Haru Hana di Yuana Kazumi

A cura di Nimue80 (testi) e Martina (info e gallery)

Titolo originale: Haru Hana
Trad: Primavera – Fiore
Autrice: KAZUMI Yuana
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di tankoubon: 3, concluso
Anno di pubblicazione: 2004-2005
Casa editrice: Kadokawa
Collana: Asuka Comics
Rivista di serializzazione: Asuka

:: Il manga in Italia ::
Casa editrice: Star comics
Numero di volumi: 3, concluso
Collana: SHOT, 3,30 euro
Inizio pubblicazione: Settembre 2006
Periodicità: bimestrale
Distribuzione: edicola, fumetteria e online

:: L’autrice ::
Yuana Kazumi disegna shoujo manga per l’editore Kadokawa e si occupa inoltre delle illustrazioni di romanzi per teenager editi da Shueisha. Ha all’attivo pochi titoli, di cui quattro sono editi in Italia: Il fiore del sonno profondo (2 volumi), Haru Hana (3 volumi), Un milione di lacrime (2 volumi) e Canto del cielo perduto, il suo primo manga a essere raccolto in volume, nel 2001. L’autrice è edita in altri paesi occidentali, tra cui gli Stati Uniti.

Storia

Volume 1

Hana Yamada viene da Osaka, è piuttosto brava a suonare il violino e adora bere il tè giapponese.
Siccome è il suo primo giorno a Tokyo ed è già in ritardo per la scuola, ha la bella idea di chiedere in infermeria le indicazioni per trovare la sua classe… Peccato che in infermeria trovi un ragazzo e una ragazza in atteggiamenti “equivoci”. Grande è l’imbarazzo, però il giovane le indica con precisione come raggiungere l’aula. La povera Hana è sconvolta e pensa che Tokyo sia una città terribile!

Dopo la presentazione di rito i compagni maschi le si accalcano attorno: Hana sembra spaventata e si ritrae, è evidente che non vuole neanche essere sfiorata, altrimenti potrebbe succederle di nuovo “quella cosa”… diventa letteralmente di pietra quando il ragazzo dell’infermeria le si avvicina dicendole di non riferire a nessuno quello che ha visto prima.

Una volta tornata a casa della sorella è disperata, non sa come farà a continuare a frequentare una classe con un ragazzo così bello… la sorellona, per “tirarle su il morale”, le comunica di averle trovato un “lavoretto”: peccato non si tratti propriamente di un impiego normale. La povera Hana è stata letteralmente “venduta” dalla sorella al centro benessere di Shinnosuke, un tipo piuttosto effeminato, come risarcimento per i danni da lei provocati!

Purtroppo per la ragazzina in questo centro lavora anche il suo affascinante compagno di classe, Haru. Come Shinnosuke le spiega, Haru non è un semplice massaggiatore: con le sue mani riesce ad alleviare la stanchezza fisica, ma anche quella psicologica delle clienti, sentendo i sentimenti degli altri e trasmettendo i suoi.
Appena Haru capisce che la diffidenza della sua nuova compagna nei confronti dei ragazzi è dovuta a un’allergia che la colpisce non appena questi la toccano, non perde l’occasione per iniziare ad abbracciarla e tormentarla. Per fortuna un tazza di tè riesce a darle sollievo…

Alla domanda di Hana circa il perché abbia iniziato il lavoro presso il centro benessere, Haru risponde con uno sguardo malinconico che è lì perché deve trovare qualcosa che ha perso, i suoi ricordi precedenti l’incontro con Shinnosuke.
Nonostante ciò la povera Hana si chiede come potrà andare avanti lavorando insieme a due ragazzi così belli!

Il giorno seguente Hana sta suonando il violino in classe: le compagne sono così colpite dalla sua bravura da chiederle di entrare a far parte del loro club. Si intromette però Haru, il quale le ricorda che lei non ha tempo per il club di musica, è già impegnata col loro “lavoretto”.

Una volta al centro benessere, i due si punzecchiano senza sosta, finché Shinnosuke non li riporta all’ordine e al lavoro. Hana poi si informa sulla cliente di quel pomeriggio: si tratta di una ragazza che sta soffrendo per una ferita d’amore. Haru ironizza sul fatto che Hana non possa capire il problema vista la sua allergia, ma la ragazza afferma che in passato aveva un fidanzato che però ha lasciato per timore del ritorno dell’orticaria.
La discussione è interrotta dall’arrivo della cliente; Haru comincia il trattamento, solo che il dolore della giovane è talmente forte da sopraffare anche lui, che sviene.

Hana è preoccupata per l’amico e, ricordando che le compagne le hanno assicurato che la melodia del suo violino fa bene al cuore, si mette a suonare. Haru così si riprende e insieme riescono a far star meglio anche la cliente. Shinnosuke ha quindi una splendida idea: d’ora in poi il locale si chiamerà Haru-Hana, dall’unione dei nomi del massaggiatore e della violinista che insieme cureranno le clienti.

