Baci Rubati (Mucha Kucha Daisuki) di Ako Shimaki

A cura di Ladyice (testi), Martina (info, autrice e grafica) e Shoujo Magic (immagini)

Titolo: Mucha kucha daisuki
Trad.: Ti amo pazzamente
Autori: SHIMAKI Ako
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di tankoubon: 4, concluso
Anno di pubblicazione: 2001-2002
Casa editrice: Shougakukan
Collana: Flower Comics
Rivista di serializzazione: Sho-comi Cheese!

:: Il manga in Italia ::
Titolo italiano: baci rubati
Numero di volumi: 4, concluso
Editore: Star Comics
Prezzo: 3,30 euro
Senso di lettura: orientale
Inizio pubblicazione: 2007
Distribuzione: edicola, fumetteria e online

:: L’autrice ::
Ako Shimaki è nata a Chiba il 16 gennaio di un anno sconosciuto; ama suonare l’ukulele e le piace scherzare sul suo nome: infatti in giapponese il termine “koshimaki” significa grembiule, perciò a volte quando le capita di presentarsi a qualcuno dice: “Mi chiamo grembiule”.
La sua opera di debutto si intitola Iroha ni Hoheto e risale al 2000, la troviamo inclusa nel suo primo tankoubon che si inititola Koi ni ochita oujisama. Alcuni sui brevi racconti sono stati pubblicati in diverse antologie che contengono storie autoconclusive realizzate da varie autrici tra cui Miyuki Kitagawa e Kaho Miyasaka.
In Mucha kucha daisuki (4 volumi, 2001-2002, edito in Italia nel 2007 col titolo Baci rubati) Shimaki sensei affronta con talento e maturità una storia dai risvolti particolarmente tristi. Gekka no kimi l’ha confermata come una delle autrici più promettenti, sia per le doti artistiche che per l’abilità di creare storie appassionanti e originali; pubblicato in Francia tra il 2007 ed il 2008 con il titolo Sous Un Rayon de Lune dall’editore Asuka, rappresenta il debutto di Ako Shimaki in Occidente.
In seguito all’uscita del volume unico Iinazuke Ryokan, l’autrice ha disegnato la serie Boku ni natta watashi conclusa in 5 volumi, cui sono seguiti sia brevi racconti (raccolti nel volume Suki ni naru made matte), sia altre opere composte da pochi volumi. Al 2009 risale Pin to kona (Il sentiero dei fiori), che completa in 16 volumi.

Storia

Capitolo 1

“Tokyo è un posto spaventoso, gli abitanti di Tokyo sono spaventosi […] Non voglio assolutamente trasferirmi a Tokyo!”: queste sono le parole che aprono il manga. A pronunciarle è una ragazza allegra, vivace e molto (ma molto) ingenua: Aoi Katagiri.
La ragazza sta confidando a Heita (suo cugino) di non volersi trasferire a Tokyo e di aver paura dei suoi abitanti. A tal proposito il ragazzo ha visto che è andata a far visita al vecchio Sugita una coppia di Tokyo con il loro figlio, che ha i capelli tinti e ha l’aura di un orco! Aoi si spaventa e decide di correre a casa per non incontrare questo ragazzo (inutile dire che invece lo incontrerà). Cercando di scappare da lui, la ragazza inciampa e cade per terra, slogandosi una caviglia.

“L’orco di Tokyo” (il cui vero nome è Tsuyoshi Sugita) si propone di portarla in braccio in cambio di un bacio, al che la ragazza si arrabbia. Tsuyoshi la provoca chiedendole se abbia mai baciato qualcuno e la ragazza risponde prontamente sì, che ha baciato molto (anche se pensa tra sé che si trattava del cane). Il ragazzo allora le domanda se abbia anche fatto molte “altre cose”, al che Aoi replica che le fa di continuazione: nonostante lei sia una ragazza di campagna, studia tutto il tempo!
Alla fine il ragazzo la porta a casa e, dicendole che ha un insetto tra i capelli, le ruba un innocente bacio: l’incantesimo è stato fatto, la magia tra i due è nata (o meglio è stata risvegliata). I due ragazzi sono visibilmente scossi. Tsuyoshi le chiede scusa, ma la ragazza non è arrabbiata, è solamente sorpresa e non sa che fare. Il ragazzo le propone di presentarsi e si dicono i loro nomi.
Heita raggiunge Aoi chiedendole allarmato se quella “persona di Tokyo” le abbia fatto qualcosa: Aoi gli confessa di essersi innamorata di lui in un istante!

