Yumiko Igarashi

IGARASHI Yumiko いがらしゆみこ

A cura di Emy

Negli anni ’70, accanto al famoso Gruppo 24, esordì un altro gruppo di autrici, che potremmo chiamare per *nostra* comodità gruppo di Hokkaidou. Tutte erano infatti originarie di Hokkaidou, e si trasferirono nella capitale con la precisa intenzione di diventare professioniste nel campo dei manga, senza sapere che i loro nomi erano destinati a diventare presto famosissimi: Yumiko Igarashi, Youko Tadatsu, Waki Yamato. Gli shoujo di queste tre autrici, a differenza delle loro colleghe del Gruppo 24, si muovono su un solco tradizionale, rivolgendosi in genere (ma non è sempre così -ndr) a un pubblico di adolescenti: questo -sia chiaro- non va a loro discapito, in quanto ognuna di loro ha saputo esprimere -grazie a trame di ottima qualità e personaggi tutto fuorché banali- motivi autentici e originali, contribuendo sensibilmente alla popolarità crescente degli shoujo manga, tanto che ancora oggi sono tra le autrici più amate e ricordate, in Giappone.

YUMIKO IGARASHI

Yumiko Igarashi nasce il 26 Agosto di un anno che non vuole precisare, ad Asahikawa (Hokkaidou). Fin dalle scuole medie inferiori si interessa al disegno, sicché prende a frequentare un corso da fumettista per corrispondenza: impara in questo modo i trucchi del mestiere, come l’utilizzo dell’inchiostro di china e il tipo di carta da usare. In questo periodo subisce il fascino delle opere di Osamu Tezuka (“il dio dei manga”), Shotaro Ishinomori (l’indimenticabile autore di “Cyborg 009” e di altre storie fantastiche), Hideko Mizuno (autrice di Honey Honey no sutekina bouken/I fantastici viaggi di Fiorellino), cioè quelli che in futuro dichiarerà suoi maestri. È solo in seguito però che le viene in mente di diventare una mangaka professionista, quando in prima liceo conosce Youko Tadatsu e Waki Yamato: le accompagna in un viaggio a Tokyo e qui mostra per la prima volta un suo lavoro a un redattore. I riscontri sono positivi: debutta nel 1968 con Shiroi Same no iru Shima (L’isola dello squalo bianco), sulla rivista “Ribon” della Shueisha. In seguito si specializza nelle storie per ragazzine: all’inizio con opere di breve respiro, poi con il suo primo racconto lungo, su sceneggiatura di Kyouko Mizuki (che in realtà è lo pseudonimo della scrittrice Keiko Nagita): l’opera assurge in breve tempo al successo mondiale, anche grazie all’omonima serie animata, Candy Candy. Probabilmente è proprio all’enorme successo di Candy che si deve la convinzione generalizzata che le shoujo eroine abbiano *tutte* gli occhi grandi e i capelli biondi o che gli shoujo manga siano *tutti* delle soap-opera: convinzione purtroppo dura a morire. In seguito, dal sodalizio con la Mizuki nascerà anche Tim Tim Circus, in due volumi, pubblicato in Italia negli anni Ottanta come Kitty la stella del circo sulle pagine del settimanale Candy Candy. Sarà poi la volta per l’Igarashi di firmare altri classici per ragazze: Georgie! (che diventa presto una serie animata TV) e Koronde Pokkuru, in tre volumi. Con Man Izawa, sceneggiatore di Georgie!, realizza poi comic for ladies dove a farla da padrone è l’erotismo, e uno shounen: Boku no brassiere island, nonché Twinkle Star 2, shoujo per adolescenti. A differenza della grande maggioranza delle sue colleghe quindi, questa autrice dimostra fin dagli inizi una spiccata propensione a realizzare manga su testi altrui: non perché non sia capace di articolare da sola delle storie valide, ma solo perché preferisce concentrarsi sui disegni. Il risultato in effetti è notevole: il suo stile, pulito e precisissimo, si dimostra sempre all’altezza dei testi, e resiste senza timore al trascorrere del tempo (e delle mode). La sua mano si rivela particolarmente felice nel tratteggiare personaggi briosi e pieni di vita (kawaii!), grazie ai quali è diventata famosa, ma ha dimostrato di sapersi destreggiare bene anche con altri tipi di personaggi e atmosfere (ne è un esempio il fantasy Paros no ken, scritto su sceneggiatura della scrittrice Kaoru Kurimoto).
Continua a disegnare per un pubblico di ragazzine fino alla metà degli anni ’80: poi, la svolta. La Igarashi decide che le va stretto il ruolo di disegnatrice per adolescenti, ragion per cui si mette coraggiosamente alla prova e comincia a sperimentare, realizzando storie rivolte al pubblico più disparato: dai smaliziati comic for ladies, destinati a donne adulte, alle favole illustrate per bambini, agli adattamenti di opere immortali come Romeo e Giulietta, Anna Karenina e Madame Bovary… senza per questo abbandonare i suoi manga per adolescenti. Quel che non è cambiato è il fatto che ancora oggi preferisce affidarsi alle trame di esperti sceneggiatori: è il caso di Shiba Fumiko, con cui ha stretto un duraturo (e prolifico) sodalizio professionale.
Il suo stile di disegno, prima così inconfondibile, ora muta intelligentemente nel corso del tempo di volta in volta, a seconda della storia trattata. Nonostante ciò, la Igarashi è ancora in grado di disegnare in “Candy style”, come dimostrano alcune sue recenti illustrazioni. In Giappone ha avuto grossa risonanza la causa intentata da Kyouko Mizuki alla Igarashi circa i diritti di Candy Candy: la causa è stata vinta dalla sceneggiatrice, e, a motivo dello screzio tra le due “mamme” di Candy, una futura riedizione di questo manga in qualsiasi paese, compreso il Giappone, è -al momento- resa impossibile.
Presso il lago Yamanaka esiste un museo dedicato a Yumiko Igarashi, l’indirizzo completo è: 1486-2 Settoya Hiraho Yamanakako-mura Minamitsuru-gun Yamanashi, 401-0502. È aperto dalle nove alle diciassette e trenta tranne il Mercoledì: all’interno, una vasta esposizione di tavole e illustrazioni dedicate ai personaggi creati da questa autrice.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
“Kappa Magazine” numero 11 -Ed. Star Comics
“Kappa Magazine” numero 30 -Ed. Star Comics

