Cat Street di Youko Kamio

A cura di Takiko-chan

Titolo: Cat Street
Autrice: KAMIO Youko
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 8, concluso
Anni di pubblicazione: 2005-2007
Casa editrice: Shueisha
Rivista di serializzazione: Bessatsu Margaret (Betsuma)

:: Il manga in Italia ::
Casa editrice: Panini Comics
Numero di volumi: 8, concluso
Prezzo: 4 euro
Collana: Mille Emozioni
Inizio pubblicazione: Ottobre 2006
Periodicità: mensile
Distribuzione: edicola e fumetteria

Storia
Keito ha 16 anni. Quando era piccola (sotto consiglio dei genitori) aveva sostenuto dei provini diventando un’attrice bambina. A causa di questo aveva perso amici, giorni di scuola e l’infanzia tipica di una bambina della sua età.

Un giorno, insieme con un’altra bambina attrice, iniziò a lavorare su una commedia teatrale: la migliore delle due avrebbe ottenuto il ruolo. Inizialmente l’altra bambina, Nako, si dimostrò amichevole con Keito, chiedendole di aiutarla a perfezionarsi. Infatti tra le due Keito era senza dubbio la migliore e la più dotata. Keito, pensando di poter ottenere l’amicizia di Nako, l’aiutò. Ma la sera della prima, dopo essersi esibita, Nako rivolse parole pesanti a Keito, dicendole che era una poverina che non aveva nemmeno un amico. Keito rimase così scossa da quelle parole che quando entrò in scena, rimase ferma e silenziosa per 15 minuti davanti alla folla.

Dopo quell’episodio Keito si chiuse in casa e interruppe la sua carriera d’attrice. Nako invece diventò un’affermata ragazza dello spettacolo. Un giorno Keito incontra un uomo che le chiede di unirsi a una scuola chiamata “El Liston” fatta per persone come lei, che non sanno dove andare e cosa fare.

Keito all’inizio è totalmente diffidente, e lo diventa ancor di più dopo aver incontrato un ragazzo della scuola che la chiama “Keito che ha perso la voce” (il modo in cui l’avevano chiamata dopo la sua ultima “performance”). Lei gli molla un ceffone e scappa via.

Rifugiatasi in un giardinetto, la protagonista incontra Taiyou, compagno di scuola delle elementari, che ha sempre avuto il sogno di diventare un calciatore affermato. Keito, che è incapace di relazionarsi a causa del suo “confino” in casa, ferisce il ragazzo. Dopo che lui l’aiuta, lei, come risposta, gli dice che il suo sogno è ridicolo e irrealizzabile. Accortasi delle parole orribili da lei pronunciate, scappa via dicendosi che è una persona orribile.

Il giorno dopo Keito incontra nuovamente il ragazzo che l’aveva chiamata “Keito che ha perso la voce”, Rei. Questi le confessa che era un suo fan e Keito inizia a ragionare sulla sua infanzia, specificando che erano i suoi genitori che la volevano far diventare un’attrice. Rei commenta che è poco professionale dare la colpa agli altri. Keito deve ammettere che il ragazzo ha ragione.

I due si recano in un campo da calcio dove alcuni ragazzi stanno giocando. Tra loro c’è anche Taiyou. Quando questi vede la ragazza, le urla: “Ce la farò a raggiungere la serie A”… Keito rimane senza parole e ammette a se stessa che è gelosa di lui e del suo sogno.

La cosa la sprona a prendere una decisione sul suo futuro e infine la ragazza stabilisce di entrare in questa scuola.

Qui incontrerà personaggi bizzarri ma forti, che l’aiuteranno nella sua crescita. Kouichi, un ragazzo con un quoziente intellettivo altissimo, un vero mago dei computer, schivo e taciturno. Momiji, una ragazza solare e saggia, vestita sempre con abiti stranissimi che lei stessa disegna affermando di non avere paura di far vedere quello che è. E infine Rei, ex campione di calcio, escluso dalle squadre per il pessimo carattere che mostra quando gioca.