Cambia la scena e ci troviamo a Tokyo. Tsuyoshi è a scuola e continua a pensare ad Aoi. Inizia la lezione e l’insegnante presenta una nuova studentessa che altri non è che Aoi. La ragazza attira subito l’attenzione per il suo abbigliamento (lei infatti porta la gonna lunga quando tutte le altre studentesse ce l’hanno corta) e le sue trecce: viene subito etichettata come campagnola fuori moda.
Aoi cerca di parlare con Tsuyoshi, che la evita. Alla fine delle lezioni la ragazza gli chiede di tornare a casa insieme, e si ritrova a fare la strada di ritorno con Tsuyoshi e altre ragazze, che la ignorano completamente.

Aoi pensa che probabilmente Tsuyoshi-kun preferisce avere accanto a sé delle ragazze “alla moda”: Aoi decide di cambiare e il giorno dopo si presenta a scuola con capelli sciolti e gonna corta. La ragazza attira l’attenzione dei compagni maschi e inizia candidamente a dire che ultimamente è molto impegnata perché “lo sta facendo molto”. Tsuyoshi le tappa la bocca con la mano e la porta via, dicendole che d’ora in avanti faranno la strada di ritorno insieme, loro due soli e che da quando le ha sfiorato i capelli gli è accaduto qualcosa…
Purtroppo il discorso rimane sospeso poiché un loro compagno di classe li interrompe e trascina via Aoi chiedendole se ci sia già un ragazzo che le piace: naturalmente c’è ed è il primo ragazzo che ha baciato. Tsuyoshi non sa che Aoi in realtà aveva “baciato” il cane e quindi, triste, pensa che il suo primo bacio non l’ha dato a lui.

Arriva la lezione di educazione fisica e Aoi si trova nello spogliatoio assieme alle sue compagne che le intimano di stare alla larga da Tsuyoshi. Il ragazzo intravede Aoi che se ne sta andando prima della fine delle lezioni: lei gli spiega che ha un terribile mal di testa.
Tsuyoshi, osservando Aoi che si allontana, pensa al fatto che il ragazzo di cui lei è innamorata deve essere senza dubbio migliore di lui. Incamminandosi verso il cancello della scuola, Aoi ricorda le parole che una compagna di classe le ha detto nello spogliatoio, ovvero che l’hobby di Tsuyoshi è quello di sedurre le ragazze usando sempre la solita frase. Intanto il ragazzo la raggiunge e si propone di accompagnarla a casa poiché glielo aveva promesso, dicendole che “non vuole stare lontano da lei”: queste sono le parole che Tsuyoshi usa per sedurre le fanciulle. Aoi piange poiché pensa di essere una delle sue tante conquiste e corre, in lacrime, tra le braccia di Heita (che intanto era arrivato). Aoi pensa che se un giorno lei e Tsuyoshi si dovranno separare, sarà lei la prima a staccarsi da lui: non gli andrà più vicino.

Capitolo 2

Heita si trasferisce nella stessa scuola e classe di Aoi e Tsuyoshi. La ragazza e suo cugino attirano l’attenzione e tutti pensano che siano una bella coppia, senza contare il fatto che vivono sotto lo stesso tetto (Heita è infatti ospite a casa di Aoi).

