The Summit di Lee Young Hee

A cura di Demelza

Titolo originale: The Summit
Autrice: Lee Young Hee
Categoria: Manhwa/Yaoi*

*Warning: con “YAOI” si intendono storie di amore omosessuale fra maschi, con contenuti espliciti e sono pertanto indicati per un pubblico maturo.  

:: Il manhwa in Corea ::
Numero di volumi: 7 – interrotto
Rivista di pubblicazione: WINK
Casa editrice: Seoul Cultural
Anni di pubblicazione: 2005 – 2008

:: Il manhwa in Italia ::
Casa editrice: Flashbook
Numero di volumi: 7 – interrotto
Data di pubblicazione: dicembre 2007
Formato 12×18 cm
Prezzo: 5,90 €
Cadenza: Trimestrale
Distribuzione: fumetterie e librerie specializzate

:: L’Autrice ::
Lee Young Hee è nata l’8 maggio 1974 e ha debuttato nel 2000, con una storia per un concorso organizzato da WINK. Dopo un volume di storie brevi intolato HWA!, ha iniziato a lavorare alla sua opera più famosa, You’re so cool, che presenta già alcuni tratti shounen ai sviluppati poi in The Summit.
Si descrive come un’amante della Coca-cola, della pizza e del caffè, ama il rumore della pioggia e vive in montagna. Dal 2008, in seguito a una malattia, si è ritirata dall’attività di fumettista.

Storia 

Capitolo 1

Siamo sulla metropolitana: un ragazzo biondo fissa con interesse un giovane uomo bruno, alto, vestito elegantemente e perso nei suoi pensieri. Costui sta ricordando, con amarezza, il momento in cui è stato scaricato da una donna in abito da sposa, la quale gli dice che è solo un bambino che non conosce il significato dell’amore.
Vergogna e ira si mescolano nei suoi pensieri quando, all’improvviso, il ragazzo biondo inciampa e gli cade in grembo. Mentre il bruno lo fissa minaccioso, il biondino si scusa prontamente e, una volta sceso dal vagone, sorride furbescamente e saluta mostrando al povero malcapitato il suo portafoglio. Per il ragazzo dai capelli scuri è la goccia che fa traboccare il vaso in una giornata già disastrosa.
Mentre si avvia verso le scale, il biondino viene avvicinato da un gruppo di teppisti che hanno assistito al taccheggio e che vogliono dargli una lezione, poiché ha agito senza permesso in una zona di loro competenza. Arriva un altro gruppo di soggetti poco raccomandabili in occhiali da sole, che sembrano vecchie conoscenze (non buone) del biondino ma, proprio in quel momento, ricompare il ragazzo in abito gessato, deciso a ottenere vendetta dell’umiliazione subita. Credendo che anche gli altri siano in combutta con il ragazzo biondo, il bruno, allentata la cravatta, si lancia in una rissa e ha in breve la meglio.
Nel frattempo il biondino gli è scappato da sotto il naso, così inizia un concitato inseguimento per le strade della città finché alla fine il bruno, al culmine dell’ira, riesce a raggiungere il ragazzo che inizia a implorare per aver salva la vita e, dopo essere stato lanciato in aria con un calcio, finge di essere svenuto. Il bruno ne approfitta per esaminarlo in cerca di quanto gli è stato sottratto, ma il biondino, credendo di essere palpato, salta su oltraggiato. Quando capisce che l’altro sta cercando il portafoglio, confessa di essere stato derubato dai teppisti di prima. Il bruno sembra non aver proprio voglia di scherzare: afferma che per questa volta lo risparmierà, ma che se scoprirà di essere stato ingannato lo ridurrà in pezzi e, così facendo, manda in frantumi lo skateboard che il biondo ha usato durante l’inseguimento. Poi gli prende il cellulare intimandogli di non pensare nemmeno alla fuga.