Opere

Quello che segue è un catalogo incompleto delle opere di questa famosissima autrice, nonostante ciò sono presenti tutti i suoi principali lavori.

SHIROI SAME NO IRU SHIMA (L’isola dello squalo bianco)
Pubblicato su Ribon, Shueisha, nel 1968.
È proprio questa la primissima opera pubblicata dalla Igarashi: quando la firmò non usò il suo vero nome, ma uno pseudonimo. È un manga breve, dove elemento predominante è il motivo avventuroso. Guardando il disegno, si intuisce l’influenza della shoujo mangaka Mizuno Hideko, indicata dalla stessa Igarashi come una delle sue maggiori fonti d’ispirazione. In seguito quest’autrice si affiderà sempre più spesso a sceneggiatori: Tsue Sachiko (Lemon scash yoningumi), Yagi Motokatsu (Nakayama Ritsuko monogatari) e perfino Shiro Jinbo, futuro autore delle serie TV Hana no ko Lun Lun (in Italia è Lulù l’angelo tra i fiori) e Hello! Sandybelle, col quale nel 1971 realizzerà un racconto breve per Kodansha.

LEMON SQUASH SHININGUMI
Kodansha, pubblicato su Teen Comics Deluxe, nel 1973.
Sceneggiato da Tsue Sachie.

 

 

ATSUKO NO ASHITA WA (Il domani di Atsuko)
Kodansha; 1974; 2 volumi. Lo sceneggiatore è Toshi Yoshida.

 

 

NATSU MATSURI (Matsuri estivo)
Kodansha; 1975; 1 volume.
Anche se le opere più famose della Igarashi sono ambientate in paesi occidentali, non mancano i racconti ambientati nella sua patria: i matsuri sono i festival popolari giapponesi. Lo stile grafico mostra una sicurezza ormai del tutto personale.

