Mayme Angel aka Susy del Far West di Yumiko Igarashi


A cura di Emy (review e grafica) e Marianeve (storia)

Titolo originale: Mayme Angel
Autrice: IGARASHI Yumiko
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 4 -concluso
Casa editrice: Kodansha
Rivista di serializzazione: Nakayoshi
Anno di pubblicazione: 1979-1981
Seconda Edizione: Chuokoronsha 1989, 1 volume
Terza Edizione: Chuokoronsha 1995, 3 volumi

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Mayme Angel
Numero di volumi: 3 -concluso
Casa editrice: Star Comics
Collana: Express
Prezzo: 6,00 euro
Senso di lettura: orientale -con sovraccoperta
Inizio pubblicazione: 2007
Distribuzione: fumetterie

:: NOTA ::
In ITALIA questo fumetto è stato pubblicato dalla casa editrice Fabbri nel corso degli anni ’80, serializzato sul settimanale “Candy Candy” dal n.53 al n.96. Il giornalino di Candy chiuse le pubblicazioni verso la fine degli anni ’80. L’opera è stata pubblicata integralmente. L’adattamento, come di consueto per quel periodo, previde pagine ribaltate e colorate. Nell’anno 2007 è stata pubblicata in Italia una seconda e più fedele edizione del manga, a opera di Star Comics: se siete in cerca di questo fumetto, puntate sull’edizione Star Comics.

:: GOODS ::
In Italia è stato disponibile negli anni ’80 il romanzo di Susy, edito dalla Fabbri. La narrazione, firmata da Noemi Vicini Marri, si basa sugli eventi del fumetto, senza nulla aggiungere. All’interno sono presenti una quindicina di illustrazioni ricopiate dal fumetto da una mano italiana non troppo esperta. In Giappone su “Maime Angel” è stato prodotto parecchio merchandising: i pezzi più appetibili sono il book d’illustrazioni “Yumiko Igarashi Illustrations”, che raccoglie le illustrazioni dedicate al personaggio (ma non solo: all’interno, sono presenti anche belle illustrazioni dedicate a Candy e ai primi lavori dell’autrice), e il mazzo di carte di Maime.

Storia

Tra parentesi, sono riportati nella sinossi i nomi originali, utilizzati nell’edizione Star Comics.

Susy Adams (Mayme), una graziosa e vispa bambina, vive a Spring City con la madre Louise (Luise Warren) e le due sorelle maggiori: la ribelle Sarah (Beverly) e la bella e vanitosa Janet (Jodie). Il padre, George Adams, è morto di malattia un anno prima, lasciando la famigliola nel dolore e in pessime condizioni economiche.
Altra nota dolente sono le continue e ossessive visite del signor Darnell e della sua antipaticissima figlia Diane (Dina): il signor Darnell è vedovo da molti anni e vorrebbe quindi risposarsi con Louise, una donna che egli ammira profondamente e che è rispettata e benvoluta dall’intero paese.
Naturalmente questa prospettiva non è ben accolta dalle tre sorelle, le quali sentono ancora fortemente la presenza del padre; inoltre il grasso signor Darnell, anche se ricco, non è all’altezza della loro bella e dolce mamma e poi… chi mai vorrebbe avere per sorella l’odiosa Diane, che stravede per la vedova Adams ma detesta le sue figlie?
Un giorno arriva una lettera dallo zio di Rockfield. Anni prima, lo zio si era trasferito nel mitico Ovest in cerca di fortuna e ora scrive ai parenti per dare sue notizie: nella busta, oltre a una foto dell’allegra famiglia, ci sono tre fili d’erba che il bellissimo cugino delle tre sorelle, Alan (Armand), ha spedito per invitarle a raggiungerlo nella grande prateria. La novità rende euforiche le tre ragazze: ognuna sogna il proprio futuro in quelle terre selvagge e bellissime.
Proprio in quei giorni, la piccola Susy incontra un bruno e giovanissimo cavaliere dai modi gentili: Ronny Hardley (Johnny); questi sarà ospite dei Darnell fino a quando non potrà ricongiungersi col padre. Ronny e suo padre erano diretti nell’Ovest ma Ronny, fisicamente debilitato a causa di una grave ferita al braccio, era rimasto a Spring City, non potendo sostenere un viaggio così duro.
Susy passa giorni indimenticabili col suo principe azzurro, ma giunge presto il tempo della separazione; il ragazzo parte all’improvviso, lasciandole una lettera: in essa Susy legge l’invito a raggiungerlo nell’Ovest… lui aspetterà quel giorno.
Trascorre qualche anno. Susy è ormai una bella e giudiziosa ragazzina, che per aiutare la famiglia fa da baby- sitter ai numerosi figli della famiglia Lange, ma sogna sempre il suo Ronny.
Peccato che non riceva più sue notizie da ben due anni, e anche il cugino Alan non ha spedito più lettere dall’Ovest.
Inaspettatamente, Louise comunica alle figlie di voler partire per l’Ovest: così facendo realizzerà il più grande sogno del marito. L’entusiasmo delle ragazze viene frenato dai Darnell, i quali, non volendo perdere la donna, inutilmente elencano tutti i pericoli di un viaggio dall’esito incerto.
La decisione però è già presa, così Diane decide di accompagnarle per un po’, sperando di ricondurre dal padre la sua futura mamma. La partenza viene fissata: gli Adams si uniscono a una carovana diretta nell’Oregon.
Inizialmente il capo-carovana, Sammy Bert, non vuole quelle damigelle sprovvedute nel suo gruppo ma… colpo di scena, Louise riconosce in Bert un amico d’infanzia del marito! Anni prima infatti, i tre vivevano nel Kentucky. Quando George e Louise si sposarono, decisero di partire per il West ma, arrivati a Spring City, interruppero il viaggio.
Anche Bert aveva lo stesso sogno e cosi, rimasto vedovo e con un figlio, Sammy junior, decise di partire finalmente per l’Oregon. Il viaggio inizia e subito sorgono i primi problemi. La povera Louise si ammala e Bert, sempre al suo fianco, tralascia i suoi doveri di comandante della carovana.
Janet e Diane, approfittando della debolezza della malata, passano il loro tempo a incipriarsi e a far strage di cuori tra gli uomini del campo.
Naturalmente, i pettegolezzi sul loro comportamento si sprecano e nemmeno le sorelle riescono a fermare le due frivole ragazze. Vista la situazione, Susy e Sammy decidono di attuare il loro piano: far sposare i loro rispettivi genitori (i due si amano) e riportare l’ordine all’interno del campo.
L’obiettivo risulta pienamente centrato: il matrimonio viene celebrato dal dott. Scott, con buona pace di tutti. Gli unici scontenti sono Diane e gli spasimanti della nuova figlia del capo, Janet…

