Liar Lily – non è come sembra (Usotsuki Lily) di Ayumi Komura

A cura di Giorgia-bi (testi) e Ananke (grafica)

Titolo originale: Usotsuki Lily
Autrice: KOMURA Ayumi
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 17 + un volume 0 -concluso
Casa editrice: Shueisha
Rivista di serializzazione: Margaret
Collana: Margaret Comics
Anno di inizio pubblicazione: 2010

:: Il manga in Italia ::
Titolo italiano: Liar Lily non è come sembra
Casa editrice: Planet Manga
Distribuzione: edicola e fumetteria
Prezzo: 4.30 euro; 11,5×17,5, B., 216 pp., b/n
Pubblicato a partire da: Febbraio 2012.

Storia
Hinata Saotome è una liceale graziosa e simpatica, ma nel complesso può essere definita ‘una come tante altre’, il genere di adolescente che di certo non emerge per bellezza o per carattere nel gruppo di coetanee. Per questo la ragazza rimane piacevolmente stupita quando, a nemmeno un mese dall’inizio della scuola superiore, riceve una dichiarazione d’amore da un ragazzo semplicemente bellissimo. Ovviamente Hinata accetta senza pensarci due volte, anche se il nome del suo nuovo fidanzato (En Shinohara) sembra proprio ricordarle qualcosa… e c’è poco da stupirsi, visto che si tratta di un compagno di scuola noto a tutti per il ‘vizietto’ di travestirsi di donna!
Cresciuto in una famiglia di soli uomini e mosso da un amore sconfinato per l’universo femminile, En ha sviluppato nel tempo una vera e propria intolleranza verso il mondo maschile, al punto di non sopportare nemmeno la vista del proprio aspetto riflesso in uno specchio. Per questo motivo ha iniziato a travestirsi da ragazza con risultati peraltro notevoli, e oramai l’intera scuola lo conosce in veste femminile.
Dopo lo shock iniziale, Hinata comprende come i sentimenti di En nei suoi confronti siano sinceri e profondi, al punto che per dichiararsi si è sforzato di mostrarle il suo aspetto maschile. Ora però sarà lei a dover fare uno sforzo nei suoi confronti, accettandone la natura… quantomeno ‘particolare’. Cosa piuttosto difficile, visto che la coppia non può baciarsi se En veste da uomo (il proprio riflesso negli occhi di Hinata lo fa dare di matto) e Hinata a sua volta si rifiuta di farlo con la ‘versione femminile’ del suo ragazzo.
Come farà la poverina ad accettare un fidanzato… più femminile di lei? E come fare ad ammirare l’aspetto che l’ha fatta innamorare, se vestito da maschio En finisce per ridurre in frantumi qualsiasi superficie riflettente? Per Hinata si prospettano giorni difficili, in cui sarà costretta a ripetere fino allo sfinimento che…”Non è come sembra”!!

Considerazioni
L’affermazione che l’autrice Ayumi Komura piazza con nonchalance in un free talk del primo volume potrebbe essere sufficiente a commentare l’intera serie: “Liar Lily era stato scritto originariamente come un volume unico”, ed è stato l’editore a decidere diversamente. Una conclusione a cui si giunge facilmente dopo la lettura dei primi volumi, attraverso i quali si nota l’assenza di una direzione verso cui far procedere la trama.
La storia di Hinata ed En può forse strappare qualche sorriso in prima battuta, ma manca completamente di quel mordente e di quel potenziale che giustificano l’interesse del lettore nei confronti di una serie superiore ai tre-quattro capitoli. La trama è davvero esilina e abbozzata, i personaggi sono tratteggiati in modo piuttosto ingenuo e approssimativo, e la grafica non si discosta dalla media delle commedie scolastiche targate Margaret. Una volta delineata la ‘strana coppia’ nei primissimi capitoli, il resto della serie assume un andamento a episodi quasi autoconclusivi, ‘puntate’ di una soap in cui si ha la sensazione di navigare a vista attraverso i passaggi obbligati di uno shoujo manga scolastico, dal festival dello sport fino alla cioccolata di San Valentino.
Resta il fatto che uno sviluppo come “per baciarci chiudiamo gli occhi a turno” può forse funzionare all’interno di una spensierata storiella autoconclusiva, ma non può certo essere una premessa per una lettura di lungo corso. Lo stesso discorso vale per la costruzione dei personaggi, che si ferma a un livello da macchietta: l’autrice fornisce una semi-spiegazione del ‘vizietto’ di En, ma non gli conferisce un briciolo di fascino se non affidandosi alle sporadiche apparizioni col capello sparato e il pantalone a vita bassa. Si può quindi supporre che Liar Lily si voglia vendere come un titolo dalle suggestioni shoujo-ai, ma il fatto di rivolgersi a un pubblico piuttosto che a un altro fa ben poca differenza, quando una storia non convince (e non avvince).

 

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