 

BANZAI SENSEI 
Kodansha; 1975; 2 volumi.

 

 

HITOTSU YANE NO UTA
Kodansha; 1975; 1 volume.

 

 

HITORIBOCCHI NO TAIOU (Il sole solitario)
Kodansha; 1975; 1 volume. Lo sceneggiatore è Michio Yoshioka.
Uno dei pochi lavori dell’Igarashi in cui il protagonista è un ragazzo.

 

 

CANDY CANDY (Id.)
Kodansha; 1975-79; 9 volumi. La sceneggiatrice è Kyouko Mizuki.
Edito in Italia durante gli anni Ottanta sul settimanale “Candy Candy”
Originariamente serializzato su “Nakayoshi”, è il manga destinato a diventare uno dei più grandi successi dell’editoria nipponica. La trovatella Candy vive la sua infanzia alla Casa di Pony; qui è costretta a separarsi dall’amica di sempre, Annie, e qui vive un brevissimo quanto importante incontro: un ragazzo di cui non conosce il nome, che lei chiama “Principe della collina”. Adottata da una nobile famiglia, i Legan, Candy subirà le angherie dei due viziati rampolli, Iriza e Neal, ma d’altro canto verrà sostenuta dall’affetto dei suoi nuovi amici: Archie, Stear, e soprattutto il biondo Anthony (che lei scambia per il suo “Principe”), nonché dal simpatico Albert, un uomo che ama vivere in compagnia dei suoi animali. Adottata dall’influente famiglia Andrew per intercessione del misterioso “zio William” (capo degli Andrew), in seguito alla morte di Anthony, Candy viene mandata a Londra, per studiare in un prestigioso collegio. Qui incontra il grande amore: il romantico e tormentato Terence Granchester, figlio di un conte e di una famosa attrice. Ma in seguito a un tranello ordito da Iriza (anche lei nel medesimo collegio), i due sono costretti a separarsi, e saranno vani i loro tentativi di ricongiungersi. Le loro scelte di vita infatti li dividono: Terence diventa un attore professionista, Candy studia per diventare infermiera…
La fama di Candy è planetaria, eppure non tutti conoscono la storia originale: in Italia il manga è stato pubblicato sul settimanale “Candy Candy” nei primi anni ’80, sull’onda del successo della serie TV omonima, di cui tutti quanti, credo, avranno sentito parlare, almeno una volta nella vita! Questo significa che la stragrande maggioranza degli appassionati (e non) identifica Candy con il cartone animato, trasmesso più volte nel nostro paese. Peccato: le vicende dell’orfanella nel manga originale si svolgono secondo un ritmo molto, molto più serrato rispetto alla serie televisiva; inoltre sono per lo più assenti le esagerazioni giocate sull’emotività della protagonista (piuttosto frequenti nell’anime); infine -nota più importante di tutte- nella serie TV il vero finale viene celato, mutando il senso -IMHO- di tutta la storia. Nonostante il cartone animato, senz’altro un’opera di buona fattura, rimanga indimenticabile e insostituibile nelle menti di gran parte dell’universo femminile, il manga è, tra le due versioni, quella che ha saputo mantenersi più fresca. La sceneggiatura di Kyouko Mizuki (che con il suo vero nome, Keiko Nagita, ha firmato i testi delle sigle Tv di Candy) è *a prova di bomba* e si sposa perfettamente, come meglio non potrebbe, ai disegni della Igarashi. Risultato: un’opera che non invecchierà mai! Il che rende particolarmente duro il fatto che le nuove generazioni non l’abbiano letta e nemmeno lo potranno in futuro (almeno fino a quando ogni contrasto tra le due autrici non sarà appianato). Candy è, nonostante quel che possano pensare i denigratori degli shoujo, che hanno fatto di questo titolo uno dei bersagli preferiti delle loro critiche (probabilmente perché non l’hanno mai letto!), davvero tra i migliori prodotti nell’ambito dei manga giapponesi degli anni ’70.

