Virgin Crisis (Akuma na Eros) di Mayu Shinjo

A cura di Deda (testi) e Rhayader (grafica)

Titolo originale: Akuma na eros – Virgin Crisis
Autrice: SHINJO Mayu
Categoria: Shoujo*

*a causa dei contenuti espliciti, il titolo è indicato per un pubblico maturo. 

:: Il manga in Giappone ::
Numero di tankoubon: 4 – concluso
Anni di pubblicazione: 2001
Casa editrice: Shougakukan
Rivista di serializzazione: ShoComi

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Virgin Crisis
Casa editrice: Star Comics
Numero volumi: 4 – concluso
Anno di pubblicazione: 2008
Collana: Amici
Prezzo: € 3,50
Distribuzione: edicola e fumetteria

:: L’autrice ::
Nata il 26 gennaio del 1973 nella prefettura di Nagasaki, debutta nel febbraio 1994 con la storia breve Anata no Iro ni Somaritai pubblicato su Shojo Comic Zoukan, un numero speciale della rivista “Shoujo Comic”. Le piacciono le rose, le macchine, i suoi gatti e ama fare shopping a Shibuya. I suoi film preferiti son quelli di azione-amore come Il Padrino, Tru Lies, Matrix, Top Gun e Mission Impossible.
La sua opera di maggior successo è Kaikan Phrase: pubblicata in Italia con il titolo Strofe d’amore, racconta in 17 volumi la storia d’amore tra Aine, una semplice liceale, e Sakuya, il famoso cantante leader del gruppo idol Lucifer. Dal manga è stata tratta una serie tv e un drama cd. L’incredibile (e inspiegabile) successo ottenuto in Italia ha portato alla pubblicazione nel nostro paese di molte altre sue opere e ha aperto la strada al genere smut.
Mayutan (questo è il nomignolo che si è data) ha lavorato sempre per la casa editrice Shougakukan che ha ospitato quasi tutti i suoi lavori su “Sho-comi” (fa eccezione Sex=Love2 apparso su “Cheese!”), ma il 23 maggio 2007 attraverso il suo blog l’autrice ha fatto sapere al pubblico che avrebbe desiderato tornare a disegnare come freelance. Dopo 14 anni di lavoro per la Shougakukan, sentiva che si era chiuso un ciclo della sua vita: la vera spiegazione tuttavia stava nel difficile rapporto con la casa editrice che continuava a fare modifiche alle storie anche a ridosso delle date di consegna costringendola a dormire solo tre ore a notte, che cercava di imporle in quale direzione far procedere la trama e non le concedeva periodi di pausa per recuperare le energie causandole un accumulo di stress. Lo stesso trattamento sarebbe stato riservato a molte altre autrici sotto contratto con la Shougakukan, ma nessuna di esse ha ammesso nulla in proposito. La Shinjo ha anche dichiarato che al suo tentativo di lasciare la casa editrice, la Shougakukan ha risposto con la minaccia del ritiro dal mercato di tutte le sue opere.
La mangaka si è rivolta a un avvocato, in seguito all’azione legale ha preso a lavorare per Shueisha e Kadokawa, ma i manga realizzati per Shougakukan sono ancora reperibili.
La ricerca di libertà per esprimere la propria creatività ha portato l’autrice a intraprendere nuove strade: infatti si è cimentata in una storia breve che ha trovato spazio sulle pagine di “Jump Square”, rivista della Shueisha dedicata a un pubblico maschile. Inoltre è diventata l’illustratrice del sito SEED Club Mobile, dedicato a Gundam Seed.

Storia
Miu è una normalissima – ma davvero normalissima – ragazza del liceo dalle fattezze piuttosto infantili (che peraltro odia molto), con una cotta travolgente per l’idolo del suo cuore: il bellissimo Shion.
Shion è gentile e premuroso con tutti e questo aspetto lo rende simile a un principe agli occhi della ragazza, che lo ammira da lontano.
Cosa non darebbe la piccola Miu per conquistare l’oggetto dei suoi desideri?
Ecco che la domanda trova risposta quando, incappando in un vecchio libro di magia nera che si dice possa esaudire qualunque tipo di desiderio e dopo aver ponderato sui possibili risultati dell’incantesimo, Miu decide di utilizzarlo e si trova davanti nientepopodimeno che… il Diavolo in persona! Ali nere, occhi rossi, corna di caprone, orecchie puntute e tutto il resto!
E proprio Satana le propone un patto che ha dell’incredibile: le offrirebbe qualunque cosa Miu desideri – nella fattispecie l’amore di Shion – in cambio della sua verginità. Sulle prime voleva uccidere la ragazza – a dire il vero – per essere stato liberato dall’incantesimo del libro, ma trovandosi davanti a una vergine, però, il demone decide di fare il patto con lei.
Qui la faccenda si fa problematica: dopotutto si parla di Satana in persona, non di uno spiritello qualunque e cedere la verginità fa già abbastanza paura con un essere umano normale (anche il proprio innamorato), figurarsi col signore delle tenebre.
Be’ ma questo satanasso poi, in realtà, non è tanto malaccio anzi: è proprio un bel figliolo.
Ecco che Miu entra in crisi: le avance del demone sono sempre più insistenti e fino a dove può spingerla l’amore per l’adorato Shion?
Nonostante Miu cerchi di rifiutare il suo destino, il Diavolo le fa notare che questa sua titubanza forse deriva dall’incertezza dei suoi sentimenti nei confronti del suo idolo e, certo, se Miu pensa a Satana deve ammettere che il demone ha un certo ascendente su di lei.
Più ci pensa e meno la cosa le sembra reale, se non fosse per il marchio che il Diavolo ha apposto su di lei e che sigilla il loro patto.
Sembra, tuttavia, che Satana stia mantenendo la sua parte del patto perché Shion pare stranamente, e improvvisamente, interessarsi e la cosa quasi terrorizza Miu: se lei e Shion dovessero finire insieme non dovrebbe forse cedere la sua verginità al Diavolo?
Tuttavia, la convinzione che Shion non abbia interesse alcuno per lei, solleva e al contempo intristisce Miu le cui lacrime colpiscono e incuriosiscono Satana.
D’improvviso il Diavolo si presenta sotto le mentite spoglie del fratello maggiore di Miu, Kai, per poterla controllare meglio…

