Il sortilegio del vento (Kaze no Garudoru) di Yuuho Ashibe

A cura di Emy

Titolo originale: Kaze no Garudoru*
Autrice: ASHIBE Yuuho
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 1 -concluso
Rivista di pubblicazione: Mistery Bonita Special
Casa editrice: Akita Shoten (Candle Comics)
Anni di pubblicazione: 1989
Seconda ed. (Bonita Comics Special) 1996; 1 volume.

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Il sortilegio del vento
Numero di volumi: 1 -concluso
Casa editrice: Ronin
Edizione: solo fumetteria e libreria
Prezzo: 6.90 Euro
Data di pubblicazione: Settembre 2010

*Nota: Il titolo è tradotto con “Galdr del vento”. Il “galdr” (scritto con i kanji di “canzone” e “maledizione”) o “galdor” è un incantesimo sotto forma di canto.

:: Curiosità ::
BALLATE di CHARLES VESS, Phoenix, 1998; 2a ed Planeta, 2009.
Chi si interessa ai miti del Nord Europa avrà fatto bene a non lasciarsi sfuggire questo pregevole volume edito anni fa dalla Phoenix. Charles Vess è il noto disegnatore americano, famoso tra l’altro per aver realizzato su testi di Neil Gaiman alcuni dei più celebrati episodi di Sandman. Che cosa accomuna Vess alla Ashibe? Naturalmente, l’amore per il mondo celtico e le sue leggende, unito a una spiccata predilezione per il tratteggio finissimo come scelta grafica ideale per evocare un’epoca a metà tra storia e leggenda. In questo volume, Vess illustra -con l’ausilio dei più disparati sceneggiatori- storie tratte dalle ballate inglesi, irlandesi e scozzesi, esprimendo una cura del segno grafico veramente pregevole. Se siete interessati alle storie di tradizione celtica, o siete più semplicemente in cerca di un’opera insolita e ben realizzata, potete tentare di recuperare quest’opera in fumetteria, nella sua seconda edizione a opera di Planeta, 24 euro per 220 pagine (la prima edizione infatti è difficilmente reperibile, essendo la Phoenix defunta). L’edizione Planeta è ancora più appetibile della prima, in quanto ha un formato più grande e raccoglie anche le storie escluse dal primo volume. Soprattutto, include le illustrazioni a colori del grande Vess, risultando a conti fatti imperdibile per i fan dell’autore. Nell’estate del ’97 “Ballate” ha vinto il Will Eisner Comic Industry Award.

