Cleopatra di Machiko Satonaka


A cura di Livio (testi) e Takiko (grafica)

Titolo Originale: Cleopatra
Titolo Edizione Italiana: Cleopatra – L’ultimo faraone
Autrice: SATONAKA Machiko
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 1, concluso
Anno di pubblicazione: 1975
Casa editrice: Kodansha
Collana: KC Friend
Rivista di pubblicazione: Shuukan shoujo friend
Edizione 1995, Kasakura Shuppan
Edizione 2004, Home-sha
Edizione 2007, Fairbell

:: Il manga in Italia ::
Numero di volumi: 1, concluso
Data di uscita: Ottobre 2007
Collana: I grandi personaggi storici a fumetti
Casa editrice: Yamato edizioni
Prezzo: 15,00€, con sovraccoperta
Senso di lettura: giapponese
Codice ISBN: 88-788889 973103

:: Curiosità ::
Il personaggio di Cleopatra ha riscosso un certo successo nel campo delle rappresentazioni artistiche, dal cinema, al teatro, alla pittura, alla letteratura.
Questo paragrafo si propone di essere una semplice segnalazione delle opere artistiche di maggior rilievo a lei ispirate. Nel campo della cinematografia, sicuramente al grande pubblico non sfuggono almeno un paio di pellicole: la prima, a opera di Joseph L. Mankiewicz, è “Cleopatra”: girato nel ’63, è la celebre pellicola interpretata da Elizabeth Taylor. Segue a grandi linee la medesima sceneggiatura del manga della Satonaka: vi sono rappresentate le due storie (con Cesare e Marco Antonio), epilogo tragico con sfondo della battaglia di Azio. La pellicola rappresentò un vero e proprio fallimento finanziario per la Fox, e si portò dietro aspre critiche (soprattutto rivolte alla recitazione della Taylor). Quattro gli oscar assegnati: scenografia, costumi, fotografia, effetti speciali.
La seconda, più datata (risale al 1945), dal medesimo titolo, è a opera di Cecil De Mille, il quale offre una visione capricciosa e viziata della regina d’Egitto (interpretata da Claudette Colbert). Anche in questo caso, tiepida accoglienza da parte della critica. Più recente è il “Cleopatra” di Bressane, il quale offre una visione sfaccettata della regina, nei molteplici aspetti della sua personalità, la donna colta e spirituale con Cesare, estremamente carnale e sensuale con Marco Antonio, senza comunque mancare di una base storica ben costruita.

Originali le interpretazioni teatrali di Cleopatra: l’adattamento più celebre può essere riferito ad “Antonio e Cleopatra” di William Shakespeare, dove viene analizzato il rapporto tra i due contrapponendo la razionalità dell’uno con la passionalità dell’altra. Un monologo interessante e curioso è il “Cleopatra” di Testori, il quale ci affida un’inedita regina brianzola che esprime la sua sofferenza utilizzando un linguaggio che mescola lingue e dialetti diversi.
Dal 1500 in poi, abbiamo anche numerose tele pittoriche ispirate anch’esse al fascino della regina: le citazioni più significative vanno cercate tra i lavori di Guido Reni (“Cleopatra”, conservato nel Palazzo Pitti di Firenze) o del Guercino (“Suicidio di Cleopatra”, conservato nel Norton Simon Museum di Pasadena, in California). Citiamo ancora Delacroix e il suo ottocentesco “Cleopatra e il contadino”.

Storia

Il manga si compone di 4 capitoli, di seguito vengono riassunti i primi 3.

Capitolo 1

La giovane Cleopatra, dedita allo studio e alle ricerche, vive con la matrigna Europe e con il fratellino Cleone. Rei, suo amico e consigliere, nutre per Cleopatra quello che sembrerebbe più di un semplice affetto, e ha molto a cuore il suo futuro. Nella previsione di un futuro drammatico per l’Egitto (nel pieno delle lotte di potere), fa dono alla regina di un veleno di serpente. In questo modo, potrà porre fine alla sua vita in modo dignitoso e indolore.

