Rouge di Katsura Komachi

A cura di Emy

Titolo originale: Rouge
Autrice: KOMACHI Katsura
Categoria: Yaoi*

*Warning: con “YAOI” si intendono storie di amore omosessuale fra maschi, con contenuti espliciti e sono pertanto indicati per un pubblico maturo.  

:: Il manga in Giappone ::
Volumi: 1, concluso
Anno di pubblicazione: 2016
Casa editrice: Kaiousha
Rivista di serializzazione: Gush

:: Il manga in Francia ::
Volumi: 1, concluso
Casa editrice: IDP HOME VIDEO (Boy’s Love)
Collana: Hana Collection
Prima pubblicazione: Luglio 2017
Prezzo: 7.95 E

:: Curiosità ::
Collegati a Rouge sono usciti in Giappone altri volumi: la serie completa in 2 numeri dal titolo Aka to kuro – Le rouge et le noir, prequel di Rouge dedicato a due personaggi secondari: Yamato-san e Yukio, il suo compagno (entrambi affiliati alla yakuza), e il seguito di Rouge: La Vie en rose, attualmente serializzato sulla rivista “Gush”, di cui al momento in cui scrivo è disponibile il primo tankoubon.

Storia

Rouge contiene due storie autoconclusive: quella che dà il titolo al volume e un’altra non correlata dal titolo Ai wa Deban wo Matte Iru. Qui di seguito è riassunto l’incipit del primo racconto.

Rouge

In un liceo privato dove gli scontri tra gang sono all’ordine del giorno, il tasso delinquenziale è parecchio alto e l’edificio ha un aspetto cadente. In questo ambiente degradato, un gruppo di ragazzi fa circolo in classe attorno a Nagato, uno studente trasferito da poco che si è fatto notare per il suo atteggiamento da duro, avendo dato uno spintone al leader dei ragazzi più giovani: agendo in questo modo, Nagato è papabile per essere il prossimo leader, anche se il ragazzo si dichiara poco interessato a diventarlo… in fondo è un bravo figliolo che ogni mattina aiuta i genitori al mercato del pesce.

E in ogni caso non sarebbe l’unico leader, dal momento che nella scuola il capo indiscusso, nonché leader dei ragazzi più anziani, è Yamato-san, figlio di un boss della yakuza.
Nagato viene avvicinato da un ragazzo dall’aria efebica, venuto per testare le sue intenzioni: Ai Kaga, seguace di Yamato-san, ha un viso dolce come quello di una ragazza e per una ragazza viene scambiato da Nagato, il quale a causa dell’equivoco guadagna un pugno di Ai che gli fa perdere i sensi. Ai infatti, a dispetto del suo fisico esile, è parecchio abile nel fare a cazzotti.
Nagato, che è rimasto colpito (in tutti i sensi…) da Ai, viene a conoscenza dei trascorsi del ragazzo al liceo: l’anno precedente il giovane era stato preso di mira da Yata-san, il precedente leader dei senior, che ne aveva fatto il suo giocattolo sessuale, per sé e per i membri della banda. La persona che l’aveva salvato da quella tragica situazione era stato Yamato-san, motivo per cui Ai lo segue come un cagnolino e picchia chiunque gli manchi di rispetto.
Nagato è fortemente attratto da Ai e per catturare la sua attenzione lo sfida a battersi per prendersi la rivincita: Ai è riluttante ma, poiché Yamato-san gli chiede di accettare, decide di affrontare Nagato sul terrazzo, uscendone stavolta sconfitto. Allora Nagato gli fa una domanda: se riuscisse a vincere Yamato-san, Ai potrebbe diventare suo? Ai risponde che lui segue solo Yamato-san.
Nei giorni seguenti, Nagato cerca di avvicinarsi ad Ai in vari modi: invitandolo a giocare a pallone, offrendogli un pranzo per festeggiare una vittoria, tuttavia ottiene scarsi risultati. Gli amici di Nagato gli consigliano di evitare di rimanere invischiato con Ai, perché questi appartiene alla cerchia di Yamato-san. Non hanno idea che Yamato-san invece vede di buon occhio gli approcci di Nagato perché pensa che Ai dovrebbe farsi degli amici della sua età.
Dal momento che Nagato cerca di restare attaccato ad Ai, a scuola si diffondono delle voci e una coppia di ragazzi infila nella tasca di Ai un rossetto. Alle insistenti domande di Nagato, Ai vuota il sacco: le voci sul suo conto sono vere, l’anno precedente lui era la “donna” di Yata-san, il precedente capo degli studenti anziani, e faceva un lavoro di bocca ai membri della gang, che per sottolineare il suo ruolo gli mettevano del rossetto sulle labbra.
Perciò Ai sfida Nagato a fare altrettanto: che provi a prenderlo con la forza, lui stavolta non resterà inerte. Nagato prende il rossetto e anziché passarlo sulle labbra di Ai lo usa per tracciare una X alla parete, poi gli passa le mani dietro il collo per baciarlo. Quindi si blocca perché, dice, anche se vorrebbe farlo non ha alcuna intenzione di forzarlo. Dunque se ne va, lasciando Ai esterrefatto e… totalmente affascinato.
Fin qui i primi due capitoli.

