Ufo Baby (Daa! Daa! Daa!) di Mika Kawamura

A cura di Misato-san (testi, immagini e grafica) e Nimue (autrice)

Titolo: Daa! Daa! Daa!
Autrice: KAWAMURA Mika
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di tankoubon: 9, concluso
Casa editrice: Kodansha
Data di pubblicazione: 1998
Rivista di serializzazione: Nakayoshi

:: Il manga in Italia ::
Titolo: UFO BABY
Numero di volumi: 9, concluso
Pubblicato in Italia a partire da: Ottobre 2001
Casa editrice: Play Press, mensile
Prezzo: £ 7.000/E 3.62 (dal numero 4 E 3.90)

:: Sequel ::
Titolo originale: UFO BABY (Shin Daa! Daa! Daa!/Il nuovo Daa! Daa! Daa!)
Titolo: UFO BABY 2 – LE NUOVE AVVENTURE DI LOU
Pubblicato in Italia a partire da: Luglio 2004
Casa editrice: Play Press, mensile
Serie completa in due numeri, E 3.90
Sequel di Daa! Daa! Daa! Protagonista delle vicende è la piccola Miu, che un giorno si ritrova risucchiata da un buco nero e catapultata direttamente… sul pianeta Otto! Qui dei malviventi cercano di rapirla, poiché sul pianeta Otto i terrestri sono rari, ma viene salvata da un affascinante alieno: è Lou, il protagonista della prima serie di Ufo Baby, ora cresciuto e diventato un bel ragazzino! Miu è colpita subito dalla dolcezza e dal coraggio di Lou, e decide di accettare la sua proposta di accompagnarla a casa, sulla Terra! Perciò i due, in compagnia di Mini-miao (figlio di Baumiao), dell’amico di Lou, Lan, e della robocameriera AN F 90, intraprendono il lungo viaggio verso casa… riuscirà Miu a riabbracciare i suoi genitori? E se questi ultimi fossero proprio Miyu e Kanata, i due ragazzi che nella prima serie si presero cura di Lou neonato?

:: L’autrice ::
Nata il 5 agosto 1973 ad Aichi, Mika Kawamura ha debuttato come mangaka nel 1994, lavorando sempre per la casa editrice Kodansha. La sua opera più lunga, il manga per bambine Daa! Daa! Daa!, è anche quella più famosa ed esportata all’estero, e ha goduto di una trasposizione animata. In Italia abbiamo avuto l’opportunità di leggere sia Daa! Daa! Daa! che Panic x Panic, probabilmente grazie al traino dell’anime trasmesso su Rai 2 con il titolo internazionale di Ufo baby.

Storia
Se un piccolo alieno di qualche mese con uno sguardo tenerissimo ma ancora incapace di parlare piombasse nella vostra già caotica vita perché siete state costrette dai vostri screanzati genitori a vivere con un ragazzo appena conosciuto in un tempio buddista, cosa fareste?
Se questo è quello che vi è capitato… allora il vostro nome è Miyu e siete la protagonista di Daa! Daa! Daa!, il manga meglio conosciuto in Italia col titolo di “Ufo Baby”!
Nato sulle pagine del mensile “Nakayoshi” (Buoni amici) della Kodansha, Daa Daa Daa! è la storia che ha portato alla celebrità la sua autrice, la giovane Mika Kawamura: si tratta di una commedia romantica veramente dolce da cui è stata tratta persino una lunghissima serie tv (78 episodi!), che abbiamo potuto intravedere in Italia su Rai 2.

