Mutsumi Tsukumo

TSUGUMO Mutsumi 津雲むつみ

4 Marzo 2017

A cura di Emy e Martina

Mutsumi Tsugumo (o anche Tsukumo; vero nome: Mutsumi Kitagawa), nata il 3 Febbraio 1952 a Noto (Ishikawa), debutta a soli 15 anni per la rivista “Shoujo Friend”. Dapprincipio si occupa di storie romantiche dal target adolescenziale, a volte a sfondo sportivo (come i tre volumi di Ore wa Otoko da!), ma presto sviluppa una tendenza ad affrontare temi più adulti: in seguito trova la sua dimensione ideale nel mondo dei Ladies Comics, divenendo un’autrice della Shueisha tra le più acclamate dalla critica. Nel 1973 dà alle stampe Ore wa Otoko da!, da cui è tratto un drama: la storia tratta del giovane Kobayashi Kouji che si trasferisce nella scuola dove suo fratello è stato assunto come insegnante. Dal momento che in precedenza la scuola poteva essere frequentata solo da ragazze, di studenti maschi ce ne sono pochi e Kouji fonda un club di kendo per contrapporsi alla maggioranza delle ragazze, tra cui non tarda a notare l’energica Yoshikawa Misao…

La grafica della Tsugumo, qualitativamente superiore alla media, è immediatamente riconoscibile sia grazie alle sue anatomie realistiche e ai volti privi dei “classici” occhi grandi, sia in virtù di alcuni vezzi stilistici che non la abbandonano mai (per esempio, a volte i personaggi sono visti attraverso acque trasparenti, come se le loro coscienze fluttuassero), e che nelle sue opere iniziali caricano la pagina di grafismi facendola perdere in equilibrio.

Le sue trame si dipanano sempre con il massimo della linearità e sono facili da seguire, ma a volte la drammaticità degli eventi è spinta al limite della verosimiglianza (cosa che non permette di apprezzare al meglio le sue storie); eppure nonostante i suoi inevitabili difetti (nessun autore, sia di shoujo che di shounen, ne è esente) quest’autrice riesce sempre a portare a termine opere più che meritevoli di attenzione.

L’opera di maggior pregio è Kaze to tomoni sarinu, proprio quell’adattamento di Via col vento pubblicato negli anni Ottanta in Italia sul settimanale “Candy Candy”.

Tsukumo Mutsumi è scomparsa il 4 Marzo 2017 in seguito a una brutta malattia. L’ultimo suo manga è il josei Zashikirou no onna, una raccolta di storie brevi pubblicata nel 2016 da Bunkasha.

Opere
Ecco un catalogo delle opere, purtroppo incompleto data la vasta bibliografia della Tsugumo. Solo i primi due titoli e Irodori no koro sono propriamente shoujo manga, gli altri sono Ladies comics pubblicati sulla rivista “You”. Segnaliamo, tra tutti, Kaze to tomoni sarinu, Moonlight Flowers e il racconto Itte shimatta natsu (da far leggere a quanti credono che gli shoujo manga vintage si occupassero solo di amore platonico!). L’ambientazione delle sue opere, eccetto l’adattamento di Via col Vento, è sempre giapponese.

RENGE IRO NO KAZE (“Vento color porpora”)
Shueisha, 2 volumi, 1972
Disegnato in un gradevole stile tipico degli shoujo dei primi anni Settanta, “Renge iro no kaze” è la storia di Shiro, studente universitario di Tokyo che durante un viaggio nel nord del Giappone (in Hokkaido, dove aveva vissuto da bambino) si innamora di una ragazza del posto e decide di trasferirsi per un po’ di mesi nel ranch di proprietà della famiglia di lei, offrendo il proprio aiuto quando il padre della ragazza si ammala.