Capitolo 2

Siamo in un appartamento: il giovane dai capelli scuri viene svegliato dal suono di un cellulare. La persona al telefono sta cercando un certo Moto così, dopo aver riattaccato, il bruno capisce di aver risposto al cellulare del ladro di cui adesso ha scoperto il nome.
Un altro cellulare suona, questa volta è il suo: il bruno parla con un uomo chiedendo come vada la luna di miele, poi il telefono – dall’altra parte – viene passato a una donna che lo chiama “cognato” e gli dice che, dal suono della sua voce, sembra arrabbiato. È in tutta evidenza la sposa che lo ha respinto nel primo capitolo. Adesso lo prende ironicamente in giro, dicendogli di essere stata preoccupata che gli potesse capitare qualcosa in seguito allo shock e poi aggiunge che, dato che in futuro vivranno insieme, lo ha chiamato per sapere come stava. Il bruno le intima di smetterla di trattarlo come un giocattolo, rifiutandosi di vivere insieme a lei, ma la donna risponde che non può essere altrimenti dato che lui, in fondo, è ancora un liceale disoccupato.
In preda alla rabbia, il ragazzo bruno riattacca e il cellulare di Moto suona un’altra volta. Il bruno inizia a pensare di aver fatto un errore a lasciare andare il biondino e che non avrà mai indietro il suo portafoglio, poi va a prepararsi per andare a scuola. In quello stesso momento Moto ha in mano il suo cellulare e inizia a frugarci dentro, trovando una foto che lo ritrae insieme alla bella donna di prima.
A scuola il ragazzo bruno si scusa per il grande ritardo e, mentre il docente lo invita a seguirlo nella sala professori, uno dei suoi compagni lo schernisce raccontando agli altri di come è stato abbandonato dall’amante che ha sposato un altro uomo. In preda alla rabbia, il ragazzo bruno – che si chiama Lee Han Sae – lo colpisce con un pugno e viene aspramente rimproverato, a causa del suo comportamento violento e delle sue assenze. In quel momento squilla il cellulare del biondino e dall’altra parte c’è proprio lui, che informa Han Sae di aver recuperato il suo portafoglio. Il professore continua a sbraitare contro Han Sae mentre questi parla al cellulare e alla fine il ragazzo si alza, annuncia di aver deciso di lasciare la scuola ed esce dall’istituto pensando di aver aspettato anche fin troppo, dato che detesta la routine quotidiana e l’essere sempre trattato come un bambino.
Al cancello trova ad aspettarlo il biondino: dopo un breve scambio di battute, i due si restituiscono cellulare e portafoglio. Maleficamente, Han Sae minaccia Moto di ulteriori ripercussioni e, mentre questi cerca di fuggire, confessa che si tratta solo di uno scherzo. Proprio in quel momento, però, si rende conto di essere stato ingannato per l’ennesima volta: il portafoglio è vuoto! Moto è già fuggito verso un autobus ma questa volta, nonostante la rabbia, Han Sae non lo insegue. Così Moto si affaccia al finestrino, grida che gli piace e che se vuole contattarlo ha lasciato un biglietto nel portafoglio. Han Sae controlla e scopre che è vero e per qualche strano motivo pensa che, in fondo, non è poi così arrabbiato… nonostante tutto, forse anche a lui il ragazzo biondo piace.

Capitolo 3

Ci troviamo a un appartamento: Moto è con un rasta che afferma di amarlo e cerca di abbracciarlo. Il biondino lo scansa attaccandolo con un calcio e cerca di fuggire, affermando di non desiderare quel genere di amore, ma viene riagguantato sulla soglia. A salvarlo è l’arrivo di Han Sae il quale, notata la situazione, capisce di essere di troppo e sta per lasciarli soli, quando Moto implora aiuto convincendolo a tornare indietro e stendere l’insistente pretendente con un pugno.
È passato ormai un mese dal loro ultimo incontro. Moto gli chiede se sia andato a cercarlo perché sentiva la sua mancanza, Han Sae gli intima di non dire cose così disgustose e afferma di essere andato a cercarlo per pareggiare i conti fino in fondo. Fuori dal palazzo, Moto scorge ad attenderlo i teppisti del primo capitolo e si nasconde per non farsi trovare. Il capo dei teppisti e Han Sae si riconoscono reciprocamente, così Moto è costretto a trascinarlo via in una nuova fuga per le strade della città. Il biondino spiega a Han Sae che non può restituirgli i suoi soldi e così i due iniziano, ancora una volta, a litigare attirando l’attenzione dei passanti. Moto è divertito dalla situazione e invita Han Sae a bere qualcosa per riprendersi dopo la corsa, conducendolo in un giardino sul tetto di un grattacielo. Il biondino si sporge dal parapetto e Han Sae, temendo che cada giù, lo agguanta finendo così sul pavimento insieme a lui. Il bruno rinfaccia allora a Moto la sua noncuranza e totale mancanza di un piano di azione; alla fine i due bevono una birra insieme e si presentano ufficialmente. Il biondo dice di chiamarsi Moto – noi lo sapevamo già! – ma che, naturalmente, non si tratta del suo vero nome mentre il bruno dice che il suo nome, Lee Han Sae, non è niente di speciale così Moto chiede se può chiamarlo Saezz e Han Sae, naturalmente, rifiuta stizzito. Non può però fare a meno di pensare che è sempre più coinvolto da questo ragazzo che sconvolge incurante la vita altrui, ma che mostra una strana innocenza mista a spensieratezza. Proprio in quel momento, Moto si sporge per dargli un bacio sulla guancia e il vento fa chiudere la porta delle scale rendendo impossibile tornare indietro…

