Marionette (Mou hitori no marionette) di Chiho Saitou

A cura di Nimue80 (testi) ed Emy (info e grafica)

Titolo originale: Mou hitori no marionette (Un’altra marionetta)
Autrice: SAITOU Chiho
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Casa editrice: Shougakukan
Numero di volumi: 8, completo
Data prima pubblicazione: 1991-3
Collana: Flower Comics
Di quest’opera esiste anche una seconda edizione e un cd con musiche ispirate al manga.

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Marionette
Casa editrice: Star Comics
Numero di volumi: 8, completo
Pubblicato a partire da: Settembre 2007
Cadenza: mensile
Distribuzione: fumetteria e online

Storia

Volume 1

Una ragazza si sta preparando ad affrontare un saggio di danza, cercando di immedesimarsi nel ruolo che dovrà sostenere, quello di una marionetta. Si tratta di Nanami Hagino, sedicenne di Matsuyama il cui sogno è di andare a Tokyo a studiare danza classica. Per questo motivo deve convincere il padre, restio alla decisione. La giovane non vuole nient’altro, solo che il genitore vada ad assistere al suo saggio, che la veda ballare e le porti un mazzo di violette, i suoi fiori preferiti. Purtroppo il destino ha in serbo un tiro crudele per la ballerina: il padre sta correndo trafelato verso il teatro con in mano proprio un mazzo di violette, quando si sente male e si accascia al suolo. Viene soccorso da un giovane che si trova nei paraggi, giovane che in precedenza aveva già avuto modo di osservare le prove di Nanami… Allo stremo delle forze il signor Hagino chiede al ragazzo di consegnare al suo posto il bouquet alla figlia.
Nel frattempo l’esibizione di Nanami sta andando a gonfie vele, tutto il pubblico è positivamente colpito dalla leggiadria dell’interprete di “Marionette”, storia appunto di un marionettista e la sua marionetta che un giorno incomincia inspiegabilmente a muoversi da sola.
A causa di un’improvvisa défaillance della partner di Nanami, lo spettacolo si interrompe e l’insegnante fa cenno anche a lei di uscire dalla scena, ma la ragazza, immedesimandosi totalmente nel ruolo, riesce a comportarsi come una vera marionetta e a far commuovere tutto il pubblico, compreso il misterioso ragazzo col mazzo di violette in mano.
Alla fine dell’esibizione, la giovane è preoccupata e abbattuta per l’apparentemente misero risultato, quand’ecco che è raggiunta dal ragazzo il quale le consegna i fiori e le comunica di precipitarsi all’ospedale. Qui raggiunge la madre e le sorelle e scopre che il padre è ormai morto, ma le sue ultime parole sono state “Lascia che vada a Tokyo”. Per Nanami lo stupore è solo secondo alla tristezza per il lutto in famiglia. Nel frattempo Jin, il ragazzo misterioso, parla concitatamente al telefono, sostenendo di aver finalmente trovato la sua marionetta, colei che ingaggerà come prima attrice per la sua opera “Marionette II”.
Dieci giorni dopo la morte del padre Nanami torna a casa da scuola e trova la madre che le consiglia di entrare in fretta perché ha dei visitatori che le hanno portato un mazzo di violette. La ragazza spera si tratti del misterioso ragazzo incontrato durante il saggio, invece in salotto trova due rappresentanti del gruppo Togo Noa, l’azienda per cui lavorava il padre, i quali le offrono un indennizzo e la possibilità di iscriversi alla tanto sospirata scuola di danza classica in quel di Tokyo. In un primo momento la giovane è restia ad accettare, si sente in colpa per la scomparsa del padre, poi viene convinta dalle parole di Yuki, una delle due persone incaricate di comunicarle la notizia, il quale afferma che qualcuno è rimasto talmente impressionato dalla sua interpretazione della marionetta da aver intercesso presso l’assicurazione in suo favore per farle avere una borsa di studio. Yuki è, in effetti, il braccio destro di Masayuki Jin, drammaturgo e regista della compagnia XXIX secolo. Nanami decide di accettare e grande è la sua sorpresa nello scoprire che Jin altri non è che il misterioso ragazzo delle violette. Peccato che il primo impatto coi suoi metodi duri e autoritari non aiuti la ragazzina ad accettare il fatto che potrà sì frequentare la scuola di danza dei suoi sogni, ma che è stata scelta e chiamata a Tokyo per recitare e diventare la protagonista di “Marionette II”, il nuovo spettacolo che Jin sta giusto mettendo a punto. Anche l’essere presa a ceffoni e insultata dal talentuoso regista le fanno venire voglia di tornarsene subito a Matsuyama. Per fortuna Yuki interrompe il battibecco piuttosto violento che si è creato fra i due portando Nanami a riposare nel suo alloggio, che, guarda caso è anche l’abitazione di Jin e dello stesso Yuki. Questo è troppo e, nonostante Yuki le abbia spiegato che la durezza di Jin è dovuta solo al fatto che, grazie al suo geniale istinto ha capito che lei possiede una grande abilità recitativa, la ragazza decide di fuggire dalla finestra. Peccato non si sia accorta di trovarsi all’ultimo piano di un edificio piuttosto alto e sta per precipitare, quando inaspettatamente Jin la salva afferrandola proprio un attimo prima del volo che le sarebbe fatale. Nanami è colpita dalle parole del giovane, che poi le consiglia di svuotare il cuore e le promette che il giorno dopo potrà tornarsene a casa. Il mattino dopo il volo è già prenotato, ma a causa di una forte nevicata pare sia stato cancellato. Yuki e Jin si stanno ingegnando nel trovare una soluzione per consentirle ugualmente il viaggio di ritorno, ma all’improvviso lei stessa afferma che non deve partire per forza quel giorno, potrebbe fermarsi almeno una settimana, o un mese, o addirittura fino alla messa in scena di “Marionette II”. La condizione è che ovviamente frequenterà anche la scuola di danza. In realtà la notizia del volo cancellato è una bugia inventata da Yuki, bugia che però ha svolto egregiamente il proprio dovere.