Ma procediamo con ordine…
Il concept di Ufo Baby, come accennavamo sopra, è molto semplice: Miyu Kozuki è una studentessa delle medie simpatica e carina, ma con un grosso problema… due genitori non troppo normali.
I due, infatti, sono scienziati, ed essendo stati scelti dalla Nasa, non ci pensano due volte a progettare il proprio trasferimento in America… mollando la povera Miyu a casa di un loro vecchio amico, il bonzo Sayonji, che ha un tempio che sovrasta la città! La povera Miyu, trovandosi con le spalle al muro, e non volendo rovinare i sogni dei propri genitori, si trova costretta ad accettare… si presenta così al tempio, dove viene accolta dal signor Sayonji in persona, che le mostra il posto dove vivrà da lì in poi, a tempo indeterminato.
È quasi ora di cena, e il signor Sayonji, per mettere Miyu a suo agio, la invita a fare un bagno ristoratore prima di mettersi a tavola… la ragazza è ancora stordita dalla girandola di avvenimenti che la stanno vedendo protagonista e comincia a pensare che la sua situazione è assurda, quando la porta del bagno si apre e un ragazzo molto carino coi capelli neri la vede con un solo asciugamano addosso!
Il “pervertito”, come Miyu l’ha prontamente apostrofato, è Kanata Sayonji, l’unico figlio del bonzo.
Il ragazzo, abituato a vivere da solo col padre, non sembra entusiasta della forzata convivenza, e prova a ricordare al padre le responsabilità che un tutore ha nei confronti di una persona sconosciuta quale Miyu è, e fa leva sul desiderio del padre di andare a meditare in India, sperando che il signor Sayonji non sia così matto da lasciarli lì da soli… si tratta delle classiche ultime parole famose: non appena il padre di Kanata finisce di spiegare che attende comunicazioni da un superiore del suo ordine, il telefono squilla e prima che i ragazzi abbiano il tempo di protestare, fa le valigie e corre a realizzare il sogno a lungo cullato!
I ragazzi chiaramente sono ancora sotto shock… Miyu non avrebbe mai pensato che esistesse qualcuno come i suoi genitori… quanto a Kanata… il suo unico pensiero per risolvere la faccenda sembrerebbe essere rimandare la questione al giorno dopo… la discussione tra i due viene interrotta da un lampo: qualcosa è entrato nel tempio! I ragazzi si precipitano a vedere… si tratta di un ufo in miniatura, con a bordo un bambino alieno (vola!) tenerissimo di 5/6 mesi (terrestri), che non parla ancora, ma che protesta ogni volta che i due sembrano litigare, come se volesse vederli assieme (tenete a mente questo particolare, perché nel volume 5 sapremo il motivo!)… Miyu e Kanata si ritrovano così a dormire in un futon comune, con il piccolino al centro… e Miyu, vedendo Kanata dormire accanto al piccino, ha un sussulto, e si rende conto per la prima volta, anche se inconsciamente, che il suo convivente è scontroso, ma molto, molto carino…
In seguito, la storia si arricchisce, come è normale prevedere, di comprimari, a partire da Baumiao, un essere mezzo cane e mezzo gatto con poteri di trasformazione che fa da “alien sitter” al piccolo Lou; oppure i compagni di scuola di Miyu e Kanata, tra cui citiamo Christine Hakomachi, enigmatica ragazzina dalla doppia personalità innamorata persa di Kanata, oppure c’è da citare la piccola Momoka, autoproclamatasi dal primo istante fidanzata di Lou!
Chiaramente, per Miyu e Kanata sarà sempre piuttosto complicato mantenere il segreto sui due coinquilini, e molti colpi di scena saranno riservati al lettore su questo e su altri aspetti della vicenda…

Considerazioni
Ufo Baby non è un manga semplice da inquadrare… si tratta della prima opera lunga della Kawamura, finora avvezza per lo più a storie brevi e dallo scarso successo commerciale, e tutto ciò si avverte nelle pagine del manga, che è a tratti fresco e divertente, ma alterna con troppa frequenza episodi tutto sommato buoni ad altri appena sufficienti dei quali è possibile salvare solamente il disegno, che è arioso e qualitativamente buono fin dai primi volumi (ricorda non poco, soprattutto all’inizio, quello della Tachigawa di Saint Tail).
La trama miscela efficacemente i momenti spassosi a quelli tenerissimi, ma il suo punto forte, quello in cui difficilmente “scade”, è costituito senza dubbio da quegli episodi in cui Miyu, Kanata, Lou e Baumiao dimostrano il loro essere diventati una piccola e singolare famiglia: il fulcro della vicenda, infatti, non è, come ci si può aspettare, costituito dal piccolo Lou e dai suoi poteri alieni, quanto dal fatto che il bimbo, Baumiao, Miyu e Kanata, dopo l’imbarazzo iniziale (dovuto per lo più alla reticenza dei terrestri ad abitare assieme, bisogna dire), diventano pian piano una famiglia a tutti gli effetti…
Quando invece la Kawamura sembra “ricordarsi” della natura aliena di Lou che lo porta ad avere poteri speciali tipo il volare o il saper rendere reali i sogni, si possono leggere nella storia episodi che risultano per lo più riempitivi.

