice che non è stato lui ad appiccare l’incendio, ma spie dei Parrington, tra cui vi era Brenda, un’acrobata piuttosto antipatica che più di una volta si era scontrata con Kitty.
Quest’ultima crede alle parole dell’amico ritrovato; non così Martin, che diffida la ragazza dal prestar fede alle parole del trapezista.
Ma il motivo della sfiducia di Martin nei confronti di Paco dipende dalla gelosia: Kitty infatti ha deciso di riprendere le lezioni di trapezio e perciò si ritrova a passare molto tempo con il suo insegnante (Paco, appunto).
Inoltre si scopre che Manolo e Paco hanno dei conti in sospeso: entrambi in passato erano innamorati della stessa ragazza, la bionda Alicia, che in seguito era morta cadendo dal trapezio.
Nel frattempo, la frattura che si è venuta a creare tra Kitty e Martin è accentuata dal fatto che si scopre la vera identità del ragazzo, il cui nome è in realtà Gilles De Barral, rampollo di una potente famiglia, nonché fidanzato della bella e ricca Christine. Kitty, sconvolta da queste rivelazioni, reagisce male e grida a Martin di tornarsene a casa propria, poi cerca rifugio nelle braccia di Paco.
Lo stesso giorno, la ragazza fa il suo debutto come trapezista assieme a Paco, ed è un trionfo. Martin, convinto che il compagno ideale della ragazza che ama sia Paco, torna dai Barral e Kitty, pentitasi immediatamente delle sue parole, non fa neanche in tempo a salutarlo.
Sopraggiungono però altri problemi: i Parrington si fermano nella stessa città del circo Franky e riprendono i loro sporchi giochini; per richiamare il pubblico, Paco decide di esibirsi in un pericoloso esercizio privo di rete.
Purtroppo, durante l’esibizione, cade dal trapezio a causa di un trucco dei Parrington e muore. A Kitty, spezzata dalla tragedia, non resta che cercare di riconciliarsi con Martin; giunta a casa Barral, l’attende però una nuova delusione: il ragazzo sincero e gentile che aveva conosciuto come Martin ha lasciato il posto a un freddo dirigente d’azienda.
Sconvolta, torna dai suoi compagni e qui ritrova suo padre, finalmente ripresosi dalla morte della moglie e intenzionato a ricostruire il circo Wally.
E non dovrà attendere molto per farlo: qualcuno, un giorno, gli regala un enorme circo… è il giovane De Barral!
Gilles, dopo aver rivisto Kitty e venuto a conoscenza della morte di Paco, ha deciso di abbandonare il mondo degli affari, avendo presto realizzato che l’unico periodo felice della sua vita era quello passato accanto ai suoi amici del circo. Kitty, incredula, osserva un ragazzo biondo cercare di stare in equilibrio su una palla… poi gli corre incontro, e abbraccia, felice, il suo Martin.

Considerazioni
Tim Tim Circus è ben lontano dall’essere un capolavoro: gli stereotipi comuni agli shoujo manga degli anni ’70 fanno sentire il loro peso; non solo i personaggi di contorno risultano affrontati superficialmente, ma persino la stessa protagonista soffre di una certa bidimensionalità narrativa.
Inoltre, pesa sulla vicenda la superficialità nella documentazione della vita del circo.
Nonostante ciò, la lettura di quest’opera rimane piacevolissima, in virtù della sceneggiatura rigorosa e del ritmo serrato, privo di tempi morti (d’altronde alla regia troviamo proprio quella Kyoko Mizuki già sceneggiatrice di Candy Candy!), nonché grazie ad alcune scelte narrative piuttosto insolite: bellissima la gestione della doppia vicenda, che scorre sotterranea alla trama principale, di Paco e Alicia, così come bellissima è la vena malinconica che serpeggia per tutta l’opera e che mette in discussione anche il lieto fine, quasi che, a dispetto del luminoso sorriso di Tim Tim che sboccia nelle ultime tavole, questa non sia una favola lieta, dove il bene trionfa e i cattivi vengono sommariamente affidati alla giustizia.
Quel che resta è un retrogusto amarognolo che rende la serie non facilmente archiviabile come prodotto nella media del genere, e che rimane nella memoria come una delle opere migliori dell’Igarashi, a dispetto del suo effettivo valore.

 

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