Vampire Princess Miyu di Narumi Kakinouchi e Toshiki Hirano

A cura di Giorgia-bi (considerazioni), Emy (storia), Marianeve (immagini) e Sayoko (info e grafica)

Titolo originale: Kyuuketsu hime Miyu
Titolo internazionale: Vampire Princess Miyu
Autrice (disegni): KAKINOUCHI Narumi
Storia: Toshiki Hirano
Categoria: Shoujo

:: Cronologia della saga ::
Questo manga è il primo della saga. Segue:
-New Vampire Princess Miyu
-lo spin-off Vampire Princess Yui
-la nuova serie Vampire Princess

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 10 -concluso
Casa editrice: Akita Shoten
Collana: Horror Comics Special
Rivista di pubblicazione: Suspiria
Anno di pubblicazione: 1988-2002

:: Il manga in Italia ::
Titolo italiano: Vampire Princess Miyu
Numero di volumi: 1 -in corso
Casa editrice: Goen
Inizio pubblicazione: Novembre 2011
Prezzo: E 4.95
Distribuzione: fumetteria
Periodicità: bimestrale (alternata a Vampire Princess Yui)
Box 1 anime Yamato Video Box 2 anime Yamato Video

:: Anime ::
-OAV
Anni di produzione: 1988-89
Numero di episodi: 4
Regia: Toshiki Hirano
Produzione: AIC
Character design: Narumi Kakinouchi, Yasuhiro Moriki
Musiche: Kenji Kawai, Kohei Tanaka

-Serie TV
Anni di produzione: 1997-98
Numero di episodi: 26
Regia: Toshiki Hirano
Produzione: AIC, Miyu Production Committee
Character design: Toshiki Hirano, Narumi Kakinouchi
Animazione: Kenjiro Kawato
Musiche: Kenji Kawai

Edizione italiana: OAV e serie TV sono distribuiti in Italia da Yamato Video e raccolti in “Vampire Princess Miyu – Blood Box 1 e 2” (DVD).
Prezzo di listino: € 49,99 a box.
In TV: OAV e serie TV sono stati trasmessi su Man-Ga (canale di SKY)

Storia
La protagonista, Miyu, appartiene alla stirpe degli Shinma giapponesi (parola in cui si fondono i termini di “dio” e “demone”), creature tenebrose dotate di oscuri poteri. Miyu però è uno Shinma molto particolare: nasce e cresce tra gli esseri umani, a volte sente degli Shinma che cercano di parlarle.
Tra questi ci sono Lemures e Larva, due Shinma occidentali venuti in Giappone appositamente per impedire il risveglio di Miyu, che appartiene alla stirpe dei Vampiri ed è per eredità di casta la custode degli Shinma giapponesi. Larva avrebbe dovuto bloccarla prima che la ragazza prendesse coscienza della sua natura e si risvegliasse in lei la sete di sangue, ma, per un gioco del destino, diventa la sua prima vittima (Miyu si risveglia proprio quando Larva la sta per sigillare).
Da allora Larva indossa una maschera e diventa il servitore e confidente di Miyu (nonché sua personale riserva di sangue…), e come tale aiuta la giovane, il cui aspetto rimarrà per sempre quello di una tredicenne, nel suo compito di custode della porta del Makai (il Mondo delle Tenebre dove gli Shinma in tempi antichi vennero rinchiusi dagli uomini).
Miyu perciò vive di questa doppia natura: da una parte è un vampiro che ha bisogno del sangue degli uomini per sopravvivere (in genere sceglie vittime di bell’aspetto, se loro vogliono in cambio del sangue regala loro un “sogno eterno di felicità”, ossia l’illusione di una vita felice: i loro spiriti sognano, addormentati nel mondo spirituale di Miyu, mentre i corpi continuano a vivere una vita eterna ma semivegetativa), dall’altra ogni volta che uno Shinma si smarrisce e oltrepassa la porta del Makai, tocca a Miyu ricacciarlo indietro.
Il legame che unisce Miyu a Larva va oltre il legame padrone/servitore, in quanto i due sono profondamente legati dalla reciproca perfetta comprensione l’uno dell’altro e dalla quotidiana, forse eterna battaglia contro gli Shinma smarriti. Miyu a volte, anche se lo nasconde benissimo dietro quella maschera di sovrannaturale indifferenza, ha nostalgia del tempo in cui si credeva solo un essere umano, e per di più ossessionanti divengono i ricordi della madre, morta per placare il suo desiderio di sangue.
Questo il background su cui si innesta il manga di Kyuuketsu hime Miyu, primissima serie dedicata alla vampira dal kimono bianco. In questa prima serie osserviamo un susseguirsi di episodi autoconclusivi, all’interno di ciascuno dei quali Miyu è impegnata a cacciare uno Shinma diverso. Per ottenere il suo scopo non esita a fingere di essere una studentessa appena trasferita, e in occasione di ciò assume un cognome: a volte è Miyu Sato, a volte Tanaka e così via.
In un episodio, importante per il legame con la serie successiva, Lemures cerca di strappare l’ex-compagno Larva all’influenza di Miyu, ma viene da questa annientato (Lemures compare anche nel terzo degli OAV dedicati a Miyu-ndr).