Capitolo 4

Moto si sta pian piano risvegliando da un sonno pensante, quando si rende conto di un braccio pesante che lo circonda: è a letto con Saezz! Un urlo disumano si alza dalla casa e, con un calcio, Moto spinge Saezz fuori dal letto, in preda a una crisi isterica al pensiero di quanto avvenuto. Saezz, con un furioso mal di testa, lo mette a tacere e gli spiega quanto successo la sera prima: i due sono stati costretti a chiamare la polizia ma, quando sono arrivati i soccorsi, Moto era profondamente addormentato e così Saezz si è visto costretto a portarlo a casa sua.
A questo punto, Moto gli domanda se lo abbia assalito mentre era incosciente, meritandosi un bel pugno in testa. Saezz gli intima di sgombrare al più presto perché deve andare al lavoro e così, il biondino gli domanda perché viva da solo e come mai abbia lasciato la scuola per lavorare. Lo sguardo gelido di Saezz lo costringe a recedere dal fare altre domande, ma non può proprio fare a meno di commentare la situazione, tanto che Saezz lo definisce una pettegola e si domanda se sia davvero un uomo, decidendo di guardargli negli slip per verificare. Mentre Moto cerca di svincolarsi, Saezz raggiunge il suo scopo e lo prende in giro per le ridotte dimensioni, finché conclude consigliandogli di non farlo più arrabbiare se ci tiene alla propria salvezza. Saezz va al lavoro e Moto si ritrova in preda a ricordi dolorosi del passato: un ragazzo bruno – di cui non vediamo chiaramente il volto – si avvicina a un giovane Moto, toccandogli il viso e facendogli delle avance.
Saezz arriva in moto al lavoro (è un corriere) e viene immediatamente approcciato da una collega carina che lo invita a prendere un caffè. Il fratello di lei, Dokki, arriva rimproverandola e aiuta il ragazzo a controllare la moto che pare avere diversi problemi, ma purtroppo Han Sae non ha i soldi necessari per le riparazioni.
Il collega si domanda perché un ragazzo come lui, di buona famiglia e con una buona educazione, sia costretto a lavorare. Han Sae afferma di amare il rischio, la sensazione che gli dà guidare e lasciare che i pensieri scivolino via, nella speranza di vedere qualcosa alla fine della strada. Dokki gli risponde che così facendo corre il rischio di finire in un fosso. Perso nei suoi pensieri, Han Sae ricorda che è passato ormai un mese e mezzo da quando ha lasciato la sua casa: il ragazzo comprende le apprensioni del fratello maggiore, ma non si sente in grado di affrontarlo, soprattutto visto che è innamorato di quella che adesso è sua cognata. Per associazione Han Sae si ritrova a pensare a Moto.
Tornato a casa, Saezz la scopre in subbuglio a causa di quel tornado di Moto che, prima di andarsene, gli ha lasciato un messaggio sullo specchio del bagno: Han Sae ha il sospetto che quella non sarà sicuramente l’ultima volta che si incontreranno. Infatti, il giorno dopo – prestissimo – Moto bussa alla sua porta e gli annuncia che ha deciso di trasferirsi a casa sua per un po’.