La giovane Cleopatra non può immaginare ciò che le riserva il destino, ma per salvaguardare il nome della stirpe tolemaica è costretta a una fuga: Europe, infatti, mira al trono, e per raggiungerlo è disposta a uccidere la giovane regina. Aiutata da Rei, per trovare la salvezza è costretta a chiedere l’aiuto all’esercito romano (insediato nel palazzo reale). Sfruttando le sue doti seduttive, riesce ad attirare l’attenzione di Giulio Cesare, il quale appoggia il progetto di Cleopatra di stabilire la sua autorità sull’Egitto.

Il periodo successivo caratterizza l’Egitto per splendore e benessere, almeno finché Giulio Cesare non è costretto a tornare a Roma, dove sua moglie lo aspetta. Lascia Cleopatra con la promessa del ritorno e un bambino in grembo: Cesarione, questo è il suo nome, è l’oggetto delle premure e delle attenzioni della mamma. Lo attendono inoltre grandi progetti: sarà lui a dar nuova luce al regno d’Egitto, sulle orme del suo potente padre.

Capitolo 2

Cleopatra, dopo un lungo scambio epistolare, decide di far visita lei stessa a Roma per onorare la nuova alleanza tra il regno d’Egitto e la repubblica romana. È al contempo l’occasione attesa dalla regina per far sì che il piccolo Cesarione possa aggiudicarsi il diritto alla successione.

Nel frattempo, Cesare decide di partire per una campagna bellica alla conquista di nuovi territori a Occidente, ma la situazione politica a Roma subisce un brusco scossone: Cleopatra non è vista di buon occhio dal popolo e dal senato, e il senato stesso teme le mire espansionistiche di Cesare, intenzionato a sostituire la democrazia vigente a Roma innalzandosi a imperatore.

Cesare viene ucciso, nel Senato, a seguito di un complotto ordito da Bruto e Cassio, ma l’amara notizia per Cleopatra giunge con il testamento lasciato da Cesare… né lei, né Cesarione hanno alcun potere sulla repubblica romana, giacché Gaio Ottavio viene nominato suo diretto successore.

Capitolo 3

Marco Antonio, che rimase colpito e affascinato dalla regina d’Egitto, decide di andare personalmente al cospetto della regina e chiederle di sposarlo. Purtroppo, il cuore di Cleopatra è chiuso alla prospettiva di un uomo al suo fianco, allo stesso modo è amareggiata e scossa per le ultime vicende, e decide di dedicare il resto della sua vita alla politica del suo Paese.
L’insistenza e la tenacia del giovane, però, riescono a inserirsi lentamente nei pensieri della ragazza, che inizia a pensare a un nuovo futuro. Così, dopo un primo brusco incontro, la regina ha modo di pensare seriamente all’importanza che Marco Antonio può rivestire nella sua vita, e proprio mentre è in procinto di inviargli un invito ufficiale in Egitto, Marco Antonio è costretto da Ottavio a stipulare un matrimonio con Ottavia, sua sorella…

Considerazioni
“I lunghi e folti capelli di Iside cadevano in riccioli sulla parte più bassa del suo bel collo; ed ella era decorata con un intricato copricapo, in cui era intessuto ogni tipo di fiore.”
Così, un giovane iniziato romano descriveva l’aspetto della giovane regina d’Egitto. Ricordata dalla storia come una donna dal carattere volitivo e orgoglioso, dalla notevole cultura, incredibilmente affascinante e carismatica, oltre che dalla folgorante bellezza.

Tutto ciò ha sicuramente colpito l’attenzione della Satonaka, la quale vi ha visto l’incarnazione ideale del suo personaggio-tipo: una ragazza, quindi, fortemente passionale e artefice fino in fondo del proprio destino, dalla bellezza seducente e (non ultimo) dalle spiccate doti morali.

Il risultato finale di questa alchimia convince in parte, ma non del tutto. Trovo vincente la scelta del personaggio storico che -come già detto- si rivela estremamente nelle corde dell’autrice: la prima immagine che il lettore riceve della “sua” Cleopatra è quella di una ragazza dallo sguardo fiero e orgoglioso, dedita alle arti e alla cultura, dall’indole umana e caritatevole.

