L’isola dei gatti (Neko no Shima) di Miho Obana (Miho Obana Trilogy n.3)

A cura di Giorgia-bi (review) ed Emy (grafica)

Titolo originale: Neko no shima
Autrice: OBANA Miho
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 1 -concluso
Rivista di pubblicazione: Ribon
Casa editrice: Shueisha
Anno di pubblicazione: 2008
Prima pubblicazione: 1994

:: Il manga in Italia ::
Titolo: L’isola dei Gatti -Miho Obana Trilogy n.3
Numero di volumi: 1
Casa editrice: Dynit
Edizione: solo per fumetteria
Prezzo: 7.50 euro
Data di pubblicazione: Marzo 2009

Storia
Il terzo volume della raccolta ‘Trilogy’ dedicata a Miho Obana contiene cinque storie brevi selezionate tra le sue prime opere.

CAPITOLO 1 – L’isola dei gatti
Sota e Mari vivono in un villaggio di mare e frequentano entrambi l’ultimo anno della scuola elementare. La loro vita scorre in modo tranquillo, con i piccoli problemi della loro età; la simpatica Mari non sopporta di essere presa in giro dai compagni che trattano lei e Sota come ‘moglie e marito’, e quindi cerca di evitare il più possibile di dimostrare in pubblico l’affetto per l’amico di sempre. Sota, dal canto suo, sembra nutrire più interesse per i gatti che per le persone. Di recente il ragazzino continua a trovare un gran numero di micetti morti lungo la spiaggia, ed è ormai sicuro che quei piccoli corpi provengano dall’Isola dei Gatti. Circolano molte storie lugubri su quell’isola: c’è chi dice sia maledetta, chi sostiene che sia stata usata come base per esperimenti durante una vecchia guerra, e chi non ne vuole sapere nulla dato che nessun uomo è mai tornato dopo esservisi recato. Sprezzante del pericolo, Sota decide di remare fino all’isolotto per capire cosa stia accadendo, e Mari si rassegna ad accompagnarlo dopo aver cercato di dissuaderlo. Una volta arrivati, i due faranno una scoperta incredibile: l’isola è abitata da uomini-gatto, una razza mutante nata in seguito all’uso di gas velenosi durante un’antica guerra. Dopo la morte, questi esseri si trasformano in semplici gatti e potrebbero vivere una nuova vita, ma vengono annegati perché non pesino sulle scarse risorse alimentari che l’isola può offrire. Mari e Sota fanno subito amicizia con Nao, una dolce bimba-gatto, che si unisce a loro desiderosa di vedere il mondo. Il terzetto infrange così la regola che proibisce le contaminazioni tra l’isola e l’esterno: prima però che le loro azioni abbiano delle gravi conseguenze, l’amicizia con Nao fornirà ai due bambini una preziosa lezione sull’accettazione del prossimo e sull’amore in tutte le sue forme.

CAPITOLO 2 – Un amore così
È San Valentino, e Hamada decide che quest’anno non vuole essere da meno delle sue amiche: prepara dei cioccolatini e si dichiara al professore dei corsi di preparazione all’esame di ammissione al liceo. Naturalmente viene respinta, e pur non essendo realmente innamorata, si sente rifiutata e depressa. Andando a zonzo per la città, incontra un ragazzo nella sua stessa situazione: i due decidono di consolarsi a vicenda e trascorrono la serata assieme, chiacchierando e divertendosi. Il ragazzo indossa degli occhiali da sole anche dopo il tramonto, e quando Hamada gli chiede una spiegazione lui le mostra gli occhi pieni di lacrime. Dopo essersi abbracciati, i due si separano e ritornano alle proprie vite.
Passano i giorni, inizia il nuovo anno scolastico, e Hamada scopre che il ragazzo in questione è finito nella sua stessa classe! Lo sconosciuto si chiama Shibata, ed è…perfetto. Simpatico, solare, spontaneo, e palesemente interessato a lei. Sembrerebbe un sogno, ma Hamada un sogno ce l’aveva già: quello di una serata perfetta con un ragazzo schivo e misterioso, che non avrebbe rivisto mai più. Questo Shibata è così diverso dal ricordo che si era costruita… Riuscirà la realtà a superare la fantasia?

CAPITOLO 3 – Felicità senza scadenza
Yuuki è una liceale tanto bella quanto svampita. Da un anno ha una storia con Keiichi, che sembra amarla per quello che è; la loro vita scorre in una rassicurante routine finché Hitomi, una ragazza del primo anno innamorata di Keiichi, non chiede pubblicamente a Yuuki di ‘prestarglielo’ per la settimana del suo compleanno. La ragazza, con la testa perennemente tra le nuvole, acconsente affermando di non vedervi nulla di male; in questo modo però finisce per ferire i sentimenti di Keiichi. Con il passare dei giorni Yuuki inizia a sentirsi gelosa e insicura, ma fatica molto a esprimere i propri sentimenti al fidanzato, finendo per mascherarli con una falsa indifferenza. Ben presto le cose precipitano, e Yuuki dovrà fare appello a tutto il proprio coraggio – e all’aiuto di un simpatico taxista – per non perdere davvero il ragazzo che ama.

