Parfait Tic! di Nanaji Nagamu

A cura di Martina (info, storia e grafica), Nimue (autrice), Tosca (review) e Manga Project (immagini)

Titolo originale: Parfait Tic!
Autrice: NANAJI Nagamu
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Volumi: 22, completo
Anno di prima pubblicazione: 2000
Casa editrice: Shueisha
Collana: Margaret Comics
Rivista di serializzazione: Margaret

:: Il manga in Italia ::
Inizio pubblicazione: Giugno 2005
Casa editrice: Star Comics
Volumi: 22, completo
Ritmo di serializzazione: bimestrale (alternato a “Tokimeki Midnight” di Koi Ikeno)
Senso di lettura: orientale
Prezzo: 3.10 E, Collana Shot
Distribuzione: edicola e fumetteria

:: Drama ::
Tratto da questo titolo è un drama taiwanese in 13 episodi trasmesso in Taiwan nel 2010 col titolo “Love Buffet”.

:: L’autrice ::
Nata il 19 febbraio nella prefettura di Hyogo, ha esordito nel 1995 con Ai ga Areba! pubblicato su “Margaret” di Shueisha, rivista per la quale lavora tuttora. La sua opera più importante, Parfait Tic! è anche, sinora, la più lunga, con 22 volumetti totali. Esportata con successo all’estero, in Italia ha ricevuto un discreto successo. Nanaji sensei ama leggere manga, le caramelle al miele e i takoyaki. Odia gli insetti. Nei free talks dei suoi manga parla spesso della famiglia, in particolare della figlia.

Storia

Capitolo 1

Fuuko Kameyama è una quindicenne allegra e vivace che ama giocare con i bambini del vicinato.
Un giorno, due ragazzi si trasferiscono nell’appartamento superiore al suo: i due sono cugini, hanno la stessa età di Fuuko e frequenteranno la sua stessa scuola.
Ichi è  un bel ragazzo dai modi freddi e distaccati, Daiya è altrettanto affascinante ma è molto espansivo e ama scherzare.

Appena arrivato, Ichi si dimostra scortese con Fuuko e i bambini che si trovano sul pianerottolo. Infastidita dall’atteggiamento del ragazzo, Fuuko lo tira per una manica dicendo che almeno potrebbe rispondere invece di ignorarli. Così facendo, la scatola che Ichi tiene in mano finisce per terra: la tazzina a cui Ichi teneva tanto ora è rotta. Il ragazzo, arrabbiatissimo, si allontana con un’espressione minacciosa.
E pensare che a prima vista Fuuko aveva immaginato che quel ragazzo fosse proprio il suo ideale!

Poco dopo arriva l’altro nuovo inquilino, Daiya, che intravede le mutandine di Fuuko e non esita a commentare sfacciatamente la visione. Sul viso il ragazzo ha un cerotto e il segno di rossetto che qualcuno ha lasciato baciandolo. Tuttavia Daiya si dimostra molto affabile e gentile con i bambini che il cugino aveva spaventato.

Più tardi, quando la madre di Fuuko le suggerisce di recarsi a scuola con loro, la ragazza si oppone e rifiuta categoricamente, senza preoccuparsi del fatto che Ichi e Daiya sono di fronte a lei.

Il giorno seguente segna una data importante per i tre ragazzi: è infatti il loro primo giorno al liceo. Fuuko, che si trova nella stessa classe di Ichi, si scusa con lui per avergli rotto la tazza; il ragazzo, laconico, risponde che tanto aveva intenzione di buttarla.
Più tardi Fuuko si imbatte in Daiya, che sta baciando una ragazza e le fa segno di andarsene come se si trattasse di scacciare un cane.
Le “sorprese” della giornata non sono ancora finite: uscita da scuola Fuuko si accorge che sta piovendo a dirotto, e lei non ha l’ombrello. Ichi, che si trova al suo fianco, si toglie la giacca; Fuuko immagina che il giovane stia per prestarle la sua giacca … Ma Ichi, ben lontano dall’eroe romantico, se ne va lasciandola da sola!

Capitolo 2

Fuuko e Daiya hanno preso il raffreddore a causa della pioggia del giorno prima. Ichi va a scuola, e Daiya convince Fuuko a salire da lui per fargli compagnia.
Fuuko scopre che la studentessa che Daiya stava baciando non è la sua ragazza, e che lui non ha mai frequentato nessuna. Probabilmente Daiya non si è mai innamorato e Fuuko si accorge di trovarsi nella stessa situazione.