Considerazioni
C’è una molteplicità di motivi che mi ha spinto a recensire Rouge.
In primis, la regia attenta, che scandisce la narrazione con un ritmo sorvegliato, tanto che non c’è una vignetta che possa definirsi non necessaria. Le inquadrature sono scelte con grande precisione e concorrono a veicolare/rafforzare/suggerire quanto narrato.
Secondariamente la trama, che pur muovendo da situazioni già viste (scontro tra gang avversarie, studenti ribelli, uso quotidiano della violenza) si sviluppa attraverso direzioni inusuali, grazie a un’accurata operazione di pianificazione del background. Ancora: i personaggi. Non solo la coppia protagonista, ma anche i secondari beneficiano di un approfondimento che li fa emergere dallo sfondo per incamminarsi autonomi verso i propri obiettivi. A riprova di ciò, il fatto che alcuni di questi personaggi hanno meritato dei volumi a sé, fuori dalla serie regolare.
Anche la grafica svolge egregiamente la sua parte: bella in quanto perfetta per narrare ciò che deve, presenta un segno riconoscibile, un’eleganza di altri tempi nelle illustrazioni di apertura (qualcuno ha detto Kaze to ki no uta?), una crudezza impietosa nella rappresentazione della violenza, consegnata al lettore in tutta la sua autentica brutalità. Un po’ mi ha ricordato Ai Yazawa, ma il tratto della Komachi è più energico ed essenziale.
Tuttavia, nonostante i motivi sopra elencati siano sufficienti per consigliare quest’opera ai non addetti agli yaoi (fermo restando che è uno yaoi, quindi le scene esplicite di sesso devono essere presenti e pertanto chi ne è allergico farà bene a stare lontano da questo titolo), ce n’è uno che mi sta a cuore, il motivo per cui considero Rouge davvero degno di attenzione. Il binomio stupro-amore è purtroppo uno stereotipo cui gli yaoi -e non solo- ci hanno abituato, dal momento che si tratta di una fantasia erotica presente in modo piuttosto comune (quasi automatica) nelle narrazioni per adulti.
Rouge prende posizione decisa rispetto a quello che a buon diritto possiamo definire come un vecchio usurato cliché: dalla lettura emerge chiaramente che la violenza sta da una parte, l’amore è tutt’altra cosa e segue un diverso binario. La violenza non è sinonimo né viatico per l’amore. Katsura Komachi rientra di diritto nel gruppo di autrici che ha dimostrato che si può fare uno yaoi degno della sua categoria di appartenenza, quindi una storia hot, senza usare lo stereotipo della violenza come strumento per arrivare all’amore indissolubile della coppia di protagonisti. La scena in cui Nagato si rifiuta di usare violenza ad Ai, pur desiderandolo, ha il sapore di una dichiarazione programmatica e, per quel che mi riguarda, merita un energico applauso. Cliccate sulle immagini seguenti per la sequenza.

 

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