Shiroi Egmont (Egmont Bianco) AKA Rosa Pasticcio di Riyoko Ikeda

A cura di Emy

Titolo originale: Shiroi Egmont
Titolo tradotto: Egmont Bianco
Autrice: IKEDA Riyoko
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: racconto breve
Casa editrice: Shueisha
Anno di pubblicazione: 197?

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Rosa Pasticcio
Casa editrice: Fabbri
Pubblicato nel: 1984

:: NOTA ::
Rosa Pasticcio è un breve racconto a fumetti della grande Ikeda (autrice di “Versailles no bara”/Lady Oscar e “Oniisama e…”/Caro Fratello), pubblicato nel 1984 sul settimanale “Candy Candy” del Gruppo Editoriale Fabbri, dal n.174 al n.178. L’opera è stata pubblicata integralmente. La sinossi seguente si basa sull’edizione italiana e segue perciò i nomi dell’adattamento italiano.
“Shiroi Egmont”, oltre alla “solita” colorazione, al ribaltamento delle tavole e allo stravolgimento del titolo (“Rosa Pasticcio”), ha subito anche uno stravolgimento totale dei nomi: Michiko (Rosa); Yukie (Linda); Jooshi (Ruth); Shimura (Morgan). Inoltre si segnala anche un intervento di rilievo: la Bohème di Puccini è nell’originale l’Egmont di Beethoven (da cui il titolo!). Per maggiori informazioni circa la raccolta in cui questo racconto è stato pubblicato in Giappone, consulta la review “Shiroi Egmont”, a cura di Giuseppe De Pasquale, presente in questo sito nella sezione Shoujo in Giappone.

Storia
Rosa è una studentessa sedicenne, totalmente goffa e con la testa tra le nuvole. Perfettamente consapevole del suo essere maldestra, darebbe qualsiasi cosa per cambiare carattere e -magari- fare colpo sul bel Morgan, suo compagno di classe.
Morgan è più grande di un paio d’anni di lei, è rimasto indietro con gli studi a causa di una lunga malattia avuta in passato.
In classe Rosa è presa di mira da Ruth, bella e intelligente capoclasse, che le rinfaccia la sua sbadataggine, ma d’altro canto è sostenuta da Linda, la sua migliore amica.
Rosa invidia moltissimo la sicurezza di Ruth, e crede che anche Morgan abbia un debole per lei. Linda, sapendo che Rosa ha una seria cotta per Morgan, cerca in qualche modo di rassicurarla, ma la ragazza è sempre più confusa a riguardo.
Un giorno, di ritorno da scuola, Rosa e Linda osservano affascinate uno splendido mantello bordato di pelliccia… Rosa lo vorrebbe tantissimo, ma il prezzo è davvero al di sopra delle sue disponibilità finanziarie.
A scuola, Rosa apprende da Morgan il suo interesse per la musica lirica, in particolare per la Bohème di Puccini.
Dopo l’incontro, la ragazza nota a terra il tesserino ferroviario di Morgan e lo porta a casa con sé: dentro c’è la foto di una bella ragazza, chi sarà?
Il giorno dopo Rosa vorrebbe restituire il tesserino al ragazzo, ma lo trova in compagnia di Ruth… Ruth gli sta infatti confessando i suoi sentimenti, anche lei è innamorata di lui!
Morgan, garbatamente, la respinge. Allontanatasi Ruth, Rosa restituisce il tesserino al compagno di scuola.
Di ritorno a casa, compra il disco della Bohème per regalarlo a Morgan in occasione del Natale; inoltre decide di tagliarsi i capelli come la ragazza della foto per diventare più carina. Ma il parrucchiere sbaglia taglio, Rosa non somiglia per niente alla ragazza della foto!
Nonostante questo, Rosa decide di andare ugualmente a casa di Morgan per dargli il disco.
Quando Morgan le apre la porta di casa, per un attimo gli sembra un personaggio delle fiabe. Poi Rosa gli offre il disco, Morgan le dice di entrare per riscaldarsi un po’… nella stanza, c’è un’altra foto della bionda sconosciuta.
A un’occhiata interrogativa di Rosa, Morgan risponde che quella è Bianca, il suo primo amore. La incontrò in ospedale, quando era malato. Lei era appassionata della lirica e un autentico disastro a causa delle sue distrazioni, un po’ come Rosa.
Ma morì dopo pochi mesi, a causa di una malattia incurabile. Morgan ringrazia Rosa di essergli vicino, di somigliarle tanto e le chiede una sua foto… è l’inizio di una nuova storia d’amore.

Considerazioni
Shiroi Egmont non è un esempio della migliore Ikeda, ma, poiché una maestra è sempre una maestra, ella riesce grande anche quando si mette all’opera su un raccontino senza pretese!
Ecco perché Shiroi Egmont, perfetto nel meccanismo narrativo e dalla grafica attraente, si legge piacevolmente ancora oggi, e fa desiderare che altri racconti brevi di questa autrice vengano pubblicati nel nostro paese (con un’edizione più rispettosa nei confronti dell’originale, certo!).

 

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