MAMIMUME MITAROU (Id.)
Kodansha; 1977; 1 volume.
“Ma-mi-mu-me” non è che una parte dell’alfabeto sillabico giapponese. Questo titolo presenta un racconto breve, che ruota attorno a due gemelle, l’una vivace e l’altra tranquilla: entrambe hanno una cotta per un loro coetaneo, Mitarou, che aiuteranno nel suo obiettivo, cioè dare una mano al proprio padre nel suo lavoro (designer di biancheria intima!).

OMASENA* NINGYOHIME (L’affascinante sirena)
Kodansha; 1978; 1 volume.
*”Omasena” si usa anche per definire i bimbi che, ansiosi di crescere, si atteggiano ad adulti.
Questo manga racconta la storia di una graziosa sirena alla ricerca di un tesoro, obiettivo che persegue in comune con un giovane e affascinante pirata. La sirena può diventare umana a piacimento, così in vesti umane si fa assumere come mozzo sulla nave del pirata… il fatto che questi la creda un ragazzo è spunto di divertenti equivoci.

MAYME ANGEL (Id.)
Kodansha;1979-81; 4 volumi.
Edito in Italia nel 2007 da Star Comics, 3 volumi.
Originariamente serializzata su Nakayoshi, è una storia ambientata nell’America dell’Ottocento. Mayme, la più giovane di tre sorelle, coltiva il sogno di partire un giorno per il West, alla ricerca del ragazzo di cui è innamorata fin da bambina. Imparerà che la realtà del West è dominata da leggi più crudeli di quelle che avrebbe mai potuto immaginare, quando verrà coinvolta in una guerra tra una famiglia di criminali, che spadroneggia con la forza delle armi, e i ribelli capeggiati da suo cugino, Alman. Una storia il cui lieto fine non riesce a smorzare la drammaticità dei momenti più tragici… Pubblicata anche in Italia negli anni ’80, sul settimanale “Candy Candy”, con il titolo “Susy del Far West”, e in tempi più recenti da Star Comics.

TIM TIM CIRCUS (Id.)
Kodansha; 1981-2; 2 volumi. La sceneggiatrice è Kyouko Mizuki.
La giovanissima Tim Tim dovrà superare molti ostacoli per realizzare i suoi sogni: diventare una brava trapezista e rimettere insieme il circo del padre, distrutto da un incendio doloso. Il carattere allegro e spensierato della ragazza verrà messo a dura prova da avvenimenti tragici quali la morte del suo giovane insegnante di trapezio (un personaggio estremamente affascinante e malinconico). In Italia il manga è stato pubblicato come “Kitty la stella del circo” su “Candy Candy” della Fabbri editore, negli anni ’80.

KORONDE POKKURU (Id.)
Kodansha; 1982-3; 3 volumi.
Edito in Italia nel 2011 da Goen, 3 volumi, col titolo Koronde Pokkle.
È una brillante commedia scolastica, che vede protagonista la birichina Onko, alle prese con una cotta per un compagno di scuola. I “Koropokkuru” sono i piccoli elfi che vivono sotto le foglie verdi, ma Onko in un primo momento crede che “Koropokkuru” indichi quei piccoli elfi che si rialzano immediatamente quando cadono, e decide perciò di ispirarsi a loro per mostrarsi coraggiosa. Il bello è che in questo manga il lettore vede i piccoli elfi seguire Onko da vicino, e dividere perciò -senza che lei lo sappia- le sue avventure. Pubblicato in Francia col titolo Croque-Pockle da Taifu Comics e in Italia da Goen col titolo Koronde Pokkle.

