Hana-Kimi – Per voi in piena fioritura (Hanazakari no kimitachi e) di Hisaya Nakajo

A cura di Deda (review), Nimue (autrice) e Martina (info e grafica)

Titolo: Hanazakari no kimitachi e
Titolo tradotto: Per voi in pieno rigoglio
Autrice: NAKAJO Hisaya
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 23, conclusa
Anni di pubblicazione: 1997 – 2004
Casa editrice: Hakusensha
Collana: Hana to yume Comics
Rivista di serializzazione: Hana to yume
Merchandising: Character Book (2000), Hisaya Nakajou Gashuu -Artbook (2004)

:: Il manga in Italia ::
Numero di volumi: 23, conclusa
Editore: Dynit
Prezzo: 4,50 euro
Senso di lettura: orientale
Inizio pubblicazione: 2007
Distribuzione: edicola, fumetteria e online

:: L’autrice ::
Nata il 12 settembre a Osaka. Inizialmente quest’autrice ha lavorato come disegnatrice di doujinshi (con lo pseudonimo di Ryou Fumizuki), fino al debutto nel 1994 con Heart no Kajitsu su “Hana to Yume”, rivista della casa editrice Hakusensha per la quale lavora tuttora e sulla quale è stato edito Hanazakari no kimitachie, il suo manga più lungo e famoso, pubblicato anche in parecchi paesi stranieri.
I suoi film preferiti sono Jurassic Park e Hellraiser. Ama la musica e i suoi artisti preferiti sono i Kinki Kids, TOKIO, Gackt, L’arc~en~ciel, Prodigly, Bjork, Deelite, Duran Duran, Enigma, Enya e Yoko Kanno.

Storia
La storia si apre con Mizuki che si fa tagliare i capelli da Julia: la giovane sta per partire alla volta del Giappone dove frequenterà una scuola maschile al solo scopo di trovare il suo idolo Sano Izumi.

Ma facciamo un passo indietro.
Mizuki Ashiya, di padre americano e madre giapponese, è una ragazza come tante altre. Vive in America con la sua famiglia e appartiene al club di atletica della sua scuola. Ha un fratellastro, più grande di lei, e una migliore amica di nome Julia.

Un giorno, guardando una competizione in tv, Mizuki rimane abbacinata alla vista di uno degli atleti del salto in alto: Sano Izumi.
In quel preciso istante nasce in lei il desiderio di conoscerlo. Tre anni più tardi Mizuki riesce finalmente ad andare in Giappone per incontrare il suo idolo e si iscrive alla sua stessa scuola, nonostante si tratti di un istituto maschile. Mizuki non si ferma davanti a niente, si fa passare per maschio e parte all’avventura.

La fortuna le sorride fin da subito: la ragazza incontra e si scontra con Sano nel corridoio della scuola facendo cadere a terra i libri. Sarà il ragazzo a riportarglieli in classe.
Le cose non potrebbero andar meglio per Mizuki, non solo è in classe con Sano Izumi, ma addirittura si trova a condividere la stessa stanza al dormitorio.

Mizuki farà inoltre subito amicizia con altri ragazzi dell’Accademia Ohsaka, a partire da Shuichi Nakatsu, un altro compagno di classe (che finirà con l’innamorarsi di lei e dubitare delle proprie tendenze sessuali) a Nanba-senpai, il responsabile del dormitorio in cui soggiorna Mizuki.

Fin da subito la ragazza si sente fortemente attratta da Izumi. Lo trova addormentato su un prato e si china su di lui in maniera imbarazzante, come per baciarlo, facendolo sobbalzare al suo risveglio.
Dal suo canto Izumi scopre quasi subito la vera identità della giovane quando un giorno, dopo essere stata colpita in volto da un pallone da calcio, la porta in braccio fino all’infermeria della scuola, finendo con palparle il seno per errore.
Ovviamente, Mizuki è ignara di questo fatto, innanzitutto è convinta che il corpetto che indossa le protegga il seno, e in secondo luogo era, al momento, priva di sensi.
Anche il dottore della scuola, Umeda sensei, scopre il segreto fin da subito (non appena la visita), e finirà col diventare il solo confidente della ragazza.