Nanami quando non frequenta la scuola di danza si reca ad assistere alle prove della compagnia, dove è criticata da alcuni colleghi, invidiosi del fatto che è lei la nuova pupilla di Jin e che addirittura vive con lui!
Un giorno, siccome un’attrice non è ancora arrivata, Jin fa leggere la sua parte a Nanami, che finalmente si rende conto di che cosa tratti “Marionette II”: la marionetta protagonista dello spettacolo è un extraterrestre caduto sulla Terra e la trama in sostanza verte sull’agitazione suscitata attorno a questo alieno e le sue capacità straordinarie. Nonostante la recitazione della ragazza sia piuttosto grezza, in più di un frangente riesce a commuovere gli spettatori. Un problema sostanziale è però dovuto alla danza classica, che limita molto l’interpretazione della giovane, rendendo i suoi movimenti sempre alquanto artefatti e fin troppo eleganti per risultare naturali. Jin coi suoi soliti modi bruschi le rinfaccia tutto ciò intimandole anche di lasciare la prova, è solo d’intralcio per gli altri.
Nanami fugge via disperata e i colleghi commentano che sarà pur brava nella danza, ma nella recitazione lascia molto a desiderare… Yuki ribatte saggiamente che la ragazza non è certo da sottovalutare: da tanti anni esercita il suo corpo, si può dire sia un’esperta di movimenti, caratteristica non certo da tutti.
Durante la lezione alla scuola di danza classica Nanami rimugina sulle parole del regista, tanto da prendere la decisione di allenarsi nel non seguire la musica col suo corpo: la danza aiuta solo per i movimenti adatti a un ruolo preciso, quindi dovrà concentrarsi sul ruolo da interpretare e lei è molto brava in questo.
Finalmente arriva l’occasione per riscattarsi agli occhi di Jin, dimostrandogli anche di aver imparato la lezione: siccome manca un tavolino usato solitamente durante le prove, sarà lei a interpretarlo. Il test riesce perfettamente e anche di più, Jin ne sembra davvero colpito, peccato che all’improvviso arrivi un pessima notizia: la “Marionette” di Jin è stata rubata! La compagnia Mokuyosha di Hajime Tennoji, dalla quale la XXIX secolo si è staccata un anno e mezzo prima, sta infatti per proporre, la sera stessa, proprio quello spettacolo a cui il giovane regista sta lavorando da ormai molto tempo e che sarebbe stato in cartellone entro due settimane.
Jin è al colmo della collera e sta per organizzare un’invasione del teatro rivale con lo scopo di distruggere la messa in scena, però molti dei compagni non se la sentono: in fondo hanno tradito Tennoji per andare con lui, il giovane e talentuoso genio della regia. L’unica ad accompagnarlo alla fine è Nanami, la quale si stupisce molto nel constatare quanta gente sia in coda davanti allo Shinjuku Theater… Sono accolti dallo stesso regista e, alle accuse di Jin di avergli rubato lo spettacolo cui avevano inizialmente lavorato insieme, Tennoji ribatte che l’idea originale era sua. Guardando la recita Nanami si rende conto di quanto sia valida e lo stesso Jin appare sconfitto, dal momento che afferma che è meglio della sua “Marionette”. È talmente giù di morale da chiedersi: “come può essere una copia migliore dell’originale?”.
Tennoji rincara la dose chiedendo a Nanami di entrare a far parte della Mokuyosha: lui saprà valorizzarla come donna, non come Jin che mira a trasformarla solo nella sua perfetta marionetta. Queste parole sembrano colpire la ragazza, che però rifiuta fermamente: sta per restituirgli il mazzo di fiori che le ha lanciato, quando lui la afferra e cerca di trattenerla. Jin non ci vede più, si precipita sul palco e sgancia un pugno al rivale. Nonostante Tennoji abbia affermato che Jin non conosce le donne e l’amore, in quell’istante (gli si sono anche sciolti i capelli), Nanami l’ha visto caldo come il fuoco, sembrava veramente un’altra persona.
Di ritorno alla sede della XXIX secolo Jin annuncia di voler sospendere la messa in scena di “Marionette II”, ormai compromessa dai rivali. Alle proteste di Yuki e degli attori afferma che non molleranno certamente in questo modo: “Marionette” è perduta, ma la sfida non finisce così, dato che replicheranno una qualche vecchia rappresentazione; il ragazzo promette a Nanami di stupirla con uno spettacolo che non dimenticherà per il resto della vita e che ci sarà una parte anche per lei.
Riuscirà a compagnia del XXIX secolo a sostenere la concorrenza della Mokuyosha? E con quale spettacolo?