Insieme a loro inizia la nuova crescita di Keito in questa strana scuola. E quando alla fine del primo numero Keito confesserà agli altri due di essere una ex attrice bambina, Momiji le risponderà che lo sapevano già, aggiungendo “ma questo non ha nulla a che fare con noi… perché noi tutti siamo come gatti randagi…”. E per la prima volta, dopo sette anni, Keito sorride.

Considerazioni
Iniziamo questa recensione precisando che io adoro la Kamio. Ho amato Hana Yori Dango anche quando la trama ha iniziato a perdere originalità.

Detto questo però la mia primaria e principale premura è quella di dire: CAT STREET NON È HANA YORI DANGO. E voi mi direte: “mi pare ovvio!”. Quello che voglio intendere è di non accomunare queste due opere con tanta facilità. Cat Street è molto diverso da Hana Yori Dango.

Innanzi tutto quello che colpisce è la trama di fondo. Keito è una ragazza costretta a diventare un’attrice bambina perdendo tutte le peculiarità della sua età (gli amici prima di tutto), e quando perde anche il suo ruolo di attrice, non le rimane nulla. Perde ogni stimolo a vivere, si limita a dormire e stare in casa sua, circondata da una famiglia che quasi la ripudia.

Cat street è fondamentalmente la storia di una “rinascita”. Keito ha perso una grossa parte della sua vita e ora deve combattere e riprendere in mano le redini della sua esistenza. Ma la cosa non è per niente facile. Keito è diventata quasi un automa che non sa come comportarsi con gli altri, rischiando anche più volte di ferire il prossimo.

Per aiutarla in questa rinascita, la Kamio l’ha circondata di persone alquanto bizzarre ma senza dubbio affascinanti.

Io citerei subito Momiji e Kouichi. Sono persone che vivono in un mondo loro (soprattutto l’ultimo XD) e non se ne vergognano. Combattono anche una battaglia fatta di pregiudizi nei loro confronti che li rende un po’ dei “gatti vagabondi, di strada” come dice al termine del primo volume Momiji (da qui il titolo dell’opera).

Inserire Keito in questo ambiente è una scelta originale. Keito non frequenterà una scuola normale con studenti normali. La rinascita di Keito non è un processo che deve portarla alla cupa normalità, ma semplicemente all’accettazione di sé e degli altri. Per questo le persone che la circondano non sono campioni di normalità, ma semplicemente persone con sogni e passioni le cui influenze avranno ricadute positivi sulla protagonista.

Momiji poi è l’emblema di questo. Una ragazza che non riusciva a sopportare le divise scolastiche e inizia a indossare abiti da lei disegnati che dimostrino alla persona che ama che lei non ha paura di essere se stessa.

Keito intraprenderà questo processo e una delle vette massime sarà anche lo scontro con la persona che aveva causato la sua discesa come attrice.

È evidente l’abisso che c’è tra questo manga e quello precedente della Kamio. Quello che rimane è (a mio avviso) la grande abilità di questa mangaka di creare personaggi originali e piacevoli. La trama (fino a dove ho avuto la possibilità di leggere) è interessante e poco prolissa. Si spera che la Kamio (ora mangaka di successo) possa evitare nel limite dell’accettabile l’influenza della casa editrice (una delle principali responsabili all’annacquamento di HYD).

Il disegno (anni luce da quello dei primi volumi di HYD) sembra migliorato in maniera notevole. La cosa migliore è che non si corre mai il rischio di confondere i personaggi tra loro (cosa che spesso accade nei manga).

Personalmente consiglio quest’opera a tutti e in particolare alle persone che NON hanno apprezzato HYD… sarebbe un ottimo spunto per rivalutare un’autrice che a mio dire è parecchio valida.

 

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