 

AKAI ITO NO DENSETSU (“La leggenda del filo rosso”)
Shueisha, 2 volumi, 1975
Una storia d’amore e di crescita dai disegni inizialmente acerbi che migliorano visibilmente nel secondo (e ultimo) volume. Protagonista è Yayoi, una liceale alle prese con la prima delusione amorosa: il giovane professor Nishizawa, del quale era da tempo innamorata, si sta per sposare! Ma nella scuola è arrivato un nuovo studente, il ruvido Gou Ibuki sul quale circolano delle brutte voci: si dice che abbia messo incinta la sua ex, spingendola al suicidio. Dopo un’iniziale antipatia, Yayoi conosce il lato più dolce di Gou, e non può fare a meno di sentirsi attratta da lui…

IRODORI NO KORO (“Nel periodo dei colori fulgidi”)
Shueisha (Seventeen Comics), 2 volumi, 1976-1977
Pubblicato sul settimanale Seventeen, Irodori no koro punta su un certo patetismo tanto amato dai giapponesi – e infatti all’epoca ebbe grande risonanza (un decennio più tardi venne trasmesso anche il drama: Kono ko dare no ko?).
Aoi, studentessa al primo anno delle superiori, è cresciuta a fianco di Sojiro e da un po’ ha iniziato a provare dei sentimenti più profondi verso di lui. Anche l’ingenuo Sojiro un po’ alla volta si accorge che Aoi non è più una bambina. L’arrivo di Takuya, un ragazzo tormentato e rancoroso, sconvolgerà la vita di entrambi. Quello che sembra delinearsi come un tipico triangolo adolescenziale prende una piega drammatica quando, in preda alla gelosia, Takuya violenta la povera Aoi. Dopo aver scoperto di essere incinta, la ragazza decide di tenere il bambino e fugge a Kyoto. Sojiro la ritrova e le promette di stare per sempre al suo fianco. [SPOILER: I due si sposano e Aoi affronta un parto travagliato, ma il bambino muore all’improvviso pochi giorni dopo essere nato. Sojiro, che si era sempre riufiutato di abbracciare il bambino, stringe fra le braccia il corpicino ormai senza vita. La vita va avanti, e per Aoi e Sojiro arriva il momento di pensare al futuro: lei studierà per diventare infermiera e lui avvocato.]

KAZE TO TOMONI SARINU (Via col vento)
Shueisha (Seventeen Comics), 7 volumi, 1979-1980
Adattamento a fumetti del celebre romanzo “Gone with the wind” di M. Mitchell, è un’opera che meriterebbe un’edizione italiana (in questo caso una *riedizione*, visto che questo titolo è già stato pubblicato in Italia nel corso degli anni Ottanta). La trama è quella nota per la famosa trasposizione cinematografica. Alla vigilia della guerra civile americana nel 1861, Rossella (Scarlett in originale) O’Hara vive a Tara, la piantagione di cotone della sua famiglia in Georgia, con i suoi genitori e due sorelle. Rossella scopre che Ashley Wilkes – che lei segretamente ama – si sposerà con la propria cugina Melania Hamilton, e il fidanzamento verrà annunciato il giorno successivo in un barbecue a casa di Ashley, nella vicina piantagione delle Dodici Querce…

 

ITTE SHIMATTA NATSU (L’estate perduta)
Shueisha (Seventeen Comics), 1 volume, 1980
Raccolta di tre racconti realizzati in anni diversi, ma tutti incentrati sull’amore malinconico e/o nostalgico. Il primo racconto (che risale al 1976) dà il titolo alla raccolta e tratta di una liceale che un’estate respinge il suo fidanzato, non sentendosi pronta per un rapporto sessuale con lui: il ragazzo viene così irretito da un’altra donna e lascia la fidanzata per sempre. Il secondo prende in esame il rapporto tra due ragazzi: quando lei si accorge di ricambiarlo, lui muore in mare. Nel terzo protagonista è una ragazza che, in seguito a un tentativo di violenza, ha paura degli uomini. Tutti e tre i racconti sono godibili; la grafica dell’autrice è ancora in “rodaggio”, ma già gradevole.

HARU KANARU UMI E (“Verso un mare lontano”)
Shueisha, 6 volumi, 1980
Una serie di più ampio respiro rispetto alle precedenti – 6 volumi in totale – che prende il via quando la protagonista è ancora alle superiori e si conclude quando è ormai adulta e desiderosa di avere un figlio dall’uomo con cui convive. Lo stile di Harukanaru umi e si fa progressivamente più sobrio e negli ultimi volumi perde un po’ di delicatezza a causa del passaggio d’epoca (negli anni Ottanta gli shoujo subiranno un profondo cambiamento dal punto di vista grafico, e questo si rivela deleterio per molte autrici classiche).

KAZE NO KISETSU (La stagione del vento)
Shueisha (Seventeen Comics), 2 volumi, 1985
Una studentessa liceale ama un vedovo: un affascinante pilota con tanto di adorabile frugoletto a carico. Nonostante i vari ostacoli (tra i quali la simpatia provata per lei da un dolcissimo compagno di scuola e la relazione del vedovo con un’altra donna), coronerà il suo sogno di sposarsi con lui. Convincente nella grafica e nella narrazione.