Storia
È una raccolta di due racconti fantasy.
Il primo è intitolato “Sulle rive del Lete”: la narrazione parte da un insolito incontro tra una giovane guerriera, un’amazzone che, ferita, emerge dalle acque di un fiume e un misterioso bardo che porta con sé un’arpa scolpita a forma di unicorno. La guerriera non ricorda chi sia, ha perso la memoria e mentre discorre con il bardo, che l’aiuta a curare la sua ferita, i due vengono attaccati da un branco di lupi. Una fuga disperata li porta a rifugiarsi in quella che sembra essere una locanda nel bosco. Qui un vecchio dona alla ragazza, facendole apparire magicamente con uno schiocco di dita, vesti pulite e bende per la ferita. Il bardo chiede se per lui il vecchio possa far apparire un’arpa, ma gli viene risposto che un’arpa la possiede già, cioè la mitica arpa di Thule. Thule era un famoso bardo la cui figura si confonde nella nebbia del mito, poiché si narra che divenne menestrello di corte a Lyonesse, isola che gli dei decisero di inabissare nelle acque con tutti i suoi abitanti, poiché desideravano preservare la bellissima voce e il talento di Thule. Della sua arpa purtroppo rimangono solo tre corde: il bardo sa che per ripararla occorre trovare il crine di un unicorno, ma dispera di poter trovare il magico animale. Nella locanda entra un vecchio che tutti chiamano Caronte, il quale sostiene che manca un passeggero per partire… il vecchio mago dona alla ragazza un oggetto intagliato che all’occorrenza -lui dice- potrà servire come arma. L’amazzone e il bardo salgono al secondo piano, per riposarsi, ma qui, aprendo una porta, si ritrovano in piena foresta. Inseguono quello che sembra un canto e finiscono per imbattersi in un essere che si mostra come un centauro, una creatura della foresta che, dopo aver ascoltato le splendide note cantate dal bardo, muta in un unicorno. L’arpa di Thule è stata costruita per mezzo del corno del suo compagno, e ora l’unicorno offre il proprio crine per ripararla. Ma il bardo è attaccato da un ospite della locanda -bardo anche lui- che aspira all’arpa. L’aggressore intima all’amazzone di avvicinarsi all’unicorno per prendergli il crine: ella lo fa, l’unicorno le si avvicina perché dice che il suo cuore è puro come un bambino. Ciò fa ricordare alla donna il suo passato, poiché ha l’esatta percezione di aver già visto un unicorno in precedenza. Sostenendo che non si può rimanere puri per sempre, ma che anche i bambini sono costretti a crescere e non esitano a uccidere per salvarsi, l’amazzone, usando l’oggetto intagliato che le è stato donato e mutatolo in un’arma, uccide l’aggressore. Ricordata la propria identità e il proprio nome (Aryanrod), l’amazzone e il bardo si accommiatano perché le loro strade, finita l’avventura, ora si separano. Il bardo, il cui nome è Mani, afferma di essere un galdrar e che un giorno diventerà talmente famoso che l’amazzone udirà di nuovo il suo nome. L’anima dell’aggressore sale sulla barca di Caronte (era l’ultimo passeggero rimasto) accompagnato dalle parole di Merlino (il mago della locanda), che cercano di invitarlo alla rassegnazione.
Il secondo racconto dà il titolo alla storia e narra di come un inquietante condottiero (che in realtà è una divinità) si serva dell’abilità di un bardo (il quale non è altro che il giovane Mani) per compiere la sua vendetta su un signorotto locale. Entrambi i racconti sono ricchi di senso del magico e del misterioso: un’atmosfera evocata perfettamente da un disegno iperdettagliato nelle ambientazioni.

Considerazioni
Yuuho Ashibe è una mangaka nota per opere fantasy, alcune delle quali ambientate in mondi passati dove a dominare è la tradizione celtica e i miti del Nord Europa.
È un’autrice interessante ma di sicuro non di immediata fruizione: indispensabile sarebbe stato, per questa prima (e si spera non ultima) pubblicazione italiana, aggiungere al manga in sé un’appendice che illustrasse o l’autrice o il mondo cui appartiene Il sortilegio del vento o anche solo un riferimento ai miti affrontati in questo volume, o meglio ancora un articolo su Crystal Dragon, opera principale della Ashibe cui questo titolo costituisce uno spin-off (Aryanrod è infatti la protagonista di Crystal Dragon).
Aggiungere un sedicesimo avrebbe permesso al lettore non tanto di capire che l’opera che ha in mano è riconducibile a un manga ancora in corso (perché a conti fatti esso è fruibile di per sé), ma soprattutto di meglio inquadrare l’autrice. La quale comunque in questo volume si fa notare per le qualità grafiche, contraddistinte da un tratto leggero e uniforme che si infittisce in sfondi molto dettagliati, e la capacità di creare atmosfere pervase di nebbia e magia, popolate di creature magiche e mitiche.
Caronte e Merlino fanno la loro comparsa nel primo racconto, dove ci si introduce anche la figura del galdrar, il cantore di galdor, l’incantesimo che prende corpo nel canto.
Questa figura, incarnata dal bardo Mani, è il filo conduttore dei due racconti, dal momento che Mani è presente in entrambi: nel secondo egli è ancora giovane e incontra una donna dai capelli fulvi, provetta amazzone, la quale intuiamo -da ciò che racconta nel primo racconto- essere molto importante per lui. Delle due storie brevi la seconda risulta essere la meglio riuscita, segnata da ritmi narrativi più distesi e accoglienti nei confronti del lettore.
In conclusione Il sortilegio del vento è un volume che si può leggere indipendentemente dalla saga principale di cui è uno spin-off, ma che necessiterebbe almeno di un apparato redazionale adeguato per non far troppo rimpiangere al lettore di non poter accedere ad altro dell’autrice, risultando un gustoso antipasto privo delle portate successive.

 

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