GEORGIE! (Id.)
Kodansha; 1983-4; 5 volumi. Lo sceneggiatore è Man Izawa.
Edito in Italia negli anni novanta da Star Comics e nel 2009 da Magic Press in 4 volumi.
Serializzato su “Shoujo Comic”, scritto da Man Izawa (famoso sceneggiatore giapponese, autore di musical, TV-movie, opere teatrali), il manga di Georgie! è meravigliosamente illustrato dalla Igarashi, che offre una prova grafica ancora migliore di quanto fatto con Candy. I disegni infatti hanno acquistato maggiore precisione e raffinatezza: basta dare un occhio agli splendidi sfondi, frutto di un ottimo lavoro di documentazione. Naturalmente, la storia è quella che qui in Italia conosciamo attraverso la famosa omonima versione animata. Ma anche il manga originale di Georgie! (come già accaduto con Candy) differisce non poco dalla serie televisiva: è un dramma dai toni molto più adulti, fortemente edulcorati nell’anime (eppure, nonostante fosse edulcorata, ciò non ha impedito che la versione italiana sia stata ulteriormente censurata).
Georgie Buttman è un’allegra ragazza australiana, felice della vita che conduce in una fattoria con sua madre e i suoi due fratelli, Abel ed Arthur. Quando poi conosce e si innamora -ricambiata- di Lowell J. Gray, nipote del governatore di Sidney, l’avvenire sembra sorriderle appieno. Ma gli eventi precipitano nel momento in cui scopre che in realtà non è la vera figlia dei Buttman, e che quelli che credeva suoi fratelli sono entrambi innamorati di lei. Georgie decide perciò di partire per l’Inghilterra, alla ricerca delle sue origini….. La storia prosegue in un avvicendarsi di momenti drammatici e lieti, verso un epilogo che non svelo, nel caso ci sia ancora qualcuno che non lo conosca e preferisca leggerlo da sé. Il manga di Georgie infatti, era già stato pubblicato negli anni ’80 sul settimanale “Candy Candy”, ma la successiva versione Star Comics (ancora disponibile in fumetteria) e la recente edizione Magic Press sono infinitamente più rispettose dell’originale: l’edizione è in b/n (anche a colori nell’edizione Magic), le tavole censurate sono state ripristinate, e -finalmente- la storia si svolge dall’inizio alla fine!

MAGICAL MAMI (Id.)
Shougakukan; 1983; 1 volume.
Questo manga è interamente a colori.

 

 

TWINKLE STAR 2 (Id.)
Kodansha; 1984; 1 volume. Lo sceneggiatore è Man Izawa.
È una bizzarra commedia che vede la giovane Reko alle prese con una maligna entità: la salverà un simpatico extraterrestre, il cui intervento servirà anche a unire Reko al ragazzo da lei sempre sognato. Trama e disegni al di sotto della media dell’autrice rendono questo volume appetibile per i soli Igarashi fan.

ANN WA ANN (Ann è Ann)
Kodansha; 1984; 3 volumi.
Edito in Italia nel 2010 da GP Publishing, 2 volumi.
Commedia che sembra prendere le mosse dal film Il cowboy col velo da sposa per poi prendere una strada del tutto originale: Ann è una ragazzina i cui genitori sono separati, ma che lei desidera con tutta se stessa vedere riuniti. Perciò lei, che vive a stagioni alterne presso la madre e il padre, non esita a incarnare l’immagine della loro figlia ideale. Ma i suoi genitori la pensano diversamente in proposito: ecco perciò che Ann diventa un maschiaccio irriverente per adeguarsi all’immagine di donna alternativa della madre, e una romantica country girl quando vive a casa del padre. Eppure, anche se le due Ann sono così diverse l’una dall’altra, “Ann è sempre Ann”, come ricorda lei stessa. Pubblicato in Francia col titolo Anne da Taifu Comics e “Ann è Ann” in Italia da GP.

I CLASSICI
È intorno al 1986 che Yumiko Igarashi prende a disegnare, nel mentre che realizza i suoi shoujo, le sue personali interpretazioni di fiabe e romanzi tra i più noti di sempre. Le fiabe da lei illustrate (“Biancaneve” dei Grimm, “La Sirenetta”, “Pollicina”, “I dodici mesi”, “La Bella Addormentata”, “Cenerentola”, “I cigni selvatici” e “La piccola fiammiferaia” di H. C. Andersen, ma anche “Kaguya Hime” e “Tanabata”, per rimanere nell’ambito tradizionale giapponese) sono raccolte in cinque bellissimi libri dal titolo “Fairy Tales”. Mentre tra gli adattamenti a fumetti si possono citare: “Il mago di Oz” di Frank Baum, “Heidi” di Johanna Spyri e “Romeo e Giulietta” di Shakespeare. Quelli che ho potuto visionare mi sono sembrati piuttosto fedeli al testo originale. L’immagine che vedete qui vicino si riferisce alla cover di “Romeo e Giulietta”, e risale al 1995 (Ed. Kadokawa, 270 pp.).