CAPITOLO 4 – Il bacio rubato alla principessa addormentata
Il Principe Azzurro si chinò sulla Bella Addormentata e lei… continuò a russare. Kanoko ha solo 14 anni quando Kei le dichiara il suo amore, ed è ancora una bambina con la testa tra le nuvole e il cuore rapito da un idol; di conseguenza, gli risponde senza esitare che non le interessa avere una storia. Tre anni dopo le cose sono cambiate, e Kanoko ha ormai capito di essere innamorata di lui. Ma come ci si dichiara a una persona che si è respinta in passato? Sebbene siano rimasti amici, qualcosa tra loro è rimasto come in sospeso, e parlare in modo chiaro sembra la cosa più difficile del mondo. Se a questo si aggiungono la goffaggine di Kanoko, la timidezza di Kei e il fatto che il suo amico dongiovanni, Hiroki, abbia messo gli occhi proprio su Kanoko, il quadro si complica ancora di più. Chissà se al ritrovo annuale della classe delle medie Kanoko troverà il coraggio di dichiararsi a Kei…

CAPITOLO 5 – Dal fondo, quarto banco vicino alla finestra
Ayuko ha da sempre una cotta per Takao, suo compagno di classe, e accoglie con gioia le occasioni in cui gli può passare accanto raccogliendo i compiti. Non si sono mai parlati, ma Ayuko lo trova un persona gentile ed è infastidita dalle chiacchiere che girano sul suo conto. Pur essendo schivo e di poche parole, infatti, Takao si trova al centro del chiacchiericcio d’istituto da quando la sua ex fidanzata si è messa con Tatsuo, suo fratello minore. Determinata a conoscere meglio il ragazzo che le piace, Ayuko rinuncia alla gita scolastica dopo aver saputo che Takao non vi avrebbe partecipato, e per tre giorni i due si ritrovano in aula da soli. Takao si mostra molto scontroso, ma Ayuko è decisa a farsi strada nel suo cuore…

Considerazioni
Dalla postfazione che chiude questo volume apprendiamo come Miho Obana abbia accolto questa edizione delle sue opere giovanili con un misto di vergogna e felicità. Per lei come per la maggior parte degli autori, in quelle prime creazioni si annida un’importanza fondamentale, ma la loro rilettura si accompagna sempre a un forte imbarazzo.
È indubbio che dai tempi di queste storie brevi a quelli di Kodomo no Omocha l’autrice abbia fatto passi da gigante, soprattutto nel ricorso all’ironia e nella gestione dei comprimari. Questo però non significa affatto che questi racconti siano una lettura di seconda scelta. Tanto per cominciare la gestione dello storyboard è già a un livello apprezzabile, e i singoli racconti godono di un’ottima leggibilità nonostante il piccolo formato dell’edizione (che riprende quello della seconda edizione giapponese, proposta come bunkobon). Il tratto dell’autrice tocca punte decisamente più alte nel racconto che dà il titolo all’albo; la Obana ammette infatti di essersi dedicata con più passione e minuzia alle tavole di questa storia, che le davano la possibilità di ritrarre soggetti a lei più graditi rispetto agli esseri umani e agli elementi urbani, ovvero la sabbia, il mare e gli animali.
Dal punto di vista dei contenuti, il primo capitolo è visibilmente più strutturato e ambizioso: siamo di fronte al primo racconto di una certa lunghezza (80 pagine) realizzato dall’autrice, e ne emerge il desiderio di raccontare una storia di e per bambini. Un racconto semplice, una favola avventurosa dove i mostri sono l’intolleranza e la guerra. La Obana dimostra già di avere una spiccata predisposizione per guardare e raccontare il mondo dell’infanzia; i suoi bambini si preoccupano di cose che interessano ai bambini, e come bambini ragionano e si esprimono. Il personaggio di Nao, la bambina-gatto, ricorda per diversi aspetti la Nyozeka di Alice 19th, sia nell’aspetto che nel ruolo di intermediario presso i sentimenti dei due protagonisti. La trama è semplice ma efficace, e convoglia in modo placido il proprio messaggio di tolleranza.

Gli altri quattro racconti dell’albo sono tutti ambientati presso altrettanti istituti superiori, e raccontano gioie e dolori di diverse coppie di adolescenti. Sognatori o capricciosi, scontrosi o timidi, tutti i protagonisti di queste storie condividono la difficoltà di comprendere e – in un secondo momento – dichiarare i propri sentimenti verso la persona amata. Le situazioni sfiorano a volte l’improbabile o il ricorso a un pathos eccessivo, ma interviene sempre un diversivo, un espediente comico o romantico a rimettere in carreggiata la narrazione. A volte questo intervento è affidato a un comprimario (il taxista triste di ‘Una felicità senza scadenza’), altre volte a un’immagine particolarmente efficace (la schiena di Kei che si allontana in ‘Il bacio rubato’, il gioco dei pollici nel racconto che chiude l’albo). In definitiva per L’isola dei gatti vale quanto affermato in generale per questa trilogia di opere proposta dalla Dynit: si tratta di un prodotto di per sé valido e consigliabile.

 

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