Capitolo 5

Han Sae chiude la porta in faccia a Moto, ma il biondino ha una copia della chiave e riesce a entrare lo stesso. Han Sae minaccia di spaccargli la faccia se al suo risveglio lo troverà ancora lì, ma il biondino non si scoraggia e inizia anzi a preparare – con mille pasticci – la colazione. Vedendo la confusione creata da Moto, Saezz sta per buttarlo fuori dalla finestra, ma questi confessa di non aver altro posto in cui andare e, poiché ancora non ha convinto il padrone di casa a tenerlo con sé, si getta sul pavimento affermando che dovrà ucciderlo per liberarsi di lui: consiglio che Saezz sembra accettare con entusiasmo.
Han Sae dice a Moto di considerarlo una seccatura: ormai si è abituato a vivere da solo e avere per casa un delinquente pasticcione come lui non porterà nulla di buono. Moto promette di non causare problemi, di averlo derubato solo per gioco e gli chiede di aver fiducia in lui: Han Sae promette almeno di pensarci, scatenando l’infinita gioia del biondino.
Anche al lavoro Han Sae non può fare a meno di pensare a Moto e, in particolare, alle sensazioni che gli suscita.
Nel frattempo, a casa del rasta si presenta un ragazzo dai capelli neri e l’aspetto oscuramente minaccioso, di nome I-tan, che sta cercando Moto. Il rasta, molto sorpreso dato che il nuovo arrivato dovrebbe essere in prigione, dice di non sapere dove sia Moto: il biondino, dopo averlo picchiato e avergli rubato la carta di credito, ha preso tutte le sue cose ed è andato via. I-tan, con sguardo impassibile, chiede al rasta cosa sia successo in realtà dato che il ragazzo non l’avrebbe mai colpito senza un motivo valido. Avendo intuito che Moto si è difeso da un tentativo di stupro, I-tan picchia il rasta a sangue lasciandolo gravemente ferito sul pavimento.
Mentre corre con la sua moto, Saezz incontra proprio I-tan che sta camminando in mezzo alla strada ed è costretto a frenare bruscamente per scansarlo, finendo con l’avere un incidente.

Capitolo 6

Han Sae viene riaccompagnato a casa in taxi da Dokki, con una vistosa ingessatura alla gamba sinistra e una fasciatura alla mano e alla spalla destra. Arrivati all’appartamento, il collega rimane affascinato da Moto che agisce in modo molto femminile e, infatti, lo ha proprio scambiato per una ragazza… con conseguente shock – e cuore infranto – quando scopre che non è così!
Moto si vanta per la propria bellezza con Saezz e cerca scherzosamente di affascinarlo, ma il bruno lo respinge malamente buttandosi poi sul letto a riposare.
La mattina dopo, Moto è costretto a preparare la colazione, ma il frigorifero è vuoto. Provvidenzialmente, Dokki si presenta a casa di Han Sae con una borsa piena di riviste porno per l’invalido, un mazzo di fiori per Moto e, per fortuna, anche una busta piena di cibo! Il ragazzo, infine, se ne va sempre più preso dal biondino, ma ben presto Han Sae fa capire al coinquilino che durante la convalescenza non può lavorare e che, quindi, spetta a lui guadagnare qualcosa. Saezz inizia a spogliarsi scatenando l’apprensione di Moto… e alla fine gli domanda di aiutarlo a lavarsi. Il capitolo si chiude con Moto che amorevolmente lava i capelli di Han Sae e quest’ultimo, alla fine, è costretto ad ammettere che il trattamento non gli dispiace.

