Gorgeous Carat Galaxy di You Higuri

A cura di Lady Margareth (testi) e Martina (info e grafica)

Titolo originale: Gorgeous Carat Galaxy
Autrice: HIGURI You
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 1, concluso
Anno di pubblicazione: 2004
Casa editrice: Gentosha
Collana: Birz Comics Girls Collection
NOTA: il volume è il sequel della serie originale Gorgeous Carat (inedita e attualmente non annunciata per l’Italia) intitolata Gorgeous Carat, che oltre al Galaxy in Giappone si compone di altre due saghe.

:: Il manga in Italia ::
Casa editrice: J-Pop
Numero di volumi: 1, concluso
Prezzo: 6,90 euro
Data di pubblicazione: Ottobre 2007
Distribuzione: fumetteria e online
Con sovraccoperta

Storia
Parigi, inizi del ‘900: Noir, celebre ladro di gioielli fa parlare di sé tutta la capitale, seminando il panico nelle case dei ricchi borghesi.
A fiancheggiarlo come complice c’è sempre un ragazzo timido e bellissimo: le loro identità ufficiali sono rispettivamente quelle di Ray Balzac conte di Courland, usuraio senza scrupoli e Florian de Rochefort, discendente di una nobile famiglia decaduta, il suo “mantenuto”.
Questa l’indispensabile premessa a questa storia autoconclusiva, come risultava dalla serie ufficiale Gorgeous Carat, il primo capitolo di questa saga attualmente inedito in Italia.

In questo volume i due sono impegnati in un’avventura “gotica” ambientata in un castello perso fra le montagne, dove si recano su espressa richiesta di Jaques Chabot, lontano parente di Florian, per prendere visione ed eventualmente acquistare alcune delle opere d’arte della ricchissima collezione di famiglia.
Il conte, infatti, erede del casato dopo la scomparsa del fratello – che era impazzito per il tradimento della moglie – si trova in gravi difficoltà finanziarie e non ha esitato a richiedere l’aiuto di Florian, sebbene questi in passato fosse stato pesantemente discriminato dai suoi congiunti poiché sospettato (e pare non a torto…) di omosessualità.

Della compagnia fanno parte anche Laila, braccio destro di Noir; una coppia di attempati collezionisti assai snob, anch’essi interessati alle opere d’arte; Charlotte, fidanzata di Jaques; nonchè Eleonora, figlia del precedente proprietario e dunque nipote del conte, circondata da un’aura di ostilità e di mistero, che si oppone alla svendita dei ricordi di suo padre…

Naturalmente, come nei migliori racconti mystery/horror, un’improvvisa bufera di neve avvolge il castello intrappolandoli fra le montagne… E a uno a uno gli improvvisati compagni cominciano a essere uccisi mentre si avvertono strani rumori e misteriose presenze aggirarsi nei corridoi, ovunque sembrano spalancarsi trabocchetti e passaggi segreti e ombre oscure riappaiono dal passato quasi evocate dalle orrende statue deformi che popolano la foresta attorno al castello…

In appendice una storia breve che oltre a ripresentare tutti i vari personaggi e i loro ruoli, fa luce su un episodio drammatico del passato di Noir.

Considerazioni
Con questo volume autoconclusivo You Higuri debutta ufficialmente nel nostro paese e lo fa in verità con una storia di genere “noir” che si discosta un poco dalle trame fantasy-horror cui aveva abituato i suoi fan giapponesi.
L’espediente utilizzato è quello, fra i più classici, del delitto nella camera chiusa, più volte sfruttato in passato anche da autori del calibro di Agatha Christie (in 10 piccoli indiani o in Trappola per topi, per esempio) oltre a essere il presupposto su cui è basato il popolare gioco da tavolo “Cluedo”: personaggi eterogenei per origine e per carattere intrappolati più o meno occasionalmente in un luogo sempre assai isolato e claustrofobico, mentre un misterioso assassino si aggira fra di loro, mietendo le sue vittime, in un crescendo di tensione e sospetti.