Tsuyoshi sta sfogando la tensione accumulata fumando una sigaretta dentro a un tempio quando arriva una ragazza che prega Dio affinché l’ascolti: è Aoi. La ragazza gli confida il suo problema, ovvero che c’è un ragazzo che le piace ma non può rivelargli i suoi sentimenti. Tsuyoshi, pensando che si tratti di Heita, coglie al volo l’occasione e, camuffando la voce e spacciandosi per Dio, le dice di lasciar perdere quel tipo e piuttosto di “chiudere gli occhi e buttarsi tra le braccia” di qualcuno che è vicino a lei: se non farà così sarà maledetta. Aoi, ingenua com’é, ci casca e il giorno dopo a scuola letteralmente “chiude gli occhi e si getta tra le braccia” di Heita e finisce con lo scontrarsi con un banco!

Aoi, arrabbiata, va di nuovo a parlare con lo “stupido” Dio per dirgli che non ha funzionato. Tsuyoshi le dice che lei sarà destinata a stare col ragazzo che alle sette di sera entrerà nella sua stanza. Aoi gli risponde che, se non si trattasse del ragazzo che ama, farà di tutto per combattere contro il destino.
All’ora stabilita Tsuyoshi bussa alla finestra della camera di Aoi e le ripete il fatto che non vuole star lontano da lei, al che Aoi gli risponde che sa benissimo che questa frase la usa con tutte le ragazze e gli intima di andarsene. Tsuyoshi la abbraccia e le dice che domenica la aspetterà nel parco sulla via per andare a scuola dalla mattina fino a mezzanotte: se lei non si presenterà lui non le darà mai più fastidio.

Tsuyoshi viene invitato da una compagna di classe a uscire la domenica, ma declina la proposta spiegando che ha già un impegno. La ragazza intuisce che si tratta di un appuntamento con Aoi, quindi va da Heita e lo avvisa del fatto.

Il giorno seguente Aoi e sua madre sono preoccupate per Heita: il ragazzo infatti è stato fuori per tutta la notte, per di più sta piovendo. Heita torna con la febbre giusto quando Aoi sta uscendo per andare da Tsuyoshi e vuole che sia lei a prendersi cura di lui.
Aoi, che si era addormentata in camera di Heita mentre lo stava vegliando, si sveglia quando sono ormai le undici e mezza. Sta per correre via ma Heita la blocca, la spinge sul pavimento e le dice che non la darà mai a nessun altro.
Intanto Tsuyoshi continua ad aspettare Aoi sotto la pioggia, disperato: mancano solo dieci minuti a mezzanotte.
Heita chiede ad Aoi perché non tenti di resistergli. La ragazza risponde che sa che lui non potrebbe mai farle del male, inoltre ciò non cambierebbe il fatto che a lei piace Tsuyoshi-kun.

Alla fine Heita la lascia andare e lei arriva al luogo dell’appuntamento a mezzanotte passata. Aoi comincia a piangere e ad urlare a Dio perché non le permette di stare con Tsuyoshi, che è stato il primo ragazzo che abbia mai baciato e per cui abbia mai provato qualcosa. La ragazza si chiede perché, nonostante Tsuyoshi sia il ragazzo con cui è destinata a stare, Dio non abbia fermato il tempo per lei. Tsuyoshi sbuca da dietro un cespuglio tenendo in mano un orologio. Il ragazzo l’abbraccia e le dice che Dio ha fermato il tempo affinché lei potesse stare con lui. L’orologio che teneva in mano cade e sul quadrante rotto si legge l’ora: 23.59.

Capitolo 3

Aoi e Tsuyoshi si trovano di fronte al tempio per ringraziare Dio per aver dato loro una mano affinché stessero insieme. Aoi naturalmente si meraviglia del fatto che stavolta Dio non le risponda (…). Tsuyoshi tenta di baciarla ma lei, preoccupata per il fatto di essere inesperta, lo blocca e gli dice che potrà baciarla quando saprà rispondere correttamente a questa domanda: qual è la cosa che più le piace (e come aiutino gli dice che è una cosa che brilla).