Capitolo 7

Dokki va a trovare Han Sae ma, quando scopre che Moto è al lavoro, fa per andarsene così Saezz, diabolicamente, si diverte a prenderlo in giro data la sua cotta per il biondino. Il ragazzo ammette candidamente che è attratto da un uomo per la prima volta e non sa che cosa fare, dato che in fondo non riesce a convincersi che Moto, con quel viso e quel corpo, sia davvero un maschio. Saezz ribatte che il collega è accecato dall’amore, che se osservasse davvero Moto si accorgerebbe che si tratta di un ragazzo e che, oltretutto, si basa esclusivamente sulle apparenze: non conosce affatto come sia dentro Moto. Quando Dokki gli chiede se invece lui lo conosca, Saezz pensa che Moto sia vanitoso, affascinante, obbediente, allegro… a queste parole, l’altro lo assale proibendogli di innamorarsi di lui, ma Han San nega che possa mai succedere una cosa simile.
Poco dopo, arriva un pacco da parte di Moto e Saezz lo attende, al ritorno a casa, per avere spiegazioni, senza neanche provare a vedere di che cosa si tratti. Saezz gli domanda dove abbia trovato i soldi per l’acquisto e chiede se, per caso, non abbia pagato con la carta di credito rubata al rasta. Dicendogli di aver dimenticato per un momento che lui è solo un ladro che approfitta della fiducia degli altri, gli restituisce la carta di credito rubata e i due iniziano a litigare. In particolare Moto, dopo che Han Sae lo accusa di aver deliberatamente scambiato favori sessuali in cambio di soldi, sbotta dicendo che lui non potrà mai capire cosa significhi essere assalito da un uomo più grande e grosso, senza avere nessuno a cui chiedere aiuto o a cui poterlo denunciare. Prendere i soldi è l’unica rivincita che si è preso dato l’affronto subito.
Han Sae non si lascia colpire da queste parole e, anzi, accusa Moto di non avere nessun orgoglio, di non aver mai provato a lavorare per guadagnare. Moto non riesce più a trattenere le lacrime per la rabbia e così chiede a Han Sae perché si ritenga migliore di lui, dato che tra di loro non esiste alcuna differenza. Per la rabbia, Saezz sta per colpire Moto ma si trattiene, intimandogli di andarsene e mentre il biondino si avvia alla porta, dice a se stesso di aver avuto ragione. Saezz ammette, con se stesso, che la sua rabbia è in gran parte determinata dalla fiducia riposta in Moto e dal successivo tradimento, ma non può fare a meno di sentirsi in colpa per averlo ferito.
Inaspettatamente, poco dopo, Moto torna a casa di Han Sae con una busta piena di lattine di birra, scusandosi per quanto accaduto e ammettendo di aver sbagliato. Saezz, messo da parte l’orgoglio, si scusa a sua volta e i due iniziano a parlare e a bere insieme. Moto promette di restituire tutti i soldi, ammette di non aver nessun talento e di non aver mai lavorato a lungo prima. Han Sae gli accarezza i capelli, come a un cucciolo, per confortarlo e Moto gli appoggia la testa sulla spalla: credendolo addormentato, Saezz gli confessa di essere attratto da lui e quando Moto, ormai ubriaco, avvicina il viso al suo, il ragazzo non riesce a respingerlo e lo bacia appassionatamente.

