Marine Blue, accarezzati dal vento marino (Marine Blue no Kaze ni Dakarete) di Ai Yazawa

A cura di Emy

Titolo: Marine Blue no Kaze ni Dakarete
Autrice: YAZAWA Ai
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 4 -concluso
Casa editrice: Shueisha
Rivista di serializzazione: Ribon
Anno di pubblicazione: 1990

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Marine Blue, accarezzati dal vento marino
Casa editrice: Panini comics
Numero di volumi: 4 -concluso
Distribuzione: edicola e fumetteria
Prezzo: 4.50 Euro
Pubblicato a partire da: Settembre 2013

Storia
Un giorno la giovane Haruka Tachibana, mentre sta lavorando come cameriera nel bar di uno stabilimento balneare, si prende mezz’ora di pausa per vedere il ragazzo che ha battuto in una gara di surf il suo amico Ippei. Con sua grande sorpresa, Haruka scopre che il rivale di Ippei altri non è che Arikawa Tooru, il quale anni prima le salvò la vita in mare. All’epoca erano entrambi bambini, e Haruka, che era solita vedere Tooru in spiaggia, smise di frequentarlo per rispetto verso una sua amica che nutriva dei sentimenti per lui.
Adesso che si sono rincontrati dopo quattro anni, la ragazza pensa che ci sarà modo di chiarire perché in passato era stata fredda verso di lui. Ma a prendere il sopravvento è il senso di rivalità tra Tooru e Ippei, entrambi appassionati di surf. I due arrivano a sfidarsi nel giorno in cui un tornado si abbatte sulla spiaggia! La gara finisce in parità: entrambi ne escono sani e salvi, anche se hanno perso le rispettive tavole da surf. Haruka e Tooru nutrono un reciproco sentimento, che verrà presto contrastato dall’amore che Ippei, cugino di Haruka, prova per lei, e dall’infatuazione di Tomoyo, amica di Haruka, per Tooru… Haruka si sentirà “intrappolata” come già in passato tra l’amore per il giovane e il senso di profondo rispetto per i sentimenti di un’amica e del cugino oppure riuscirà a superare le sue resistenze e ad abbracciare la sua personale felicità?

Considerazioni
Credo che difficilmente questo titolo avrebbe avuto un’edizione italiana, se non fosse stato firmato da una fuoriclasse come Ai Yazawa.
Come già Usubeni no Arashi, Marine Blue appartiene alla produzione iniziale della Yazawa, fase che precede i suoi lavori più noti. La narrazione perciò, rispetto agli esiti futuri, appare acerba e le scelte narrative piuttosto frequentate, quando non abusate (triangoli, quadrilateri, incidenti).
La psicologia dei personaggi, sebbene lontana dal toccare alcuna vetta d’eccellenza, è credibile e gradevole, così come gradevole risulta l’opera nella sua interezza. Ma chi si aspettasse un Ultimi raggi di Luna o un Cortili del Cuore rimarrebbe deluso, e non poco: Marine Blue è un tentativo di rodaggio di schemi collaudati, perciò è meglio indirizzato ai fan di Ai Yazawa, orfani di Nana, o a chi cerca un manga semplice e senza pretese, a dispetto della grande firma.
C’è poi un altro aspetto della questione, quando riflettiamo sul fatto che Marine Blue è uno dei primi lavori della Yazawa. Questo significa che un autore di livello si costruisce nel tempo, passo dopo passo. E non disdegna di farsi le ossa adoperando strumenti grafici e narrativi utilizzati da mille altri.
Ovvero: il genio è per l’un per cento ispirazione e per il novantanove percento traspirazione. Lavorare a testa bassa… sempre!

 

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