Sano inizia a sua volta a provare dei sentimenti per Mizuki. Entra per errore in bagno mentre la ragazza fa la doccia per prendere l’orologio, ma fa finta di non aver visto nulla, rimproverandosi mentalmente in seguito di fare più attenzione visto che Mizuki è una donna. Si ripromette inoltre di aiutarla in caso si trovi in difficoltà. Non riesce a capire come mai una ragazza si trovi in una scuola maschile ma deve esserci un ottimo motivo. Ed ecco che i due diventano inseparabili…

Considerazioni
Hanakimi è la classica “commedia degli errori” basata sul crossdressing (Shakespeare docet). I personaggi principali sono tutti molto interessanti e, sebbene il manga parta un po’ a rilento e ci vogliano un paio di volumi per essere completamente coinvolti dalla storia, è difficile metterlo giù non appena se ne viene assorbiti.

Mizuki è completamente innocente e ci lascia perplessi il fatto che riesca sempre a cavarsela e nessuno la scopra mai, ma probabilmente ha due angeli custodi troppo bravi perché una cosa simile avvenga nei primi numeri.
Di fatto, è proprio perché viene scoperta da due persone fenomenali (Sano e Hokuto) nel primo volume, che riesce a cavarsela per il resto della serie. Forse perché Mizuki è così svampita, tutto quello che fa e i guai in cui si caccia la rendono una protagonista femminile molto simpatica.

Il protagonista maschile, Sano Izumi, è a sua volta molto umano. Un ragazzo alquanto pacato… che però è meglio non fare ubriacare altrimenti inizia a baciare le persone a destra e manca! Ha parecchi dubbi su se stesso e su come comportarsi con la propria famiglia, e trova in Mizuki un punto di forza.

Ma forse i personaggi più interessanti sono quelli secondari. Ciascuno di loro segue un piccolo arco personale che ce li rende sempre più noti e familiari. Troviamo Nakatsu, che combatte col pensiero di essere diventato omosessuale perché si sente attratto da Mizuki. Hokuto, il medico della scuola che è effettivamente gay e non proprio un modello di virtù (e ci fornisce alcuni dei fan service più strampalati mai visti in un manga). Nanba senpai e la sua famiglia bellissima da capo a piedi (i genitori sembrano ragazzini, i cugini sono tutti bellissimi, insomma dei geni invidiabili).
Ovviamente i personaggi secondari sono fin troppi per citarli tutti, dal comitato studentesco fino alla famiglia di Sano e gli amici americani di Mizuki, ma Nakajo sensei ha più di venti volumi a disposizione per presentarceli tutti, a livello generale, a livello individuale e farci scegliere “il nostro preferito”.

I disegni di Hanakimi sono, per la maggior parte, davvero ben fatti. Nakajo sensei non solo ha un’ottima conoscenza dell’anatomia e della figura umana (si vede anche da come disegna le mani) ma addirittura disegna delle “figure vestite” (sм, è una disciplina anche quella) tra le più precise mai viste nei manga: non salta una ellissi (cinture, risvolti delle maniche colletti, basi dei pantaloni… tutti elementi che creano tridimensionalità nei personaggi), sa disegnare le scarpe (non a forma di fagiolo come taluni mangaka), ha il giusto senso delle proporzioni, delle varie parti del corpo con l’insieme, usa le pieghe in maniera dinamica e per descrivere la continuità del corpo sotto i vestiti. Insomma, Nakajo sensei conosce il fatto suo.

Le tavole poi hanno un design molto ben bilanciato, contrapposizione di bianchi e neri a retinature, non c’è eccesso di dettagli, il tutto è sempre chiarissimo e nitido. Per quanto riguarda le pose e i gesti dei personaggi sono quanto di più naturale si possa chiedere…

Qualche difetto c’è…  per via del fatto che, purtroppo, verso la fine, questo bellissimo e divertentissimo manga inizia a deteriorarsi. I capitoli su rivista (poi messi insieme nei volumi dopo il 20) hanno cominciato ad avere sempre meno pagine fino al minimo critico di 6 pagine per capitolo.
La storia ha avuto uno stop improvviso con una risoluzione finale che ci lascia un po’ in sospeso…
Anche lo stile di disegno diventa sempre più semplice: nonostante la piattezza del design non tolga nulla alla bellezza del tratto, molti fan considerano questo cambiamento come segno di stanchezza da parte dell’autrice.
A parte questi aspetti, Hanakimi è in ogni caso un manga sbarazzino e divertente che vale davvero la pena leggere, in particolar modo se amate le commedie.

 

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