È il periodo della festa della scuola e Hana chiede a Shinnosuke il permesso di assentarsi per un po’ dal lavoro, poiché la sua classe dovrà allestire un punto di ristoro con annessa galleria fotografica. Haru non sembra interessato la progetto, anzi, quando un compagno, Oki, tenta di scattargli una foto, lui lo aggredisce con ira, ricordandogli che non ama essere fotografato.
La spiegazione è fornita da Shinnosuke: visto che il ragazzo ha perso i suoi ricordi, probabilmente ha paura di riconoscere di aver perso una parte importante di sé guardando le proprie foto.

Dopo aver litigato con Haru, che l’ha accusata di non farsi gli affari propri, Hana comprende il suo malessere e lo insegue sulla strada lungo un canale. Dopo un dialogo chiarificatore sull’innegabile importanza di ciò che ha perso, gli propone di provare a costruirsi dei nuovi ricordi. Il primo, come suggerisce lo stesso Haru, sarà l’immagine di Hana, che nel frattempo è caduta dentro il canale. Mentre i due si inseguono correndo e punzecchiandosi, passa Oki, che finalmente riesce a scattare una foto al soggetto desiderato.

La festa della scuola è in pieno svolgimento: Hana insiste affinché Haru vada a vedere le foto, il ragazzo acconsente solo se lei lo accompagnerà tenendolo per mano. Sorprendentemente lei gli afferra la mano e lo trascina davanti alle foto: grande è la sorpresa di entrambi quando si accorgono che Oki ha esposto solo foto di loro due! Haru è infuriato con lo sventurato fotografo, mentre Hana è colta dal suo solito prurito…

La cliente successiva, proprio il giorno in cui Hana sente Shinnosuke chiedere a Haru se se la sente di fare “quella cosa”, è Nakajima, una compagna di classe dei ragazzi. Vuole sciogliere la tensione in vista di un importante concorso di danza al quale parteciperà. Il trattamento va a buon fine e Haru da il meglio di sé. Quando la cliente si accomiata anche Shinnosuke esce per delle commissioni.

Proprio poco dopo Haru si sente male, si è sforzato troppo perché sperava di stimolare un po’ il ritorno dei suoi ricordi perduti. Hana cerca di aiutarlo, ma non appena prova a tirarlo su, è colta dall’allergia. Per fortuna Nakajima ritorna indietro in tempo e aiuta prontamente il ragazzo.

Hana si rifugia in un angolo dietro l’Haru-Hana, delusa da se stessa per non essere riuscita a fare niente per l’amico. Quando Haru la raggiunge scaturisce il solito qui pro quo tra i due, dettato dal fatto che Hana si sente inutile e crede di aver ferito il ragazzo, che invece le rinfaccia di essere lei quella che lo rifiuta. Hana, piangendo, afferma che non lo rifiuta certo perché non le piace, e su queste parole corre via. Haru la insegue e la sta per raggiungerla, ma si trattiene dall’agguantarla per paura della reazione allergica. Hana in lacrime gli confessa allora di essersi sentita molto triste quel pomeriggio per non essere riuscita a fare niente per lui. Haru è colpito dalle sue parole e dalle lacrime e le dice di non piangere. Mentre allunga la mano per accarezzarle il viso però sopraggiunge Nakajima di ritorno dalla spesa. Il ragazzo sostiene che non doveva disturbarsi così tanto per lui, ma lei ribatte che l’ha fatto perché lui le piace. Una vera e propria dichiarazione d’amore, pensa Hana con aria stupita.

Il giorno dopo a scuola, Nakajima sembra tornata come al solito, a parte che regala una torta a Haru appena arrivato. Oki dice a Hana che è entrata a far parte di un triangolo amoroso, ma lei risponde che non le piace per niente un massaggiatore cattivo e stupido, che dalla sua ha solo un bell’aspetto. Udite queste parole, per vendicarsi, Haru la tocca, così lei rimane impietrita. La scena attira l’attenzione di un bel ragazzo munito di auto e autista, che chiede a Hana se vada tutto bene.

In seguito, una volta al centro benessere, la ragazza rimprovera se stessa per non aver chiesto un autografo al misterioso ragazzo, visto che si trattava di Aoi Fujinari, violinista prodigio. Che sorpresa scoprire che Fujinari è proprio il cugino di Shinnosuke ed è addirittura disposto a darle delle lezioni! Per suggellare l’accordo, Aoi le tende la mano, che però è afferrata da Haru: il ragazzo, in effetti, l’ha salvata dall’ennesimo attacco d’orticaria, evitandole una brutta figura col suo idolo (ma anche un po’ per gelosia…).

Hana decide di prendere in mano la situazione e di allenarsi per vincere l’allergia ai maschi. Allestisce quindi un banchetto da apprendista chiromante che legge a mano solo a rappresentanti del sesso maschile, naturalmente. Con incredulità riesce a toccarne parecchi senza svenire, allora è guarita! E tutto grazie alla sua determinazione. Purtroppo, il solito gruppo di delinquenti, vedendo una ragazza che legge la mano solo a uomini, le si avvicina con cattive intenzioni… sopraggiunge Haru che riesce a salvarla trascinandola via di corsa.