Considerazioni
Come per ormai molte mangaka, Chiho Saitou è una habituée delle case editrici italiane, anzi, probabilmente è una delle “regine” in questo senso.
Marionette o meglio Mou hitori no marionette (Un’altra Marionetta), è una delle sue opere più precoci: risale infatti al 1991.
Un indizio innanzi tutto ci aiuta a far risalire il manga quasi agli albori della carriera della Saitou: si tratta dello stile del disegno, molto più simile a Valzer in bianco (Waltz wa shiroi dress de, 1990) che a First girl (2002). I corpi, specialmente quelli maschili, sono decisamente sempre stati allampanati, gambe e braccia lunghissime, busti piuttosto ridotti e forme non troppo accennate. Il tratto è però più elementare e abbozzato, sono presenti meno particolari in abiti e acconciature, anche se sguardi ed espressioni appaiono più limpidi.

Sarà un’impressione, suffragata magari dall’abbigliamento dei personaggi e dalle pettinature, ma si respira proprio l’aria dei primi anni ’90 in questo manga.
Questo è, a mio avviso, un punto a favore di Marionette, dato che le opere più recenti dell’autrice sembrano più artefatte, meno genuine: la mano è sempre calcata sulla bella di turno, la ragazzina contesa su più fronti, da personaggi spesso con storie morbose alle spalle.
Non che in Marionette manchino triangoli amorosi più o meno accennati, gelosie, antagonisti arroganti e segreti inconfessabili: gli stereotipi ci sono, però la protagonista della storia, Nanami, ci viene presentata come una ragazzina di sedici anni e, almeno all’inizio, è tale sul serio. La ragazza ha un sogno (la danza classica) e cerca nel suo piccolo di fare di tutto per realizzarlo. Ci riesce, nonostante la dipartita del padre, ma dovrà presto scontrarsi con la dura realtà, difficile, certo, ma anche rivelatrice di quello che lei vale e di quello che vuole realmente fare della sua vita. Grazie a Jin, personaggio apparentemente ambiguo pur nella sua genialità, Nanami capisce per cosa è davvero portata, la recitazione, e inizia a impegnarvisi sul serio.
Completa il terzetto dei personaggi principali Yuki, il misterioso braccio destro di Jin, colui che conosce tutto di lui, anche il suo segreto più inquietante, che sarà rivelato solo nel secondo volume.

Marionette è stato spesso avvicinato a Il grande sogno di Maya” (Glass no kamen): così è, almeno per quanto concerne la tematica teatral-recitativa e l’evidente talento della protagonista, talento di cui lei stessa non è all’inizio conscia. Ma le somiglianze non vanno tanto più in là di questo, vuoi perché Marionette è terminato da anni e in soli otto volumetti, mentre Glass no kamen è bloccato a 49 tomi da tempo; vuoi perché la storia è sicuramente meno approfondita, Nanami è tanto meno coinvolta emotivamente dalla recitazione quanto piuttosto da Jin e chi più ne ha più ne metta.

Questo manga è semplicemente una piacevole storia di passione, crescita e scoperta di sé da parte di una ragazzina che sta diventando donna; un’avvincente soap opera cartacea che, di volume in volume, coinvolge i lettori fino all’ultima pagina, con interrogativi che vengono solo man mano risolti: riuscirà lo spettacolo? Quale sarà il segreto di Jin? E quello di Yuki? Gli interrogativi, si sa, stuzzicano la fantasia e fanno venire voglia di leggere la continuazione fino alla fine, sperando che il manga non ci deluda. A questo proposito consiglio la lettura innanzi tutto agli appassionati di tutto ciò che è “made in Saitou”, a chi apprezza le storie sul teatro, ma soprattutto a chi, leggendo questa recensione (e la trama del primo volume) si è incuriosito e vuole scoprire quale segreto si cela dietro all’affascinante Masayuki Jin, co-protagonista di “Marionette”!

 

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