Poco dopo nota che Ichi ha riparato la tazzina rotta incollandone i cocci, e si rende conto che dev’essere stata molto importante per lui Daiya si addormenta, e la medicina fa effetto anche su Fuuko, che prende sonno accanto al letto del ragazzo.
Quando Ichi torna a casa e nota le scarpe di Fuuko nell’ingresso, invece di entrare in casa, aspetta fuori mentre i due dormono.

Capitolo 3

Fuuko si sveglia sul letto di Daiya e corre fuori, scontrandosi con Ichi. Gli assicura che ha soltanto dormito e lo rimprovera per essere stato fuori al freddo. Mentre Fuuko si avvia verso il suo appartamento, Ichi le dà un dolce alla fragola in cambio della medicina che ha dato a Daiya.

A scuola Fuuko scopre che Ichi, oltre a essere uno studente impeccabile, è anche il capoclasse. La ragazza interviene quando la classe si lamenta con Ichi per la destinazione della gita (uno zoo), e riesce a risollevare la situazione. Il caldo sorriso che Ichi le rivolge è inaspettato…

Più tardi, Daiya la ringrazia per essere stata con lui il giorno precedente, suscitando la curiosità dei loro compagni. Fuuko cerca di farlo tacere, ma senza successo.
Mentre tornano a casa assieme, Fuuko chiede a Daiya se ha sempre avuto questa nonchalance. Gli fa notare che molte ragazze saranno rimaste ferite a causa della sua leggerezza, ma Daiya la ferma posando le dita sulle labbra di lei. È la prima volta che il suo sguardo è così serio, e Fuuko ne rimane colpita. Tuttavia Daiya torna subito alla sua solita espressione.

Capitolo 4

Il giorno della gita allo zoo, Fuuko è molto entusiasta, e sua madre le dà tre cestini con il pranzo: uno per lei e gli altri due per Daiya e Ichi.
Purtroppo, prima di raggiungere l’autobus, Fuuko inciampa in un fiumiciattolo fangoso sporcandosi le gambe. Ichi, invece di aiutarla, prosegue da solo, Daiya la riaccompagna a casa e aspetta mentre Fuuko si cambia.
Fuuko e Daiya perdono l’autobus su cui si trovano i loro compagni perciò prendono il treno. Durante il viaggio, Fuuko è colpita dalla gentilezza di Daiya, che corre in aiuto di una vecchietta in difficoltà.
Quando finalmente i due arrivano allo zoo, Daiya trova subito i suoi amici, ma rimane con Fuuko finché anche lei trova le sue compagne.

Capitolo 5

Mentre Fuuko arrossisce osservando Daiya che si allontana, le amiche le chiedono se è innamorata di lui… Fuuko risponde con imbarazzo che non è così, ma Ichi sopraggiunge di spalle commentando “Ah, e così state assieme?”. Fuuko, affrettandosi a negare, gli consegna il pranzo che la madre ha preparato per lui. Poco dopo, le amiche le fanno sapere che Ichi aveva chiesto più volte che il bus aspettasse l’arrivo di Fuuko. La ragazza conclude che quel gesto gentile è dovuto al fatto che Ichi si sentiva in colpa per non averla aiutata, e che Daiya è di gran lunga meglio di lui.

Il giorno dopo, a lezione, Fuuko guarda verso la classe di Daiya, che si trova nel palazzo di fronte. Il ragazzo si sta per addormentare sul banco e Fuuko si sente esattamente come lui… non ha nessuna voglia di stare in classe! Il professore, notando la sua distrazione, la rimprovera e Ichi, a qualche banco di distanza, le dà della stupida (…).

Più tardi Fuuko si presenta nell’appartamento dei due cugini per prestare del materiale a Daiya. Mentre Ichi è comodamente seduto sul divano, Daiya ha finito di fare le pulizie e sta preparando la cena. Daiya le spiega che il cugino è totalmente negato nei lavori di casa, perciò è meglio che non se ne occupi. Tuttavia, ogni volta che Daiya fa le pulizie, Ichi non guarda la TV e non fa i compiti, ma rimane seduto tranquillamente da qualche parte.

