C-Blossom (C-Blossom – Case 729) di Kayoko Shimotsuki e Harutoshi Fukui

A cura di Giorgia-bi ed Emy (grafica)

Titolo: C-blossom – Case 729
Autori: SHIMOTSUKI Kayoko (disegni) FUKUI Harutoshi (storia)
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone :: 
Casa editrice: Kodansha
Rivista di serializzazione: Betsufure
Anno di pubblicazione: 2005
Numero di volumi: 2, concluso

:: Il manga in Italia ::
Titolo: C-blossom
Casa editrice: Star Comics
Collana di serializzazione: Techno
Anno di pubblicazione: 2008
Numero di volumi: 2, concluso
Prezzo: 4,20 €

Storia
Kana Matsuyama è una liceale che cerca a fatica di riprendersi dallo scandalo che l’ha investita indirettamente quando il padre è stato incarcerato con l’accusa di una maxi truffa ai danni dell’Agenzia di difesa. Le reazioni dei conoscenti l’hanno costretta a cambiare scuola e l’hanno portata a rinchiudersi sempre più nel proprio mondo, fantasticando di poter scomparire per sempre.
Il suo pessimismo sembra attenuarsi grazie all’incontro con l’affascinante professore d’arte Ko Kisaragi, che sembra essere il primo a darle ascolto e cercare di distrarla. Durante un’uscita di svago, tuttavia, il bel docente toglie la maschera e ammette di aver portato Kana al di fuori dell’istituto per rapirla allo scopo di ottenere la collaborazione del padre. Proprio mentre gli scagnozzi dell’uomo stanno per avere la meglio su di lei, dal nulla appare un’affascinante sconosciuto che trae Kana in salvo. Prima di riuscire a scappare con lei, il ragazzo ha un breve confronto con il rapitore, durante il quale si viene a sapere che ‘Kisaragi’ è in effetti il nome del primo, preso a prestito dal secondo per condurre l’operazione. Il nome del finto professore è Yoshiki Toya, e a quanto pare lui e Kisaragi si conoscono e sono in competizione da tempo.
Durante la fuga, Kisaragi spiega brevemente a Kana che sia lui che Toya sono stati addestrati per diventare agenti dell’Ichigaya, un’organizzazione segreta che agisce a tutela dell’Agenzia di difesa. Kana scopre così con stupore che suo padre stesso era un membro dell’Ichigaya, e per la precisione un addetto alla contabilità che smistava il denaro sporco con cui l’organizzazione era costretta a finanziarsi; lo scandalo in cui è stato coinvolto non è altro che una montatura, in quanto dietro la sparizione del denaro sembra essere coinvolto il misterioso Gruppo Peculato, del quale il signor Matsuyama doveva senz’altro conoscere alcuni membri.
Mentre Kisaragi è un agente dell’Ichigaya a tutti gli effetti, Toya sembra agire nell’interesse del Gruppo Peculato, che aveva intenzione di rapire Kana per costringere Matsuyama a suicidarsi in carcere, seppellendo con lui ogni scomoda verità. La difficile missione di Kisaragi consiste nel tenere al sicuro Kana finché il suo riferimento all’interno dell’Ichigaya non avrà scoperto l’identità della loro serpe in seno, dell’infiltrato che sta fornendo informazioni a Toya.
Kana reagisce con rabbia nell’apprendere di essere solo una pedina su una scacchiera tanto affollata, e cerca di allontanarsi da Kisaragi riversando su di lui la propria diffidenza; i due finiscono così nuovamente sotto il tiro di Toya, nei meandri della misteriosa operazione Cherry Blossom.
Per i due ragazzi inizia così una lunga fuga che li porterà a scontrarsi con l’inaffidabilità di tutto ciò che li circonda, con le trappole poste sul loro cammino dal rancoroso Toya, nonché con i rispettivi fantasmi e problemi.

Considerazioni
C-blossom è la trasposizione a fumetti di un romanzo di Harutoshi Fukui, al quale la disegnatrice cerca contemporaneamente di restare fedele e di rendere omaggio.
La sensazione che si respira durante la lettura è proprio quella di assistere a una prova di grande impegno e dedizione, nonché a un tentativo di soddisfare un pubblico il più variegato possibile. Il tratto è senza dubbio gradevole ed elegante, senza nessuna concessione a frivolezze o a siparietti che stemperino le atmosfere opprimenti in cui si dibattono i protagonisti. L’unica concessione fornita al pubblico in cerca di leggerezza è forse l’avvenenza dei protagonisti maschili, in particolare del duo Toya/Kisaragi, il cattivo e il buono, il biondo e il moro.
L’aspetto grafico è in definitiva il punto di forza di questa spy story, in cui nessuno può davvero fidarsi di chi lo circonda. Non siamo di fronte a una narrazione originale, e neppure a un onesto titolo di genere: lo scioglimento non rispetta i canoni del giallo, in quanto non riesce a fare completamente luce sugli interrogativi posti dalla trama.
L’apparato dei personaggi è il tasto dolente del prodotto finale. Toya è il classico antagonista divenuto tale in seguito all’insopportabile complesso d’inferiorità verso il protagonista, e se si esclude il momento in cui veniamo a scoprire la sua vera identità, il personaggio riserva ben poche sorprese, tediando il lettore fino alla fine.
Kana e Kisaragi sono due disillusi, due individui che hanno già provato sulla propria pelle l’amarezza del tradimento e dell’abbandono, e che pertanto faticano ad appoggiarsi al prossimo: ma nessuno spiraglio si apre sul passato di Kisaragi permettendo al lettore di comprenderne l’indole e le scelte.
L’incontro tra i due è l’aspetto più debole della narrazione: un dato di fatto difficilmente spiegabile, ma palpabile fin dal primo momento. Kana in prima battuta diffida del proprio salvatore, e lo accusa di considerarla esclusivamente come parte della propria ‘missione’: dovendo tuttavia sviluppare la storia nell’arco di due soli volumi, gli autori chiudono frettolosamente questa parentesi e poco dopo ci presentano i due ragazzi intenti a scherzare e disegnare coniglietti. Il passaggio dalla totale sfiducia alla confidenza è troppo veloce e privo di qualsiasi coinvolgimento: non si tratta del classico caso di Sindrome di Stoccolma, e tantomeno dell’incontro di due solitudini. L’impressione generale è proprio quella del forzato inserimento di un elemento sentimentale in un tipo di narrazione che non ne avrebbe assolutamente necessitato. Proprio a causa dell’incongruenza tra l’andamento degli eventi e lo sviluppo del legame tra i protagonisti, il rapporto tra i due rimane prevedibilmente abbozzato e incompiuto.
C-blossom è in definitiva una produzione assolutamente superflua, che acquisisce presumibilmente un senso solo agli occhi di un pubblico che possa aver già affrontato e apprezzato il romanzo e il film omonimi.

 

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