PAROS NO KEN (La spada di Paros)
Kadokawa Shoten; 1987; 3 volumi.
Edito in Italia nel 2009 da GP Publishing, 2 volumi.
Serializzato su “Asuka” (Kadokawa Shoten), scritto dalla famosa (in Giappone) Kaoru Kurimoto, autrice di best-seller di genere fantasy/horror, è uno shoujo molto diverso da quelli disegnati in precedenza dall’Igarashi. In una cornice medievale, assistiamo alle lotte per il potere che coinvolgono la principessa Erminia: una giovane donna che veste come un uomo, e come tale si innamora della bellissima (e povera) Fiona…I richiami alla più famosa opera di Riyoko Ikeda, Versailles no bara (La rosa di Versailles, meglio conosciuta da noi come Lady Oscar) sono inevitabili, ma più apparenti che sostanziali. Graficamente parlando, si tratta probabilmente dell’opera più elaborata dell’Igarashi, che in alcune tavole raggiunge una precisione e una cura nei dettagli che lascia senza fiato.

BOKU NO BRASSIERE ISLAND (La mia isola del reggiseno)
Shougakukan; 1987; 1 volume. Lo sceneggiatore è Man Izawa.
Scritto da Man Izawa, sceneggiatore di Georgie! e Twinkle Star 2, è una commedia dai contenuti osè, pubblicata nella collana “Monthly shounen Magazine Comics”(questo titolo perciò non è da considerarsi uno shoujo manga).

 

LADIES COMICS
Verso la fine degli anni Ottanta la Igarashi disegna, per la casa editrice Houbunsha, alcune storie indirizzate a un pubblico femminile più maturo: racconti erotici spesso incentrati su avventure extra-coniugali -o comunque illecite- all’insegna della trasgressione. Lo stile di disegno muta intelligentemente, al servizio del genere trattato (per fortuna! Diciamocelo: sarebbe stato a dir poco ridicolo se l’Igarashi avesse affrontato questo tipo di storie con lo stile di Candy! ). La sceneggiatrice che si affianca alla Igarashi in questo periodo è per lo più Shiba Fumiko, ma non manca all’appello Man Izawa. La cover qui mostrata riferisce a TONARI NO OTOKO (L’uomo della porta accanto), un’antologia di quattro racconti erotici dalla qualità mediocre (firmati Igarashi/Shiba, Houbunsha 1991). Altri titoli di volumi incentrati su analoghe tematiche: SEX TALK (scritto da Shiba Fumiko, 1990); LA NUIT MAGIQUE (scritto da Masako Tokawa, 1990); NIDOME NO SAYONARA (scritto da Man Izawa, 1989).

MUKA MUKA PARADISE (Paradiso di Muka Muka/Paradiso arrabbiato)
Shougakukan;1993-4; 3 volumi.
Serializzato sulla rivista “Ciao”, scritto da Shiba Fumiko, è un racconto per bambini che tratta di Muka Muka (il cui significato è “rabbia”), un cucciolo di dinosauro nato in un moderno negozio per animali domestici, e della sua amicizia con la piccola Uiba. Da questo manga nel 1993 è stata tratta un’omonima serie animata per la TV.

PAPA WA OKAMASAN (Papà è gay)
Koubunsha, 1994-6; 3 volumi. Scritto da Shiba Fumiko.

 

 

ANNA KARENINA (Id.)
Chuuoukouronsha; 1997; 1 volume.
Adattamento a fumetti dell’omonimo romanzo di Tolstoj. Nello stesso anno e per la stessa casa editrice esce Madame Bovary, adattamento del romanzo di Flaubert.

