Orchestre Royal des Guignols di Kaori Yuki

A cura di Emy

Titolo originale: Ningyou Kyuutei Gakudan
Autrice: YUKI Kaori
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 5 -concluso
Rivista di pubblicazione: Bessatsu Hana to Yume
Casa editrice: Hakusensha
Anno di pubblicazione: 2008

:: Il manga in Italia ::
Titolo italiano: Orchestre Royal des Guignols
Numero di volumi: 5 -concluso
Casa editrice: Panini Comics
Distribuzione: Libreria e fumetteria
Prezzo: Euro 5,50, 11×17, B., 192 pp., b/n
Data pubblicazione: Marzo 2010, trimestrale

Storia
In un tempo e luogo imprecisati, si diffonde una malattia chiamata “sindrome di Galatea”. Diffusa da un virus, la malattia porta a movimenti pieni di scatti, tipici delle marionette (“guignols”), e costringe chi ne è infetto a cibarsi di sangue e carne umana (praticamente: zombies).
Una carrozza sfreccia in direzione di una città fortificata: i viaggiatori sono assaliti da folle di guignols, ma sono ben armati per difendersi, al punto da riuscire senza troppe difficoltà a sfuggire all’attacco e a passare il ponte levatoio. Arrivati in città, viene loro chiesto se siano dei soldati. I viaggiatori sono l’enigmatico Gwindel, l’energico Kohaku e l’androgino Lucille; quest’ultimo risponde di no: sono musicisti dell’orchestra reale, per recare diletto ai loro ascoltatori. Li attende una duplice accoglienza: il signore del luogo, Heliodor, è ben contento della loro presenza, al contrario del suo giovane figlio, Elestial, infortunato a una gamba dalla nascita. È Vivian, la governante del ragazzo, a spiegare ai nuovi arrivati il perché dell’astio di Elestial verso i musicisti. Tempo prima la sorella di Elestial, Celestite, per allietare il fratello aveva preso a suonare una melodia al pianoforte, ma a causa di questa melodia i guignols (che reagiscono a certi particolari toni) avevano attaccato la città; tutti i bambini tranne Elestial erano stati esposti al virus, i loro cadaveri bruciati per il timore che si mutassero in guignols. Ospite di Heliodor, Lucille ha modo di discorrere con Elestial e da lui apprende che anche la madre del ragazzo, moglie di Heliodor, è stata infettata dal virus e perciò bruciata come le leggi reali impongono. Lucille accetta di suonare per Heliodor una melodia di purificazione per la città; poi raggiunge Elestial presso la tomba dove lui dice di aver sepolto sua sorella, per ordine del padre. Ma ecco che all’improvviso vengono accerchiati e attaccati da un gruppo di guignols, sbucati dal nulla… che sia la fine? Gli altri due componenti dell’orchestra sopraggiungono per dare man forte, anche se Lucille già da solo è in grado di fronteggiare i nemici grazie a una nota particolare che riesce a emettere con la sua voce… basta che la intoni e i guignols attorno a lui esplodono. Eliminato il pericolo, Lucille si rivolge adesso a Elestial: di lui già aveva notato le mani delicate, da pianista, e ora lo osserva reggersi bene in piedi sulla gamba che dovrebbe essere lesionata… che in realtà egli sia Celestite? Infatti è proprio così: era stato Elestial quello morso dai Guignols, mentre Celestite, l’artefice dell’incidente, si era salvata. Il padre l’aveva costretta a fingersi il fratello perché altrimenti gli abitanti della città l’avrebbero incolpata dell’accaduto e l’avrebbero probabilmente uccisa. Heliodor vorrebbe che Celestite partisse con l’orchestra, come uno dei suoi membri… sa che la città di cui è responsabile ormai è segnata. Infatti Lucille e Celestite scoprono che gli abitanti non sono stati in grado di uccidere e bruciare i loro cari mutati in guignols e continuano anzi a tenerli in vita nei sotterranei della chiesa, dando loro da mangiare i malcapitati viaggiatori. Sfuggiti a un loro agguato, Celestite, Lucille, Kohaku e Gwindel suonano una melodia che seppur per un breve momento fa prendere coscienza ai guignols… è una melodia che regala un sogno ai condannati e che permette ai protagonisti di fuggire dalla città maledetta. Verso nuove avventure.

Considerazioni
Sostanzialmente: un buco nell’acqua. Kaori Yuki è un’autrice altalenante che, pur riuscendo raramente a toccare vette di splendore narrativo, è comunque in grado di affascinare -quando ben ispirata- dando luogo a narrazioni coinvolgenti grazie ad atmosfere particolarmente evocative, che si nutrono di nebbia londinese e incubi gore. Stavolta l’incubo è una trama portata avanti a fatica, che viene partorita da idee curiose (un’orchestra che somiglia a una visual band attraversa deserti gravidi di zombies) quanto inconsistenti… si fatica a capire il senso e la direzione, come se eventi e personaggi nascessero un po’ dal caso, affastellati. L’insolito e il bizzarro necessitano di un’impalcatura ben più robusta per colpire un lettore o anche solo per invogliarlo alla lettura. La noia serpeggia tra le pagine e non basta un personaggio azzeccato come Lucille per risollevare il tutto… l’impressione è che la Yuki fatichi lei stessa a raccapezzarsi nelle sue storie improvvisate.
In breve: quest’opera risulta consigliata solo ai fan accaniti dell’autrice. Gli altri possono girare al largo.

 

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