C’era una volta in Giappone (Appare Jipangu!) di Yuu Watase

A cura di Emy

Titolo originale: Appare Jipangu!
Tradotto: Meraviglioso Giappone!
Autrice: WATASE Yuu
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone :: 
Casa editrice: Shougakukan
Numero di volumetti: 3, concluso
Prima pubblicazione: 1998-2003
Seconda pubblicazione: Shougakukan 2003, 3 volumi

:: Il manga in Italia :: 
Titolo: C’era una volta in Giappone
Collana: Manga Graphic Novel (nn. 14-16)
Casa editrice: Panini Comics
Numero di volumetti: 3, concluso
Prezzo di copertina: 4.00 euro
Cadenza: mensile
Pubblicato a partire da: Novembre 2004
Distribuzione: edicola e fumetteria
Lettura all’orientale

Storia

Episodio 1 – Yusura, la mitigatrice di tristezza

Epoca Edo (1600-1868).
La protagonista di questa storia è l’energica e mascolina quindicenne Yusura: ella è una “mitigatrice di tristezza”, ossia costringe i criminali a prendere coscienza delle loro colpe, facendo in modo che condividano la sofferenza che hanno inflitto alle loro vittime! Yusura ci riesce grazie a “Kongomaru”, un bastone dai poteri misteriosi, in grado di captare la tristezza e di ritorcerla contro chi l’ha prodotta. Kongomaru è anche l’unico elemento che possa aiutare Yusura a far luce sulla sua nascita, dal momento che la giovane è una trovatella accolta dal farmacista del paese. Tutto comincia quando la strada di Yusura si incrocia con quella di un giovane in fuga, Samon: costui è miope e, privo degli occhiali, non riesce neanche a colpire gli uomini che lo inseguono! Yusura, vedendo che tanti si accaniscono contro uno solo, interviene a favore di Samon, il quale, ferito nello scontro, è condotto nella casa di Yusura. Qui Samon dichiara di essere fuggito assieme alla sua amata, la dolce Oteru: i due stavano tentando una fuga d’amore, poiché a Oteru era stato imposto un matrimonio combinato. In seguito, altri particolari si aggiungono alla storia di Samon: egli era stato in passato sottratto alla madre perché figlio illegittimo di Kishima, potente signore feudale del luogo; probabilmente mandante dei sicari è lo zio del ragazzo, Yoriyasu, minacciato nell’eredità del titolo da Samon. Oteru era una domestica di Kishima, di cui Samon si era innamorato perché colpito dalla premura e dalla gentilezza della giovane nei suoi confronti. Samon, Yusura e Minekichi, quest’ultimo un fedele accolito della mitigatrice, decidono per una sortita notturna a casa di Kishima: qui trovano Oteru, viva, che cerca subito protezione nelle braccia di Samon. Ma è tutta una messinscena, dal momento che la stessa Oteru minaccia ora con un coltello la vita di Samon… ella rivela che fin dall’inizio aveva finto di essere innamorata di lui, in quanto questi erano i patti stretti con il suo signore, Yoriyasu. Grazie all’intervento di Minekichi, i nostri riescono a trarsi d’impaccio ma Yoriyasu uccide Oteru, colpevole solo di essersi fidata di lui. La ragazza spira tra le braccia di Samon; quindi Yusura colpisce Yoriyasu con la forza di Kongomaru: il colpevole prende così coscienza dei suoi misfatti, d’ora in poi cercherà di riparare al male fatto. Samon, colpito dal carisma di Yusura, decide di aiutarla nella sua missione di mitigatrice, e s’intuisce che tra i due nascerà prima o poi qualcosa…

Episodio 2 – Battaglia ai bagni pubblici

Yusura, Samon e Minekichi sono stavolta coinvolti nel conflitto tra i bagni pubblici Rayu e il centro termale Sarada: a capo di quest’ultimo c’è il prepotente Sarada, il cui figlio, Tsuyunosuke, è però in segreto sentimentalmente legato alla figlia del proprietario dei bagni Rayu, la signorina Oyumi, la cui bellezza colpisce anche Minekichi. Proprio quest’ultimo escogita un espediente per rilanciare i bagni Rayu e poter così aiutare l’amata Oyumi: Samon farà da lavaschiena per le signore, mentre Yusura per i signori! Yusura preferirebbe evitare, ma per dare una mano a Minekichi accetta, guadagnandosi in più i complimenti di Samon, che l’ammira una volta vestita da donna. L’idea ha successo e i bagni pubblici Rayu richiamano l’attenzione dei clienti, ma a causa di ciò Sarada decide di usare mezzi poco leciti per eliminare gli avversari. Infatti una mattina il padre di Oyumi è ritrovato morto, e come se non bastasse sgherri di Sarada cominciano a demolire il Rayu! Lo stesso Sarada intima ad Oyumi di sparire, oppure di diventare la sua amante, al posto del figlio Tsuyunosuke… a salvare la situazione penseranno Minekichi, Samon e Yusura, la quale sfodera Kongomaru e costringe perciò Sarada a prendere coscienza delle sue colpe. Sarada si costituisce, mentre Oyumi si riunisce a Tsuyunosuke.

Episodio 3 – Un’amicizia eterna

Yusura dovrà occuparsi di Hanji e Kazanosuke, due ninja costretti a fronteggiarsi, nonostante la loro antica e sincera amicizia, a causa della diserzione di Kazanosuke dal clan di appartenenza. Incalzato da altri ninja sulle sue tracce, per salvare l’onore di Kazanosuke Hanji sceglie la morte, onorando così l’amicizia che lo legava al compagno. Yusura punisce grazie a Kongomaru i ninja che avevano costretto i due amici a combattersi.

Chiude il volume una storia completamente slegata da “Appare Jipangu!”: ambientata ai nostri giorni, “Lo specchio delle paure” narra di Sarashina, una ragazza crudele nei confronti dei suoi numerosi spasimanti, perché in realtà è da sempre innamorata di un suo vecchio amico. La storia si tinge di thriller quando si scopre che sia Sarashina che una sua compagna di classe sono dotate di poteri straordinari…

Considerazioni
Appare Jipangu! è una delle opere minori di Yuu Watase, ma non per questo disprezzabile.
I personaggi sono credibili e simpatici, le gag funzionano a dovere, inoltre qua e là brilla per la sua originalità qualche idea azzeccata, quale il bastone kongomaru, il guerriero miope, il cane androide (il padre adottivo di Yusura si diletta nel costruire nuovi macchinari, invenzioni che per lo più risultano fallimentari), mista nel contempo a temi invece usurati, quali il servo fedele ma sfortunato (Minekichi) o la protagonista che viene confusa con un uomo a causa della sua mascolinità.
Nel complesso, un’opera che fa sorridere, ideale per trascorrere qualche ora in modo svagato e piacevole. Lo stile di disegno è preciso e regolare, assomiglia più a quello di Ayashi no Ceres che non a Fushigi Yuugi, essendo questa un’opera della maturità dell’autrice.
Dedicato ai fan della Watase e a chi è in cerca di una commedia ambientata nel Giappone feudale.

 

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