 

AKAGE NO ANNE (Anne dai capelli rossi)
Kumon Publishing; 1997-8; 3 volumi.
Edito in Italia nel 2003 da Panini, 3 volumi + 2 editi in seguito.
Adattamento a fumetti del romanzo di L. M. Montgomery, la storia nota in Italia per la serie animata “Anna dai capelli rossi”. Sono in seguito stati pubblicati, illustrati dalla Igarashi, altri due volumi come seguito del manga, “Anne of Avonlea” e “Anne of the Island”, tratti dai rispettivi romanzi della Montgomery. Tutti sono editi in Italia da Panini.

SUZURAN (Mughetto)
NHK Shuppan Comics; 1999, 2 volumi.
Tratto dal dorama (telefilm) TV Suzuran, shojo Moe no monogatari diretto da Rintaro Mayuzumi, è incentrato su una bambina, Moe, che viene abbandonata presso la stazione ferroviaria di Asumoe, Hokkaidou. Moe è adottata dal capostazione, che la tratta come un padre: undici anni dopo, però, il fato vorrà che la ragazza incontri la sua vera madre…

DAISY MAY
Shufutoseikatsusha (Emerald Comics); 2003; 1 volume.
Versione a fumetti del romanzo Harlequin “The impossible woman” di Emma Darcy. OTONA NI NARU MADE, edito da Shufutoseikatsusha (Emerald Comics) nel 2003 in 1 volume, è una versione a fumetti del romanzo Harlequin “Leaving Home” di Leigh Michaels.

 

OYOME SAMBA (Il Samba della sposa)
Shougakukan; 2003-2004; 2 volumi.

 

 

BARA NO JOSEPHINE
Akita Shoten; 2011; 4 volumi.
Edito in Italia nel 2015 in 4 volumi da J-Pop col titolo Rose Josephine.
Scritto da Kaoru Ochiai, tratta della storia romanzata di Josephine Beauharnais, prima moglie di Napoleone.

 

Intervista

Notizia pubblicata il 10/03/2013 da Akaiko.

Ospite della dodicesima edizione del Japan Expo, Yumiko Igarashi è stata intervistata dalla redazione di Manga-news. Riportiamo qui, ringraziando ancora una volta il sito francese, l’intervista all’entusiasta e gioiosa autrice di opere come Candy Candy (edito in Italia negli anni ’80 dalla Fabbri), Mayme Angel (edito in Italia da Star Comics) e Georgie! (edito in Italia da Magic Press). L’intervista è tradotta da Akaiko.

Domanda: Come è nato il personaggio di Candy?

Yumiko Igarashi: È stato proprio nel momento in cui stavo riflettendo sulla nuova serie che volevo scrivere con il mio editor che una sera questi, rientrando a casa, trovò sua moglie e sua figlia che guardavano assieme Heidi alla tv. E allora lui mi ha chiesto di creare un manga che potesse essere letto sia dalle madri che dalle figlie, che potesse essere apprezzato da due generazioni.

D: Perché ha scelto il nome Candy?

Y.I.: Sono una fan di un’attrice americana di nome Candice Bergen. E il suo nomignolo è Candy. Ai tempi lo trovai così carino, ed è questo che mi ha dato l’idea del nome Candy per il mio personaggio.

D: Nelle serie Georgie e Candy Candy lei era la disegnatrice. Ma aveva influenza a livello di sceneggiatura, se fosse voluta intervenire?

Y.I.: Per Georgie e Candy Candy avevo già pensato a una storia che avevo concordato in precedenza con l’editor. In seguito mi sono avvalsa di uno sceneggiatore per mettere su carta la mia idea. Sono io che ho dato il nome Georgie al personaggio e, come già detto, a Candy. Quindi sì, ho partecipato enormemente alla sceneggiatura.

D: In che misura ha partecipato all’elaborazione delle trasposizioni animate delle sue opere?

Y.I: Per le opere che sono state adattate in anime, ho creato il design dei personaggi con le loro dimensioni e tutti i particolari. I personaggi poi sono evoluti durante l’adattamento perché non mi sono occupata io di disegnare la versione animata, ma un’altra persona.

