Zero – Il maestro dei profumi (Zero no soukoushi) di Kaori Yuki

A cura di Silvia Monique (testi) ed Emy (info e grafica)

Titolo originale: Zero no Soukoushi
Autrice: YUKI Kaori
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Anno di pubblicazione: 2004
Casa editrice: Hakusensha
Rivista di serializzazione: Bessatsu Hana to Yume
Volume autoconclusivo

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Zero – Il maestro dei profumi
Pubblicato in Italia nel mese di: Novembre 2007
Casa editrice: Panini Comics
Distribuzione: librerie e fumetterie
Volume autoconclusivo, E 5.50

Storia
Saikawa Kanade è un ragazzo di famiglia aristocratica, nobile non solo di lignaggio ma anche nell’aspetto efebico e, ancor più, nella vocazione di esperto conoscitore di essenze e fragranze. Saikawa Anaïs è la cugina francese. Questi i protagonisti di Zero, il maestro dei profumi, volume autoconclusivo firmato da Kaori Yuki.
La storia del profumiere capace di distinguere qualsiasi fragranza e di inventare il profumo adatto anche per persone appena conosciute, diventa più intensa grazie all’aggiunta di aromi gotici, dark e misteriosi. Il volume si sviluppa in tre storie autonome ciascuna delle quali funge da palcoscenico per un’investigazione che Kanade dovrà condurre col solo ausilio delle sue divine doti di profumiere e l’assistenza della cugina Anaïs. Lei, espansiva e solare, alle soglie dell’irriverenza. Lui, interessato quasi esclusivamente a creare profumi che calzino come l’abito perfetto, risulta più introverso (il che non fa che rendere più intrigante il suo personaggio).
Il primo racconto ruota attorno al rapimento di una giovane cliente di Kanade: Tsubomi Shikishima, una ragazza di appartenenza nobile per cui il maestro dei profumi aveva appena ideato una particolare essenza. Sin da questa prima storia s’intuisce il dono quasi “canino” di Kanade, in grado di percepire odori che chiunque altro non noterebbe mai e, grazie a questo, capace di disseppellire segreti nascosti.
Nel secondo episodio del volume, il profumiere sarà impegnato a svelare un mistero ancor più terrificante: qual è il segreto del profumo della morte, elisir capace di condurre a morte certa ogni suo possessore? Cosa ha a che vedere tutto ciò con la minaccia che lui stesso aveva subito quando era ancora un apprendista profumiere?
Nel terzo e ultimo racconto, Kanade e Anaïs tenteranno di trovare una spiegazione che giustifichi la strana avversione che un’amica di quest’ultima prova nei confronti dei profumi. L’incipit della trama coincide con lo svenimento di Rira, appunto l’amica di Anaïs, al sentire un profumo, ma le motivazioni a cui risaliranno i due “investigatori” li condurranno sino al passato della ragazza e al lungo coma del padre di lei…
I tre capitoli del volume portano avanti l’idea secondo la quale i profumi, entità impalpabili ed effimere per antonomasia, si trasformano nel cappello e nella pipa di Sherlock Holmes o nei baffetti e nelle celluline grigie di Hecule Poirot, divenendo efficaci strumenti di investigazione per i due cugini Kanade e Anaïs.

Considerazioni

LE RAGIONI DEL SI’ (a cura di Silvia Monique)

Zero – Il maestro dei profumi nasce nel 2004 come opera serializzata sul magazine “Hana to Yume” (Fiori e sogni), e solo nel 2006 diventa un albo autoconclusivo.
Il “profumo zero” che dà il titolo alla raccolta non è altro che la base di tutte le fragranze esistenti (e possibili), ovvero quel profumo che il naso umano non riconosce nemmeno più. Le storie di questo shoujo ideato e disegnato da Kaori Yuki (Angel Sanctuary, God child), prese singolarmente, non si rivelano particolarmente originali: si tratta di plot appartenenti alla tradizione classica del giallo. L’unicità della mangaka si traduce nell’individuare un anomalo metodo d’investigazione, i profumi per l’appunto, e nel tingere uno scenario apparentemente delicato e nobile con ombre misteriose, gotiche, dark etc. a lei tanto care. Per di più, non mancano “effluvi psicologici”: la caratterizzazione dei personaggi, almeno quella dei due protagonisti (e, altrettanto, quella di Mira nell’ultima storia), è piuttosto buona. C’è da dire, innanzitutto, che le dinamiche investigative giocano precisamente sulle diversità caratteriali di Kanade (schivo, introverso e misterioso) e la cugina Anaïs (spontanea, intraprendente, aperta); dipinti, in un certo senso, lui come l’elemento statico e lei quello dinamico del duo. E così bene sono trattate le sfaccettature delle loro personalità, che sotto il manto di energica temerarietà della ragazza, si possono subodorare caratteri opposti come quelli di sensibilità e fragilità.
I disegni sono senza ombra di dubbio ben fatti e curati, con uno stile elegante, coerente al tema trattato, all’ambientazione “profumata” e delicata che accompagna le indagini.
In conclusione: pollice alto per questo albo autoconclusivo, suggerito non solo agli appassionati del genere.
Curiosità: non so se Kaori Yuki abbia letto “Il profumo” (Patrick Süskind, 1985), ma consiglio la lettura del romanzo a tutti coloro che si sono appassionati alla storia della mangaka, perché vi si possono trovare scenari simili e la stessa figura intrigante del profumiere dalle doti olfattive quasi divine.

LE RAGIONI DEL NO (a cura di Emy)

I tre episodi contenuti in “Zero” hanno l’impostazione e il ritmo di un serial tv: nel primo episodio c’è la presentazione dei personaggi e dei rapporti che intercorrono tra essi, le caratteristiche peculiari del protagonista e la frase topica da ripetere nei punti chiave. Nel secondo episodio viene presentato l’antagonista, quello che è destinato a essere la nemesi di Kanade, che in quanto tale -si presuppone- tornerà nell’arco della serie per poi affrontare il protagonista nello scontro finale. Il terzo episodio è un episodio di routine, dove al caso investigativo si sovrappongono i tratti principali dei personaggi fissi per consolidarli. È probabile che Kaori Yuki perciò avesse in mente per Zero uno sviluppo seriale, quindi farne una miniserie dove i personaggi avrebbero vissuto sviluppi narrativi ben precisi, ma così non è andata e a conti fatti Zero – il maestro dei profumi risulta essere un volume autoconclusivo che di conclusivo ha poco, dal momento che i personaggi non subiscono alcuna evoluzione e la storyline rimane congelata agli stadi iniziali, anche se apparentemente gli episodi sono autoconclusivi, così come autoconclusivi possono risultare le prime puntate di un serial tv.
La sensazione di incompiutezza però permane.
L’idea di fondo era buona, per quanto forse mutuata da Profumo di Süskind, romanzo di enorme successo da cui due anni dopo il manga della Yuki è stato tratto un film con distribuzione internazionale.
Tornando al manga, c’è da dire che anche i personaggi funzionano, soprattutto nel rapporto che c’è tra di essi, che è pacifico ma non privo di possibili sviluppi sentimentali. Dove le trame risultano deboli è nella risoluzione forzata delle indagini: Zero appare troppo perfetto e le spiegazioni che dà alle sue conclusioni sono talvolta funamboliche, non supportate da un iter logico individuabile e sostenibile. Circa la grafica, è inquadrabile nella media della Yuki, con i suoi pregi (i dettagli) e difetti (la mancanza di tridimensionalità).
In conclusione, dati i motivi sopra elencati, si consiglia questo volume ai soli fan della Yuki.

 

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