Un posto dove vivere di Midori Yamane

Un posto dove vivere 

A cura di Emy

Titolo : Un posto dove vivere
Autrice: YAMANE Midori
Categoria: generico*

*Non risulta che questo volume sia stato pubblicato in Giappone, perciò lo cataloghiamo come manga “generico”. Per modalità grafico-narrativa, comunque, si può intendere come seinen.

Casa editrice: Upper Comics
Prezzo: 10 euro
Pubblicato a partire da: Ottobre 2016
Distribuzione: libreria e fumetteria
Formato: 15×21, 120 pagine, B-N/Colore
ISBN 978-88-942052-1-3

L’autrice
Nata a Tokyo nel 1954, Midori Yamane si laurea presso l’università femminile di Belle Arti. Sul finire degli anni Settanta, durante un viaggio nell’Europa meridionale, si innamora dell’Italia, dove vive tuttora. Negli anni Novanta lavora come redattrice esterna per Kodansha per un progetto di manga realizzati da autori occidentali. Collabora come docente presso la Scuola Internazionale di Comics ed è stata traduttrice per Marvel Italia e Coconino Press.

Storia
Il volume si compone di una serie di episodi autoconclusivi in cui l’autrice ricorda luoghi, persone e situazioni che hanno riempito la sua infanzia, donandole dei ricordi meravigliosi. Comincia col descrivere accuratamente la casa in cui è cresciuta: una casa piccola e tradizionale, “in un’era in cui il Giappone aveva cominciato a guarire dalle ferite della guerra e ancora si viveva nella bontà delle tradizioni”. Per esempio, Il giorno in cui arrivò la TV a casa, fu una festa non solo per la famiglia, ma anche per i vicini, che venivano a trovare la famiglia per vedere i programmi televisivi insieme. A quel tempo, la TV serviva a unire, e non isolarsi.
In tutte le case c’era l’armadio nascosto detto “oshi-ire”, che veniva utilizzato come luogo di punizione (e Midori ricorda infatti un’occasione in cui è stata rinchiusa dentro), oppure come ripostiglio, perciò “oshi-ire” poteva svolgere una funzione positiva o una negativa.
C’erano i piccoli riti quotidiani, come il girasole che la mamma disegnava su una scheda raccoglitimbro che testimoniava la partecipazione alla ginnastica mattutina del rione. O il delizioso “cappello per le campanelle”, una strisciolina di carta arrotolata da apporre sulla campanella di notte, per poter godere dell’apertura di questo fiore di mattina. E non possono mancare le feste tradizionali, il kotatsu, la festa delle bambole e nemmeno lo shoji, ossia le porte scorrevoli fatte di legno e di carta, che facevano trapelare particolari sfumature di luce.

Considerazioni
In Un posto dove vivere non c’è propriamente una storia che si dipani dall’inizio alla fine, essendo il volume composto da una serie di frammenti inquadrabili nel genere slice of life: quadretti domestici che documentano usi, tradizioni e costumi passati che tendono a sparire o comunque a non avere lo stesso valore di una volta.
Quello che trapela dalle pagine di questo manga è il calore umano della famiglia, la nostalgia di un tempo che non è più e la consapevolezza che sono le piccole gioie e dolori della vita a darle un significato.

Alla fine del volume sono presenti degli approfondimenti testuali che chiariscono e puntualizzano gli argomenti di cui trattano i singoli capitoli. L’autrice dice che dopo la seconda guerra mondiale il Giappone, entrando nella sfera d’influenza americana, ha imboccato una strada che l’ha portato a lasciarsi indietro alcuni valori fondamentali quali rispetto e cortesia. Questi valori ovviamente non sono scomparsi, esistono ancora, difatti emergono nei momenti più difficili (come lo tsunami del 2011), però sembrano passare in secondo piano, rapportati al consumismo e a tutto ciò che esso comporta. Quindi con quest’opera voleva ricordare -e far ricordare- che cosa significa essere giapponese.

Il racconto risulta estremamente toccante e suggestivo, e ammetto che sprofondare tra le pagine ha avuto su di me un effetto balsamico, perché è opinione di chi scrive che quanto accaduto in Giappone dal secondo dopoguerra in poi non sia troppo differente da quanto accaduto in Italia.
Tutto questo rende Un posto dove vivere una lettura consigliata.

 

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