Nello svolgersi della storia, la Satonaka non rimescolerà le carte, permettendo al personaggio di restare fedele a se stesso pur sviluppando nuove caratteristiche. La Cleopatra adulta è qui dipinta come una seduttrice piuttosto inconsapevole del suo fascino, un’idealista poco in linea con la regina ambiziosa e calcolatrice che la storia ci riporta, dedita all’amore della sua patria prima che di se stessa, tanto che i suoi travagliati amori non occupano il fulcro della storia neanche quando potrebbero; fulcro che permane invece nel manga, dove Cleopatra è vista come ragazza più che come donna, dall’apparenza decisa pur conservando i mille dubbi propri dell’età più giovane (che vengono custoditi però tra le righe, mai esplicitati nella narrazione). È forse questa seconda pelle più ingenua e fragile quella che può destare dubbi e perplessità nel lettore, oltre che il susseguirsi di eventi drammatici -accentuati dal lirismo dei dialoghi, esasperati e talvolta caricaturali- dei quali la protagonista è solo parzialmente la causa e più spesso la vittima (rientrando in un codice estetico proprio del melodramma anni ’70).

Non mancano però punti di forza nella scrittura e nella composizione: centro focale della narrazione diventa l’amore del Faraone per la propria terra, alla quale la regina dedica la propria vita fino al tragico epilogo, dove la resa bellica è affrontata con dignità e intelligenza; la divisione in capitoli del racconto apre puntualmente con il personaggio illuminato da un sorriso radioso (sottolineando la forza d’animo che la pervade), e chiude con la raffigurazione dello stesso in difficoltà (come un lento presagio di un lieto fine che non è destinato a realizzarsi).
Cornice perfetta a questa “collana” è il veleno: è in apertura al romanzo ed è in chiusura, presenta la regina al culmine del proprio vigore e la spegne senza intaccare né umiliare la sua storica, imponente figura.

Supporto di una sceneggiatura spesso carente (per quanto ricca di spunti e occasioni) è il disegno della sensei: non è un segreto che la Satonaka abbia imbastito la stragrande maggioranza degli standard grafici nel manga classico, e in queste pagine sono perfettamente riconoscibili. La fluidità del tratto, corposo ed espressivo, staglia le sue figure spesso a pagina intera, o comunque sovrapponendole alla griglia dell’impaginazione. L’abbondanza di primi piani ha il preciso dovere di narrare la storia laddove il testo non si rivela sufficiente, e la scarsa cura nelle scene d’azione è subito controbilanciata dal pathos dedicato ai numerosi episodi tragici: in queste tavole, nonostante l’estrema cura nell’impaginazione e nel “peso” della tavola, l’uso del nero invade gli sfondi così come i personaggi, che abbondano di tratteggi e che vengono disegnati da tratti di luce obliqui e fortemente teatrali.

La confezione, nel suo insieme, conferisce sicuramente molta dignità al prodotto finale: buona la grafica di copertina (e di tutto il volume, in generale), ottimo il corredo di note (ottime e abbondanti), ottima la stampa e ottimo il formato grande… qualche riserva per l’editing: con l’avvento del digitale, pochi fan gradiscono i dialoghi fuori campo inseriti negli osteggiati “rettangoli bianchi” (altrimenti detti pecette), soprattutto quando la ricostruzione del disegno si limita a poche sfumature o a semplici retini. Una scelta sicuramente infelice che se da un lato non rovina la lettura, dall’altro è una sgradita sorpresa -dato il prezzo di copertina che caratterizza la collana storica in cui questo volume si inserisce.

In conclusione, il volume non delude certo le aspettative di chi conosce l’autrice e conosce i codici che l’hanno resa celebre; certo il fandom attuale potrebbe sentirsi disorientato di fronte a un prodotto così datato (e nel quale il tempo passato spesso si percepisce), ed è per questo che il mio consiglio è quello di approcciarsi al volume essendo consapevoli di non avere una biografia storicamente comprovata sotto gli occhi, che le libertà dell’autrice riguardano soprattutto la lettura del personaggio, e che il libro in questione rientra nella categoria di shoujo manga classico nel senso più stretto del termine: poco aperto alle sperimentazioni, imbastito su un canovaccio di sicura presa per l’epoca di pubblicazione dell’opera e per il pubblico al quale fa riferimento.
In poche parole: una occasione imperdibile per conoscere le radici storiche dello shoujo manga moderno.

 

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