A Hana ovviamente viene l’orticaria e si chiede il perché: pensava di essere guarita, ma Haru le provoca ancora reazione. Il ragazzo le dice di smetterla di fingersi una chiromante, si vede che non vede l’ora di toccare Fujinari, quindi le consiglia di spiegargli semplicemente il suo problema fisico. Caso vuole che il violinista abbia sentito tutta la conversazione, era fuori per fare shopping, e che abbracci di scatto Hana, la quale non ha nessuna reazione! È quindi evidente che è Haru l’unico essere maschile a provocarle l’allergia. Fujinari consiglia al ragazzo di non toccarla più, al che lui ribatte che non gli importa niente di non poter toccare una simile racchia… Da qui scaturisce l’ennesimo litigio che termina col formarsi di due coppie che vanno a fare shopping, Hana e Fujinari, Haru e Nakajima e con Shinnosuke e Oki lasciati da soli in mezzo alla piazza.

Riuscirà Hana a guarire dalla sua allergia? E Haru recupererà i suoi ricordi? Ma soprattutto, riusciranno a chiarirsi fra loro?

[Fine Volume 1]

Considerazioni
Per cominciare, metto tutte le carte in tavola dicendo che un precedente lavoro di Yuana Kazumi che abbiamo avuto occasione di leggere in italiano, cioè Il fiore del sonno profondo, non mi è piaciuto per niente, soprattutto considerando la trama; ma questa è una mera questione di gusti, perché, al contrario, Haru Hana mi è piaciuto parecchio, pur essendo di per sé una storia piuttosto semplice.

In effetti questo manga può rientrare nel filone scolastico, genere trito e ritrito, però in più possiede un non so che di particolare che lo rende decisamente una lettura piacevole.
Questo “particolare” può riferirsi al misterioso potere del protagonista maschile, Haru, i cui massaggi riescono a far rilassare completamente le persone, facendo scordare preoccupazioni e pensieri negativi. Oppure alla strana allergia della protagonista femminile Hana (dall’unione del nome dei due deriva il titolo dell’opera), alla quale viene l’orticaria non appena un affascinante appartenente al sesso opposto la tocca. O ancora alla musica proveniente dal violino di Hana che, parallelamente e contemporaneamente alle mani di Haru, dona sollievo a chi la ascolta.

L’atmosfera del manga è tutto sommato allegra e solare, piuttosto lontana da quella de Il fiore, anche se pure qui sussistono elementi che conferiscono qualche sfaccettatura ombrosa alla vicenda, come la perdita di tutti i ricordi di Haru e la sua intricata storia familiare, che ne è fondamentalmente la causa.

Proprio per le tematiche che sviluppa la storia (i problemi di Hana con i maschi, i “poteri” di Haru e le vicende dei vari comprimari) l’aspetto psicologico dei personaggi è abbastanza sviluppato: con il susseguirsi delle vicende riusciamo a capire molto dei pensieri e delle attitudini dei vari soggetti e il motivo delle loro azioni.

Per quanto riguarda il disegno, salta subito all’occhio la particolarità del tratto che non rientra certamente in nessun “filone” specifico (per esempio le autrici di “Ribon”, che per la maggior parte si adeguano allo stile di Wataru Yoshizumi, per non parlare dell’omogeneità stilistica delle autrici di Nakayoshi… a buon intenditor…).
Lo stile della Kazumi, non particolarmente preciso, in certi frangenti sembra piuttosto abbozzato, i disegni appaiono “schizzati”, specialmente per quanto concerne gli sfondi e talvolta anche per le stesse figure.
Si nota comunque un certo gusto dell’autrice per l’abbigliamento ricercato: i personaggi indossano vestiti al passo coi tempi, anche se a volte sembrano un po’ sgualciti, caratteristica presumibilmente accostabile al suo stile abbozzato.
Nonostante ciò, Yuana Kazumi riesce a rendere bene le espressioni fisionomiche e gli stati d’animo dei suoi protagonisti e, tutto sommato, penso che le capacità grafiche siano adeguate al tipo di trama e al tenore della narrazione.

Voglio spezzare infine una lancia in favore delle illustrazioni a colori, caratterizzate dai toni sfumati e morbidi dell’acquerello, ancora più graziose ed espressive dei disegni delle tavole a fumetti.

In definitiva una commedia scolastica ma non troppo, sentimentale al punto giusto, con personaggi gradevoli e trama ben costruita (pur nel breve sviluppo che riescono a offrire tre volumetti), sicuramente positiva nel suo insieme; possono non piacere i disegni (in effetti non fanno impazzire neanche me), però si tratta di uno shoujo decisamente consigliato, almeno per me è stato una piacevolissima scoperta, soprattutto considerando il precedente basso gradimento per Il fiore del sonno profondo.

 

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