Considerazioni
Akuma na eros, ovverosia Virgin Crisis, segna il passaggio di Mayu Shinjo dal suo primo ingenuo stile narrativo, a uno leggermente più complesso.
Nonostante non si tratti di un’opera autoironica, come può sembrare Love Celeb, e si butti sul serioso romantico con un pizzico di angst, è comunque a un livello differente rispetto a Make Love Shiyou o Sexy Guardian e si presenta con più autoconsapevolezza.
Se in passato la Shinjo poteva lamentarsi di vedere per la maggior parte casalinghe tra le sue fan, con le opere successive -usando stereotipi come il fighissimo cantante idolo di tutte le giovani, che però si innamora della ragazza comune e il bello e dannato Akuma, in questo caso – ecco che le giovanissime si fanno strada tra le acquirenti delle sue opere.
Non utilizza uno, ma ben due figoni a contendersi la bella di turno e crea anche una sorta di storia d’amore contrastata, sofferta (tema che poi svilupperà ulteriormente, pescando a piene mani nel serbatoio del genere angst, in Haou Airen) e quasi impossibile.
C’è sempre il contrasto tra l’uomo di carisma e di potere e la ragazza qualunque, a far risaltare come meravigliosa la storia d’amore (sempre questi superuomini adulti, o dal fare adulto, ricchi, forti, strani o stranieri: un bodyguard, un insegnante di inglese proveniente dagli Stati Uniti, un rampollo di buona famiglia, la famosa rock star e successivamente abbiamo il capomafia cinese): vuoi perché il protagonista è presentato come bello e impossibile, intelligente, elegante, sessualmente molto attivo e chi più ne ha più ne metta, sia per l’accanimento con cui questi uomini si innamorano della ragazzina che, tutto sommato, sotto sotto è abbastanza comune, normale, non particolarmente bella e non particolarmente intelligente (però a fisico sta messa bene).
In questo manga, ovviamente, Akuma ci mette un po’ a capitolare come “innamorato perso” della protagonista, la stuzzica e la vessa, ma poi la gelosia e i suoi stessi giochini lo coinvolgono in qualcosa che non riesce a controllare. I problemi sorgono quando gli altri demoni non concordano sul fatto che lui debba avere a che fare con un’umana – e che umana, un’ameba! – e quando si viene a scoprire la vera identità del rivale in amore: un arcangelo (mica il primo “pinco pallino” che passa per strada)!
Sono i classici cliché usati dalla prima Shinjo: abbracci da dietro, mani anelanti, dita polipose, baci mozzafiato, volti imperlati di sexy sudore; protagonisti che non si ritrovano mai gli occhi e/o i capelli di un colore normale; protagoniste sottomesse e innamorate dell’amore, che amano il figo perché è figo e perché da lui sono amate profondamente e ossessivamente!
Manca di autoironia Mayutan in questo tipo di opere, quando ci presenta Akuma avvolto in vestaglia di seta, mezzo discinto, sdraiato languidamente sul letto e con una coppa di vino in mano… non lo presenta come figura da ridicolizzare là dove una Littizzetto, magari, se ne uscirebbe con un “Che tamarro! V’ha la vestaglia di seta come i pugili!”. No. Lei è convinta che l’amore e la sensualità navighino solo ed esclusivamente in quella direzione. Viene da chiedersi: ma questi due hanno mai veramente parlato abbastanza da capire se vanno d’accordo, se hanno gli stessi gusti e se potrebbero, effettivamente, formare una bella coppia?
Fortunatamente negli ultimi anni la Shinjo si è volta più verso il genere commedia, autoironizzando su molte delle cose che in passato spacciava come la forma assoluta e più pura del vero Amore. Ha imparato a creare situazioni comiche e variegate, ma Virgin Crisis non è uno degli ultimi lavori, è uno dei primi. Per questo motivo è immaturo, debole nella struttura, un po’ ripetitivo e abbastanza superficiale nella concezione di amore che pare più una forma di ossessione: ti voglio perché non dovrei averti, perché quell’altro ti vuole ma io non voglio cederti a lui, perché fisicamente mi stimoli e tutto è chimica dalle mie parti, ma nonostante tutto morirei per te!
È troppo semplicistico, troppo facilone, troppo soap-operoso e sa, ovviamente, di visto e rivisto!
Anche lo stile di disegno è il classico primo stile, bellissimo nella sequenzialità di alcune scene che disegna a ventaglio – perché effettivamente con gli storyboard del fumetto la Shinjo sa essere creativa – ma poi, come sempre, è poco dinamico nel tipo di inquadrature, perché è chiaro che questa mangaka ha problemi a disegnare i personaggi dalla cintola in giù: li fa correre facendoli avvitare su loro stessi come dei fusilli, fa spalle sproporzionate e dita con seri problemi anatomici. Sfrutta quindi i primi piani e la sua abilità nel creare bei volti con occhi espressivi… magari color ametista, oro, blu o rossi che accompagnano frasi a impatto tipo: “stanotte farò di te una vera donna!”
Nessuna che risponda mai: “secondo l’anagrafe lo sono dalla nascita!”
Accidenti!

 

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