La Higuri, bisogna ammetterlo, non sembra sfigurare al confronto con precedenti tanto illustri: dall’inquietante e teatrale apparizione di Eleonora in poi, è resa benissimo, quasi palpabile, l’atmosfera di oscura e indefinibile persecuzione che grava sui personaggi, sensazione di angoscia che sicuramente deve moltissimo alla location azzeccatissima, fra intricate foreste ammantate di neve ed enormi teste di pietra che gemono nella bufera.
Particolare, questo, che testimonia l’amore della mangaka per il nostro paese, visitato più volte per attingere informazioni durante la stesura del manga storico Cantarella.
La foresta dei mostri sacri è infatti dichiaratamente ispirata al giardino di Bomarzo, bizzarria rinascimentale voluta dal conte Orsino Orsini, appassionato di alchimia ed esoterismo che lo dedicò alla moglie Giulia Farnese.

Come spesso accade, i personaggi in gioco ricalcano i “tipi” cari alla nostra mangaka: c’è l’eroe tormentato e tenebroso con un passato doloroso che cerca di celare sotto una scorza di ostilità, il compagno fragile e capriccioso che tuttavia rivela una vitalità insospettata nei momenti più drammatici e l’inevitabile presenza femminile, esuberante e assai sventata, volta a creare lo scompiglio fra i due.

Nel caso di Galaxy (sottotitolo la cui motivazione è oscura) la Higuri sembra tuttavia rinunciare all’uso del soprannaturale da cui invece aveva attinto a piene mani in passato, propendendo invece per una spiegazione razionale…
E forse è proprio qui che si può rilevare il principale punto debole di quest ‘opera: gli indizi sono sparsi qua e là con grande maestria nel corso della narrazione in un crescendo di tensione, ma l’inevitabile e attesissimo colpo di scena arriva troppo improvviso e precipitoso e dopo non poche ridondanze (vedi i ripetuti smarrimenti nei passaggi segreti). Tutto sommato lascia il lettore piuttosto insoddisfatto, risultando cervellotico e forzato, volto più a stupire che a risolvere i numerosi interrogativi lasciati in sospeso..
E qui secondo me ci sta tutto il confronto con certi finali “sbrodolati” alla Kaori Yuki, affinità che ho notato anche nella scena iniziale che richiama un po’ Fairy Cube e in alcune relazioni famigliari morbose e proibite cui non accennerò per non spoilerare troppo…

In definitiva mi sento comunque di consigliare questo manga sicuramente ai fan della Higuri o a coloro che vorrebbero diventarlo attratti dal taglio sinistro che sa sempre dare alle sue storie, essendo ormai assodato che dal successo o meno di Galaxy dipenderà la futura pubblicazione italiana delle restanti sue opere…

E pure gli amanti dei bei disegni e delle trame ingarbugliate e avventurose troveranno pane per i loro denti assicurandosi una buona mezz’ora di intrattenimento: lo stile di disegno della Higuri ha subito un notevole miglioramento, soprattutto nell’espressività degli occhi e le scenografie degli interni sono come sempre sontuose e curatissime (anche perché la Higuri coltiva una vera passione per il periodo liberty in cui è ambientata la storia).

Gli unici a doversene forse astenere, e sembra ridicolo dirlo visto il genere cui questo manga dovrebbe appartenere, sono proprio gli amanti dello shounen ai puro: nonostante pare infatti che le tematiche omoerotiche, anche piuttosto spinte, si sprecassero nel prequel, qui tutto si riduce a qualche vago accenno e a una o due situazioni equivoche che si risolvono in definitiva in semplici siparietti comici assolutamente innocui.

Per finire, mi sento ancora una volta di esprimere la perplessità riguardo alla scelta editoriale della J-Pop di far esordire in Italia la Higuri con il sequel di un’opera qui da noi inedita e anche poco conosciuta: appartenendo io alla maggioranza di quei lettori che non hanno letto il precedente Gorgeous Carat, ho trovato piuttosto difficile comprendere le relazioni fra i personaggi oltreché i riferimenti ad avvenimenti del passato che a volte emergono nella narrazione, anche se il volume può intendersi come autoconclusivo.
Speriamo perciò che in futuro a questa mangaka di indubbio talento sia riservato un esordio di tutto rispetto…

Promossa in pieno comunque l’edizione della J-Pop, la cui confezione extralusso giustifica pienamente il prezzo un po’ elevato… formato con sovraccoperta, pagine a colori, qualità della carta eccellente, anche se un po’ rigida, che fa risaltare al meglio il tratto della Higuri.

 

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