Il giorno dopo, a scuola, Tsuyoshi sente dei commenti di alcune sue compagne che ritengono che lui stia diventando “out” e trovano che Heita sia molto meglio. Il ragazzo ci rimane visibilmente male e, andando in classe, trova Aoi con Heita, mostrandosi un po’ geloso.

Dopo la scuola, Aoi e Tsuyoshi si fermano in una caffetteria e il ragazzo prende un caffè nero che beve con aria disgustata. Aoi lo nota e gli chiede se gli piaccia veramente: il ragazzo risponde di sì accendendosi una sigaretta. La ragazza gliela toglie dicendogli che fumare fa male. Tsuyoshi le risponde che tutti fumano e che gli hanno detto che fumare lo fa sembrare “cool”.
Aoi, indispettita, se ne va e, una volta a casa, corre in camera sua. Dopo un po’ Tsuyoshi entra dalla finestra dicendole che è venuto per vedere il suo viso arrabbiato. I due si stanno per baciare (Aoi decide di lasciar perdere quello stupido quiz) quando Heita entra nella camera della ragazza e scaccia Tsuyoshi che, prima di andarsene, le dice che il giorno seguente andranno a casa insieme.

Il giorno dopo alla fine delle lezioni Aoi sta aspettando Tsuyoshi per fare assieme la strada di ritorno, ma una ragazza le dice che Tsuyoshi vuole che lei si incammini da sola poiché lui farà tardi. Aoi è un po’ delusa e va a casa insieme a Heita.
Dopo un po’ Tsuyoshi arriva e cerca Aoi: la ragazza che prima ha mentito gli dice che è andata via con Heita. Il ragazzo se ne va a casa da solo e scorge Heita insieme ad Aoi: sembrano felici insieme.

Il giorno dopo Aoi cerca di parlare con Tsuyoshi ma il ragazzo è visibilmente irritato e le dice che a Tokyo è reato quando una ragazza cammina per le strade della città con un uomo che non è il suo ragazzo. Aoi va in panico e ciò fa irritare ancora di più il ragazzo, che le rimprovera il fatto di essere tanto ingenua da non riuscire a distinguere una bugia dalla realtà e di non essersi ancora abituata alla vita in città. La ragazza si arrabbia e gli urla di smetterla di comportarsi come se fosse il suo ragazzo, visto che neanche sa qual è la sua cosa preferita.
Aoi corre via e dopo un po’ Tsuyoshi va a cercarla. Una volta trovata, il ragazzo le dice di aver capito qual è la cosa che più le piace, ovvero l’azzurro cielo estivo. Aoi, dopo averlo baciato, gli dice che la sua cosa preferita è il suo sorriso. Tsuyoshi, sorpreso, le dice allora che sorriderà sempre per lei e i due si baciano di nuovo.

Considerazioni
A volte la vita ci riserva delle sorprese e delle gioie che sembrano essere l’inizio di un sogno: un incontro quasi casuale, l’incrociarsi di sguardi, una semplice carezza ai capelli e un innocente bacio rubato danno il via a Mucha kucha daisuki, opera di grande sensibilità che ha un po’ il sapore di una fiaba antica.
Un gentile sfiorarsi di labbra dischiude il suo incantesimo, libera la sua magia nella vita dei due protagonisti, cambiandola per sempre. “Il principe” e “la principessa” di questa favola moderna sembrano essere legati dal filo rosso del destino; tuttavia il rosso, così come è il simbolo di sentimenti forti oltre ogni immaginazione, è anche il colore del sangue, lo stesso sangue che crea legami, che dona la vita ma, una volta che scorre da una ferita, significa dolore, malattia e morte.
Su questa contraddizione poggia l’intera storia di Mucha kucha daisuki: a sentimenti tanto forti si contrappne l’intrinseca fragilità della vita umana, la caducità dell’esistenza che ineluttabilmente ha in sé la sua stessa fine. La vita a volte dà l’illusione di poter vivere in una fiaba, ma puntualmente questa chimera svanisce: la vita non è sogno, gli uomini non vivono cullati nella loro felicità eternamente… la favola si infrange… la magia finisce.