Mentre Fuuko e Daiya stanno scherzando in cucina, arriva la telefonata della madre di Daiya. Rimasto solo con Fuuko, Ichi le chiede se ha una cotta per lui e, con uno sguardo a metà tra la derisione e il dispetto, dice che Fuuko non saprebbe come trattarlo. La ragazza, ferita dalle sue parole, e dal suo tono di voce, gli dà uno schiaffo dicendo che non ha il diritto di dirle questo. In quel momento Daiya torna nella stanza e vede Fuuko uscire in lacrime.

Una volta fuori dal loro appartamento, Fuuko si chiede “Perché… mi sento così arrabbiata?”

[Fine 1° Volume]

Considerazioni
Parfait Tic è il classico shoujo ad ambientazione scolastica che offre una gran quantità di cliché tipici del genere ma, nonostante la trama e molte situazioni presentate sappiano già di visto e rivisto, è un manga che coinvolge sin dalle battute iniziali.
Si fa presto a identificarsi con Fuuko e le sue incertezze; dopo i primi capitoli già ci si ritrova, senza rendersene conto, a parteggiare per Daiya o per Ichi.
Lo sfruttatissimo espediente del triangolo sentimentale è gestito dall’autrice (almeno per molti capitoli) in modo magistrale, lasciando il lettore col fiato in sospeso e a soffrire insieme ai protagonisti.

Tuttavia, ormai giunti al dodicesimo volume, si ha l’impressione che Nagamu sensei stia tirando avanti a forza questa storia, il triangolo ne risulta esasperato e spento, il brio iniziale sembra dimenticato chissà dove e i suoi personaggi perdono mano a mano di credibilità.
Mi chiedo come sia potuto accadere che un titolo così promettente sia diventato banale e noioso: uno shoujo che aveva premesse eccellenti ora si basa unicamente (ed è una mancanza gravissima a mio parere) su un triangolo che poteva e doveva finire molto prima.

Fuuko nasce come un personaggio dolce ed energico, una ragazza lineare e limpida, che dice ciò che pensa e vive con onestà i propri sentimenti. In tutta la vicenda però è quella che, ahimè, evolve meno di tutti. In 12 numeri rimane sempre la stessa, non importa cosa sia accaduto, i sentimenti che ha provato, le delusioni che ha vissuto: non è cambiata di una virgola e questo la rende, dal mio punto di vista, un personaggio “piatto”. Se all’inizio la sua semplicità risultava gradevole, dopo tanti numeri può dare ai nervi…

Ichi è il classico “principe” tenebroso e taciturno, il ragazzo timido di poche parole, magari un po’ duro nei modi, ma che in sé nasconde un tesoro di tenerezza e dolcezza. Sono convinta che Ichi avrebbe potuto diventare un gran bel personaggio se la Nagamu non l’avesse reso incoerente: per oltre 10 volumi Ichi è stato un ragazzo responsabile e un amico fidato… e di punto in bianco diventa indeciso, debole, menefreghista nei confronti di chi dice di amare veramente.

Daiya è invece, a mio parere, il personaggio più riuscito e certamente il più complesso della serie. È una persona che nasconde i suoi veri pensieri e sentimenti dietro una maschera di ilarità e superficialità, un ragazzo che non sa e non vuole amare, un personaggio che quando getta la maschera rivela un volto inquietante: in questi rarissimi e inaspettati momenti si intuisce che Daiya non è una persona solare come può sembrare, non è spensierato, non è felice… e quel che stupisce di più è che lui nemmeno se ne rende conto: Daiya è convinto di essere come appare. Daiya sarebbe un personaggio affascinante e carismatico se, come al solito, la Nagamu alla fine non avesse deciso di imprimere una brusca virata alla sua caratterizzazione, anch’essa, come quella di Ichi, inspiegabilmente stonata alla personalità fino a quel momento delineata.

Il tratto di Parfait Tic è sin dalle prime tavole gradevole e morbido, un vero piacere per gli occhi. Lo stile non è certo originalissimo, ma col proseguire delle tavole acquista di sicurezza e incisività. Anche i dettagli, non tanto gli sfondi quanto gli abiti e gli accessori, vengono resi con maggior cura.

Complessivamente Parfait Tic è un manga che consiglio di leggere, ma non a tutti: per chi è stufo delle commedie sentimentali d’ambientazione scolastica e non ne può più di triangoli scontati, Parfait Tic è da evitare, non porta nulla di nuovo a quanto già letto finora. Se invece siete estimatori del genere allora non lasciatevelo scappare, nonostante alla fine scada un po’ rispetto alla parte iniziale, resta comunque un manga di discreta qualità.

 

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