Blood Hound – Il Club dei vampiri (Yorugata aijin senmonten) di Kaori Yuki


A cura di Misato-san (testi e gallery) e Demelza (grafica)

Titolo originale: Yorugata aijin senmonten
Autrice: YUKI Kaori
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 1, concluso
Casa editrice: Hakusensha
Rivista di serializzazione: Betsuhana (Bessatsu Hana to Yume)
Anno di pubblicazione: 2003-2004

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Il Club dei Vampiri-Blood Hound
Casa editrice: Panini Comics
Numero di volumi: 1, concluso
Collana: Kaori Yuki Presenta – 16
Distribuzione: fumetteria
Prezzo: 5.50 €
Anno di pubblicazione: 2009

Storia
Conosciuto anche come Night Love Express o come Blood Hound (titolo scelto per la versione inglese), questo volume unico contiene una breve saga e ha come protagonista Rion Kanou, un’energica studentessa delle superiori, che sta indagando sulla scomparsa della sua migliore amica, Shihoko Aiga, avvenuta in circostanze misteriose.
Le sue indagini la conducono all’host club “Krankenhaus” (nome che potrebbe essere tradotto pressapoco con l’emblematico “casa della sofferenza”), dove lavora il vampiro Suon (anche questo nome scelto non a caso: il termine indica infatti il suo colore di capelli, e la sua pronuncia ricorda il sangue e in generale tutto ciò che è violento), cui la ragazza narra tutta la storia della sua amicizia con Shiho, le loro differenze di carattere e la confessione dell’amica, che le aveva raccontato di essersi innamorata di un vampiro, al quale stava donando il proprio sangue.
Poco dopo, era stata ritrovata svenuta in metropolitana… solo due segni inequivocabili sul collo avevano lasciato a Rion la possibilità di intuire la verità, e questo l’aveva spinta a recarsi all’host club di cui Shiho le aveva dato un biglietto pubblicitario.
Soun naturalmente nega ogni coinvolgimento nella faccenda e Rion, vedendosi cacciata in malo modo, decide di gettare la spugna… promettendo però di tornare l’indomani.
Una volta che la ragazza è andata via, i compagni di Soun cominciano a chiedersi se non possa essere lei la vergine che cercano da tempo…

Considerazioni
Realizzata in una pausa di lavoro da God Child, graficamente la storia rappresenta quello che è l’attuale, raffinatissimo stile dell’autrice, il cui tratto si è evoluto tantissimo dai tempi degli ultimi volumi di Angel Sanctuary (invero già notevoli; difettavano a mio avviso semplicemente di una certa disposizione a volte caotica delle tavole)…
La storia è, invece, il primo tentativo “esplicito” dell’autrice di cimentarsi con il tema dei vampiri ma, nonostante le premesse, risulta meno dark rispetto alla media della produzione della Yuki, soprattutto per via delle scene umoristiche e surreali che vedono coinvolta la protagonista, una personcina decisamente fuori dalle righe.
L’interpretazione della figura del vampiro che emerge da questo volume è sicuramente per alcuni aspetti debitrice di quella dei romanzi di Anne Rice (Soun ricorda almeno in un paio di punti Lestat), ma, nonostante l’indubbio fascino, non convince del tutto, come l’intera storia: avendo a disposizione un numero esiguo di pagine, la Yuki ha dimostrato, in passato, di riuscire a strutturare dei racconti convincenti, validi… cosa che a mio avviso non è avvenuta per Blood Hound, sembrando quest’ultimo, al momento, un esperimento con qualche falla di troppo.

 

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