In definitiva, Daa! Daa! Daa! e’ uno shoujo manga per bambine delle elementari, che piacerà a coloro che cerchino intrattenimento, riuscendo ad accontentarsi di una sceneggiatura scritta in maniera spesso appena sufficiente e di un disegno tutto sommato convenzionale… gli altri possono pure starne tranquillamente alla larga, vista anche l’edizione italiana che non brilla certo per qualità della confezione, dell’adattamento e della stampa.

Anime
E che dire della serie tv tratta da questo graziosissimo manga? È passata come un Ufo sulla seconda rete di stato, è proprio il caso di sottolinearlo!
La struttura della versione animata di Ufo Baby ricalca grosso modo quella del manga, constando però di ben 78 puntate: la trama risulta ricca di episodi autoconclusivi che, pur essendo spesso gradevoli e in buona parte umoristici, nulla tolgono o aggiungono a quella che è la storia di fondo.
Tuttavia, la visione risulta gradevole, essendo l’anime tecnicamente nella media delle produzioni odierne, con un character design fedele a quello della Kawamura e con dei colori estremamente vivaci, di quelli che caratterizzano spesso le produzioni per bambini, fascia cui lo stesso Ufo Baby appartiene.
Di particolare rilevanza nella trama è il personaggio di Mikan, la svampita vicina di casa di Miyu e Kanata, personaggio ricalcato (non sappiamo fino a che punto…) sulla stessa autrice Mika Kawamura (un po’ come succedeva in Gokinjo Monogatari aka Cortili del Cuore, dove la preside dello Yaza è palesemente ispirata alla sensei Yazawa).
Il nome del personaggio, infatti, è un gioco di parole tra il nome dell’autrice e il termine “Mikan”, che in giapponese significa “mandarino” (e infatti Mikan viene sempre raffigurata con un mandarino in testa).

Daa! Daa! Daa! Curiosità!
Forse non tutti sanno che, nell’adattare Daa! Daa! Daa! in italiano, il personaggio di BauMiao ha cambiato nome rispetto alla versione originale… in giapponese, infatti, il simpatico alien sitter mezzo cane e mezzo gatto si chiama Wannya… che non è altro che l’unione dei versi del cane e del gatto in giapponese.

Dedichiamo infine due parole a Shin Daa! Daa! Daa! (Il nuovo Daa! Daa! Daa!), manga della Kawamura cominciato nel maggio del 2002, che è il seguito ufficiale della serie, edito anche in Italia in due volumi.
La storia non parte da dove si era interrotta, ma qualche anno dopo… la protagonista, infatti, è una graziosa adolescente dai capelli rosa, che si trova in maniera del tutto casuale a capitare in quello che i lettori riconosceranno facilmente come essere il Pianeta Otto, patria di Luo e Baumiao!
Aggredita da alcuni malviventi, la ragazzina sarà salvata da un bel biondino che parrebbe essere suo coetaneo… che si offrirà di darle una mano, cominciando con lei un viaggio intergalattico alla ricerca della Terra, pianeta natale della ragazzina… e questo, naturalmente, è solo il primo episodio!

Shin Daa! Daa! Daa! ricalca fedelmente la serie madre come struttura, disegno, come escamotage pensati dalla Kawamura per giustificare talune scelte (per esempio, Miyu e Kanata sono disegnati sempre senza volto così come lo erano i genitori di Lou nella prima serie, il che giustificava l’affezione del piccolo per i due ragazzini che egli scambiava per i propri genitori reali); la serie risulta a conti fatti leggibile anche per coloro che non avessero seguito la serie “regolare”.

 

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