D: Nell’adattamento di Candy Candy notiamo delle differenze importanti, specialmente la presenza degli animali. Perché?

Y.I.: La versione animata è in realtà pensata per un pubblico ancora più giovane di quello della versione cartacea, quindi per un pubblico non ancora in grado di leggere. La presenza degli animali permette di attrarre di più i più giovani, perché gli animali sono carini. Durante alcune sessioni di autografi, dei fan mi hanno detto che guardavano Candy Candy sin dall’età di 3 anni. Questo prova che l’anime aveva catturato il pubblico più giovane (qui la Igarashi ha l’aria estasiata di chi ha incontrato dei fan adulti che non hanno dimenticato le eroine della loro infanzia).

D: Nella versione anime di Georgie la parte dedicata alla sua infanzia occupa una gran parte della storia al contrario del manga. A cosa è dovuta questa differenza?

Y.I.: Quando disegnai Georgie volevo fare un manga per un pubblico più adulto, con delle tematiche più mature e anche più sexy. Georgie è più donna di Candy e ha un fisico più maturo. Anche se si vedono le mutande di Candy non è per niente una cosa erotica! Per la descrizione dell’infanzia di Georgie, è stata una scelta del team che ha creato l’anime quella di allungare questa parte per poter attirare un pubblico più giovane. La loro versione della storia è molto carina, quindi amo anche questa!

D: Candy Candy è una serie di culto in Francia. Come si posiziona in Giappone?

Y.I.: È lo stesso in Giappone. Tutti conoscono Candy Candy anche se non conoscono il mio nome (ride)…

D: Nelle sue storie, le sue eroine devono affrontare delle prove difficili. Che messaggio vuole far passare?

Y.I.: È nell’accettazione della perdita di qualcosa di importante, di qualcosa che teniamo a cuore che si arriva a risentire enormemente in seguito del buonumore che viene da altre cose. Io provo sempre a far passare questo messaggio, dicendo che bisogna superare e riuscire a vivere dopo i duri colpi della vita.

D: Perché le storie raccontate nelle sue opere si svolgono in occidente?

Y.I.: Se sono presenti dei personaggi giapponesi il lettore ci si identifica di più. Il problema delle vacanze scolastiche, la ragione per la quale l’eroina non ha più i genitori, sono domande che i lettori iniziano a farsi e di conseguenza trovano la storia poco plausibile. Invece se le protagoniste sono bionde con gli occhi azzurri, fanno parte di un altro universo rispetto a quello del lettore (giapponese ndT) che ne accetta più facilmente la storia e riesce a godersela di più.

D: Che evoluzione ha potuto constatare negli shoujo, per quanto riguarda i personaggi femminili?

Y.I.: I disegni hanno raggiunto un livello veramente notevole! Al giorno d’oggi i primi lavori di un autore sembrano dare l’impressione che questo abbia disegnato per anni e anni. A livello tecnico c’è stata un’evoluzione incredibile. Ci sono delle mode nel mondo dei manga. È possibile che prima o poi torni la moda dei fiori e degli occhi brillanti!

D: Quali sono i suoi progetti?

Y.I.: Proprio prima di venire qui in Francia ho lavorato su un libro all’interno del quale saranno presente 65 mie tavole. Questo verrà pubblicato nel settembre del 2011. Inizierò poi una nuova serie che avrà per protagonista la prima moglie di Napoleone: Josephine de Beauharnais.

Gallery

Omasena Ningyohime

 

Paros no Ken/La spada di Paros

Romeo e Giulietta

Twinkle Star 2 

Koronde Pokkle

Mayme Angel/Susy del Far West

Tim Tim Circus/Kitty la stella del circo

Georgie! 

Akage no Anne

Candy Candy

Anime

 

_________________________
Online since 27/03/2002, last up 13/10/2019. This is a no profit web site. All the images in this site are used to review and to promote shoujo manga in Italy. All the images are © of their respective artists and publishers, or other owners. Each review is copyright © of respective author. The comments reflect the personal opinions of the reviewers. Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.Licenza Creative Commons.Licenza Creative Commons