Considerazioni
The Summit è la più recente e matura opera di Lee Young-Hee, in cui riesce finalmente a esplicitare la tematica shounen ai che l’ha interessata fin dagli esordi.
Questo manhwa si inserisce in un panorama culturale ed editoriale dove lo shounen ai si sta solo di recente sviluppando, dato che ancora alla fine degli anni ’90, in Corea, era in atto una censura leggera – ma pur sempre presente – nei riguardi delle opere a tematica omosessuale, considerate pericolose per i giovani. Di recente, invece, grazie alla veloce e multiforme stratificazione culturale che unisce modernità e tradizione e all’apertura verso il mercato (fumettistico) americano e occidentale in generale, si sta assistendo a un maggiore interesse verso il genere shounen ai. Poiché esso è così giovane nel panorama dei manhwa coreani, tanto da non avere ancora neanche un proprio nome, è chiaro il motivo per cui si ritrova debitore verso i canoni estetici e narrativi giapponesi.
In questo quadro, The Summit si pone come uno dei manhwa di punta per la sperimentazione dello shounen ai.
Lee Young-Hee ha avuto una passione per il genere fin dagli esordi tanto che, non solo il filone secondario della sua opera più famosa You are so cool è un amore omosessuale trattato con ironia, freschezza e naturalezza, ma la storia principale che dà il titolo a HWA – suo volume di debutto – descrive in modo delicato e velato un’amicizia, che sembra sfociare nell’affetto, tra due liceali. Se a livello narrativo e strutturale non possiamo non riconoscere in The Summit il diretto successore di You are so cool, per quanto riguarda il personaggio di Saezz è a HWA che dobbiamo guardare in quanto il protagonista Jang Yun Sung, giovane ribelle violento e tendenzialmente solitario, ne è il prototipo.
All’interno della coppia principale (che nello shounen ai, per chi non fosse avvezzo al genere, ricalca a sommi capi la coppia eterosessuale), Saezz rappresenta la personalità attiva, serioso, altero, arrogante e ribelle: un vero lupo solitario. Il suo carattere è ben reso graficamente dalla sua espressione dura e il suo fisico imponente, alto e ben modellato, dandogli insomma l’aspetto del bel tenebroso. La personalità passiva è invece rappresentata da Moto, un ragazzo snello, dal viso d’angelo e i capelli biondi, una figura quasi androgina che nasconde, dietro una bellezza delicata, un carattere impertinente e sbarazzino.
La caratterizzazione principale dei personaggi ricalca quindi, a grandi linee, le tipiche antinomie (biondo/bruno, forte/debole, introverso/estroverso ecc.) – soprattutto quelli che sono i protagonisti tipo dello shounen ai – ma con la leggerezza e l’ironia che le sono usuali Lee Young-Hee invece che nascondere di essersi “piegata” al canone, ci “gioca su” con scenette irriverenti. Non è raro vedere Moto comportarsi da prima donna, atteggiarsi con fare civettuolo, comportarsi da mogliettina, vantarsi del suo fascino irresistibile e cambiare pettinatura a seconda dell’estro del momento. Proprio questi siparietti, che in parte corrispondono effettivamente al carattere vanitoso di Moto e in parte sono messi in scena per stuzzicare Saezz e divertire il lettore, sono una ventata di aria fresca e di pura comicità.
Per quanto riguarda la psicologia dei personaggi, Lee Young-Hee si muove in modo più autonomo tratteggiando delle figure non in bianco e nero, ma con sentimenti e temperamenti sfumati e in continua evoluzione.
Così Saezz, nonostante la sua corazza dura, ci appare come un giovane uomo in cerca di una propria indipendenza e di una propria identità, che si rinchiude nella solitudine per paura di essere ferito e perché, fondamentale, non sa bene in che modo muoversi nelle relazioni con gli altri, abituato più a menare le mani che a un vero confronto e scambio.
All’inizio della storia lo vediamo in preda a una cocente e umiliante delusione amorosa, ma nonostante sia evidente che non abbia mai provato prima attrazione per un uomo, è coinvolto con spontaneità dal fascino di Moto, arrivando in poco tempo ad ammettere, anche con se stesso, di provare qualcosa per il ragazzo senza tanti giri di parole e tanti tormenti. L’aprirsi di Saezz è mostrato, capitolo dopo capitolo, nel graduale aumento di intimità e di fiducia verso Moto: è nella quotidianità che si sviluppano i sentimenti, con una evidente ricerca di naturalezza da parte di Lee Young-Hee.
Moto, da parte sua, sotto tutta la sua solarità ed effervescenza, nasconde una grande paura di vivere, una continua ricerca di sostegno, di qualcuno a cui aggrapparsi per la semplice soddisfazione di scaricare, su un altro, l’incombenza della propria sopravvivenza. È un tipo fuori dalla realtà Moto, che scappa dai problemi come scappa dai sentimenti perché sente il peso delle colpe del passato e perché, troppo presto, è stato costretto a perdere la propria innocenza.