 

KAZE NO RONDO (Rondò del vento)
Shueisha, 6 volumi, 1988-1990
Imponente drammone generazionale: la guerra divide una coppia di fidanzati, che però continua ad amarsi nonostante entrambi ormai siano legati dal matrimonio al proprio compagno. I due muoiono insieme in un incendio, ma la loro passione sopravvive alle loro morti e rivive nei loro figli. Il disegno, ripulito dai vezzi grafici dell’autrice, è al meglio. La narrazione del primo volume è eccellente, con un montaggio velocissimo che ricopre in poche pagine due decenni di avvenimenti familiari… peccato che il seguito non regga il ritmo, e la trama diventi sempre più ripetitiva man mano che si avvicina il finale. Nel ’95 questo titolo è stato ristampato in 5 volumi bunko. Dato il target della storia, la raffigurazione di rapporti sessuali è piuttosto esplicita ma sempre all’insegna del buon gusto. L’ultimo volume di questa serie è una raccolta di racconti autoconclusivi, ognuno incentrato su un personaggio secondario della trama principale: tra tutti spicca il bel “Zensoukyoku Vorspiel”.

MOONLIGHT FLOWERS (Id.)
Shueisha, 1 volume, 1991
Intensa storia d’amore che nasce tra due donne, una delle quali sposata.
Quando la giovane Sahoko confida alle amiche che sta per sposarsi, rincontra Kaoru, che non vedeva da molto tempo. Kaoru e Sahoko, ai tempi del liceo, avevano interpretato le parti di Romeo e Giulietta, facendo battere il cuore a molte spettatrici. Rimasta sola, Sahoko rievoca nella memoria quel tempo in cui si sentiva attratta da Kaoru, che era alta e slanciata e somigliava a un ragazzo. Tuttavia, quel periodo appartiene al passato, pensa, perché può accadere alle adolescenti di sentirsi attratte dalle loro compagne… d’altro canto, quando viene a sapere che Kaoru ha deciso di non sposarsi mai, perché preferisce lavorare ed essere indipendente, allora Sahoko comincia a nutrire dei sospetti circa le reali ragioni del suo matrimonio…

ISHI NO MEIRO (Labirinto di pietra)
Shueisha, 1 volume, 1998
Raccolta di quattro racconti a tematica forte e adulta. Nel primo si prende in esame l’adulterio: un’intensa passione lega due colleghi di ufficio; peccato che lui sia già sposato: quando la moglie scopre il tradimento, si suicida… questo evento spezza per sempre il legame tra i due amanti. Il secondo racconto dà il titolo alla raccolta e narra di come la mancanza di attenzioni del marito e la stanca monotonia della vita coniugale spinga una donna a cercare nuove emozioni nel tradimento, rimanendo delusa anche di questa nuova esperienza. Il terzo racconto è quello più allucinante di tutti: tratta di come l’affetto morboso di una madre verso il proprio figlio adolescente degeneri in un incesto dalle conseguenze sconcertanti (il figlio, divenuto adulto e ormai sposato, non riesce a liberarsi dell’influenza della madre e cerca di strangolarla). L’ultimo racconto, “Dear my baby”, mette in luce il desiderio di una coppia di avere figli. La raccolta, che offre un tratto pulito e maturo, è rigorosamente consigliata a un pubblico di adulti.

HIMEGOTO (“Segreti nascosti”)
2012
Una raccolta di storie brevi che coniugano sensualità e misteri sovrannaturali (apparse dapprima sulla rivista josei YOU di Shueisha, sono state pubblicate in monografico in formato esclusivamente digitale). Dopo tanti anni di attività, Tsukumo Mutsumi dimostra di aver superato bene la prova del tempo, riuscendo a sviluppare un tratto raffinato e moderno che nelle pagine migliori ricorda lo stile di autrici storiche come Ryouko Yamagishi o di colleghe più giovani come Akiko Hatsu.

Gallery

Cover Varie

Renge Iro no Kaze

Akai Ito no Densetsu

Irodori no Koro

Kaze to tomoni sarinu

Itte Shimatta Natsu

Haru Kanaru Umi E

Kaze no Kisetsu

Kaze no rondo

Himegoto

 

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