Ako Shimaki racconta tutto ciò con straordinaria sensibilità e tatto, partendo da ciò che all’inizio sembra una classica commedia scolastica spensierata e giocando sapientemente con i pregi e i difetti dei suoi personaggi.
Tsuyoshi Sugita viene presentato da Shimaki sensei come il solito “bishounen”, ragazzo bellissimo idolo di tutte le ragazze che frequentano il suo stesso liceo. Aoi Katagiri, la protagonista femminile, incarna invece il modello della ragazza ingenua, candida e di buon cuore. Uno degli aspetti più apprezzabili di quest’opera è come l’autrice riesca a infrangere gli stessi stereotipi da cui sembrano nascere i suoi personaggi: Tsuyoshi-kun presto mostrerà i suoi dubbi, le sue incertezze e le sue gelosie. Il ragazzo da “moccioso” circondato da ragazze, diventerà un “uomo” capace di lottare per ciò in cui crede, riuscendo anche ad ammettere i propri limiti, riconoscendo le sue sconfitte, cercando di portare avanti i sogni della persona a cui si legherà.
Aoi non tradirà mai la sua anima ingenua (forse troppo) e candida; tuttavia mostra una tenacia invidiabile: la sua volontà di cambiare, di diventare una persona migliore è sorprendente. Nell’evolversi della storia Aoi riesce a trovare il coraggio necessario dentro di sé. La sua forza d’animo è antitetica alla fragilità del suo corpo.

Il fatto che io prima abbia parlato di fiaba non deve trarre in inganno: le difficoltà che i due protagonisti devono superare sono molte. Aoi e Tsuyoshi appartengono infatti a due mondi diversi: lei è una ragazza di campagna, cresciuta in una famiglia all’antica mentre il ragazzo è nato a Tokyo, città ultramoderna. Dallo scontro di valori ed esperienze di vita diverse si originano incomprensioni, muri invisibili, equivoci… in una parola nasce l’incomunicabilità. I problemi non sono solo interni alla coppia, ma anche esterni: la famiglia e il cugino di Aoi ostacolano difatti la relazione tra i due.

Ako Shimaki crea in questa sua opera un sapiente alternarsi di momenti comici esilaranti (creati proprio giocando sull’eccessiva ingenuità di Aoi e sull’irritabilità di Tsuyoshi), attimi di tenerezza e istanti di dolore profondo, di disperazione che però hanno in sé una scintilla di speranza, la consapevolezza che sentimenti tanto forti sopravvivranno, una preghiera per la felicità della persona amata.

Personalmente adoro i disegni della Shimaki: il tratto è pulito, nitido e molto curato. La sensei mostra tutta la sua abilità sia nel disegnare volti fortemente (e a volte sconvolgentemente) espressivi, sia nella cura degli sfondi: i paesaggi naturali rappresentati in alcune tavole sono stupendi, sembrano fondersi con i sentimenti dei personaggi, diventando gli specchi della loro anima.

La maturità, la sensibilità, la delicatezza e il talento con cui Ako Shimaki affronta temi importanti, la buona caratterizzazione e analisi dei personaggi fanno di Mucha kucha daisuki una piccola perla in appena quattro volumi.

Consiglio la lettura di questo manga a chi vuol farsi coinvolgere da una storia che ha il sapore di una fiaba antica per l’assolutezza dei sentimenti dei protagonisti ma che al contempo riporta queste stesse emozioni in una dimensione umana e per questo fragile. Questo manga è fatto per chi non ha paura di vivere assieme ad Aoi e Tsuyoshi una tempesta di emozioni, per chi vuole ridere e commuoversi e per chi ha ancora il “coraggio” di versare lacrime per la storia di un amore senza tempo, senza fine: per la storia di un amore assoluto.

 

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