Proprio in relazione a Moto, infatti, si sviluppa la trama più cruda e dura del manhwa, fatta di violenza e sangue. Nonostante il suo aspetto angelico, egli si trova invischiato in ambienti poco raccomandabili, con personaggi ambigui e senza scrupoli (anche questo comunque un aspetto abbastanza comune, sembrerebbe, nelle storie shounen ai e yaoi).
Proprio per questo motivo, malgrado il suo aspetto delicato e la sua tendenza a finire spesso e volentieri nei guai, Moto non è affatto un personaggio fragile ma nasconde un temperamento deciso e smaliziato, tipico di chi è abituato a subire angherie e vessazioni contando solo su se stesso.
A Moto – e alla parte oscura del suo animo – è connesso il terzo personaggio chiave del manhwa: I-Tan, dal carattere freddamente spietato, legato al ragazzo biondo da una lunga amicizia e da un rapporto quasi ossessivo di dipendenza/protezione. I-Tan è un personaggio verso cui è difficile provare empatia vista l’assenza totale di sentimenti che mostra, fuorché il forte attaccamento verso Moto, ma è ben delineato da Lee Young-Hee che riesce a portare il lettore a comprendere quali sono i motivi che lo spingono ad agire e a provare quasi pietà per lui, per il suo modo di vivere e di vedere il mondo.
Si viene a intessere, in questo modo, uno strano triangolo fatto di affetto e rancore, di legami passati e presenti, in cui ogni divisione in buoni e cattivi è superflua e inadeguata.
L’ambientazione del manhwa, come forse si è intuito tra le righe, non è scolastica: i personaggi, nonostante la loro giovane età, lavorano e cercano un modo per sbarcare il lunario e mantenere la libertà, voluta o subita, e l’indipendenza. Tuttavia il mondo del lavoro, seppur presente, non è il paesaggio abituale della storia che si concentra, soprattutto, nella vita quotidiana dei due protagonisti e nella luccicante e tentacolare città in cui la vicenda si svolge. Che sia la frenetica via brulicante di persone in cui Saezz e Moto si ritrovano a fuggire e vagare di giorno, che sia la faccia notturna e misteriosa che la città mostra nei suoi luoghi più malfamati, la città con i suoi palazzi, i suoi grattacieli, le sue strade, è un elemento imprescindibile e insostituibile in The Summit.
L’atmosfera variegata e multiculturale della metropoli si respira in ogni capitolo e si rispecchia nei personaggi, nella cura che l’autrice pone sul loro aspetto e sul loro abbigliamento: tatuaggi, piercing, abiti all’ultima moda (Moto indossa persino D&G!) stile punk, rasta, dark… Lee Young-Hee osserva il mondo cangiante di Seoul e lo ripropone tra le pagine del suo manhwa con un grande cura dei particolari e un evidente piacere estetico. Il suo stile grafico ben si adatta a questo clima veloce e nevrotico, con quel tratto così spigoloso, quasi sgraziato a volte, eppure dotato di un fascino impetuoso; i personaggi, che pur essendo caratterizzati fin nei mini particolari, sembrano sempre pronti a scattare, a imporsi con prepotenza sulla scena. Se di quando in quando nelle tavole compare qualche fiorellino, le possiamo pur perdonare il vezzo estetico! Esso si esprime in modo particolare nelle cover e nelle illustrazioni a colori, in cui i personaggi sono spesso circondati – quasi soffocati, a volte – di bellissimi e lussureggianti fiori.
A livello narrativo, invece, Lee Young-Hee riesce a creare abilmente un connubio tra commedia e dramma: il manhwa parte in modo pungente e scanzonato, svelando man mano il suo sottofondo più amaro e doloroso senza perdere, però, la sua principale vena ironica e canzonatoria.
È importante notare, inoltre, che uno dei più grandi pregi di Lee Young-Hee è quello di non girare troppo attorno al fulcro delle questioni e creare la giusta suspance senza tirare la storia che si muove, così, con un’ottima gestione dei tempi, scorrevole e al tempo stesso esaustiva. Non aspettatevi tempi morti né capitoli riempitivi: l’autrice ha ben chiara in mente la struttura dell’opera e si muove efficientemente di capitolo in capitolo per districare i fili della matassa. In definitiva, visto il modo in cui Lee Young-Hee gestisce con estro e brio una trama che per alcuni aspetti può sembrare poco originale, io consiglierei questo manhwa sia agli amanti dello shounen ai (tenendo sempre conto che, di volume in volume, la storia si fa più intensa fino a raggiungere “il culmine”, tanto che, senza voler spoilerare niente, gli ultimi volumi sono stati destinati, in Corea, a un pubblico sopra i 19 anni) sia a chi si avvicina per la prima volta alle tematiche del boy’s love e vuole leggere un’opera ricca di sentimento e di humour. A onor del vero, è da considerare comunque che l’opera, essendosi l’autrice ritirata dal mondo dei manhwa, risulta a tutt’oggi interrotta al settimo volume.

 

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