Kiss of Rose Princess di Aya Shouoto

A cura di Giorgia-bi (review), Sayoko (autrice) ed Emy (grafica)

Titolo originale: Barajou no kiss
Autrice: SHOUOTO Aya
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 9 -concluso
Casa editrice: Kadokawa Shoten
Rivista di serializzazione: Asuka
Anno di pubblicazione: 2008

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Kiss of rose princess
Casa editrice: Panini Comics
Numero di volumi: 9 -concluso
Collana: Manga Kiss
Distribuzione: edicola e fumetteria
Prezzo: 4.90 euro
Pubblicato a partire da: Febbraio 2011

:: L’autrice ::
Nata il 25 dicembre, Aya Shouoto debutta nel mondo dei manga con i BL (boys love): il suo primo fumetto in monografico, Suki!, esce nel 1999 per Futami Shobo. Fanno seguito altri volumi yaoi per Biblos/Libre.
Il successo arriva con gli shoujo manga, editi da MediaWorks, Kadokawa e Kodansha. Da segnalare anche l’incursione nei manga yuri, con il sovrannaturale Epitaph, edito nella collana “ID Yuri Hime Comics” di Ichijinsha.
Lo stile grafico è quello dell’ultima generazione, nitido e plastico(so), che deve molto al design “da videogioco”. Lo stesso si può dire per le storie da lei create, come Kiss of Rose Princess, che riportano chiare influenze da dating-sims e reverse harem. Tecnicamente la Shouoto dimostra buone abilità: è stata in grado di evolversi e migliorare rispetto agli esordi. Tuttavia, come la maggior parte delle sue colleghe, manca di sperimentazione e ricerca di uno stile individuale. La Shouoto è anche illustratrice di light novel (già dal 1998), e autrice di doujinshi, dedicate principalmente a Code Geass e Gundam 00.

Storia
Il giorno in cui suo padre le fa indossare uno strano girocollo con una rosa al centro, la giovane Anis riceve un sinistro avvertimento: se mai dovesse togliere quel gioiello, riceverà una terribile punizione! Addio, sogni di un’adolescenza tranquilla… la ragazza si trova infatti a essere continuamente al centro dell’attenzione di teppisti che la scambiano per un’eccentrica e docenti che la rimproverano per l’infrazione della divisa scolastica. Nessuno di loro immagina che Anis abbia provato diverse volte a sfilarsi o a spezzare il girocollo, senza riuscirci. Questo finché la giovane non si imbatte in (o meglio, finché non viene travolta da) Ninufa, uno strano gatto-pipistrello parlante che le fa perdere il gioiello ma le fa dono di quattro, preziosissime carte. Anis apprende così di essere una Dominion, la padrona delle carte dei Cavalieri della Rosa; le quattro carte rappresentano infatti i quattro Rhode Knight, ciascuno con dei precisi poteri (attacco, difesa, investigazione, scienza), che Anis può invocare in qualsiasi momento semplicemente baciando la carta corrispondente. Ciò che Anis non si aspetterebbe è che i quattro cavalieri non siano altro che quattro compagni di istituto, ovvero l’amico/nemico di sempre Kaede, il principesco Presidente del consiglio studentesco Tenjou, il tenebroso Kurama e il delicato Asagi. L’ “invocazione” si traduce quindi in un vero e proprio teletrasporto, che Anis (superate le prime perplessità) inizierà a sfruttare proprio per ritrovare il gioiello smarrito grazie all’aiuto dei quattro Cavalieri. Il compito si rivelerà molto più arduo del previsto, dando tempo ai Rhode Knight di manifestare la propria devozione e svelando via via inquietanti retroscena sul ‘Contratto’ che li lega ad Anis.

Considerazioni
Carte magiche, aitanti cavalieri, maledizioni sanguinolente e un pizzico di kawaii: non stiamo parlando di una vecchia gloria delle CLAMP, ma dell’ultima opera di Aya Shouoto. L’autrice di Kiss of Rose Princess si è fatta le ossa con titoli yaoi e serie ad ambientazioni soprannaturali, e si mostra perfettamente a proprio agio nella stesura di un’opera fantasy (pacatamente dark) innestata su dinamiche di tipo reverse harem.
Abbiamo quindi una protagonista divisa e contesa tra diversi pretendenti, che sintetizzano di primo acchito le diverse tipologie di stallone da shoujo; e abbiamo anche un mistero da svelare, delle carte da scoprire e una maledizione da scongiurare. La narrazione si svolge dunque su due fronti: da un lato il dipanarsi dei misteri e dei lati oscuri del Contratto che lega Anis ai suoi Cavalieri, dall’altro l’evolversi dei sentimenti che la Dominion prova verso ciascuno di loro. Sotto entrambi i punti di vista il lettore non deve aspettarsi grandi sorprese, se non fosse per l’ambigua figura del padre di Anis e per l’irresistibile humour che circonda uno dei quattro Knights, inattesa e gradevole parodia di una tipologia di personaggio ormai stantia in questo sottogenere.
A ragion veduta si può dire che il primo albo sia qualitativamente inferiore rispetto a quelli successivi: l’introduzione ai personaggi e al concetto di Contratto avviene molto velocemente e superficialmente, la mascotte Ninufa viene buttata in mezzo alla scena e ci si ritrova come i cavoli a merenda, l’effetto globale è quello di un’overdose di deja-vu (le carte fatate, i rovi, il padre crudele, il sangue) resa da un tratto che sembra un punto di incontro tra le atmosfere della Hino e una certa femminilità alla Sakai. Gli albi successivi rappresentano invece una sorta di rimonta, in cui i vuoti di significato vengono colmati e la narrazione sembra prendere una direzione decisa e univoca, quella dell’avventura goth-fantasy improntata al percorso a ostacoli (cerca l’alleato-combatti il nemico-ora trova la carta mancante), con ampie concessioni all’approfondimento del poligono sentimentale tra la tosta Anis e i suoi fidi cavalieri. Non siamo di certo davanti al capolavoro o al titolo da non perdere di questa annata fumettistica, ma nel complesso si può dire che Kiss of Rose Princess sia un prodotto di genere che rispetta i canoni e le attese, una lettura leggera e senza pretese che piacerà a un pubblico giovane e amante di ‘goticherie’, rose spinose e bellocci da sfilata.

 

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