Cherish di Wataru Yoshizumi

A cura di Deda (review) ed Emy (info e grafica)

Titolo originale: Cherish
Autrice: YOSHIZUMI Wataru
Categoria: Josei

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 1, concluso
Anno di pubblicazione: 2006
Casa editrice: Shueisha
Rivista di serializzazione: Chorus Lovers

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Cherish – semplicemente adorabile
Numero di tankoubon: 1, concluso
Pubblicato nel mese di: Marzo 2008
Casa editrice: Panini Comics
Prezzo: 4.30

Storia
Questo volume è composto da due racconti autoconclusivi: il primo, che dà il titolo alla raccolta, e il secondo dal titolo “Happiness”.
Nel primo racconto la protagonista Chihiro è una giovane universitaria come tante altre… o almeno lo sarebbe se non fosse che la sua famiglia è formata da una coppia gay.
Il padre adottivo di Chihiro era il migliore amico della mamma della ragazza e al momento della sua morte la donna lascia la sua bambina sola al mondo. La storia difatti si apre durante il funerale della mamma di Chihiro. L’amico della mamma chiede ai nonni il permesso di continuare a occuparsi della bambina, come aveva fatto sino a quel momento, il che potrebbe far pensare che si tratti del “compagno” della donna. La verità ci viene ben presto svelata da Chihiro stessa, ormai cresciuta, che spiega come sia cresciuta sotto le cure di questo amorevole uomo, che era compagno di appartamento e migliore amico della sua mamma… e del suo adorabile compagno.
La cosa non ha alcun impatto particolare su Chihiro finché, iscrivendosi al club dei cinefili della sua università non incontra un suo ex fidanzatino delle superiori. Riaffiorano tanti ricordi, soprattutto il ricordo dell’unico momento della sua vita in cui dover confessare di essere la figlia adottiva di una coppia gay ha creato problemi alla ragazza: confidando il suo segreto per lettera al suo ragazzo, viene da questi freddamente respinta e poi “abbandonata” (a causa del trasloco della famiglia di lui a Hong Kong).
Incontrarlo nuovamente crea disagio alla protagonista che, da un lato, sente riaffiorare i vecchi sentimenti ma dall’altro non riesce a perdonare il fatto che la sua situazione familiare non sia stata accettata. Dal canto suo il ragazzo si comporta gentilmente con lei, come se non le avesse mai detto o fatto nulla di grave… addirittura sembra comportarsi come se fosse lui la vittima di tutta la faccenda.
Contemporaneamente un uomo misterioso inizia a seguire Chihiro e ad avere contatti col padre putativo di lei. Questi incontri misteriosi insospettiscono il suo adorabile compagno che crede di essere stato tradito. I due uomini litigano e annunciano a Chihiro che potrebbero separarsi ma, siccome la faccenda si fa troppo grave, il padre putativo della ragazza decide di dire la verità: l’uomo è un investigatore privato, assoldato per trovare il vero padre della ragazza. A Chihiro viene quindi rivelato il fatto che sua madre fosse rimasta incinta di un uomo sposato che l’ha poi abbandonata… ma si viene presto a sapere che il padre di Chihiro non sapeva dell’esistenza della bambina ed era davvero intenzionato a lasciare la moglie per sposare l’amante.
Il padre naturale sembra in buona fede, a Chihiro fa piacere sentire che sua madre era amata, dopotutto, ma decide che non vuole incontrarlo, che è felice così com’è, che questa è la sua famiglia e che è contenta di sapere che il suo vero padre era una persona per bene…

Warning spoiler: le considerazioni contengono anticipazioni sul finale! 

Considerazioni
Cherish è il primo ladies comics della Yoshizumi, è strutturato in 3 capitoli e affronta temi più difficili rispetto alle opere precedenti.
Tuttavia lo stile della Yoshizumi non è ancora pronto per questo tipo di tematiche e riduce tutto ai minimi termini di bianco o nero senza cercare vie di mezzo o possibili gradazioni di grigio.
Se la storia si limitasse a quello che ho raccontato nel sommario, non sarebbe affatto male. Le idee ci sono, sono carine… ma il tutto è troppo farraginoso, semplificato, immaturo e quasi infantile.
Il primo capitolo, di set up, è senz’altro il più accattivante ma quando si passa allo svolgimento dei fatti successivi, il modo in cui viene presentato l’investigatore privato (cerca di farci pensare che sia il padre e del resto non c’è alcun motivo per cui l’investigatore voglia andare a conoscere la ragazza per pura curiosità, non è pagato per farlo!), il modo compiacente con cui viene mostrata questa perfetta e felice coppia gay quasi in maniera favolistica e mistica… fanno sembrare il tutto finto e superficiale.
Il finale purtroppo rovina tutto: se non fosse spuntata fuori la terza persona a risolvere il conflitto, non ci sarebbe potuto essere l’happy ending… come se senza di esso non si potesse continuare a vivere!
Sinceramente la terza incomoda, responsabile dell’equivoco, spunta fuori all’improvviso, ieri non c’era e oggi Puff: “ciao, sono la tizia gelosa del vostro bel rapporto e ho deciso per pura invidia di prendere la lettera di lei e leggerla. L’ho trovata troppo profonda e l’ho sostituita con un’altra lettera… poi ho letto quella di lui, l’ho trovata troppo profonda e ho sostituito pure quella. Ah, poi mi sono dimenticata per dieci anni di dire che ero stata io, scusami se ti ho rovinato la vita perché sono una persona egoista e superficiale, non me ne volere adesso con sta confessione qua riparo a tutto, ciao ciao!” e svolazza via felice la farfallina!
Una scena da far cadere la mascella.
La superficialità dell’insieme rende l’opera poco credibile come josei… sembra più un classico amore tra banchi di scuola mascherato da altro.
I disegni della Yoshizumi sono sempre i medesimi, come li conosciamo. Fondali vuoti, paginette scarne con sfondi limitati. Fisionomie piatte, affatto tridimensionali, sempre le solite espressioni assenti, sognanti, disperate e perse incollate su queste figurine anoressiche, alla moda e senza un capello fuori posto.
L’unica figura funzionante e non disfunzionale di questa storia è proprio Chihiro. Reagisce con rabbia quando deve ma a volte è una bambina nel corpo di un’adulta che gioca a fare l’adulta in casa di adulti. Altre volte è matura, capace di intendere e fare ragionamenti logici e razionali. Una figura ibrida che non ha ancora lasciato l’adolescenza in toto e non ha fatto completamente il suo ingresso in età adulta, proprio come devono essere i ragazzi della sua età. Solo nel finale si scioglie un po’ è perde il suo smalto, forse perché ha tenuto duro in fondo, povero personaggio valido, ma alla fine ha dovuto piegarsi alle necessità di copione che le imponevano di non ammazzare la tizia che le ha rovinato la vita, ma di restare inebetita (lei di solito così battagliera e assoluta nelle sue decisioni) per poi sciogliersi tra le braccia del suo happy ending.

 

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