Le théâtre de A et B di Asumiko Nakamura

A cura di Emy

Titolo originale: Le théâtre de A (primo volume) e Le théâtre de B (secondo volume)
Autrice: NAKAMURA Asumiko
Categoria: Shoujo*

*Essendo la rivista di serializzazione Gothic & Lolita Bible presumibilmente rivolta alle ragazze, intendiamo quest’opera come shoujo manga, ma il volume può intendersi anche josei.

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 2 -concluso
Casa editrice: Index Communications
Rivista di serializzazione: Gothic & Lolita Bible
Anno di pubblicazione: 2012

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Le théâtre de A (primo volume) e Le théâtre de B (secondo volume)
Numero di volumi: 2 -concluso
Casa editrice: Dynit
Collana: Showcase
Distribuzione: fumetteria e libreria
Prezzo: 15.90 E
Pubblicato a partire da: Luglio 2019
L’edizione italiana presenta le prime 4 pagine a colori (consistono in illustrazioni in chiave lolita) e il resto in b-n.

Storia
I due volumi raccolgono i manga brevi serializzati in Giappone sulla rivista “Gothic & Lolita Bible”. Questi racconti sono per lo più autoconclusivi ma alcuni sono collegati da una continuity, costituendo a conti fatti delle serie brevi. Modalità narrativa prediletta (ma non esclusiva) è quella della fiaba, per esempio Pinocchio, Cappuccetto rosso e soprattutto Alice nel paese delle meraviglie, cui toccano più episodi legati da continuity: Childhood’s End, Bite Me Something, Looks Like a Teaspoon, A is for Alice, Welcome to Wonderland. Nella versione della Nakamura Alice è un ragazzo dalla bellezza androgina di nome Alastair, cui piace travestirsi, appunto, da Alice (dal look rigorosamente lolita). In queste vesti incontra e segue il coniglio bianco per entrare a far parte del pazzo mondo di Wonderland, mondo “dalla porta sempre aperta”, in cui il ragazzo si ritroverà più volte fino a trascinarvi dentro anche un amico. Nei due volumi, in storie piuttosto brevi (8-16 pagine) la Nakamura declina tutto l’immaginario fantasy-gotico in chiave gothic & lolita: principesse, vampiri, cacciatori di vampiri, bambole e costruttori di bambole, detective, angeli, diavoli, fanciulle dal terzo occhio, fanciulli di cospicua eredità. Riassumere le storie le sminuirebbe, perché mai come in questo caso l’estetica non solo sposa il contenuto ma in un certo senso è il contenuto.

Considerazioni
Ci sarà ancora qualche lettore che non si sia mai imbattuto nello stile lolita? Questo abbigliamento frou frou, ricco di trine e merletti, fa spesso capolino nei manga e non solo, dal momento che è stato ampiamente sdoganato in Occidente da film come Kamikaze Girls (Shimotsuma monogatari) con Kyouko Fukada e Anna Tsuchiya, pellicola che se non avete visto, vi consiglio di recuperare.

Le storie brevi raccolte nei due volumi de Le théâtre sono state originariamente serializzate sul fashion magazine “Gothic & Lolita Bible”. All’interno della rivista ispirata da Mana dei Malice Mizer sono compresi articoli, reportage, saggi e anche manga, firmati da autrici come Asumiko Nakamura o Mihara Mitzukazu. Esiste anche un’edizione americana di “Gothic & Lolita Bible” che copre i primi numeri, perciò possiamo definire il Gothic & Lolita style piuttosto diffuso.

Sarà quindi acclarato che i manga serializzati su un magazine teso a valorizzare uno stile così particolare non possano certo tradire lo spirito della rivista, per cui essenziale risulta negli episodi curare il look dei personaggi, rigorosamente in stile lolita. Non deve stupire dunque se questi personaggi sfileranno di fronte ai nostri occhi come in un catalogo di moda (“Parade” è il titolo di un episodio, infatti). Né ci stupiremo che l’estetica la faccia da padrone e che le storie siano costruite in funzione dell’abbigliamento.

Quello che stupisce è il fatto che la Nakamura riesca, a dispetto di consegne così specifiche, a imbastire delle storie di tutto rispetto come la favolosa “I am a piano”, dove l’autrice adotta il cosiddetto “punto di vista impossibile”, sulla scia di quel che fece Ooshima Yumiko con Wata no Kunihoshi. Quella che in questo episodio si presenta ai nostri occhi come un’adorabile lolita è in realtà un pianoforte, visualizzato come una ragazza perché così si percepisce quest’oggetto, come un essere umano. L’episodio risulta un vero e proprio gioiellino, anche perché a differenza della Ooshima viene qui adottato il punto di vista di un oggetto inanimato anziché animato. Il punto di vista di un animale, con meccanismo analogo, è adottato nell’episodio “Till dawn”, dove a presentarsi al lettore nelle vesti di un’affascinante fanciulla rinchiusa in gabbia è invece un uccellino. Difficile non richiamare alla memoria Clover delle Clamp, quando vediamo una ragazza in gabbia, anche se gli oneshot della Nakamura vivono in una dimensione autonoma rispetto a chi l’ha preceduta. Entrambi i racconti sono compresi nel primo volume, che personalmente ho preferito al secondo perché adotta un punto di vista più decisamente surreale (memorabile la battuta del lupo cattivo che nel racconto “My skin on my back”, divorata Cappuccetto Rosso, esclama soddisfatto “Le lolite sono così. Sanno di rose e fragole.”).

Meno riuscite riescono un paio di storie che si rifanno al genere giallo, presenti nel secondo volume, ma sempre nel secondo volume troviamo la surreale “Le jardin du thé, dall’atmosfera rarefatta come il profumo di una tazza di tè. Le storie fantasy e/o surreali a mio parere si sposano meglio con il look richiesto dalla rivista e con la consistenza quasi liquida del tipico tratto della mangaka, pertanto appaiono più riuscite.

Circa l’edizione italiana: comprendiamo senz’altro perché si sia stampato il libro in b-n anziché in bicromia come nella rivista di serializzazione. Forse i file digitali in bicromia non esistono più e, se pure fossero disponibili, il prezzo dei volumi italiani sarebbe lievitato ulteriormente.

In conclusione: Le théâtre è un acquisto fondamentale? Se il look lolita vi lascia freddi, direi di no. Se i disegni della Nakamura non vi dicono nulla, probabilmente questo non è il libro per voi. Ma se volete provare a lasciarvi sedurre dall’eleganza e dallo stile, dalla maestria e dall’estro dell’autrice, che riesce in alcuni episodi a imbastire degli oneshot memorabili… avrete pane per i vostri denti.

 

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