Come uccidere il Drago di Eriko Kato e Tokio Tsumori


A cura di Giorgia-bi (testi) ed Emy (grafica)

Titolo originale: Yasashii ryuu no koroshikata
Testo e storia originale: TSUMORI Tokio
Disegni: KATO Eriko
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 5 – concluso
Casa editrice: Kadokawa Shoten
Rivista di serializzazione: Beans Ace
Collana: Asuka Comics DX
Anni di pubblicazione: 2006-2009

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Come uccidere il drago
Casa editrice: Planeta deAgostini
Prezzo: 6, 50 euro
Pubblicato a partire da: Aprile 2009
Nota: il manga è stato sospeso da Planeta al 3° volume.

Storia
Mille anni or sono gli esseri umani camminavano sullo stesso suolo di draghi, chimere e sfingi; con il passare del tempo, tuttavia, la coesistenza dell’uomo con le creature mitologiche si rivelò impossibile, e per evitare il ripetersi dei continui conflitti i sovrani dei rispettivi ordini decisero di separare le due forme di vita in due universi distinti. Grazie a un potente incantesimo di scissione ebbero così origine lo Yang, ovvero il mondo degli umani, e lo Yiin, il mondo delle creature mitologiche: due universi antitetici ma bilanciati, che avrebbero dovuto compensarsi. Con la morte della Sacra Regina degli umani gli intenti iniziali andarono perduti, e la guerra riprese a infuriare tra i suoi discendenti, provocando l’afflusso di orchi e sirene all’interno dello Yang.
Per evitare che una catastrofe si abbatta sull’intero universo, il re delle creature mitologiche si introduce nel mondo degli umani sotto le spoglie di un ragazzino particolarmente abile con la spada, Ulanborg il Rosso. Come tutti i suoi predecessori, in realtà, Ulanborg è un Dragone, la specie più potente di drago. Sotto queste umane sembianze Ulanborg partecipa a un torneo d’armi indetto dal regno di Miyagi, e assieme ai vari vincitori nelle diverse discipline si vede conferito l’incarico di combattere le creature mitologiche dei regni confinanti. In questo modo Ulanborg avrà modo di regolare e di appurare il motivo dell’insolito afflusso dei propri sudditi nello Yang; ed è così che si imbatte in Archangel, un Cavaliere del Sacro Ordine, di cui si innamora a prima vista. Archangel è uno dei tanti discendenti della Sacra Regina (come l’amico Dema e la principessa ribelle Claudia, altri due membri della comitiva formatasi in seguito al torneo), ed è un individuo orgoglioso e individualista, che mal sopporta le improvvise attenzioni del ragazzino. Con il passare dei giorni e delle missioni il gruppetto composto da Ulanborg, Archangel, il gioviale Dema, l’intraprendente Claudia e l’anziano Gais inizia a conoscersi e comprendersi meglio. Apprendiamo i motivi che hanno spinto Claudia a rifiutare la comoda vita di corte per quella da mercenario, conosciamo il dolore e l’abbandono che hanno caratterizzato l’infanzia di Archangel, e infine scopriamo la natura dei poteri di Ulanborg e l’importanza del suo attaccamento al Cavaliere del Sacro Ordine. Il sentimento che il dragone sente nascere verso Archangel è infatti strettamente legato a uno dei giuramenti fatti dal re drago che divise il mondo in Yin e Yang assieme alla Sacra Regina: i re draghi giunti nello Yang per ripristinare l’equilibrio devono trovare un discendente della Sacra Regina e amarlo profondamente, giurando di proteggerne il mondo.
Ulanborg attinge dunque da questo sentimento a senso unico le energie per affrontare il nemico, un potente stregone che contravviene agli antichi giuramenti invocando le creature mitologiche nello Yang per sovvertire l’ordine delle cose.
Suo malgrado, Archangel inizia ad abituarsi alle premure del giovane sovrano, a preoccuparsi per il suo modo scellerato di combattere e a irritarsi per un giuramento tanto sconsiderato da porre il sovrano delle creature mitologiche al servizio dell’umanità in nome dell’amore…

Considerazioni
Se bastasse mettere in fila uno spadaccino, un arciere e un drago per dare vita a un intreccio fantasy, qualsiasi romanziere potrebbe fregiarsi del titolo di novello Tolkien. E se fosse sufficiente sommare la sontuosità del tratto all’eleganza dello sfumato per realizzare un fumetto di qualità, Eriko Kato avrebbe dato vita a un piccolo gioiello anziché alla trasposizione illustrata superflua e poco convincente dell’omonimo romanzo di Tokio Tsumori.
Come uccidere il drago presenta tutti i cliché del proprio genere letterario, dalle creature fantastiche alle giostre medievali, ma lo fa strizzando l’occhio a un pubblico femminile il più ampio possibile: da un lato abbiamo la componente shounen-ai, dall’altro la presenza di una coprotagonista ‘ribelle’ come Claudia, unica donna nel gruppo di mercenari di cui lo shoujo narra le gesta.
Tuttavia trama e atmosfera non riescono a decollare, mancando completamente di presa e di qualsiasi nota distintiva. L’attrazione che Ulanborg nutre verso Archangel suona del tutto vuota, la loro relazione risulta priva di emozione e ricca invece di approcci la cui comicità involontaria è quasi sconfortante. Tempi e dinamica dei dialoghi risultano spesso forzati e inadatti al contesto, soprattutto quando, senza alcun motivo apparente, uno dei personaggi inizia a raccontare il proprio passato e le proprie sofferenze nei minimi dettagli…
La componente grafica merita una nota di plauso: la Kato si destreggia bene sia nei primi piani che nella gestione dei fondali, mentre si dimostra più debole nella resa delle scene di combattimento, che in alcuni punti risultano eccessivamente povere o confuse.
La serie non vale in ogni caso il prezzo d’acquisto; può eventualmente essere sfogliata dagli amanti di Tenkū no Esukafurōne, ai quali la somiglianza della coppia di protagonisti con Van e Allen potrà strappare una risata, ma non esiste tipologia di lettore a cui questo titolo possa essere raccomandato.

 

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