Considerazioni
Vampire Princess Miyu è uno degli esponenti di punta del manga horror anni ’80, da cui sono originati diversi seguiti e spin-off, anime e OAV. Avvolta nel suo kimono bianco, la vampira Miyu è uno dei personaggi più noti e riconoscibili del fumetto giapponese, anche se la complessità del corpus a lei dedicato ha fatto sì che il pubblico italiano abbia potuto leggere queste sue prime avventure solo nel 2011. Immergersi nella lettura di un titolo di più di vent’anni fa ha sempre un suo fascino, e in questo caso è facile soffermarsi a riflettere su come, in questo lasso di tempo, sia profondamente cambiata l’immagine del vampiro letterario: Miyu è sì una giovane algida e bellissima, ma il suo stato d’animo trasuda una sofferenza e una rassegnazione che rendono ben poco invidiabile il suo status di immortale. Strutturata in capitoli autoconclusivi, la storia di Miyu e del suo aiutante Lemure è quella di due individui profondamente soli, destinati a combattere in eterno contro forze demoniache per difendere quegli umani così distanti da loro. La giovane vampira sembra essere venuta a patti con il suo destino ed essersi lasciata alle spalle la propria vita come umana; eppure la sua maschera di indifferenza si lacera spesso, lasciando intravedere un’anima tormentata e priva di speranza. Ogni qualvolta Miyu sceglie di succhiare il sangue di un umano, lo fa con la consapevolezza di regalargli ‘la felicità eterna’, che altro non è se non uno stato vegetativo in cui la mente della vittima continua a sognare la vita desiderata. La ragazza sembra selezionare con attenzione le sue vittime, eppure una volta compiuto il loro destino è tormentata dal dubbio: avrà fatto la cosa migliore? Sarà stata la scelta giusta? Eterea ed elegante, Miyu si muove come un fantasma tra tavole tetre ed essenziali, che evidenziano la formazione da animatrice della stessa autrice. Come spesso accade, l’etichetta ‘horror’ potrebbe confondere il pubblico occidentale, abituato a inserire in questo genere opere dai contenuti violenti o splatter. Le atmosfere di questa serie non sono sanguinolente né adrenaliniche: le sensazioni che avvolgono il lettore sono piuttosto una profonda malinconia, un senso di dolore ineluttabile e il presagio di una battaglia destinata a non aver fine. Sconsigliato a chi sia in cerca di una lettura leggera o d’evasione, Vampire Princess Miyu rappresenta un tassello di storia dell’immaginario giapponese e conserva ancora oggi parte del suo appeal, pur risentendo di alcuni limiti (in alcune storie autoconclusive viene superato il sottile confine tra senso di oppressione e pesantezza asfissiante). Al lettore in cerca del capolavoro manga in tema di vampiri, non possiamo che consigliare l’acquisto di Edgar e Allan Poe di Moto Hagio, mentre al pubblico desideroso di variazioni sul tema del vampiro fascinoso non resta che l’imbarazzo della scelta tra titoli più recenti e modaioli.

 

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