Considerazioni
Tra i pro: la grafica equilibrata dell’Igarashi; la protagonista femminile simpatica e convincente; l’evoluzione non banale delle vicende, sufficientemente interessanti e poco prevedibili.
Tra i contro: alcuni personaggi secondari risultano stereotipati e non reggono a un esame più approfondito (Sarah e Janet avrebbero potuto ricoprire ben altri ruoli che non quello di “siparietti comici”); il destino dei personaggi secondari è molto lasciato al caso (sarebbe stata davvero gradita una storia che ne raccontasse l’epilogo -come ha fatto Chieko Hara con Niji no Densetsu); la sceneggiatura regge ma non è rigorosa, a differenza di altre opere come Tim Tim Circus e Candy Candy.
Gli usi e costumi dell’epoca ci sono ma sono superficiali e del resto non risultano centrali, essendo questa storia un avventuroso romanzo sentimentale e non un racconto d’intento storiografico. Apprezzabile, comunque, l’insolita ambientazione.
Nel complesso, la più famosa e -probabilmente- la migliore delle opere dell’Igarashi firmate da lei anche in veste di sceneggiatrice (By Emy).

 

Mamie Angel fu uno dei pochi fumetti, sul giornalino della Fabbri, ad avere la fortuna di essere pubblicato per intero e senza censure. Oltre al ribaltamento delle tavole, tra le note dolenti troviamo l’adattamento del titolo (si poteva fare uno sforzo) e il cambiamento dei nomi di gran parte dei personaggi (la protagonista, Mamie in originale, diventa Susy, mentre Alman diventa Alan, Ronny è in realtà Johnny e così via). Per la cronaca, nella versione originale Susy è bionda mentre i coloristi italiani scelgono un castano rossiccio per i suoi capelli. Lo stile grafico della Igarashi (disegnatrice del più famoso Candy Candy) è noto, per cui non vi saranno commenti: il fatto che sia un fumetto della vecchia generazione parla da sé. La storia, dagli iniziali toni leggeri, si evolve verso un taglio drammatico, che non risparmia sparatorie, pestaggi e varie violenze; inoltre anche se c’è il lieto fine (per Ronny e Susy, sia chiaro), la morte di alcuni personaggi lascia una profonda tristezza. Tralasciando il solito cliché (bambina incontra ragazzo, si scambiano promesse, lui parte, lei lo ritrova, ostacoli, altro lui, matrimonio), la cosa interessante di questo shoujo è il contesto storico nel quale esso si svolge: le carovane che intraprendono lunghi viaggi verso l’Ovest; le bande criminali, per le quali vigeva la legge del più forte; la questione indiana con relative conseguenze. Concludendo, Mamie Angel è uno shoujo da riscoprire e che ha meritato la nuova edizione e i nuovi adattamenti, al pari di Georgie (By Marianeve).

 

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